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Melius Club

La questione ucraina


newton

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ok, per alcuni occorre inviare armi per difendere la democrazia, la libertà etc

.

.

perchè non si chiede la stessa cosa per le altre guerre/conflitti che ci sono attualmente,  un aggressore che mina libertà / democrazia ci sarà sicuramente da fermare / abbattere ? ... se non ricordo male sono oltre 50 le guerre/conflitti per il mondo

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https://melius.club/topic/5777-la-questione-ucraina/page/1133/#findComment-474083
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12 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Tu puoi continuare a cercare di fare lo spiritoso, ma in Afghanistan in venti anni era stato fatto molto

 

Sì in effetti la produzione del papavero da oppio e relativo mercato indotto sono schizzati alle stelle. 

Anche gli americani hanno fatto cose buone in Afghanistan. 

Sul resto non ti rispondo perché sembra di parlare a un bambino delle elementari. 

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20 minuti fa, aldofranci ha scritto:

Sul resto non ti rispondo perché sembra di parlare a un bambino delle elementari. 

A volte sarebbe meglio tacere, si farebbe miglior figura:
 

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/sulla-pelle-degli-afghani-32853

In caduta libera?

A quattro mesi e mezzo dal ritorno dei Talebani nelle stanze del potere, l’economia afghana è in caduta libera. Il collasso economico registrato nell’ultimo trimestre è senza precedenti ed entro un anno potrebbe verificarsi una contrazione del 40% del suo prodotto interno lordo. In un paese storicamente dipendente dagli aiuti esterni, le sanzioni internazionali e il congelamento dei beni della Banca centrale afghana che si trovano fuori dal paese, hanno determinato l’arresto di importanti flussi di credito, con il risultato che non c'è più denaro per le transazioni quotidiane e il prezzo dei beni di prima necessità è salito alle stelle. Gli stipendi dei lavoratori del settore pubblico – medici, infermieri e insegnanti – non vengono pagati da mesi, le strutture sanitarie non hanno mezzi per pagare il carburante che garantisce il funzionamento di generatori e ambulanze e l’erogazione dei servizi di base non può essere garantita. Per questo continuano a moltiplicarsi le voci di chi chiede che l'Occidente modifichi il suo approccio alla questione afghana: “Il mondo è seduto in attesa che i Talebani compiano progressi non ben definiti su una serie di norme e principi senza favorire una soluzione allo stallo. I Talebani, d'altra parte, o non sono disposti a soddisfare queste aspettative o non sono chiari sulle loro intenzioni”, spiega in modo efficace Peter Maurer, presidente del Comitato della Croce Rossa internazionale, che aggiunge: “Le conseguenze sono evidenti a tutti: lo stato si sta disintegrando, la regione si sta destabilizzando e le persone stanno esaurendo ogni speranza”.

 

Le donne: ultimo fronte di resistenza?

È in questo contesto che, negli ultimi mesi, le donne hanno visto erodere le conquiste e i diritti faticosamente raggiunti negli ultimi 20 anni. Da quando sono saliti al potere, i Talebani hanno approvato una serie di norme via via più repressive riguardo lo status delle donne nella società: l’ultima – imposta nella provincia di provincia di Balkh e di Herat, ma si teme che sia estesa su scala nazionale – è quella che vieta loro l’uso dei bagni pubblici. Una legge che nulla ha a che vedere con la cultura islamicae che invece rappresenta una grave violazione dei diritti umani, soprattutto in un paese distrutto dalla povertà in cui molte persone non hanno a disposizione acqua calda. Attivisti e attiviste per i diritti delle donne manifestano per le strade di Kabul con cadenza quasi quotidiana, nonostante i divieti e la repressione del riesumato ministero “Per la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio”. Con coraggio e dignità – come racconta Tolo News, una delle poche voci indipendenti nel paese – le manifestanti afghane rivendicano istruzione e lavoro femminile, rinnovando gli appelli alla comunità internazionale a non rimanere inerte davanti ai diritti traditi delle donne in Afghanistan.

 

 

 

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La situazione disastrosa dell'Afghanistan dopo 20 anni di cura USA ha un responsabile, i soldi per gli stipendi degli statali cioè i pochi soldi che ha la banca centrale afghana  sono congelati alla Federal reserve. Una porcheria disastrosa uno dei tanti disastri di una politica estera occidentale guerrafondaia. D'altra parte il presidente degli USA non ha alcun potere all'interno del suo paese ed è solo un War Lord. Vivere nel ricordo dei soldati americani che liberarono insieme ai russi l'Europa dal nazifascismo è consolatorio ma quel paese non c'è più, è un paese ammalato e drogato di violenza ora si parla di armare gli insegnanti nelle scuole perché possano difendere i bambini dalle stragi. Manco nella Repubblica delle banane. Che tristezza.

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@maurodg65

Ma secondo te io plaudo al ritorno dei talebani? 

E secondo te vent'anni di colonialismo schizzoide e affaristico, tenuto in piedi da un governo fantoccio e con un imbiancata di democrazia in qualche quartiere di Kabul non hanno preparato il terreno al ritorno in grande stile dell'abominio fondamentalista? 

Non c'è bisogno di cercare fonti accecate dall'ideologia antiamericana, pure qualche analisi del sole24 presa alla cieca 

prende atto dell'evidenza del fiasco strategico, geopolitico e persino morale dell'operazione Afganistan. 

Non siamo infantili suvvia. 

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39 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

La situazione disastrosa dell'Afghanistan dopo 20 anni di cura USA ha un responsabile,

I talebani.

40 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

, i soldi per gli stipendi degli statali cioè i pochi soldi che ha la banca centrale afghana  sono congelati alla Federal reserve.

I fondi afghani congelati dagli USA sono circa tra i 7 e i 9 miliardi di dollari detenuti nella banche americane, sono “congelati” perché vincolati alle riforme promesse e sottoscritte dai talebani nel trattato di Doha, tra cui anche il rispetto dei diritti umani, ma non mantenute dal governo afghano, il problema concreto è quindi legato alla destinazione di quei fondi, cioè a cosa vorrebbero destinati e come verrebbero spesi, logico pensare all’acquisto immediato di nuovi armamenti piuttosto che a progetti umanitari ed ad un miglioramento delle condizioni di vita e del benessere della popolazione, il vincolo ha quindi un senso perché non esiste nessuna garanzia sulla loro destinazione.

Che poi la situazione dell’economia sia drammatica è chiaramente da imputare alla volontà talebana di distruggere tutto ciò che di buono era stato fatto negli scorsi venti anni sul piano economico, miglioramenti effettivamente apportati per quanto pochi possano sembrare ai nostri occhi, ma questa non è una novità.

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