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Un problemino serio: la PA italiana, le emergenze e la capacità di comunicare


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17 minuti fa, audio2 ha scritto:

ma se non sono nemmeno capaci di organizzare la raccolta scoasse.

E va be' @audio2 se già non lo sei (ma da come ne scrivi penso proprio di no) perché non fai come ho fatto io trenta anni fa  e sono entrato dentro, poi chiaramente dato le mie non eccelse capacità organizzative mi hanno dirottato sulle autoambulanze. C'è davvero bisogno di gente volenterosa che abbia un po' di tempo da dedicare a questo tipo di iniziative e lo si può fare anche da volontario solo per dare una mano a migliorare il servizio. Il 118 è pieno di volontari, unisciti per almeno provare a cambiare le cose che non vanno.  

3 minuti fa, audio2 ha scritto:

ma perchè un servizio come il 118 dovrebbe basarsi su volontari ?

Dove lo hai visto scritto che si basa solo sui volontari? Ci stanno gli uni e gli altri, poi guarda @audio2 a uno che scrive che i volontari vanno bene solo alla festa della salsiccia che vuoi rispondere?  

e aggiungo, quella volta che mi sono ferito, tra sangue, dolore e tutto il resto, faccio per errore il 115

e mi rispondono i vigili del fuoco, e fin qui ok, ma poi nemmeno in grado di trasferirmi la chiamata sono

stati, ho dovuto  ridigitare da capo il numero sulla tastiera che si era ormai incrostata.

31 minuti fa, Stereoplay08 ha scritto:

a e' che immediatamente dobbiamo puntare il dito sulle nostre strutture

Cosa non ti è chiaro in questa mia frase contenuta nel post di apertura?

 

 

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Io ho riportato due cose:

 

La prima è una notizia (sulla quale la magistratura sta operando, e vedremo a tempo debito).

La seconda una testimonianza personale, dentro una struttura ospedaliera specializzata, in una cittadina  dove credo attualmente il rapporto italiani-cittadini USA sia di 1:2 nella quale le sportelliste parevano Totò e Peppino in vacanza.

A scanso di equivoci e prima che arrivi quello col ditino alzato, farei presente che l'amministrazione USA ci paga profumatamente per far accedere il suo personale al nostro SSN. 

 

Da ultimo, visto che siamo "precisini", il servizio di emergenza sanitaria si chiama ancora 118, o meglio "servizio di emergenza territoriale 118". 

Che il numero unico di emergenza sia il 112 -ma neanche ovunque, a che mi risulti- è chiaro, ma qui si parla di una struttura sanitaria.

 

Per un tax payer (sempre che le si paghino ovviamente) non è questione di guardare agli altri paesi ma di rilevare delle cose che mi pare non vadano tanto bene. Poi se uno gode a pagare per vedere Totò e Peppino allo sportello anche quello è un hobby lecito, ci mancherebbe.

37 minuti fa, Velvet ha scritto:

ma neanche ovunque, a che mi risulti

in italia solo metà regioni - circa - lo hanno.

quella volta da me col cellulare quasi non c'era campo, infatti la linea fissa sarebbe obbligatoria a richiesta proprio

per questi casi. ma nella mia situazione si sono rifiutati di installarla, e pare anche legalmente, perchè per loro non 

economicamente conveniente , nemmeno se io partecipavo come socio di maggioranza alle spese ( 3 pali di legno e 150 metri di filo ). e quindi un sonoro mavaffanculo non può non non levarsi alto e stentoreo.

@Aletto mi pare che eri tu che chiedevi lumi, questo è il momento giusto.

premessa: dovresti farti una full immersion nella cultura veneta

spiegazione: l' immagine è tale non in quanto relativa ai morti, ma in quanto relativa ai canidi.

conclusione: qua siamo paesan freak e si vola rasoterra o financo sotto il livello del suolo.

ps: quella volta l' operatore quando mi ha visto a momenti sveniva lui.

