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Melius Club

Un bel dilemma economico, la ricerca e sviluppo, le tecnologie innovative...


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....portano all’obsolescenza di determinati mestieri, alla chiusura di stabilimenti produttivi, alla perdita di posti di lavoro, giusto quindi perseguire sempre e comunque lo sviluppo ed il progresso tecnologico o sarebbe meglio fermare tutto o quantomeno ricorrere alla mediazione politica per rallentare determinati processi di sviluppo?

Nello specifico nei tweet qui sotto una polemica tra Michele Boldrin, professore di economia e co-fondatore al tempo di “fare per fermare il declino” che paradossalmente è un sostenitore della teoria per la quale l’auto a elettrica non sarebbe da fare, oltretutto afferma siamo tra i principali fornitori di componenti per l’auto tradizionale e gli incentivi statali per la crescita dell’elettrico, quindi la decisione politica di indirizzare le scelte economiche in una determinata direzione, impatterebbero in modo significativo sulla nostra economia e sull’occupazione di uno specifico comparto produttivo, mentre Paolo Altissimo dall’altra parte afferma che, al contrario, l’auto elettrica sia oggi una tecnologia matura e per questo motivo si sta affermando e questo prescinde da aiuti pubblici, qui sotto i tweet:

 

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/3379-un-bel-dilemma-economico-la-ricerca-e-sviluppo-le-tecnologie-innovative/
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Il problema riguarda in modo importante il nostro Paese, non solo per il discorso fatto da Boldrin sull’impatto negativo sulla nostra produzione industriale, ma soprattutto perché è un problema che spesso si è presentato anche nelle discussioni fatte su queste pagine e che caratterizza la visione del mondo di una precisa parte politica nel nostro paese che vorrebbe fermare lo sviluppo e cristallizzare lo status quo, tutto per perseguire una maggiore “sicurezza” economica e sociale, nella convinzione che si possa “fermare il mondo per poter scendere”, in questa querelle stranamente non mi trovo d’accordo con Boldrin ma con Altissimo, “l’economia dei maniscalchi” è la metafora perfetta di un modo di vedere il mondo che è fuori dalla realtà, ma Boldrin non è uno stupido quindi qualche domanda tocca porserla....

  • Melius 1

le transazioni da qualcosa a qualcos' altro portano sempre scompiglio e quindi vanno governate, ma adesso il limite è la cosiddetta ai, la digitalizzazione e tutto quello che ci va dietro: 1) al momento non funziona 2) l' uomo è un' animale sociale e da li non ci scappi 3) nella società del meglio e tutto perfetto che si fa con quelli normali o direttamente scarsi, che assieme sono la netta maggioranza

Mauro, quale Sarebbe questa parte politica ? 🙂

Il luddismo risale al secolo delle rivoluzione industriale e per fortuna sto scrivendo da un tablet e non da un falò di foglie verdi dal quale lancio segnali di fumo. 

Uno dei difetti del luddismo è quello di non capire che il progresso (chiaramente sostenibile) giocoforza, crea nuove competenze, nuove specializzazioni e nuovo lavoro. 

  • Melius 1
1 ora fa, wow ha scritto:

quale Sarebbe questa parte politica ? 🙂

Quella che non voleva l’euro per tornare alla lira, quella che negli anni ‘80 si stava meglio perché c’era la lira, quella per la quale il progresso tecnologico è visto come il “male”, mentre il bene è che tutto resti come era, perché lascia tutti nella propria zona di comfort. 😉 

  • Thanks 1
1 ora fa, audio2 ha scritto:

le transazioni da qualcosa a qualcos' altro portano sempre scompiglio e quindi vanno governate

Allo stesso tempo però certi cambiamenti non partono se non accelerati e/o supportati dalla spinta politica ottenuta attraverso lo stanziamento di contributi pubblici, il punto è scegliere quei cambiamenti siano realmente un’opportunità e quindi siano necessari e soprattutto valutare attentamente se quei settori, ad un certo punto, finiti i contributi economici riescono a sostenersi da soli senza sgonfiarsi come un palloncino bucato, altrimenti avremmo solo gettato al cesso risorse importanti e perso del tempo.

secondo me il passaggio della spinta pubblica è nocivo ed alquanto aleatorio, il controllo e indirizzo andrebbe applicato a questioni di salute/ecologia/sicurezza. la rivoluzione industriale non è mica nata con l' ecobonus. basta che guardi dalle nostre parti, dove deve funzionare funziona ( circa ), e dove non funziona, non funziona comunque nonostante i dinari dello stat.

