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Melius Club

Una porcheria, una vigliaccata, paragonare no vax e pacifismo


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10 minuti fa, Savgal ha scritto:

Un primo dubbio, come mai negli anni Sessanta in USA i pacifisti potevano dimostrare contro la guerra in Vietnam e oggi in Russia non è possibile?

Un secondo dubbio, perché i nostri pacifisti non si mobilitano per organizzare una manifestazione contro la guerra nella Piazza Rossa, considerando che qui in Italia non paiono avere libertà di esprimere il loro dissenso alla guerra?

L'hai scritto tu o l'hai copiato da Gramellini? Dai basta, con questi giochini per il popolino. Adesso mi manca solo Rampini che con le tiracche rosse mi dice che Berlinguer negli anni 70 diceva che si stava meglio qui invece che di là. Non stiamo discutendo di questo. La domanda che uno dovrebbe porsi è "Un primo dubbio, come mai negli anni Sessanta in USA i pacifisti potevano dimostrare contro la guerra in Vietnam e oggi qui,  non dico manifestare, ma non si può nemmeno dissentire senza essere oggetto di gogna, pochezza intellettuale, no vax, non credere nella scienza etc etc?" In ogni caso tempo perso.

briandinazareth
4 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

on si può nemmeno dissentire senza essere oggetto di gogna, pochezza intellettuale, no vax, non credere nella scienza etc etc?

 

ma a chi ti riferisci? 

perché questo clima non esiste sui media dove ci sono un numero enorme di "dissidenti", anche quelli che si spingono oltre il ridicolo (mia legittima valutazione). 


e neppure in questo forum dove se ne parla piuttosto liberamente. 



 

3 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

ma a chi ti riferisci? 

Non a te. Ma però li leggi i giornali, li leggi gli editoriali? E cosa si dice? Come si definiscono le persone che non sono entusiaste di non sapere nemmeno quali armi si mandano in Ucraina (segretissimo!!!); ma non occorre nemmeno andare lontano e cercare in tv o giornali, basta leggere il tono medio in questo forum.

Dopo il disastro afghano, Biden ha pestato un'altra me**a e tutta sta foga, sta voglia di guerra porterà al trionfo delle destre Usa e di conseguenza delle destre europee, dove avremo nel frattempo sdoganato fascisti e nazisti vari. Peccato mi ero illuso che il mondo si fosse liberato di Trump e invece lui tornerà ed il suo alter ego rimarrà dov'è ancora più forte e influente.

extermination
13 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

Biden ha pestato un'altra me**a e tutta sta foga, sta voglia di guerra porterà al trionfo delle destre Usa

Non credo che Biden sarà bocciato per il suo operato in Ucraina. I consensi li sta perdendo per una politica che non convince la maggioranza degli americani.

6 minuti fa, extermination ha scritto:

Non credo che Biden sarà bocciato per il suo operato in Ucraina. I consensi li sta perdendo per una politica che non convince la maggioranza degli americani.

Indirettamente sì, il "Commander in Chief" ha sempre ricompattato e rafforzato la presidenza. stavolta non girano gran entusiasmi.

Io a distanza di ormai un anno non sono ancora riuscito a capire quanti dei cosiddetti no vax non si vaccinavano per paura di eventuali conseguenze (e ci sta, la paura è un ottimo deterrente), e quanti lo facevano per ragioni diverse dalla paura.

Inoltre nella prima categoria non ho capito quanti cercavano in tutti i modi di nascondere il fatto che non si vaccinavano per paura dissimulandolo dietro le tesi più diverse e in certi casi anche strampalate.

Credetemi non ho capito e ad un certo punto ho pure desistito.

Ora con la guerra mi sembra di assistere ad un fenomeno simile: non si capisce bene cosa muova i pro Putin che sembrano dividersi fra chi "genericamente" ha paura della guerra e vuole che finisca il prima possibile (e anche qui si starebbe come sopra) e quelli che invece usano Putin per protestare contro un pò tutto il sistema a prescindere; della serie poteva essere successa una qualsiasi altra cosa grave e avrebbero protestato allo stesso modo anche se non ci fosse entrato per nulla il pacifismo.

