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L'analfabetismo scientifico del classico: l'origine dei noncielodicono?


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briandinazareth
1 minuto fa, lampo65 ha scritto:

Siamo nell'era della tecnica non può che essere così. Però la tecnica non può essere il "fine", una volta fatto il vaccino, o aumentato il PIL, con ogni probabilità abbiamo bisogno di Socrate o di chi volete voi, com'era la moglie ?

 

non confondiamo però scienza con tecnica. 

e direi che socrate ha decisamente fatto il suo tempo 😉 non perché non sia molto bello studiarlo, i filosofi classici mi sono sempre piaciuti tanto, ma perché anche nella logica,nella concezione della natura ecc. si fanno passi in avanti. 

intendo socrate per identificare quel rassicurante tentativo di riferirsi alla cultura totalmente stratificata e ormai obsoleta che è talmente acquisita da rappresentare uno sforzo intellettuale limitato.

Fabio Cottatellucci
1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

se tu dici che gli economisti moderni, gli studiosi del comportamento ecc. non si basano su analisi quantitative stai dicendo una cosa non. solo falsa, ma che avvalora la tesi iniziale. 

Brian, nulla prescinde da un'analisi quantitativa.
L'errore è pensare che per riuscire a farla bisogni aver fatto lo Scientifico.

Molto interessante l'aspetto psicologico:

Freeman ha raccontato il risultati in un articolo divulgativo sul Guardian: i complottisti, spiega, sono prevalentemente maschi single provenienti da bassi livelli socio-economici; tendono a soffrire, molto più della popolazione generale, di disturbi dell’ansia e di deficit dell’attenzione, di fare abuso di alcol e di droghe. Tutte situazioni che, si spiega, spesso contribuiscono a una bassa autostima.

 

Un altro tratto più prevalente nei complottisti, prosegue, sta nel fatto che «i loro network sociali sono più deboli (spesso, per esempio, dicono di non potersi affidare ad amici e familiari nei momenti difficili) e faticano maggiormente a mantenere delle relazioni umane». Inoltre i due ricercatori hanno rilevato una frequenza maggiore di un’infanzia difficile, segnata da forti contrasti coi genitori. «La nostra opinione è che la bassa autostima, la dimensione ridotta dei network sociali e la marginalizzazione che abbiamo osservato in gran parte del campione americano crea un terreno fertile per la mancanza di fiducia nei confronti dell’autorità: sentendo che la società le ha rifiutate, queste persone imparano a respingere i convincimenti che la società condivide».

Per questo genere di individui, l’abbracciare teorie complottiste ha anche un effetto consolatorio, spiega lo spichiatra: «A breve termine, è una mentalità che porta i suoi benefici: al posto dell’ansia e dell’incertezza, siamo infusi da quella che sembra conoscenza. La nostra autostima ferita riceve un’iniezione di fiducia, perché abbiamo l’impressione di fare parte di una piccola minoranza che sa quello che sta succedendo veramente. E grazie all’internet possiamo connetterci con altre anime simili a noi e tutto d’un tratto ci sentiamo parte di una comunità».

https://www.rivistastudio.com/cosa-spinge-le-porta-le-persone-a-diventare-complottiste/

 

  • Thanks 1

Una mia curiosità, avevo un compagno di classe che era proprio un asino (quasi come me anche se non mi ha mai battuto😃) in nessuna materia eccelleva, né umanistica, né letteraria e neppure matematica o fisica che fosse ma addirittura difficilmente raccattava su una sufficienza, era un campione però a briscola a tresette e a scopone, tanto che insieme ad un suo simile non li volevano più neppure iscrivere alle gare organizzate dai bar, perché troppo superiori, chiaro che se incontravano la sera fortunata dell'accoppiata avversaria in cui uno pescava asso tre e re di briscola e l'altro gli assi e i tre degli altri semi non c'era partita, ma a carte pari mescolate tra i quattro allora era quasi sempre partita vinta, io credo che in questo centrasse soprattutto una ottima memoria prestata al gioco delle carte e in più anche una capacità di ragionamento che però a scuola mai la mise a frutto, lui chiaramente non fece né il classico e neppure lo scientifico, neppure arrivò alla licenza media e fece il piastrellista, ultimamente l'ubriacone, a vs avviso era solo un avversione verso lo studio in generale di uno che impegnandosi magari sarebbe riuscito a ottenere risultati anche al classico o allo scientifico e non solo al tavolo del bar, o non ci sarebbe stato verso di fargli entrare in testa nessuna nozione di Fibonacci o Joyce che sia?  

briandinazareth
35 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Brian, nulla prescinde da un'analisi quantitativa.
L'errore è pensare che per riuscire a farla bisogni aver fatto lo Scientifico.

 

ma certo, però se fai solo il classico e non altri studi successivi tantissime cose sono precluse. 

non certo perché lo scientifico sia in qualche modo esaustivo. 

5 ore fa, audio2 ha scritto:

che devo farmi forza per andare in banca a pagare le tasse e l' imu. è un mondo difficile.

Perché non hai fatto il classico, altrimenti lo avresti fatto da casa con l’Home Banking.

  • Haha 1

Mah a me Giurisprudenza parve Topolino dopo il classico. Si studiava anche chimica matematica e fisica con diverse ore a settimana, non e’ che si studiassero solo fossili culturali. Tre compagni di classe si sono laureati in Ingegneria altri tre in Medicina, senza problemi.

Che poi io mi alzassi e me ne andassi quando entrava la prof di matematica apparteneva a una sorta di armistizio, che firmai coi professori di cose scientifiche, di reciproca non belligeranza.

Ricordo pero’ il memento d’un prof di matematica supplente: la matematica vi servira’ nella vita.

Aveva ragione, avrei risparmiato sul commercialista




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