Spezzo una lancia a favore della sanità veneta: Durante una delle mie soste in osservazione cardiologica causa capricci aritmici in un altro letto vi era una turista americana il cui "defibrillatore sottocutaneo" aveva scaricato. E' stata presa in carico da un giovane medico (ricordo ancora il nome) che parlava un american english perfetto, oltre ai fatti medici ha rassicurato la paziente sui dubbi e i timori che possono sorgere essendo ricoverati all'estero in un ospedale pubblico (per l'americano medio appare una jattura) 

Gli unici particolari eccepibili erano tono e volumi baritonali del giovane medico, che potevano dar luogo a qualche privacy issues, ad esempio sapere che la paziente aveva fatto la cacca senza sforzo la sera prima era un "not need to know" per il resto del reparto..😁

23 minuti fa, Martin ha scritto:

unici particolari eccepibili erano tono e volumi baritonali del giovane medico, che potevano dar luogo a qualche privacy issues, ad esempio sapere che la paziente aveva fatto la cacca senza sforzo la sera prima era un "not need to know" per il resto del reparto..😁

Vabbè quando sei ricoverato la privacy te la puoi scordare di brutto, questo è lapalissiano.. 

@audio2 Onestamente, quasi tutto il primo soccorso a casa, il trasporto su ambulanza, avviene tramite volontari, senza di quelli sai quanti morti, ed in periodo covid, i medici sono stati ringraziati, ma chi rischiava di suo è agggrattiss, erano i volontari. 

25 minuti fa, solitario ha scritto:

Onestamente, quasi tutto il primo soccorso a casa, il trasporto su ambulanza, avviene tramite volontari

Sempre e solo con il medico al seguito o a bordo e in moltissimi casi di volontario questo medico ha ben poco. Una cosa visto che siamo in odore di critica rimprovero alle organizzazioni di primo soccorso siano esse della CRI o delle varie assistenze pubbliche (anche se ad onor del vero ora succede un poco meno) ed è che a volte capita che a fare i turni alle guardie mediche ci siano appunto medici appena laureati e vi garantisco che le situazioni a cui fare fronte nel prestare soccorso sono parecchie e di tutti i più disparati generi e non è che sia il massimo per un medico appena appena laureato. 

@audio2 Grazie mille.

In effetti c'è stato un periodo della mia vita in cui mi sono occupato di storia antica all'università (che non c'entra poi nulla con il lavoro che sarei andato a fare, ovvero l'ingegnere).

Ebbene, studiando l'impero Romano, ho avuto modo di leggere di come il Veneto, in realtà, sia stata l'ultima provincia - la mitica Regio Decima - ad entrare nelle federazione di Roma con la creazione dei Municipium e il riconoscimento della cittadinanza.

Il Veneto era di per sè già civilizzato, organizzato e diciamo ricco con i suoi abitanti eredi dei Veneti antichi, ma anche degli Euganei, dei Celti, dei Reti, dei Galli e degli Histri.

I Romani, da grande popolo quale erano, capirono subito che in veneto era opportuno lasciare ampia autonomia alle popolazioni perché erano già civilizzate e con una loro forte identità, e così agli abitanti fu concesso di mantenere usi, costumi e lingua che ha poco da spartire con il latino in quanto piuttosto deriva dal veneto antico.

Non solo, i Romani copiarono anche il metodo di suddivisione degli appezzamenti agricoli che vigeva nel veneto, utilizzandolo nel resto dell'impero.

Però la grande Roma sistemò, ampliando e modernizzando, le antiche strade pavimentandole, costruendo le stazioni di sosta, ponti, ecc. E portò il diritto romano.

Insomma, di fronte a tutto questo, imparai a riconoscere come alcuni territori, alcuni popoli, hanno qualcosa di speciale che li distingue e li identifica, e che i veneti sono fra questi popoli.

In tutto questo però non bisogna dimenticare che la cultura Romana fu una specie di faro per molti secoli e contribuì a portare la legge e la conoscenza in tutto il suo vasto territorio.

Per quanto riguarda, invece, Anubi, ovvero il dio egizio della morte, potrebbe essere interessante sottolineare il suo essere anche una specie di arbitro. Anubi, infatti, viene spesso raffigurato con una bilancia, la stessa che si dice usasse per soppesare il cuore dei morti per vedere se lo stesso fosse abbastanza leggero (come una piuma di struzzo) per entrare nel regno dei morti oppure, in caso contrario, essere divorato dalla terribile Ammit.

Un salutone.




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