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appecundria

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mariovalvola
1 ora fa, appecundria ha scritto:

Gli ultimi 30 anni di vita politica italiana hanno dimostrato che conta soltanto il nome del candidato Duce.

C'è a sx una tendenza a sopravvalutare l'elettore medio. Ormai l'elettore sa bene che i programmi si fanno tanto per farli, che non ci saranno blocchi navali, remigrazioni, abolizione di accise, tagli di tasse, uscite da Euro, UE e Nato, ricrescita di capigliature e riduzioni di giro vita.

In questo quadro le destre sono favorite perché si rivolgono ad un elettorato allevato a credere, obbedire e combattere. Pensa te che esiste ancora gente sinceramente convinta del fatale destino imperiale di Roma.  😅

Mentre il restante 70% degli italiani è affaccendato nelle sue cose e disperso in mille ragionamenti, incluso il presente. 

 

L'elettore medio non è stupido ( contrariamente a quello che pensa il Bearzot siculo bresciano ), è rassegnato, e la rassegnazione è razionale dopo decenni di promesse tradite. Ma accettare quella rassegnazione come dato immutabile è esattamente la trappola. Se si parte dall'assunto che non cambia nulla, non cambierà nulla e il prossimo carismatico salvatore troverà il campo libero come sempre.

Il punto di partenza deve essere la verità, detta senza perifrasi. Non i programmi elettorali pieni di buoni propositi inconciliabili, non la retorica del cambiamento, ma un'analisi onesta di dove sono le leve reali del potere e chi le controlla. Le decisioni che contano tassi, vincoli di bilancio, condizionalità sui debiti sovrani sono state spostate fuori dal perimetro democratico. Dirlo chiaramente non è populismo, è prerequisito per qualsiasi discorso serio.

Da lì si costruisce una proposta concreta su tre livelli.

Il primo è europeo l'unico terreno su cui si può recuperare sovranità democratica reale. Non uscire dall'Europa, ma battersi per cambiarla dall'interno: riforma della BCE con mandato esteso alla crescita e all'occupazione come la Fed americana, bilancio federale europeo degno di questo nome, strumenti permanenti di trasferimento fiscale tra paesi. Non è utopia è quello che esiste già negli Stati Uniti e che l'Europa non ha voluto costruire per scelta precisa di chi ci guadagnava.

Il secondo è nazionale recuperare produttività e crescita senza aspettare che lo faccia qualcun altro. Riforma seria della pubblica amministrazione non come taglio di spesa ma come investimento in efficienza. Giustizia civile che funzioni, perché la lentezza dei tribunali è una tassa occulta sulle imprese che scoraggia gli investimenti. Lotta all'evasione fiscale non come slogan ma come priorità strutturale con strumenti seri non si finanziano promesse con l'evasione, ma si può recuperare un punto di PIL l'anno se si ha la volontà politica di farlo davvero.

Il terzo è culturale ed è il più difficile. Smettere di vendere ogni elezione come la svolta decisiva e ogni leader come il salvatore. Costruire invece una classe dirigente diffusa, radicata nei territori, competente e onesta, che non dipenda dal carisma di uno solo. I partiti che hanno resistito nel tempo non sono stati quelli con il leader più brillante, sono stati quelli con la struttura più solida e il PCI era esattamente questo.

Il bagno di realtà c'è già i numeri sulla povertà, sul debito, sul PIL fermo lo documentano. Il problema è che senza una narrazione alternativa credibile, la realtà produce solo altra rabbia senza direzione. E la rabbia senza direzione è il miglior carburante per il prossimo uomo della provvidenza.

La svolta non viene dalla crisi. Viene da chi ha il coraggio di dire la verità fino in fondo e proporre qualcosa di concreto al posto delle promesse. È poco? Forse. Ma è l'unica cosa che nella storia ha funzionato davvero.

 

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2 ore fa, mariovalvola ha scritto:

. La BCE, infatti, non risponde a nessun elettore per definizione statutaria.

Bel post, cito solo questo ma lo dico senza ironia; è un punto di vista, ed è opposto

al mio.

Voglio dire quello che scrivi è vero ma le cose non potrebbero essere diverse.

 

Per dirne una, solo una (la frase citata): guai se le scelte della BCE fossero sottoposte a

scelte politiche!

L'indipendenza delle banche centrali è la base del loro funzionamento.

 

Per spiegare: allora facciamo un referendum sul l'eliminazione delle tasse (che infatti

è escluso dalla costituzione).

 

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3 ore fa, appecundria ha scritto:

Adesso funziona il talk show in gruppo o a solo.

Si vero, ho visto:

Ognuno si porta la cassetta da casa, ma c’è anche un servizio di noleggio sul posto per chi non si è provveduto da se stesso, un po’ caro ma legno di riciclo assolutamente ecologico 😆

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appecundria
23 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

Le decisioni che contano tassi, vincoli di bilancio, condizionalità sui debiti sovrani sono state spostate fuori dal perimetro democratico

Scusa Mario, a parte il fatto che è off topic, non ho capito cosa c'entra il perimetro democratico con aspetti che sono iper tecnici. Ammesso che siano stati davvero spostati.

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mariovalvola

 

--

47 minuti fa, dariob ha scritto:

Bel post, cito solo questo ma lo dico senza ironia; è un punto di vista, ed è opposto

al mio.

Voglio dire quello che scrivi è vero ma le cose non potrebbero essere diverse.

 

Per dirne una, solo una (la frase citata): guai se le scelte della BCE fossero sottoposte a

scelte politiche!

L'indipendenza delle banche centrali è la base del loro funzionamento.

