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I morti per covid, le critiche ai politici e al sistema economico


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20 minuti fa, appecundria ha scritto:

Non hai un telefonino? Ti arriva lì, senza file. Cioè ti arriva un file, sì, ma non è una fila.

A me non è servito e spero non serva in futuro, ma se ti devi tamponare per qualche motivo, esclusivamente per telefono non funziona, è necessario mettersi in fila, spesso per ore e ore oggi, per tamponarsi e avere poi la eventuale certificazione sul telefono.

A volte tocca pure reiterare.

Ps 

Non capisco il senso di un simile intervento, le interminabili file le vediamo entrambi.

 

12 ore fa, liboize ha scritto:

Io però continuo a essere perplesso perché , da luglio 2021 in poi , quando loro hanno tolto tutte le restrizioni , non mi pare che mediamente abbiano avuto dati peggiori dei nostri .

insomma. Fino a prima dell'arrivo di Omicron andavamo pure dannatamente bene. Tanto che si parlava di quarta ondata in arrivo e io dissi che non erano assolutamente i tempi ancora per parlare di quarta ondata.

Vedi i contagi italici e quelli inglesi , mentre noi stavamo a numeri trascurabili loro con qualche restrizione in meno (niente mascherine nemmeno mi pare in metro e luoghi chiusi) viaggiavano con i 30.000 contagi al giorno gia' da meta' Luglio 2021.

 

 

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All’inizio della pandemia Covid19 si era molto discusso di un passaporto d’immunità da consegnare a chi fosse guarito dall’infezione. Si pensava di alleggerire il lockdown e permettere la ripresa di alcune attività almeno a quelle persone che avessero superato la malattia, in modo sintomatico o asintomatico. La proposta venne bloccata per diversi motivi, primo tra tutti la mancanza di certezza che aver superato l’infezione fosse una garanzia di immunità verso infezioni future. In quel momento, si iniziavano però a sviluppare i test sierologici, destinati a identificare nel sangue gli anticorpi anti-SARS-CoV-2. Come strumento epidemiologico, questi test ci hanno aiutato a capire meglio la reale diffusione del virus nella popolazione. Tuttavia, da subito sono stati proposti anche per suggerire una protezione, seppur temporanea, da infezioni successive. Con l’arrivo dei vaccini, il mercato dei test sierologici è enormemente cresciuto perché molte persone, misurando gli anticorpi contro la proteina Spike, hanno pensato di poter conoscere il loro stato di immunità nei confronti del virus. Perché questo sia vero bisogna però risolvere un problema: identificare quelli che in gergo scientifico sono i correlati di protezione, cioè quei marcatori che ci permettono appunto di determinare quando una persona non si contagerà o ammalerà. Identificare i correlati di protezione di un vaccino è importante perché ci consente di sapere se la vaccinazione è stata efficace, quanto duri l’immunità, quale vaccino sia migliore, e scegliere quindi anche le strategie di richiamo. Inoltre, se si riesce a identificare un valore soglia sopra il quale si è protetti, si può pensare di capire, anche a livello individuale, quale sia il rischio di ammalarsi. Questo è stato possibile, per esempio, nel caso delle vaccinazioni contro il tetano,  la difterite, il morbillo o la rosolia. A che punto siamo nel caso del Covid19? Alcuni ampi studi clinici recentissimi (i lavori sono ancora in revisione) mostrano che il livello di anticorpi neutralizzanti presenti in circolo correla con la protezione e cioè che l’efficacia dei vaccini è misurabile in base alla quantità di anticorpi neutralizzanti (gli anticorpi in grado di bloccare l’ingresso del virus nelle nostre cellule) indotti.  Inoltre, uno studio israeliano sul contagio tra operatori sanitari vaccinati ha mostrato che le persone che si erano infettate avevano un basso titolo anticorpale. Questi nuovi dati, insieme alle evidenze epidemiologiche degli ultimi mesi, ci dicono che la vaccinazione anti-Covid19 ci protegge bene dall’infezione se è in grado di stimolare una buona produzione di anticorpi e che col calare degli anticorpi in circolo aumenta il rischio di infettarsi e ammalarsi. Quello che però ancora ci manca è un valore soglia che possiamo utilizzare per definire un titolo anticorpale protettivo. Anche perché, quando parliamo di protezione, dovremmo specificare se si tratta di infezione asintomatica, malattia lieve o severa. Il test oggi è propriamente consigliato alle persone che hanno un sistema immunitario fragile o compromesso, per verificarne la risposta alla vaccinazione; ma, per il resto della popolazione, siamo ancora lontani dal poterlo utilizzare per decidere, sulla base del suo risultato, se il singolo individuo è immune o suscettibile al contagio. E, nonostante questo sarebbe un obiettivo auspicabile, è possibile che non ci arriveremo mai, vista la propensione del virus a mutare. Se anche fossimo stati in grado di identificare un preciso valore soglia per la variante Delta, cosa potremmo dire oggi su Omicron? Nonostante queste difficoltà e nonostante molti dei test sierologici sul mercato non siano neppure lontanamente adatti a misurare la quantità di anticorpi neutralizzanti, moltissime persone ricorrono ad essi per avere risposte che non possono avere. Da un lato quindi è importante ricordare ai cittadini che, nel loro interesse, non ha senso effettuare un test sierologico per decidere se ricevere il richiamo o usare la mascherina; dall’altro, però, è importante che i governi prendano atto dei risultati che si vanno accumulando e che li sfruttino al meglio per gestire la pandemia nei prossimi mesi e la convivenza col virus negli anni a venire.

