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Un bel dilemma economico, la ricerca e sviluppo, le tecnologie innovative...


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Adesso, audio2 ha scritto:

quando invece il succo della questione sarebbe come creare ricchezza e come migliorare il valore aggiunto.

Scusa ma perché ritieni che permettere di rendersi autonomi dalle utenze domestiche di forniture energetiche non debba rappresentare un valore aggiunto valido e non sia anche creazione di ricchezza? 

su l' imu,  su gli affitti. piccolo problema l' economia non gira la gente non paga. ergo affitti giù. solo che con i canoni concordati non puoi scendere sotto un certo minimo. no canone concordato no sconto imu. l' hanno pensata bene eh ?

2 minuti fa, audio2 ha scritto:

al momento non sono capace di affittare certi immobili nemmeno sotto prezzandoli.

Questo è legato a problemi diversi e rischia in futuro di diventare un problema simile a quello dei “maniscalchi”, se sempre più persone comprano le proprie abitazioni e se il Governo offre contributi e garanzie per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie, sarà sempre più difficile affittare delle case perché diminuisce sempre più il numero dei potenziali clienti, sempre che non si possiedano immobili da affittare nei centri storici delle grandi città ovviamente.

invece c'è un enorme bisogno di case in affitto, questo per agevolare la mobilità delle persone legate al lavoro che cambia; a meno che non si voglia andare in albergo per chi può, o in roulotte per chi non può.il futuro può anche essere nomadland.

2 minuti fa, audio2 ha scritto:

mauro, ma credi che lo stat rinunci alla propria fetta di torta ? via le bollette su l' imu.

Io sto facendo delle ipotesi legate allo sviluppo tecnologico ed alle innovazioni di alcuni settori, come gli incentivi possono spingere in una precisa direzione è innegabile che vi siano delle norme di legge che frenino la crescita di determinati comparti economici, nello specifico volevo solo sottolineare come una precisa norma possa frenare lo sviluppo del settore dei pannelli solari, esattamente come gli incentivi l’hanno aiutato, tutto qui. 

1 minuto fa, audio2 ha scritto:

invece c'è un enorme bisogno di case in affitto, questo per agevolare la mobilità delle persone legate al lavoro che cambia a meno che non si voglia andare in albergo per chi può, o in roulotte per chi non può.

Può essere, ma le problematiche sulla mobilità oggi si sono palesate con la pandemia ed abbiamo scoperto internet e lo Smart working come se fosse una novità di oggi, seppure esista da decenni e le aziende sembra se ne siano rese conto solo adesso, nel frattempo credimi qualcosa nell’organizzazione del lavoro, anche in prospettiva nel prossimo futuro è già cambiato.

Il 8/8/2021 at 07:55, maurodg65 ha scritto:

Il problema riguarda in modo importante il nostro Paese, non solo per il discorso fatto da Boldrin sull’impatto negativo sulla nostra produzione industriale, ma soprattutto perché è un problema che spesso si è presentato anche nelle discussioni fatte su queste pagine e che caratterizza la visione del mondo di una precisa parte politica nel nostro paese che vorrebbe fermare lo sviluppo e cristallizzare lo status quo, tutto per perseguire una maggiore “sicurezza” economica e sociale, nella convinzione che si possa “fermare il mondo per poter scendere”, in questa querelle stranamente non mi trovo d’accordo con Boldrin ma con Altissimo, “l’economia dei maniscalchi” è la metafora perfetta di un modo di vedere il mondo che è fuori dalla realtà, ma Boldrin non è uno stupido quindi qualche domanda tocca porserla....

Il problema non è “fermare il mondo” o meno (impossibile ovviamente).

 

il problema è che le decisioni vengono prese da politici ed ex sindacalisti (che mediamente non hanno mai lavorato un giorno in vita loro), corrotti da soldi, soldi eventualmente provenienti da altri paesi/continenti, anti europei ed anti italiani in particolare.

 

Renzi ad esempio (il cui partito conta poco numericamente ma “molto” essendo capace di votare “tutto”) ha dichiarato (forse non potendone fare a meno...poverino...) oltre un milione di Euro grazie anche alle conferenze a Riad, ecc... (=corruzione legalizzata, come anche per tanti altri prestigiosi ed autoreferenziali incarichi).

 

https://www.ilsole24ore.com/art/nella-gara-redditi-renzi-batte-conte-7-1-AD17TfEB?refresh_ce=1

 

Il risultato finale di questo andazzo è la contemporaneità dell’inutilità delle azioni (rispetto ai finti ideali che le motiverebbero, in questo caso ecologisti)  e dei danni macroeconomici che queste comporteranno per i cittadini.

Sotto tenta di dare una spiegazione di ciò:

 

https://www.fleetandmobility.it/ecco-perche-vietare-le-automobili-termiche-ibride-comprese-riduce-molto-poco-le-emissioni/


Secondo il CEO di VW comunque gli impatti dell’elettrificazione coatta potrebbero non essere così devastanti come prospettato da analisti più negativi:

 

https://www.quattroruote.it/news/industria-finanza/2021/08/09/auto_elettriche_diess_gli_scenari_negativi_sono_esagerati_l_impatto_sull_occupazione_sara_contenuto.html

 

 

8 minuti fa, wow ha scritto:

In queste discussioni dovrebbe entrare anche l'argomento ambiente... 