 

Per spiegare: allora facciamo un referendum sul l'eliminazione delle tasse (che infatti

è escluso dalla costituzione).

 

Grazie ma il ricatto della BCE ( assolutamente non facoltizzata a imporre simili ultimatum) è un fatto seguito poi a tenaglia dalla commissione. E' questo l'aspetto che trovo poco solidale e raccapricciante. Poi, mi spiego meglio sul ruolo della banca centrale che è giusto che debba essere sovrana.
 

 

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mariovalvola
44 minuti fa, appecundria ha scritto:

Scusa Mario, a parte il fatto che è off topic, non ho capito cosa c'entra il perimetro democratico con aspetti che sono iper tecnici. Ammesso che siano stati davvero spostati.

 

Mi scuso per l’off topic ma rimane cruciale. Non è una questione di tecnicalità ma di scelte strutturali e quindi politiche. Quando si decide il tasso di interesse, si decide chi può prendere un mutuo e chi no. Quando si fissano i vincoli di bilancio, si decide quanti insegnanti, quanti medici, quanti investimenti pubblici un paese può permettersi. Quando si impongono condizionalità sul debito sovrano, si decide quale governo può governare e con quale agenda. Chiamarle decisioni "iper tecniche" è esattamente la mistificazione di cui parlavo: la tecnica è il vestito, la politica è il corpo. È vero che una moneta unica richiede inevitabilmente una banca centrale unica indipendente dai parlamenti nazionali su questo non c'è discussione. La BCE non può rispondere contemporaneamente a venti parlamenti con mandati diversi e contraddittori. Quella cessione di sovranità era una conseguenza logica della scelta dell'euro. Prima dell'euro la Banca d'Italia non era pienamente sovrana era formalmente indipendente dal governo ma operava in un contesto nazionale, rispondeva al ciclo economico italiano, poteva svalutare la lira quando serviva competitività, e il governatore era nominato dal governo italiano con una catena di responsabilità almeno formale verso le istituzioni democratiche nazionali. Con l'euro quella flessibilità è sparita. Ma qui sta il punto che si preferisce non vedere. Una moneta unica senza una governance fiscale comune è un'architettura deliberatamente incompleta. Gli Stati Uniti hanno la Fed con mandato unico, ma hanno anche un bilancio federale che attraverso stabilizzatori automatici, sussidi di disoccupazione, tassazione progressiva centralizzata, programmi sociali federali assorbe automaticamente gli shock economici indipendentemente dallo stato colpito, creando di fatto un riequilibrio implicito tra aree più ricche e più povere. Circa i due terzi della risposta fiscale americana alla crisi del 2008 fu automatica, senza bisogno di decisioni politiche caso per caso. L'Europa non ha nulla di paragonabile il bilancio europeo è circa l'1% del PIL europeo, una frazione minuscola incapace di assorbire shock asimmetrici tra paesi. Si è accettata la parte che conveniva ai paesi forti : mercato unico, moneta stabile, fine della svalutazione competitiva altrui e si è bloccata la parte che avrebbe riequilibrato il sistema. La lettera del 5 agosto 2011 è la prova più concreta di questo squilibrio: La BCE ha condizionato illegittimamente il proprio intervento a riforme politiche precise verso un governo democraticamente eletto, in un sistema in cui nessun contrappeso democratico europeo poteva intervenire. Non è una fatalità tecnica. È una scelta politica precisa. E chiamarla tecnica serve esattamente a impedire che qualcuno la contesti.

Mi scuso ancora.

 

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Gaetanoalberto

Se spostassimo la discussione dalle persone alle proposte, verrebbe fuori, come dice Appe, che gli elettori votano sapendo benissimo che le promesse eclatanti sono ireealizzabili.

Non penso di sopravvalutare i miei interlocutori di Melius, se presumo che intuiscano che il mio ripetere la parola "centro" o "democrazia cristiana" è sempre stata una bonaria provocazione: vestire i panni del reietto e vedere gli effetti che fa.

Tutti sappiamo che le istanze sono confliggenti, che non si puo buttare tutto e nessuno a mare e che bisogna tenere in piedi una baracca che non potrebbe sopportare virate a 180 gradi in nessuna direzione.

Restano i diritti della persona e l'indirizzo generale che si vuol dare: contro o a favore, in negativo od in positivo, rispetto a degli obiettivi raggiungibili.

Questo illustrando potenziali piccoli e graduali miglioramenti e sacrifici.

Questo è il mio concetto di "centro".

È evidente che nessuno pensa di resuscitare i morti, si tratta di  tornare alla ragione e spegnere le polemiche strumentali.

Il chè richiede il mettersi assieme.

Sempre.

 

  • Melius 1
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Gaetanoalberto
17 minuti fa, appecundria ha scritto:

@Gaetanoalberto ma sai che stasera il Renzi mi è piaciuto?

Mi fa piacere. Per quanto mi riguarda non è che penda particolarmente dalle sue labbra.

Lo ascolto come altri, ha posizioni spesso intelligenti e qualche volta mi trova in disaccordo.

Vale per tutti gli altri.

Poi è un toscanaccio con l'ego che dici e che porta con sé tutti i difetti di codesto popolo, ammesso che il medesimo abbia dei pregi. Avrà pur imparato dalle batoste, e per quanto l'ho seguito in parlamento (non passo il tempo ad ascoltarlo), è sempre stato molto chiaramente ed abbastanza efficacemente antigovernativo.

Dico per me ovviamente: lui e Calenda, che si odiano, in alcuni casi hanno un'apprezzabile nettezza, e forse una tendenza all'autonomia che ovviamente può dare fastidio.

Non mi sembrano nemici.

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