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Il lavoro nero e i bassi salari: i veri mali dell'Italia altro che RdC


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dal 1995 che non esisteva neanche internet voglio anche vedere che non aumenta qualcosa

è aumentata anche la pressione fiscale però, guarda il lordo della busta paga.

marattin comunque fa parte del problema, non della soluzione e

gli altri non sono migliori

  • Melius 1
briandinazareth

Io di burocrazie ne ho provate diverse, escludendo l'India, devo dire che quella usa e quella inglese non sono meno cervellotiche o complicate di quelle italiane... 

 

E occorre considerare che in Italia ogni regola o procedura deve fare i conti con un  livello di furberie e tentativi di aggirare e violare le norme che personalmente non ho visto in alcuna parte del mondo.

 

Naturalmente non voglio dire che non ci sia da lamentarsi e incazzarsi, io sono il primo,  e i margini di miglioramento sono enormi.

Però penso che questo continuo piagnucolare è un poco provinciale, legato all'idea che altrove la burocrazia sia una passeggiata di salute. Non è così.

La burocrazia, come gli avvocati e la polizia, sono mali necessari, ovunque... 

 

Se poi ci si lamenta come @audio2 perché non vuole fare lo spid (ma perché poi?) Arriviamo all'assurdo.

 

Del resto sento ancora gente che si lamenta della fila alla posta quando non esiste alcun motivo valido per farla..

5 ore fa, damiano ha scritto:

La PA è l'unico soggetto che investe continuamente, anche quando c'è crisi (anzi maggiormente, come adesso) e le aziende private ne traggono beneficio: spesa pubblica è PIL.

oooocccchei vaaaaabene

100% di tassazione e parte il moto perpetuo dell’economia virtuosa sempre in crescita🤣

anzi 110% 🤣🤣😎

  • Haha 1

in Austria  un mio pari grado e con minor anzianita' di servizio e facente parte della stessa societa' dello scrivente guadagnava poco piu' di un 20% in piu' lordo.

ma se si parlava di netto, allora la differenza cresceva e di tanto.......

e' la tassazione eccessiva che riduce eccessivamente i salari, altro che chiacchiere! 

 

7 ore fa, damiano ha scritto:

E questo cosa vuol dire? 🙂

Che nelle polemiche legate ai bassi salari pagati in Italia la prima causa è la produttività, se come indicato nello studio di Oxford le lentezze e la burocrazia della PA inficiano la produttività delle aziende private, insieme ad altri fattori ovviamente, anche la PA è tra le cause che impediscono alle aziende di pagare meglio i propri dipendenti.

11 ore fa, damiano ha scritto:

La PA è l'unico soggetto che investe continuamente, anche quando c'è crisi (anzi maggiormente, come adesso) e le aziende private ne traggono beneficio: spesa pubblica è PIL. Forse questo concetto ai più sfugge, ma ridurre con l'accetta la spesa comporterebbe ridimensionamento generale che non possiamo permetterci (col livello attuale di debito).

Quando parliamo della PA parliamo generalmente dei servizi gestiti dallo Stato, non degli investimenti quindi facciamo riferimento alla spesa corrente che fa capo al personale che lavora nei diversi enti che sono il cuore della burocrazia italiana.

A prescindere da questo credo sia da sottolineare come la ricchezza la creino le aziende private, senza ricchezza il sistema non starebbe in piedi e, se è vero che gli investimenti pubblici alimentano anch’essi il PIL, non è pensabile che il sistema si regga solo sugli investimenti dello Stato, altrimenti come a scritto correttamente @Jack avremmo inventato il “moto perpetuo”.

6 ore fa, briandinazareth ha scritto:

Però penso che questo continuo piagnucolare è un poco provinciale, legato all'idea che altrove la burocrazia sia una passeggiata di salute.

Il problema e’ il grafico postato da Marattin, che dimostra, in maniera inequivocabile e oggettiva, che la produttivita’ del lavoro in italia e’ quella che e’ cresciuta meno in tutta europa. In altre parole il lavoro, in italia e’ inefficace, i dipendenti lavorano peggio e producono risultati peggiori rispetto a tutti gli altri.

