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La Casa.. la più alta forma di rappresentazione sociale ?


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Lo spunto per questa riflessione nasce puntuale quando mi chiedono come sarebbe la Mia casa ideale… e io me la cavo con la solita casa bianca liscia & glabra per permettere alla mia testa, 🤯, già troppo ingombra, di spaziare no Limits nelle praterie del full white.. ma é una risposta fin troppo comoda, lo so.. 😌

Come progettisti di case.. incontriamo spesso l’aspetto più intimo e vulnerabile dei committenti, che quando costruiscono una casa nuova si espongono, la loro vita le loro storie il loro mondo interiore viene inevitabilmente e fortemente scosso dall’evento importante della nuova casa, una specie di palingenesi che sconvolge e travolge tutto.

Specie da noi, nel radicato mondo europeo… mentre il mondo anglosassone, in particolare quello americano, ramingo per natura.. qui ha un atteggiamento molto più distaccato e cool.

la casa è un mezzo, tra un periodo e un altro successivo della vita, una specie di veicolo anonimo, da sostituire con un altro, al massimo deve durare 15 anni, con tutto il bagaglio di arredi e ricordi. Una società, nomade, senza radici.. non so se per questo più o meno felice… (propenderei per la seconda ipotesi)

 

Dipende a che età si costruisce la propria casa, una cosa è avere 25 anni ed un'altra 40. A 25 anni senza esperienze e con pochi quattrini ci si imbarca in soluzioni estrose, a volte originali ma poco funzionali. A 40 anni con le idee chiare si cerca di sfruttare tutti gli spazi per vivere la casa in modo confortevole. L'ideale è avere la possibilità nella propria vita di ricostruire la propria casa ex Novo per riparare gli sbagli della precedente.

Personalmente ho avuto la fortuna di costruire l'abitazione superiore ai 400 mq oltre al garage e giardino; ho scelto lo stile neoclassico, ma per non farmi mancare nulla ho adibito la taverna in stile country, così vivo gli spazi in base all'umore.

 

@51111 Concordo. Ma la ta tesi non fa che rafforzare la mia. La casa è un universo segnico, non solo un contenitore. Rispecchia i nostri codici estetici e il nostro mondo interiore meglio di qualsiasi altro orpellò esteriore.

ecco perché è un terreno minato… e scivoloso.

Still Spinning

Sempre avuto le idee molto chiare su come deve essere le mia casa per arredi e organizzazione e ho cercato di metterle in pratica compatibilmente con le possibilità economiche.

Come giustamente sottolineato bisogna anche considerare con chi si vive e le loro esigenze ma, nel complesso, sono soddisfatto. 

Un abile psicologo potrebbe dedurre molte cose entrando nella mia casa, ma questa  mi rappresenta davvero socialmente, cioè agli altri?

Rispondo ni, perché il 99,999999%delle persone che vedo passare sotto le mie finestre non metterà mai piede oltre la soglia e, per capire chi sono (ammesso che interessi a qualcuno), dovrà limitarsi ad interloquire con me allo stesso modo di come faccio io invertendo le posizioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho avuto la fortuna di procedere esattamente al contrario rispetto a quelli della mia generazione. Quando mi sono sposato avevo una casa molto grande anni 80. Arredata con mobili di famiglia di gusto molto classico piena di quadri, tappeti e soprammobili. 

Quindi tanto da lavorare se vuoi ordine e pulizia , mia moglie su questo é tassativa😁😥 Dall'altro lato i figli  potevano scorazzare in salotto o in giardino ed era come non averli.

Poi a figli grandi ed energie finite, abbiamo optato per una casa più piccola ma moderna con tutti i comfort ,arredata in stile minimalista niente tappeti e niente tende, molto facile da gestire e pulire.

 Arrivati ad una certa età ,tenere solo le cose che contano , lo stereo e i CD🤣, ti fa sentire meglio.

Con la maturità ho perso la voglia di correre per comprare oggetti che il più delle volte servono solo ad apparire, preferisco concentrarmi sulle cose che veramente mi appagano , sicuramente la mia  🏠 mi rispecchia.

 

 

La casa per come la vedo io deve essere “emozionante”. Cioe’ deve dare un piacere estetico dell’abitare che si rinnova ogni giorno  al risveglio: un panorama, una luce, un monumento, un giardino ecc.

L’arredamento viene dopo; il problema credo generale sia quello dell’over. Col tempo si accumulano libri dischi oggetti mobili masserizie abiti mbroglie di vario genere non tutti rispondenti all’evoluzione degli abitanti spesso diretta alla semplificazione e alla riduzione.

Comunque alla fine la casa e’ la vera spesa che vale la pena di affrontare anche ragionevolmente indebitandosi.

Deve essere poi ampia, quanto basta ad attutire le fisiologiche paturnie di chi vi abita e a consentire di coltivare i desideri di ciascuno senza interferenze acustiche  e visive di disturbo.

Essenziale e’ infine disporre di un bagno separato da quello femminile, che ha la

irrefrenabile tendenza a diventare un suk (creme, cremine, pettini pettinesse) sproporzionato rispetto agli esiti estetici di chi lo frequenta

 

Quanto all’aspetto sociale non me ne puo’ fregare di meno non facendo vita di rappresentanza. Sono vite fatue dove si finge divertimento in contesti di invidia competitiva fra persone di successo lussuosamente abbigliate che ignorano Bruckner

  • Melius 1
11 ore fa, alexis ha scritto:

Rispecchia i nostri codici estetici

Argomento insidioso questo. Si pensa d’aver un bel quadro, poi ti arriva un appassionato d’arte d’alto lignaggio che guarda la crosta con signorile indulgenza.

Tiriamo a campare

  • Melius 1
  • Haha 1

Mah ho molta esperienza…frequento teatri mecenati ecc da lunghissima pezza.

Basta un quartetto di Beethoven e il

grosso va ko.

Ma non e’ ovviamente obbligatorio amarlo. Solo che con quel fascinume e sfarzo da teatro t’aspetteresti una recettivita’ simile.

Meglio un raduno di miliardari rock con le

borchie almeno brancolano nel buio legittimamente

@mozarteum Se fosse vera la tua tesi, e non lo è… ricordo che pure i principi rinascimentali erano gretti gozzovigliatori, eppure chiamavano il guercino ( che non é un nocino e ci vedeva pure benissimo) o il signor Merisi Caravaggio a indorar il loro aureo risveglio 😜..

insomma fai come se le arti figurative che che hanno fatto grande la nostra civiltà fosse carta da parati scelta dal ferramenta all’angolo..

Eppure se c‘é un Arte che le ingloba tutte le Arti essa è l‘Architettura.. che contempla tutto, ritmica, chiari e scuri, vuoto e pieno, sintassi e grammatica, poesia musicale scritta con la pietra, frasi e pause, materia e negazione della stessa, pieno e, sopratutto il vuoto, anche chiamato spazio, la più grande conquisto dell‘Uomo appena uscito dalle caverne passata la clava alla moglie. 😌

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  • Melius 1

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