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La questione ucraina


newton

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1 ora fa, Overkill ha scritto:

Solo se ci fosse una reale minaccia militare verso la Russia stessa (intendo nel loro paese) , o anche se la Nato decidesse di intervenire in Ucraina ,o come ultima disperata "risorsa" se le cose in Ucraina si dovessero mettere male per la Russia?

Stamane nella trasmissione Agorà non ricordo il nome dell'ospite ha interpretato l'ennesima minaccia russa sul deterrente nucleare.

Il messaggio va interpretato così :

Qual'ora la guerra contro l'Ucraina dovesse finire senza conquiste di territori significativi e ciò dovesse portare conseguentemente una destabilizzazione della dittatura costituita (ipotesi tutt'altro che impossibile in realtà perché Putin e cerchia ristretta potrebbero voler essere cacciati) il duce putinesco potrebbe reagire sparando armi pesanti sull 'Ucraina al fine di raggiungere l'obbiettivo iniziale e tornare in patria da vincitore e denazificatore. Non potrebbe essere più scalzato dal potere.. 

Per quieto vivere dobbiamo immaginare che la Russia conquisti un po' dei torritori che si era prefissa... 

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13.40 Putin, non accetteremo pagamenti in dollari/euro per gas

La Russia non accetterà più pagamenti in dollari ed euro per il suo gas consegnato in Europa, ma accetterà solo rubli. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.

Un modo per evitare che il rublo diventi carta da cesso?

 

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extermination
44 minuti fa, criMan ha scritto:

quieto vivere dobbiamo immaginare che la Russia conquisti un po' dei torritori che si era prefissa... 

Si divide l'ucraina esattamente  a metà con un righello dopodichè ogni abitante ucraino avrà facoltà di scegliere liberamente dove essere censito anagraficamente. Per ogni abitante che sceglierà la metà occidentale, l'europa si farà carico di dargli/ricostruirgli una casa, di dargli un adeguato lavoro e un vitalizio per la resistenza portata avanti.

  • Confused 1
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53 minuti fa, gianventu ha scritto:

13.40 Putin, non accetteremo pagamenti in dollari/euro per gas

La Russia non accetterà più pagamenti in dollari ed euro per il suo gas consegnato in Europa, ma accetterà solo rubli. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.

Un modo per

Da quello che ho capito il rublo in questo momento è tenuto in piedi principalmente dai giganti che lavorano petrolio e gas. Noi europei paghiamo in dollari e loro li cambiano in rubli per sostenere la moneta. 

Da una parte possiamo dire che gli stessi europei stanno tenendo in piedi il rublo ;

Dall'altra questo è comunque un 'costo' per le aziende degli oligarchi russi che invece di portare dollari ai paradisi fiscali devono cambiarli in rubli prendendosi il rischio della eventuale svalutazione. 

È una mossa ovviamente impartita dall'alto. 

 

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SuonoDivino
2 ore fa, Overkill ha scritto:

Scusate.....entro in punta di piedi in questa discussione , vi leggo giornalmente.

Chiedo a voi , sicuramente più preparati di me in materia , ma secondo voi , come va interpretato il termine "esistenza stessa" ? - Solo se ci fosse una reale minaccia militare verso la Russia stessa (intendo nel loro paese) , o anche se la Nato decidesse di intervenire in Ucraina ,o come ultima disperata "risorsa" se le cose in Ucraina si dovessero mettere male per la Russia?

Grazie

Tutte e tre quelle che hai detto, sono tutte perfettamente possibili.

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@Panurge e' una mossa di scacchi. Sono curioso ora di capire che faranno in Europa.

Intanto dal cerchio magico di Putin:

 

Elvira Nabiullina, capo della Banca Centrale Russa, è la prima a rompere il silenzio imposto da Putin sulle conseguenze della guerra in Ucraina. E la sua non è una voce di poco conto, ma una delle più potenti in Russia.

 

Nabiullina sfida direttamente Putin e ha annunciato le sue dimissioni, dicendo che Putin “ha fatto precipitare l’economia in una fogna”.