1 minuto fa, audio2 ha scritto:

secondo me il passaggio della spinta pubblica è nocivo ed alquanto aleatorio,

Ne ero convinto anch’io, ma nello specifico dell’auto elettrica è probabilmente indispensabile, sempre ammesso e non concesso che la premessa del precedente post sia rispettata.

Ma ad esempio nei contributi per l’edilizia del 110% non credo sia controproducente? Che senso hanno in prospettiva? 

4 minuti fa, audio2 ha scritto:

il controllo e indirizzo andrebbe applicato a questioni di salute/ecologia/sicurezza. la rivoluzione industriale non è mica nata con l' ecobonus. basta che guardi dalle nostre parti, dove deve funzionare funziona ( circa ), e dove non funziona, non funziona comunque nonostante i dinari dello stat.

Qui non ti seguo e non capisco a cosa tu faccia riferimento, puoi essere più chiaro? Grazie.

si ma quello che dico io è che se hai bisogno dei contributi ciò vuol dire che il discorso in realtà non funziona  e va a detrimento di altro. poi se vieti il gasolio per questioni di inquinamento è un altro discorso, ma allora va fatto per bene e per tutto. i contributi dell 110 sono una cosa temporanea e mal escogitata. di edilizia c'è bisogno, però adesso è tartassata, la via è quella della defiscalizzazione standard su basi generali, non il contributino che non si regge.

2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

puoi essere più chiaro?

se ci sono le condizioni generali una cosa parte da se e funziona, altrimenti no.

per avere un' industria che va serve pianura e acqua in abbondanza, dove ci sono

solo monti cosa vuoi fare.

3 minuti fa, audio2 ha scritto:

se ci sono le condizioni generali una cosa parte da se e funziona, altrimenti no.

Sono sullo stesso pensiero: da che mondo è mondo le cose mature (ma anche quelle realmente innovative e rivoluzionarie) hanno sempre funzionato da sé senza bisogno di pantalone che paga il bollo della sua inquinante turbodiesel 3000cc per finanziare le vendite del signor Musk.

 

A questo bisognerebbe aggiungere che l'auto elettrica è probabilmente solo un futuro temporaneo, perché è una tecnologia vecchia come mio bisnonno.

7 minuti fa, audio2 ha scritto:

se ci sono le condizioni generali una cosa parte da se e funziona, altrimenti no.

Ok, ma questo avviene quando settori e prodotti sono maturi, il punto è fino a che punto gli incentivi possono accelerare la transizione, nel fotovoltaico la prima generazione di pannelli non era granché performante e, di fatto, gli incentivi permettevano di installare i pannelli in modo talmente conveniente per il consumatore che, oltre ad avere gratis i pannelli, aveva in più come guadagno la produzione di energia elettrica, produzione che in parte vendeva ed in parte utilizzava risparmiando.

Via via i pannelli sono migliorati, producono sempre di più e costano, i contributi non sono più convenienti come in origine e sembra che le cose possano progredire ulteriormente…ora non so se il settore riuscita a sostenersi anche senza aiuti pubblici e se nel prossimo futuro i pannelli diventeranno un must nelle nuove costruzioni, ma di certo se questo accadrà gli incentivi avranno accelerato sensibilmente i tempi di una svolta che forse sarebbe avvenuta ugualmente ma in tempi molto più lunghi. 

5 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Ok, ma questo avviene quando settori e prodotti sono maturi,

 

Le idee veramente innovative e rivoluzionarie partono ed hanno successo nel giro di pochissimi anni.

Dalla rivoluzione industriale ad oggi è sempre stato così; l'auto elettrica è in giro da decenni (anzi, è più vecchia dell'auto a combustione interna) e non ha mai convinto per molte ragioni validissime.

A partire dal bilancio ecologico in passivo, che sposta solo il problema dal tubo di scarico alle miniere di litio e alle centrali a carbone.

 

L'esempio che fai dei pannelli  fotovoltaici conferma ciò che dico io: nel giro di 10 anni la tecnologia è nel pieno della maturità e del successo. L'auto elettrica è qui da quasi un secolo e mezzo e ancora stiamo a parlà de batterie che immagazzinano energia prodotta altrove.

3 minuti fa, Velvet ha scritto:

A questo bisognerebbe aggiungere che l'auto elettrica è probabilmente solo un futuro temporaneo, perché è una tecnologia vecchia come mio bisnonno.

Più che aggiungere direi che il punto è proprio questo, se è il futuro ed i contributi pubblici possono accelerare la transizione allora va bene, i contributi hanno il loro perché, se non sarà il futuro sono soldi gettati al cesso.




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