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Questionario consumer choice per l'acquisto di zafferano certificato


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@mchiorri inviami pure il link del questionario, però non sono un acquirente regolare di zafferano. Purtroppo Madame non lo gradisce, nemmeno l'aroma.  Il consumo più frequente che faccio è come ingrediente in un gelato  che prendo fuori. (gusto "bastani",  praticamente una crema grassa cotta con zafferano, acqua di rose e granella di pistacchio. E' un gusto iraniano, come il gelataio che lo prepara  ) 

52 minuti fa, Martin ha scritto:

inviami pure il link del questionario, però non sono un acquirente regolare di zafferano. Purtroppo Madame non lo gradisce, nemmeno l'aroma.  Il consumo più frequente che faccio è come ingrediente in un gelato  che prendo fuori. (gusto "bastani",  praticamente una crema grassa cotta con zafferano, acqua di rose e granella di pistacchio. E' un gusto iraniano, come il gelataio che lo prepara  ) 

non l'ho mai assaggiato, ma da come lo descrivi molto, ma molto interessante. Ti mando il link.

alcuni lustri fa mi rifornivo di pistilli (prezzo di favore) direttamente da una cooperativa a ridosso della piana di Navelli AQ che produceva circa 3 kg all'anno.

oggi si trova lo zafferano aquilano da 20 a 35 euro al grammo, che significa da 2 a 3,5 euro ad utilizzo, in primis risotto

e siccome lo zafferano vorrei usarlo e non averne un grammo da guardare/mostrare, negli ultimi anni mi sono rivolto al mercato internazionale

quello del Kashmir è molto apprezzabile, ma altrettanto difficile da reperire non essendo una grande produzione, comunque un Premium Quality lo si trova a circa 5 euro/g

l'Italia produce  circa 500 kg di zafferano, mentre l'Iran ne produce circa 220.000 kg (440 volte tanto) 

data la grande produzione fanno una selezione e una catalogazione molto attenta. le 3 migliori selezioni sono il bunch, il pushal e il Negin, che è il migliore (pistilli lunghi, molto aromatici e molto coloranti) 

della nuova produzione 2020 di qualità NEGIN ho preso 10 grammi a 40 euro (0,40 euro ad utilizzo) ed è una goduria

la maggioranza acquista zafferano in polvere e ho seri dubbi sull'attenzione dei consumatori circa le certificazioni dello zafferano, essendo quello serio, molto ma molto di nicchia  

2 ore fa, corrado ha scritto:

Che io sappia lo zafferano iraniano è qualitativamente inferiore a quello italiano

"quello italiano" senza una zona precisa, senza un produttore preciso, senza una certificazione precisa vuol dire niente o poco più,,, ma tu hai mai fatto un personale confronto dal vivo? e con quale altri zafferani?

comunque mai sostenuto che quello di Navelli non sia una eccellenza superiore al Negin iraniano (il migliore iraniano, non il migliore del mondo) ,,, e si da il caso che sono lustri che conosco quello aquilano e anche usato per molti anni acquistandolo in zona direttamente da un produttori serio

vedo ora su eBay un tizio di Pineto (poco a che fare con Navelli) che vende 0,3 grammi "zafferano di Navelli" senza certificazione alcuna alla modica cifra di 28,98 euro (oltre 96 €/g)

ma anche un 30 € per 1 grammo con semplice enunciazione di Navelli da un tizio di Padova senza confezione del consorzio mi fa propendere per la mia scelta attuale ,,,, ma per favore !!!

 

PS: il più famoso risotto alla milanese con foglia d'oro era quello di Gualtiero Marchesi (non che mi impressionò granché e di sicuro non valeva il prezzo esorbitante). Il produttore aquilano da cui mi rifornivo andò a proporglielo e dopo un test il famoso cuoco di nouvelle cuisine rifiutò di acquistarlo, anche se giudicato molto buono, perchè troppo caro.

in effetti incideva su un risotto da 50.000 lire per circa 200 lire di differenza in più

racconto questo a prescindere dalla mia personale stima verso G.M.  e penso che l'alta ristorazione debba fargli un statua immensa in riconoscenza a cominciare da un suo ex garzone, al secolo Carlo Cracco

 

 

Il 5/8/2021 at 17:00, artepaint ha scritto:

alcuni lustri fa mi rifornivo di pistilli (prezzo di favore) direttamente da una cooperativa a ridosso della piana di Navelli AQ che produceva circa 3 kg all'anno.

oggi si trova lo zafferano aquilano da 20 a 35 euro al grammo, che significa da 2 a 3,5 euro ad utilizzo, in primis risotto

e siccome lo zafferano vorrei usarlo e non averne un grammo da guardare/mostrare, negli ultimi anni mi sono rivolto al mercato internazionale

quello del Kashmir è molto apprezzabile, ma altrettanto difficile da reperire non essendo una grande produzione, comunque un Premium Quality lo si trova a circa 5 euro/g

l'Italia produce  circa 500 kg di zafferano, mentre l'Iran ne produce circa 220.000 kg (440 volte tanto) 

data la grande produzione fanno una selezione e una catalogazione molto attenta. le 3 migliori selezioni sono il bunch, il pushal e il Negin, che è il migliore (pistilli lunghi, molto aromatici e molto coloranti) 

della nuova produzione 2020 di qualità NEGIN ho preso 10 grammi a 40 euro (0,40 euro ad utilizzo) ed è una goduria

la maggioranza acquista zafferano in polvere e ho seri dubbi sull'attenzione dei consumatori circa le certificazioni dello zafferano, essendo quello serio, molto ma molto di nicchia  

Ottimo, concordo in tutto.... corretti i dati produttivi e la classificazione, che è quella tradizionale iraniana. C'è da aggiungere che esiste anche un protocollo ISO internazionale per la classificazione qualitativa (ISO EN 3200), basato quantità dei 3 principali  componenti (crocina , pirocrocina e safranale) e su qyesto si basano le quotazioni per le transazioni internazionali.

