Velvet Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 1 ora fa, dariob ha scritto: Però diomio è veramente povero il menù politico in cui scegliere. Il menù da diversi anni si adatta ai commensali. I quali nel recente passato hanno lasciato sul piatto persone ben più preparate, stimabili e rispettabili. Inutile servire foie gras se la clientela italiana preferisce i rigatoni con la carne simmenthal. Cioè a gente che vota con disinvoltura Ciccio Mojito, la zucchinara di mare, Tony-Nelly, la Appendino, Vannacci, Berlusconi o il fantasma di D'Alema cosa cribbio gli vuoi dare? 1 Link al commento https://melius.club/topic/29756-un-idillio-finito-male/page/18/#findComment-1787506 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
claravox Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 10 ore fa, claravox ha scritto: https://scenarieconomici.it/trump-contro-meloni-lombra-di-hormuz-dietro-le-liti-social-la-realta-dietro-le-parole/ […] Uno scontro che, letto superficialmente, sembra da asilo nido, o il peggio del social, e iniziato a freddo da Trump, fra l’altro con una TV sicuramente anti-meloniana. Tuttavia, dietro le quinte si nascondono crepe profonde e questioni di ben altra gravità. Per quanto umorale Trump ha lanciato un attacco a freddo che ha spiegazioni profonde. La vera posta in gioco: lo Stretto di Hormuz Per comprendere la reale natura di questa frattura, bisogna abbandonare il gossip e guardare alla geopolitica pura. La ruggine tra Washington e Roma non nasce da questioni di etichetta, da presunto maschilismo o da antipatie personali, ma da un dossier ben preciso: lo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti avevano chiesto un impegno chiaro alla Marina Militare italiana per mantenere aperta questa via d’acqua fondamentale, essenziale per il transito energetico e commerciale globale. La situazione è precipitata quando Trump ha annunciato una tregua in 14 punti con l’Iran, un accordo di pacificazione che l’Italia aveva a lungo auspicato. Ci si aspettava, a quel punto, un intervento italiano tempestivo, in particolare per le operazioni di sminamento, per le quali la nostra marina ho attrezzature ed esperienza notevoli. Invece, è arrivato il gran rifiuto. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in visita al Pentagono, ha negato l’impiego delle nostre navi lamentando la mancanza di precondizioni sicure e di un accordo di pace definitivo e garantito. Una linea ribadita dalla stessa Meloni al G7, dove ha escluso un intervento immediato preferendo “valutare in corso d’opera” l’evoluzione della tregua. L’Italia, storicamente pronta a supportare gli alleati – come fecero i governi del passato in Iraq, Afghanistan o in Kosovo – questa volta ha scelto di restare a guardare. Le navi cacciamine italiane sono tecnicamente pronte e già posizionate a Gibuti, eppure restano ferme. Per la Casa Bianca, la giustificazione formale del nostro governo suona come un atto di slealtà, se non peggio, di scarso coraggio. A questo si aggiunge la questione delle basi. Il rifiuto italiano di concedere l’uso delle piste in Sicilia per i caccia americani è stato visto come uno sgarbo inaccettabile. Meloni si è trincerata dietro il rigoroso rispetto degli accordi bilaterali e la sovranità nazionale. Un “8 settembre al contrario”, come sottolineato da alcuni commentatori, che ha fatto infuriare Trump. Non stupisce, quindi, che il presidente Usa abbia negato l’incontro bilaterale a Évian. Quando Trump dice “non era lì per noi”, non parla di una fotografia mancata, ma della clamorosa assenza italiana nello Stretto di Hormuz nel momento del bisogno. La questione di Hormuz sta diventando sempre più pressante per gli USA e per Trump. Non solo c’è il prestigio nazionale, ma anche una questione molto più terra terra legata all’esaurimento delle riserve strategiche americane. Gli USA hanno liberato molto petrolio per mantenere i prezzi sotto controllo, ma questo si sta esaurendo e ormai le SPR sono al minimo dal 1983. Quindi è essenziale che riprenda il traffico nello Stretto, altrimenti assisteremo ad un’altra fiammata che colpirebbe direttamente i prezzi dei carburanti in tutto il mondo, USA compresi. Ecco il grande nervosismo di Trump, che ha sbagliato completamente i toni, ma che parte da motivazioni molto serie. […] In questo scenario teso, l’amministrazione americana dimostra spesso di non cogliere le sfumature istituzionali italiane, trattando la presidenza del Consiglio con le stesse prerogative della presidenza della Repubblica. Tuttavia, a Palazzo Chigi manca un’uguale lucidità: non si è compreso che la questione di Hormuz è percepita a Washington come un tema vitale di sicurezza nazionale. Non si può pensare di aspettare 60 giorni, non ci si fa una bella figura, non solo nei confronti di Trump, ma anche degli Stati del Golfo nostri amici, a cui sembra i politici italiani, un po’ tutti, tengono molto. L’Italia ha tutto il diritto, e forse il dovere, di rivendicare la propria autonomia e di “fare da sé”. Ma questo approccio non deve tradursi in una supina dipendenza dalla Francia o dai vertici di Bruxelles, né deve apparire agli occhi della prima potenza mondiale come una fuga dalle responsabilità. Rispondere con tono piccato e pungente alle provocazioni social del presidente Usa è un esercizio facile, che regala 48 ore di notorietà e di applausi dei sostenitori. Trovare e mantenere un equilibrio strategico di lungo termine, capace di salvaguardare la nostra economia e i nostri posti di lavoro, è invece il vero banco di prova per un governo nazionale. Poi, un giorno, con calma, potremo magari iniziare un serio discorso sul significato attuale della NATO; la necessità di una forza di deterrenza autonoma, sugli interessi strategici nazionali, magari quando la situazione istituzionale permetterà di parlarne senza essere continuamente richiamati al’ordine del rispetto dei “Voleri superiori”, ma questo non può avvenire con lo scambio di battute sui social media. Donald #Trump attacca nuovamente Giorgia #Meloni sul suo social #Truth: “Dopo aver speso migliaia di miliardi di dollari per la NATO, l’Italia e il suo Primo Ministro non prenderebbero nemmeno in considerazione di impegnarsi contro la Repubblica Islamica dell’Iran e la sua gravissima minaccia nucleare. Per decenni li abbiamo difesi, ma, quando messi alla prova, non ci sono per difendere noi e il resto del mondo. Non va bene! Presidente DONALD J. TRUMP” Link al commento https://melius.club/topic/29756-un-idillio-finito-male/page/18/#findComment-1787523 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Velvet Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa Eh niente, è entrato in loop. Pensava fosse amore invece era un calesse Link al commento https://melius.club/topic/29756-un-idillio-finito-male/page/18/#findComment-1787526 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 3 minuti fa, claravox ha scritto: migliaia di miliardi di dollari Fantastiliardi di dollari. Link al commento https://melius.club/topic/29756-un-idillio-finito-male/page/18/#findComment-1787527 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 2 Link al commento https://melius.club/topic/29756-un-idillio-finito-male/page/18/#findComment-1787531 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
claudiofera Inviato 22 minuti fa Condividi Inviato 22 minuti fa Gli alpini sono stati attenti a scegliere la data, non confligge con il raduno degli Hobbit . Link al commento https://melius.club/topic/29756-un-idillio-finito-male/page/18/#findComment-1787551 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
lello64 Inviato 18 minuti fa Condividi Inviato 18 minuti fa purtroppo militari e ffoo votano... e di solito votano tutti male... bisogna tenerseli buoni... Link al commento https://melius.club/topic/29756-un-idillio-finito-male/page/18/#findComment-1787554 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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