Elvira Nabiullina si era opposta fermamente a Putin quando ha invaso l’Ucraina e ha già consegnato due volte una lettera di dimissioni, che il Cremlino ha rifiutato di accettare. Anzi, ha rilanciato e ha inviato alla Duma la sua candidatura per la conferma per un terzo mandato a capo della banca centrale russa.

 

Questo per far capire quanto sia potente Nabiullina, considerata parte della cerchia ristretta del presidente russo, di cui è stata consulente economica prima di diventare banchiere centrale.

 

Nabiullina ha avvertito che la guerra in Ucraina avrà come conseguenza mesi di recessione e inflazione alle stelle. Questo nonostante la situazione economica russa sembra essere in miglioramento negli ultimi giorni: il cambio del rublo è a 105 sul dollaro, in calo ma distante dai minimi di quasi 180 di pochi giorni fa.

 

I bond russi restano sotto forte stress, ma si stanno riprendendo dal crollo per la minaccia di default immediato.

 

 

Ma gli investitori sono comunque spaventati dalle agenzie di racing che hanno classificato la Russia al più basso livello. La governatrice ha attribuito tutte le responsabilità alla decisione di Putin di invadere l’Ucraina.

---

la mossa di comprare in rubli e' chiaramente per sostenere i valori della moneta russa e farlo a carico dei paesi europei.

Mentre ora il "rischio di cambio" se lo stanno accollando tutto le aziende degli oligarchi e la banca centrale russa.

 

 

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1 ora fa, criMan ha scritto:

Nabiullina sfida direttamente Putin e ha annunciato le sue dimissioni, dicendo che Putin “ha fatto precipitare l’economia in una fogna”.

Prossima candidata al the col polonio.

 

Comunque tranquilli, adesso arriva l'eroe trumpo e risolve tutto:

 

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Oggi;

Quasi tutta la città di Irpin, alla periferia nordoccidentale di Kiev, - fa sapere, però, il sindaco di Kiev citato dalla Bbc - è tornata in mani ucraine. Vitalij Klitshcko afferma che la controffensiva ha respinto l'attacco russo anche a Makariv, altra località a una settantina di chilometri a ovest della capitale. L'esercito ucraino ha "distrutto il piano per circondare Kiev", ha aggiunto Klitshcko. E secondo iil Wall street Journal che cita un alto dirigente della Nato potrebbe arrivare a 40mila il numero di soldati russi morti, feriti, presi prigionieri o dispersi nella guerra in Ucraina. Gli analisti dell'Alleanza sono arrivati a questa cifra usando le medie statistiche degli ultimi conflitti, secondo cui per ogni morto ci sono circa tre feriti. La Nato stima che siano morti finora tra i 7.000 e i 15.000 militari russi.

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appecundria

 

Perchè il discorso di Zelensky all’Italia è “diverso” dagli altri.

scritto da Flavia Perina https://lecontemporanee.it/voci/4400/
 

 

Il discorso del Presidente Zelensky al Parlamento italiano ha scelto le chiavi dell’umanità e dell’idem-sentire sul dramma di vecchi e bambini, piuttosto che puntare su quelle del bellicismo e della rivendicazione di aiuti militari. Il motivo è molto semplice: Zelensky, come tutti in Europa e altrove, sa bene che il nostro Paese è quello che maggiormente si è esposto nelle relazioni con la Russia, quello che ha più ammirato Vladimir Putin, con una storia di continuità negli affari e negli accordi economici con Mosca che attraversa almeno due generazioni della politica e del management.
 