Ho consumato per anni prodotti iraniani ed anche italiani: entrambi ottimi, per partigianeria propendo per gli italiani, ma credetemi, il prodotto iraniano di qualità è ottimo ed il prezzo a cui lo hai trovato è basso.

@corrado no Corrado, non è così, dipende dalla selezione del prodotto. Direi che forse nemmeno la tecnica di produzione è fondamentale sulla qualità, essendo coltivato in tutto il mondo in maniera similare. La tecnica è primitiva e invariata da secoli, non vengono usati - di norma perchè non ce ne è bisogno - nè diserbanti, nè fertilizzanti  e non ci sono differenze sostanziali tra Iran, Italia e Spagna: quasi tutto a mano, tranne due fasi secondarie. 

Forse l'essiccazione (temperature e cicli di temp.) può maggiormente influenzare la qualità..... 

Il 5/8/2021 at 21:17, artepaint ha scritto:

"quello italiano" senza una zona precisa, senza un produttore preciso, senza una certificazione precisa vuol dire niente o poco più,,,

certamente ed il focus del questionario che vi ho proposto verte su questo, cioè quale sistema di certificazione è preferito dal consumatore italiano? parliamo di stimmi, non di polvere che la lascerei a Marchesi.🤣

Quindi di qualità "intrinseca" legata alla zona di produzione (dop) al metodo (bio), a protocolli produttivi stabiliti dall'Associazione di prod.. Pochi però utilizzano ISO 32.000 a cui è legato il concetto di qualità oggettiva.

Il 5/8/2021 at 21:17, artepaint ha scritto:

, e si da il caso che sono lustri che conosco quello aquilano e anche usato per molti anni acquistandolo in zona direttamente da un produttori serio

sarà certificato DOP.

 

Il 5/8/2021 at 21:17, artepaint ha scritto:

vedo ora su eBay un tizio di Pineto (poco a che fare con Navelli) che vende 0,3 grammi "zafferano di Navelli" senza certificazione alcuna alla modica cifra di 28,98 euro (oltre 96 €/g)

ma anche un 30 € per 1 grammo con semplice enunciazione di Navelli da un tizio di Padova senza confezione del consorzio mi fa propendere per la mia scelta attuale ,,,, ma per favore !!!

ecco appunto, il valore della certificazione...... magari è qualitativamente ottimo, ti fregano - se il sistema non funziona - comprando in Iran a 1.500€/kg e rivendendolo a quel prezzo..... L'ho notato direttamente anch'io, sono numerosissimi questi casi speculativi che giocano sul "nome". Per costruire la griglia del prezzo che trovi nelle schede, ho setacciato i listini on line (non Amazon....) dei diversi produttori, approfittando dell'associazione Zafferano Italiano che ha soci in sutta Italia e risaltano all'occhio questi "rivenditori" che spacciano per DOP, ma non espongono il logo.

 

Il 5/8/2021 at 21:17, artepaint ha scritto:

il famoso cuoco di nouvelle cuisine rifiutò di acquistarlo, anche se giudicato molto buono, perchè troppo caro.

ma per favore...... Tanto per sfatare il mito del prodotto costoso di nicchia..... 1gr di zafferano si ottiene da circa 250 fiori. 

Ogni fiore ha tre stimmi, per un totale di 750 per grammo al prezzo (ad esempio) di 30€.

Per un risotto occorrono circa 4 stimmi/persona, cioè 16 centesimi/persona: vi sembra un costo improponibile anche per fasce di reddito basse/ medio basse, consumandolo a frequenza - se va bene - mensile? E' la percezione del prodotto che è diversa e Marchesi si è inventato certamente una supercaxxola per non prenderlo.

@artepaint ma perchè non compili il questionario e mi fai sapere che ne pensi?

Ben accette critiche e suggerimenti, ovvio!

1 ora fa, Martin ha scritto:

Qual'è la produttività media di un addetto alla raccolta (immagino sia solo manuale)  e di un addetto al distacco degli stimmi ? 

bassa, molto bassa. A breve dovrei avere dati che il mio collega non ha ancora elaborato, comprese e le schede di campo di 8 produttori umbri (di 3 associazioni diverse).

Considera che la fioritura è concentrata in 15 giorni tra ottobre/novembre, va tassativamente fatta di mattino a fiore possibilmente non aperto ed il fiore è a 10 cm di altezza che obbliga una raccolta a "carponi", assolutamente a mano.

La difficoltà e la velocità di fioritura, la necessitano di lavoro concentrato in brevi momenti, fatto che direttamente limita le dimensioni degli appezzamenti alla disponibilità di manodopera.

I  tentativi di meccanizzazione non hanno sortito effetti....

  • Thanks 1
Il 7/8/2021 at 09:51, mchiorri ha scritto:

C'è da aggiungere che esiste anche un protocollo ISO internazionale per la classificazione qualitativa

 (ISO EN 3200), basato quantità dei 3 principali  componenti (crocina , pirocrocina e safranale) 

 

IMG_20210808_112030.jpg

 

(Crocinwert =286, Safranal(Aroma)=32, Picrocrocin(Bitterkeit)= 95 laut ISO 3632-2)

la crocina è quella che da la colorazione

piroclocina e safranale danno le caratteristiche organolettiche (dolce, amaro, terroso)

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