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Melius Club

9 Ottobre 1963 - Il Dramma del Vajont


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Di quella tragedia conservo un ricordo personale legato alla scuola .

All' epoca frequentavo la quinta elementare e il nostro Maestro , un insegnante eccezionale all' avanguardia per i tempi , ci propose una colletta per aderire a una sottoscrizione promossa dal Giornale di Brescia , nostro capoluogo .

Ricordo che andammo , in tre o quattro , in auto con lui alla sede del giornale , a circa 30 chilometri a consegnare il gruzzolo raccolto : erano circa 5000 lire .

Fu un piccolo gesto ma per noi fu motivo di orgoglio poter contribuire , nel nostro piccolo , ad aiutare quelle povere persone .

Questo ricordo mi commuove ancora oggi mentre lo scrivo .

  • Melius 1
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1 ora fa, Velvet ha scritto:

Il più grande scempio paesaggistico nelle alpi a memoria d'uomo. La val Lapisina completamente devastata da viadotti con piloni alti 35 metri

E dire che pochissimi anni prima nello stesso luogo bocciarono dei generatori eolici per "ragioni paesaggistiche"  (era una delle pochissime lochèscion interessanti a livello regionale per quel tipo di impianti)

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@Velvet Ho segnato con la freccia rossa il luogo dove si volevano installare i generatori eolici (il cui ingombro visivo ho cercato di rendere cui trattini bianchi)  e con la freccia gialla l'autostrada realizzata successivamente... 

Oddio, è vero che dal punto di osservazione quest'ultima  "non invade la skyline"...

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@Martin Nella vista opposta, ovvero presa dall'ipotetico lato turbine (che al contronto sarebbero state un grazioso decoro nel panorama) o dal lato Col Visentin, lo scempio autostradale è ancora più evidente.

 

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Il mostro di cemento in pochi lustri ha praticamente ucciso la valle, hanno chiuso ristoranti bar ed alberghi un tempo frequentatissimi ed i borghi intorno si sono quasi completamente spopolati.

 

Ultimamente ci sono segni di una certa resilienza, pare che i giovani abbiano scoperto che la quiete dei vari laghi, la bellezza dei luoghi e l'assenza di overtourism rendano sopportabile la presenza del mostro, che tra l'altro ha devastato anche alcuni abitati medievali a nord di Vittorio Veneto, dove ci sono antiche case con il pilone da 30 metri in giardino e sopra il viadotto.

Come possano aver voluto e permesso una cosa simile negli anni 80/'90 (quindi già in epoca di coscienza ambientale e paesaggistica) resta per me uno dei tanti misteri italiani. 

 

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28 minuti fa, Velvet ha scritto:

Eh ma vuoi mettere l'ingrumare colonne di auto a longarone ? Top! 

L'evitare il Fadalto era doveroso, non poteva più sopportare il traffico verso Cortina; di certo è una struttura molto impattante, forse troppo (il troppo è eufemismo)

Non so di preciso, non avendo visto le carte e non conoscendo nessuno che sia stato coinvolto nel progetto, se il motivo per cui non si è spostato il percorso più in galleria, sia stato di ordine economico o geotecnico.

Ad esempio il tratto Aosta- Monte Bianco,  realizzato molto più di recente, è molto meno impattante.

Bisognerebbe conoscere più i dettagli, di certo il tratto terminale della A27 dal punto di vista ambientale è terribile.

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@maverick Non sono un tecnico e non so dare info al riguardo.

Più che il Fadalto (dove la SS51 era comunque allargabile in molti tratti o bypassabile in galleria come è stato fatto altrove) era doveroso tagliare fuori Serravalle che per decenni ha visto passare nella strettoia migliaia di mezzi all'ora.

E poi il tratto da Longarone a Pieve, (anche lì a spizzichi e bocconi ma sicuramente meglio).

Ma il tratto del Fadalto/val Lapisina dai, è una cosa tremenda.  Tra l'altro è diventato il punto preferito per i suicidi nel vuoto, il che mette ancora più i brividi.

Ora dovrebbero realizzare (Olimpiadi di Cortina?) il bypass di Longarone praticamente nel greto del Piave in zona industriale. Staremo a vedere. 

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15 minuti fa, hifi_marco ha scritto:

Si poteva farlo tutto in galleria nella riva sx del piave

Questo non lo so, tieni presente che lì dentro (proprio in riva sinistra) c'è una miriade di gallerie e condotte dell'impressionante sistema Boite/Piave/Vajont/Maè (che prima della tragedia doveva diventare Boite/Piave/Maè/Vajont/Cellina collegando l'invaso del Vajont a quello di Barcis sul versante friulano delle prealpi, un progetto per certi versi geniale e ciclopico) che collegano i vari invasi e portano acqua in giro per le centrali, compensano i livelli dei laghi ecc ecc.

 

Screenshot2024-10-10alle18_56_46.thumb.png.09da40019a1d5e6ef8581947b0d00f5d.png

 

Questo è un vecchio schema SADE ma credo le condotte siano oggi più numerose. La principale in riva sinistra è comunque quella che arriva da Pieve e passando per la forra del Vajont alimenta Soverzene  per poi proseguire verso Santa Croce. 

Il ponte-tubo nella forra (ora bypassato) è ancora visibile davanti alla diga.

Così come è ancora visibile il ponte tubo (sopra la SS51 dopo Longarone) che unisce le acque del Boite alla condotta in arrivo da Pieve.

 

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@Velvet Vero... non ci avevo pensato...certo sarebbe stato molto meno impattante.

 

A proposito dello schema che hai pubblicato.. anni fa avevo comprato un libretto "La storia idraulica del Grande Vajont" di Luigi Rivis.. interessantissimo... purtroppo non riesco più a trovarlo dopo il trasloco ed è esaurito.

Se lo trovi, prendilo perchè ne vale la pena!

 

 

  • Thanks 1
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