(Editoriale pubblicato oggi su La Stampa)
Antonella Viola

 

  • Melius 2
3 ore fa, nullo ha scritto:

Non capisco il senso di un simile intervento, le interminabili file le vediamo entrambi.

Mah, io non le vedo. Sì, 5 o 6 in fila, la vigilia di Natale anche 10, ma interminabile no. Ma dopo il 10 Gennaio nemmeno quelle.

Sarà un problema locale, chissà. 

Comunque il senso è che tu non fai la supposta fila per avere la certificazione, la fai perché c'è una pandemia. 

51 minuti fa, appecundria ha scritto:

Ma dopo il 10 Gennaio nemmeno quelle.

Sarà un problema locale, chissà. 

Comunque il senso è che tu non fai la supposta fila per avere la certificazione, la fai perché c'è una pandemia. 

Qua Bonaccini parla di sperimentare autotesting per una trovata pubblicitaria e in TV non si vedono file nei tg.

E dai.... 

Mi taccio sugli inutili sofismi.

qua i sofismi sono che per fine marzo lo stato di emergenza non va rinnovato e quindi entro quella

data bisogna arrivarci togliendo via via tutta la burocrazia e le complicazioni varie che hanno messo in piedi.

ci sono i vaccini e vaccinatevi, se uno sta male va in ospedale. gli altri a lavorare, che non riesco

nemmeno a trovare un idraulico decente.

  • Melius 1
1 ora fa, appecundria ha scritto:

Mah, io non le vedo. Sì, 5 o 6 in fila, la vigilia di Natale anche 10, ma interminabile no. Ma dopo il 10 Gennaio nemmeno quelle.

Io vedo (vedevo) code ovunque alle farmacie. Quando ho fatto il tampone io ho passato 2 ore al freddo, mezz'ora prima di fare il tampone e un'ora e mezza per avere i risultati. C'era il piazzale della farmacia pieno di gente, saremmo stati abbondantemente più di 50, la quasi totalità contagiata.
Prenotazioni impossibili, a mercoledì scorso le prime disponibilità partivano dal 24 Gennaio. L'unica è presentarsi in quelle poche farmacie nell'orario in cui fanno tamponi liberi, ma questa è una informazione non disponibile su internet.
Che poi l'avviso quando si prenota il tampone è: "Non si eseguono i tamponi in soggetti sintomatici o in quarantena per avvenuto contatto stretto con un positivo o per positività al covid." e uno per farsi il tampone deve andare in ospedale?

extermination

D'altronde un positivo che non rispetta la quarantena rischia l'arresto! POSITIVI - L’articolo 260 del testo unico della legge sanitaria 265 disciplina la materia e prevede che “chiunque non osserva un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo è punito con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000”

extermination

 

18 gennaio 2022 - 17:51(Keystone-ATS)

"Questa pandemia non è affatto finita e, con l'incredibile crescita di Omicron a livello globale, è probabile che emergano nuove varianti". Lo ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing sul Covid da Ginevra.

"Omicron può essere in media meno grave, ma la narrativa che si tratti di una malattia lieve è fuorviante, danneggia la risposta generale" alla pandemia "e costa più vite", ha aggiunto.

"In alcuni paesi, i casi di Covid sembrano aver raggiunto il picco, il che fa sperare che il peggio di quest'ultima ondata sia finito, ma nessun paese è ancora fuori dai guai", ha avvertito il numero uno dell'Oms. Perché il virus "sta circolando troppo intensamente" e rischia di colpire le "molte persone ancora vulnerabili". Quanto all'impatto di Omicron, ha ricordato, "sta provocando ricoveri e decessi e anche i casi meno gravi stanno inondando le strutture sanitarie".

"Per molti paesi le prossime settimane saranno critiche", soprattutto per quelli con "bassi tassi di vaccinazione", ha avvertito.

 

 

1 ora fa, extermination ha scritto:

Un vaccinato si faccia il tampone se ha i sintomi!

Se uno ha preso il covid è sconsigliato fare il vaccino. Se non faccio il tampone poi sono obbligato a fare la terza dose entro un paio di mesi. In questo modo se ne riparla a luglio per la terza dose.

extermination
1 ora fa, tomminno ha scritto:

uno ha preso il covid è sconsigliato fare il vaccino.

Mah ! Sai quanti positivi asintomatici si saranno vaccinati?! Ricordo di aver letto anche pareri di esperti che a loro dire oramai è provato che non ci sono controindicazioni.

  • Melius 1



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