Immagino tu intenda l’ambiente inteso come “argomento/ideale vero”, contrapposto ai finti ideali di taluni legislatori ai quali mi riferivo nel post sopra.

 

In tal caso purtroppo tutto (o quasi) ciò che distingue un uomo da un altro animale (dal cibo cotto, al vestiario, ecc...) è fatto “a spese” dell’ambiente circostante per semplici principi fisici.

 

Proprio in questi gg una figlia mi sta leggendo un libro di fantascienza per ragazzi, nel quale nel 2200 non esisterebbero più piante ed animali e gli umani vivrebbero grazie a respiratori in quanto l’ossigeno scarseggia.


 I ragazzi protagonisti trovano un libro che descrive piante ed animali e vorrebbero rimandarlo nel passato nel 2020 affinché qualcuno faccia qualcosa per evitare il disastro: stasera lo finiamo.

43 minuti fa, Collegatiper ha scritto:

il problema è che le decisioni vengono prese da politici ed ex sindacalisti (che mediamente non hanno mai lavorato un giorno in vita loro), corrotti da soldi, soldi eventualmente provenienti da altri paesi/continenti, anti europei ed anti italiani in particolare.

Scusami ma non c’entra nulla, se vuoi toglierti qualche sassolino dalla scarpa ok, ma il punto e economico e la delocalizzazione non c’entra nulla nelle logiche espresse, si parlava di tutt’altro.

La politica al più deve orientare le scelte degli operatori, se parliamo di automotive ed elettrico si potevano prevedere degli incentivi per la produzione, ma il problema è a monte, sull’elettrico e sulle batterie, non solo per l’automotive, noi siamo molto indietro e si sarebbe dovuto investire in tempi non sospetti con incentivi alla ricerca, oggi è tardi.

16 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Scusami ma non c’entra nulla, se vuoi toglierti qualche sassolino dalla scarpa ok, ma il punto e economico e la delocalizzazione non c’entra nulla nelle logiche espresse, si parlava di tutt’altro.

In realtà non ho alcun sassolino nelle scarpe. Personalmente sono “a posto” qualunque cosa decidano, così come lo sarà chi mi seguirà nella prosecutio familiare.

 

Non concordo però col tuo ultimo post. Sono infatti convinto della piena attinenza del mio post sopra all’argomento da te evocato in apertura, ove nel primo tuo post si parla di auto elettriche ed impatto occupazionale.

Non cito infatti minimamente la delocalizzazione, essendo già avvenuta da decenni nel comparto automotive e non solo.

Il 8/8/2021 at 07:55, maurodg65 ha scritto:

ma Boldrin non è uno stupido quindi qualche domanda tocca porserla....

La chiave del tutto sta nella velocità delle transizioni verso la vita media dell'individuo. La prima è sempre più corta e la seconda sempre più lunga.  E' il progresso scorsoio (cit.) 

I maniscalchi hanno goduto di una transizione lunga come la storia dell'automobile, negli anni '60 si vedevano ancora carretti e cavalli operativi, anche in città,  e ancora oggi un buon maniscalco alza guadagni impensabili, anche se ovviamente c'è posto per pochissimi di loro. 

Altre professionalità che ancora negli anni '80 ti permettevano di trattare lo stipendio in condizioni di forza, sono state azzerate in meno di 10 anni. La tecnologia di transizione si è imposta in modo fulmineo, e quel "azzerate" significa proprio azzerate. Rese nulle. Annegate nell'oblio. Se scrivi oggi a curriculum che possiedi quella professionalità, nessuno dei possibili lettori saprebbe minimamente di che si tratta. 

Il 8/8/2021 at 10:18, Velvet ha scritto:

L'auto elettrica è qui da quasi un secolo e mezzo e ancora stiamo a parlà de batterie che immagazzinano energia prodotta altrove.

Molto meglio annà in giro co 'na cinquantina de litri de benzina o gasolio e filtri e filtrini pe cercà de non fa fumo...

1 minuto fa, Martin ha scritto:

La chiave del tutto sta nella velocità delle transizioni verso la vita media dell'individuo

Certo, oggi la velocità delle transizioni è maggiore, grazie alla tecnologia, come molto più alta è la vita media, ma come avevi fatto notare tu non si parla di transizione verso l’elettrico da oggi, di ricerca al riguardo se ne fa da decenni, il freno maggiore fino ad oggi mi sembra fosse soprattutto legato all’accumulo di energia, quindi alle batterie, ed ai tempi di ricarica e su entrambi la ricerca ha portato a delle novità che oggi permettono di offrire prodotti in grado di reggere il mercato.

Il nostro problema è che abbiamo buttato nel cesso decenni di potenziale sviluppo e di ricerca scegliendo di fare i “cinesi” per sfruttare le “svalutazioni competitive” della lira, ma quando poi sono arrivati i cinesi veri i nodi sono venuti al pettine e si sono salvate solo le nostre poche eccellenze, di innovazioni nel campo industriale e dell’automotive in particolare di nostro mi sembra ci sia ben poco.

La transizione dai combustibili fossili all’elettrico ci ha colto impreparati, ma non a causa dei tempi troppi rapidi della transizione, ma della mancata visione, sia politica sia imprenditoriale, e della mancata programmazione. 

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