In ogni caso mi sembra che le due categorie sopracitate hanno cmq avuto peso e rilievo nelle discussioni nazionali, forse di più di quelle che appoggiavano il cosiddetto mainstream, visti anche i rapporti di forza.

Da un articolo di Daniela Ranieri sul Fatto Quotidiano.

 

Sentimentalismo e irrazionalismo, tipici dell’interventismo dannunziano prima e della retorica mussoliniana poi, necessitano di persuasione, seduzione, minimizzazione del nefasto, enfasi epica. Occorre abbindolare le masse e gratificarle con un dolcetto ideologico (il miraggio delle colonie da depredare, allora; la libertà e la democrazia europea da salvare, oggi), senza indugiare troppo sui mezzi per ottenerlo. La differenza è solo di registro: il nevrastenico culto della guerra novecentesco si è trasformato in un bellicismo da divano nichilista e spiritoso, portato avanti da giornalisti-cabarettisti che vogliono “aiutare l’Uc ra i na ” se occorre fino all’ultimo ucraino. Ragionare, non espungere la complessità dal discorso, è sospetto, per chi privilegia il fare sul parlare (la “ciarla vana” di Mussolini😞 meglio il vitalismo della “bella morte” che il rischio di pensare. Si continua a dire che si aiuta chi combatte per la libertà europea, anche dopo che il segretario alla Difesa Usa Austin ha detto che lo scopo dell’invio di armi all ’Ucraina è “indebolire la Russia”.
Questa retorica si fonda sul presupposto che “noi” agiamo per conto del Bene e che la resistenza ucraina sia uguale alla Resistenza italiana contro il nazifascismo, cioè che Putin sia il nuovo Hitler. Come ha spiegato il filosofo Edgar Morin su Repubblica (che inspiegabilmente non l’ha messo tra i proscritti anti-Nato e filo-Putin), Putin non è Hitler. Piuttosto, “siamo in un mondo dominato dagli antagonismi tra le superpotenze e consegnato a deliri etnici, nazionalisti, razzisti e religiosi”. Il delirio necessita di una finta razionalizzazione per realizzarsi.

Senza alcun imbarazzo, sui nostri media si mischiano elogi della democrazia con la mistica del sacrificio dei soldati nazisti dell’Azov, talmente eroici da asserragliarsi sotto le acciaierie di Mariupol con una folla di civili come scudo; il loro uso delle svastiche è puramente ludico e ricreativo: leggono Kant e sono coccolati dai media che ne ospitano le mogli piangenti in tour europeo davanti alle telecamere. Diceva Walter Benjamin che l’estetizzazione della politica è un tratto inequivocabile del fascismo.
Quanto più ha intenti totalitari, tanto più la politica cerca di mantenere inalterati i rapporti di proprietà, il cui cambiamento gioverebbe alle masse; per farlo, somministra loro dei contentini estetici: arte di bassa qualità, intrattenimento e, oggi, storie Instagram, pseudo-notizie, mistica della vittoria. Putin ha represso la libertà promettendo al popolo il riscatto degli antichi valori per mezzo di una “operazione militare speciale”. L’Occidente ci sta trascinando dentro una catastrofe nucleare in nome di una finta libertà. È di qualche rilevanza che la proprietà dei mezzi di produzione culturale sia in molti casi in capo alle stesse persone che guadagnano dall’industria che produce armi.

  • Melius 1
1 minuto fa, 31canzoni ha scritto:

E' impressionante come molti intellettuali di sinistra, mentre si abbagliano guardandosi allo specchio, continuino nella storia a non vedere il lupo che esce dalla foresta.

Questa mi è venuta un po' tra Mao e i baci perugina.

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