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Crisi energetica fai da te


mozarteum

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2 ore fa, mozarteum ha scritto:

C’e’ un malcontento diffuso di cui tener conto e che deriva dai sacrifici che il

modello europeo sta imponendo in nome della globalizzazione.

Io vedo gente che si lamenta e ha votato le peggiori robe e che realisticamente ha poche giustificazioni nel lamentarsi. Si è perso il senso del limite, del merito, dell'accontentarsi. Gente che non ha alcun merito particolare ad avere sanità, casa (calda), cibo in tavola, occupazione strapagata per quello che vale e che si lamenta e sega l'albero sopra cui è seduta. Qual è il modello a cui tende? 

E' una decadenza molto comoda che ci vorrebbe cervello per gestire, cervello che manca più dei soldi.

 

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2 ore fa, newton ha scritto:

Certo un bel dittatorello che comanda minimo vent'anni (

questa perenne infatuazione di consistenti aree politiche europee per l'uomo forte e il sovranismo, porta al paradosso che le stesse aree politiche criticano la UE che per quelle inefficienze e scarso decisionismo che quotidianamente provocano con il loro continuo sabotaggio politico e non. 

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@newton oh finalmente un bel pensiero liberista. La globalizzazione ha stravaccato il triclinio su cui la politicanza ha stravaccato la gente illudendola di potergli riempire la panza senza fare granché. Sopratutto nei paesi latini - per ora -

400 milioni di privilegiatissimi che pranzano e cenano con altri 5-6 miliardi che guardano dalla strada la vetrina del ristorante cercando di capire come sfondarla.

 

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https://it.investing.com/news/economy/gas-draghi-ed-eni-in-algeria-in-cerca-di-nuove-forniture-2052135

 

Investing.com - Il Ceo di Eni (MI:ENI) insieme al premier premier Mario Draghi, i ministri della Transizione ecologica Roberto Cingolani e degli Esteri Luigi Di Maio, sono attesi in giornata ad Algeri, Algeria, per stringere nuovi accordi sulle forniture di gas in previsione del progressivo stop ai flussi di combustibili russi. 

La delegazione italiana è in lavoro per garantire ulteriori 9 miliardi di metri cubi all’anno, a cui vanno aggiunti i 10 forniti dal Paese nordafricano ad Eni (MI:ENI) nel 2021 attraverso il gasdotto Transmed. Sul tavolo, dovrebbe esserci anche un patto tra i due Paesi per investimenti comuni delle rinnovabili i quali, secondo i collaboratori di Draghi, potrebbero liberare altri metri cubi di gas da portare in Italia. 

L’Algeria è il secondo maggior fornitore italiano dopo i 29 miliardi di metri cubi importati da Mosca, e l'obiettivo del governo è quello di rendere il Nord Africa il polo principale per le importazioni di gas. Tuttavia, ci sono dei problemi. L'Algeria, infatti, è uno dei Paesi Onu che non ha votato a favore dell'estromissione della Russia dal Consiglio dei diritti umani insieme a Cina, Iran e Siria. 

Ma se l'obiettivo principale è quello di sopperire al gas russo nel minor tempo possibile, è probabile che il governo italiano dovrà passare sopra a questioni delicate, visto che i Paesi dove si estrae maggiormente il gas hanno rapporti molto stretti con Putin e non hanno ancora preso una posizione chiara contro l'invasione dell'Ucraina. 

Inoltre, l'Algeria sta affrontando una delicata situazione interna che vede un costante aumento della domanda e un'offerta che non sempre riesce a tenere il passo, come dichiarato pochi giorni fa da Sonatrach. L'utility pubblica algerina ha solo "solo alcuni miliardi di metri cubi addizionali" a disposizione ad aprile, per questo ha incrementato l’esplorazione di gas naturale con l’obiettivo "di raddoppiare la capacità in quattro anni".

Tuttavia, secondo quanto affermato dal ministro Cingolani la scorsa settimana, grazie "al lavoro di diversificazione delle fonti", l'Italia sarà indipendente dal gas russo "in 24-36 mesi". "In atto c'è una strategia molto complessa da portare avanti di diversificazione però tutti convergono su quelle linee oggi praticabili", ha dichiarato il ministro, precisando che ci sono "anche i cinque gasdotti attuali, due che provengono da nord, due dall’Africa e uno da est".

L’Italia sta trattando per le nuove forniture con "Paesi più piccoli e su cui l'Italia ha una tradizione di buoni rapporti ma anche di peso che è ben diverso di quello che l'Italia può avere verso la Russia". Intanto, con il gas europeo Dutch TTF oggi a 108 euro per MWh, non ci sono ancora piani per un aumento della produzione di gas o di rigassificatori sul territorio italiano, ma solo un aumento delle importazioni dall'estero come quelle (più costose) statunitensi. 

 

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4 ore fa, mozarteum ha scritto:

L’eccesso di burocrazia che si imputa all’Italia non e’ da meno a Bruxelles

E nel resto del mondo occidentale. Ho alcuni fornitori Multinazionali origine USA, che ogni tanto incasinano tutto creando nuove società di distribuzione, delocalizzando in Est Europa gli uffici contabili o cambiando le procedure e non si capisce più niente. Una disperazione. Con uno di questi ho impiegato (abbiamo impiegato, perché il problema era di tutti noi clienti) 5 mesi per far quadrare un estratto conto. Mi chiedevano in continuazione 12.000 euro che avevo ovviamente pagato e mi sospendevano le forniture. Mi toccava chiamare la responsabile di filiale, che mi conosce da 30 anni, per farmele sbloccare con mille scuse.
Quando le cose cominciano a funzionare, le rivoluzionano e si ricomincia daccapo.

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5 ore fa, peng ha scritto:

basta rispondere di andare a negoziare gas e petrolio con le cariole di lire

Non servono. Bastano i bonifici e le Lire si possono sempre convertire in Dollari o Euro. Come fanno in tutti i Paesi che utilizzano valute diverse.

Forse non ti ricordi, ma c'è stato un tempo in cui lo facevamo anche noi e non ci mancava niente.

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