La tentazione neutralista è da noi più forte che altrove. Nel 2018, il Contratto per il Governo del cambiamento stipulato da Movimento Cinque Stelle e Lega, nel capitolo della politica estera, sanciva testualmente l’”apertura alla Russia, da percepirsi non come una minaccia, ma quale partner economico e commerciale potenzialmente sempre più rilevante”. E a tal proposito, giudicava “opportuno il ritiro delle sanzioni imposte alla Russia, da riabilitarsi come interlocutore strategico al fine della risoluzione delle crisi regionali (Siria, Libia, Yemen)”. Il capitolo concludeva sostenendo che la Russia “non costituisce una minaccia militare, ma un potenziale partner per la Nato e per l’UE” e invitava quindi a cercarsi i nuovi nemici “nel Mediterraneo”, incarnato dall’estremismo islamico e dai “flussi migratori incontrollati, con conseguenti tensioni tra le potenze regionali”. Il Parlamento a cui martedì ha parlato Zelensky è lo stesso che, quattro anni fa, ha espresso una maggioranza convinta che queste fossero le linee di politica estera più consone all’Italia.

I deputati e i senatori sono sempre quelli. I leader delle forze che stipularono il Contratto sono gli stessi, Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il loro consenso nel Paese è scemato, ma dalla loro parte hanno comunque milioni di italiani. Tutto questo per dire che il fronte “Ne’ Ne’” di cui ci si stupisce, i professori e gli intellettuali neutralisti che fanno audience in tv, le prudenze verbali di molti attori della politica e la difficoltà di associare la parola “Putin” alla critica alla guerra che accomuna esponenti di destra e di sinistra, non sono una sorpresa: sono l’ovvia conseguenza di un approccio acritico o addirittura simpatizzante al tema Russia. Vladimir Putin incarna di fatto un doppio desiderio, diventato centrale nel racconto pubblico italiano degli ultimi vent’anni. Il decisionismo, innanzitutto, e chissenefrega se è espresso nella forma malata dell’autocrazia e delle punture di polonio a chi si mette di traverso: la retorica della politica “senza lacci e lacciuoli” non guarda a questi dettagli. E poi, il provincialismo bigotto ostile a ogni modernità di cui non riesce a essere protagonista, diffidente di ogni “casta” che non lo includa o non lo porti in palmo di mano.

Come parlare a un Paese così? Se altrove aveva citato la storia, precedenti ed eroiche resistenze, le frasi di Churchill, la disperazione del Muro, a noi Zelensky parla di bambini, di barche, di meravigliosi luoghi di vacanza, di cibo, di grano e dunque di pasta: parla delle cose che pensa ci stiano a cuore, e si tiene alla larga dalle citazioni che in teoria avremmo dato per scontate, tipo la Resistenza, forse consapevole che in Italia persino l’Associazione Partigiani è in larga parte schierata col “Ne’ Ne’”. Zelensky sa quel che noi preferiamo dimenticare: il sostegno di Roma alle sanzioni e all’invio di armi a Kiev è legato alla determinazione di un Premier anomalo, sostenuto da una maggioranza anomala. Solo un anno fa, ai tempi del governo Giallo-Rosso, sarebbe stato assai difficile e comunque lacerante. Quattro anni fa, ai tempi del governo Giallo-Verde, sarebbe stato impossibile o altamente improbabile.

Insomma, le parole del presidente ucraino – oltre la commozione che suscitano in chi ancora non si è venduto l’anima alla realpolitik di basso conio – sono uno specchio in cui è utile guardarsi. Ci mostrano come ci vede lui e come ci vede il mondo. Ci mostra come siamo. E ci rivela la gran fortuna che abbiamo ad affrontare un così colossale voltapagina della storia, con questo governo anomalo e con questo premier anomalo, che ha obbligato un po’ tutti a preferire la via della responsabilità e del dovere a quella del consenso.

 

 

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1 ora fa, appecundria ha scritto:

Insomma, le parole del presidente ucraino – oltre la commozione che suscitano in chi ancora non si è venduto l’anima alla realpolitik di basso conio – sono uno specchio in cui è utile guardarsi. 

Esattamente quello che alcuni di noi ripetono in loop da 20 giorni, di fronte alle orfane di Putin e a quelli che facciamoci i caxxi nostri perché prima di tutto rendiamo tributo a Kissinger.

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