La domanda e’ perche’ ?
La Burocrazia e lo stato (pubblica amministrazione, partiti, sindacati, cinque stelle) sono i principali indiziati, perche’ ostacolano tutti i meccanismi che potrebbero incentivare la produttivita’ (una miriade di regole asfisianti per cui gran parte del tempo va destinato ad adempimenti burocratici e non all’oggetto del lavoro, l’ostilita’ dei sindacati a qualsiasi valutazione della produttivita’ del lavoro, tipo l’invalsi ecc. ecc.). 

Secondo te non c’entra la Burocrazia e non c’entra lo stato, allora ti chiedo di nuovo:

QUALE E’ LA CAUSA della scarsa produttivita’ del lavoro in Italia ?
Lo chiedo anche ad @appecundriae agli altri amici estremisti di sinistra del forum.

briandinazareth
2 minuti fa, Roberto M ha scritto:

QUALE E’ LA CAUSA della scarsa produttivita’ del lavoro in Italia ?

 

Alcuni dei motivi:

Nanismo delle aziende 

 

Bassissimi investimenti privati e pubblici n ricerca e innovazione 

 

Poca concorrenza e situazioni di rendita 

 

Troppe aziende padronali e familiari

 

Concorrenza sleale dovuta all'evasione e al lavoro nero 

 

Poca formazione dei lavoratori 

 

Età media molto elevata e poco ricambio generazionale

 

Bassa scolarizzazione generale 

 

Disonestà diffusa che limita gli investimenti stranieri

 

Burocrazia e corruzione

 

Scelta della classe politica a livello locale e nazionale (intesa come capacità di fare il mestiere .. )

 

Difficoltà nella cooperazione e associazione fra aziende 

 

 

 

 

 

Cerco di rispondere ad un po' di cose scritte:

il moto perpetuo che si creerebbe surrettiziamente nel giro PA ==> Privato: a parte che ci sono tante economie che usano un metodo simile, non mi parrebbe scandaloso. È uno dei principi keynesiani ed è un altro tipo di whatever It takes. La PA è un fornitore di servizi che per essere creati, manutenuti ed ulteriormente sviluppati si avvale di altri servizi prodotti dai privati. L'aspetto da superare, in questo giro, è un altro: le gare al massimo ribasso (ed iniziamo a parlare di retribuzioni basse); con gare al massimo ribasso le aziende (private) "devono" tenere basso il costo del lavoro.

Perché la retribuzioni in Italia sono basse? Un po' di risposte sono state date: fondamentalmente è dovuto al nanismo (anche cerebrale) del sistema produttivo italiano che è nano e vuol continuare a produrre cose a basso valore. Come pretendi di crescere se continui a produrre cose che "dall'altra parte" producono ad un decimo del costo? In Italia ci sono moltissime aziende che fanno cose top ed i cui dipendenti beneficiano (in tutti i sensi) dell'illuminazione del management. 

Infine il RDC, in linea di principio è sacrosanto. Peccato che è mancato quanto servisse a rendere la misura efficace, il supporto a cercare il lavoro. Non è uscito, nel dibattito, il dato più importante: nei centri per l'impiego italiani lavorano circa 4000 persone, nel servizio analogo in Germania (dove esiste un supporto alla disoccupazione analogo ad RDC) lavorano in 40000. Quindi così come è (RDC) non può funzionare. Va eliminato? Non penso sia una buona idea, con la contingenza corrente piuttosto andrebbero investiti un po' di sghei per renderlo più efficace e per avviare veramente le persone al lavoro. Per le misure draconiane da proporre in caso di rifiuto del lavoro proposto, scegliete liberamente....🙂

Ciao 

D.

 

  • Melius 2
28 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Nanismo delle aziende 

Troppe aziende padronali e familiari

E’ sconnesso con il dato, nel 1995 la produttivita’ del lavoro era allineato al resto d’europa, ed e’ successo l’esatto contrario, le aziende piccole sono diminuite drasticamente in favore di grandi distribuzioni, grandi marchi in franchising, multinazionali. Cioe’ e’ l’esatto contrario.

 

29 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Poca concorrenza e situazioni di rendita 

Concorrenza sleale dovuta all'evasione e al lavoro nero 

Sei fuori tema, non c’entra un tubo con la produttivita’ del lavoro, le rendite per definizione non sono lavoro, sono variabili indipendenti. Lo stesso vale per la concorrenza sleale, che peraltro in un mercato globalizzato riguarda in prima battuta la Cina, dove i diritti dei lavoratori neanche esistono. 

 

37 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Disonestà diffusa che limita gli investimenti stranieri

Sicuro che gli investimenti stranieri non siano limitati dalla burocrazia e dalla magistratura, che magari si diletta in sequestri ogni tre per due (vedi Ilva di Taranto).

Le multinazionali investono senza problemi in feroci dittature e paesi dove la corruzione e 100 volte superiore all’italia, per loro conta solo guadagnare.

E poi questo non c’entra con la produttivita’ del lavoro in se.

40 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Bassa scolarizzazione generale 

Età media molto elevata e poco ricambio generazionale

Non mi pare proprio che gli altri paesi europei siano messi meglio, eppure hanno incrementato la produttivita’. Ad esempio tutti i paesi dell’est, ma anche la spagna e la francia. Non vedo tutti questi giovani scienziati.

42 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Burocrazia e corruzione

Poca formazione dei lavoratori 

Difficoltà nella cooperazione e associazione fra aziende 


Sono d’accordo.

 

 

briandinazareth
1 minuto fa, Roberto M ha scritto:

nel 1995 la produttivita’ del lavoro era allineato al resto d’europa,

 

Il 95 era un'altro mondo, guarda i dati relativi al nanismo delle aziende e alla percentuale di investimenti in ricerca delle stesse.

Il nanismo è molto più deleterio oggi, occorre molta più ricerca.

 

3 minuti fa, Roberto M ha scritto:

non c’entra un tubo con la produttivita’ del lavoro, le rendite per definizione non sono lavoro, sono variabili indipendenti.

 

Se favorisci le posizioni di rendita è immediata la conseguenza sulla produttività, così come l'evasione fiscale, che rende più competitivo chi più bara, lo stesso vale per il lavoro nero.

E chi più evade più è cialtrone, quindi c'è una selezione al contrario.

 

7 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Non mi pare proprio che gli altri paesi europei siano messi meglio

 

Ti sbagli, guarda come è cresciuta la scolarizzazione nei vari paesi e quanto viene investito nella formazione dei lavoratori.

@briandinazareth ha ragione in parte @Roberto M hai fatto un calderone mettendoci dentro tutto quello che non ti piace, ma non tutto è attinente all’argomento del thread, il nanismo imprenditoriale ad esempio lo è, altri punti come evidenziati da Roberto non  lo sono, di certo la burocrazia eccessiva penalizza la produttività, mentre il funzionamento della giustizia è certamente un disincentivo agli investimenti stranieri nel nostro paese insieme alla legislazione sul lavoro.

Forse di questo se n'è già parlato, nel caso mi scuso. Anni fa, al mare, ho conosciuto un piccolo imprenditore tedesco, mi pare di Darmstadt. Aveva un' azienda che produceva componenti auto. Questo signore diceva di percepire una somma mensile per ogni ragazzo che, dopo aver effettuato un determinato periodo di effettivo apprendistato, raggiungeva la qualifica di operaio, operaio specializzato o impiegato. Per insegnare il mestiere a questi ragazzi lui percepiva la stessa somma che, sempre lo Stato, corrispondeva agli allievi.  Io non so se fosse proprio così ma, nel caso, la trovavo una cosa furba e soddisfacente per entrambe le parti. Se dipendesse da me, proporrei una soluzione analoga invece di tanti redditi di cittadinanza vergognosi di cui molti approfittano. Gli esperti in materia che dicono? Sono già stati fatti esperimenti simili in Italia? Con quali risultati? Grazie. 😀




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