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Ma i loungisti politici di Melius che impianto hanno? So come la pensano sull'Ucraina, la politica ma...l'Impianto hifi?


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Credo che siamo Ot ma nella recentissima esperienza di trame sonore a Mantova dove la musica da camera e’ eseguita in saloni del palazzo ducale dall’acustica rigogliosa e coinvolgente (un audiofilo avrebbe forse alzato il mignolo sdegnato) il suono in prima fila giunge potentissimo (non vi dico se c’e’ il pianoforte) ed amalgamato sicche’ il discernimento dell’apporto dei singoli strumenti nei momenti complessi e’ veramente difficile.

Quello che si sente nei momenti concitati e’ un muro di suono fisico immanente di grande peso e splendore timbrico con sicuri rinforzi poco audiofili qua e la’.

Trovo che inseguire la chirurgica focalizzazione vada spesso a detrimento della “valanga” sonora e puo’ generare addirittura squilibrio tonale se fatto in impianti che scendono poco in basso

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Il punto di partenza

Il punto di partenza è che questa è una passione nella quale ci si fa troppe seghe e si cercano troppe sicurezze che dovrebbero essere cercate altrove. Da un decennio sono arrivato alla pace dei sensi. Me ne sbatte un cacio dell'hardware, ascolto come capita, mentre lavoro, sdraiato sul divano, mentre giro per casa, mentre leggo e sempre più raramente con la testa tra le mani e l'aria assorta a pizzicare la sibilante e, anche con e grazie anche a quella bellissima invenzione che sono queste piattaforme di streaming, uso l'impianto per ascoltare musica e non viceversa, faccio dei bellissimi percorsi e ho allargato in modo significativo i miei orizzonti. 

  • Melius 1
briandinazareth
2 ore fa, mozarteum ha scritto:

al

mio orecchio e’ sempre risultata preferibile la soluzione senza

correzioni.

 

non essendo abituati è abbastanza frequente, non si è abituati a sentire i bassi con un minimo di linearità a casa... 

con un minimo di linearità intendo senza valli o picchi da oltre 10db... 

e quando l'orecchio per la musica riprodotta si è costruito con queste enormi variazioni, il suono corretto sembra quasi mancare di frequenze basse e di impatto, invece è solo un'articolazione molto maggiore.

in più c'è l'effetto straniante di avere un ambiente che con la musica suona diversamente dalla sua acustica "naturale".

  • Melius 1
Membro_0015

@mozarteum si perché il drc interviene giustamente poco se c'è poco da intervenire... 

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Non credo proprio il tutto e’ studiato benissimo, se vuole @stanzani interverra’ a spiegare.

Eccomi 😊

il Marietto
13 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

e quando l'orecchio per la musica riprodotta si è costruito con queste enormi variazioni, il suono corretto sembra quasi mancare di frequenze basse e di impatto, invece è solo un'articolazione molto maggiore.

esatto, e quando si correggono le basse come effetto aumenta la trasparenza della gamma media. 

Il 6/6/2022 at 20:32, stanzani ha scritto:

l'impianto di quelli di destra costa dai 30000 in su nell'usato. Quelli di sinistra curano l'acustica ambientale e studiano molto. 

Pensavo essere di destra, adesso ho dei dubbi...😄

2 ore fa, Superfuzz ha scritto:

@aldofranci Secondo la classificazione  stanziana sei chiaramente un marxista leninista, però pure un po’ avanguardista

No, con 3 sub è chiaramente zapatista.

  • Haha 1
analogico_09
Il 7/6/2022 at 12:13, mozarteum ha scritto:

Sono stato a Mantova a Trame sonore una manifestazione meravigliosa di musica da camera suonata in palazzi storici, musei e  chiese, con acustica fantastica sonante e rigogliosa da far sembrare quartetti orchestre sinfoniche a pochi metri. Insomma quanto piu’ distante dal suono audiofilo classico.

 

 

Bella esperienza, è sempre un privilegio toccare con mano la relatività della qualità estetica del suono musicale e della "quantità" volumetrica dello stesso.

Riascoltare il "quartetto" d'rchi nel luogo deputato e pure senatore... 😄
Quando si dice che gli specifici e preziosi strumenti "d'epoca"  non siano adatti a soddisfare l'orecchio dell'uomo moderno poichè non si sentono o si sentono poco nelle sale da concerto "istituzionali" nelle quali si celebra il grande sinfonismo e concertismo ottocentesco, del tardo classicismo, romantico e post romantico, con interpretazioni ed organici orchestrali grandiosi, "esagerati" anche quando si tratti di eseguire ad esempio il requiem di Mozart e non già la Fantastica di Berlioz.

Quando insomma anche composizioni più "cameristiche" vengono eseguite con criteri "sinfonistici", omolgando tutto.

Il limite "volumetrico" non è degli strumenti, bensì delle sale sbagliate nelle quali si insiste a farli suonare in kodo sbagliato.  E' per via della mastodonticità della compagine orchestrale eccessiva che un flauto traverso barocco, una viola da gamba, un cembalo, un liuto, ecc, non riescono a penetrarla, nè possono con essa fondersi.
E allora, anzichè adeguare i luoghi agli strumenti antichi, agli organici d'epoca, si cambiano gli strumenti alterando i delicati e preziosi equilibri compositivi, sonori, timbrico-acustici, psicoacustici, le peculiarita dinamico-agogiche delle composizioni nate per essere eseguite altrove, alterando gravemente il climax espressivo.
Magarti nel "nord" le cose funzionano meglio, ma qui da noi, nella capitale, con tutti gli spazi preziosi che si potrebbero avere a disposizione, molti dei quali inutilizzati, luoghi del comune, dello stato, della chiesa.., le porte restano chiuse.., quindi Monteverdi, ammesso e non concesso che venga programmato, finisce, salvo poche, rare eccezioni, nulla per una "caput mundi",  nel grande auditorium, prezioso quando non lo si faccia diventare un calderone omologatore.

Meno male che c'è la musicologia filologica che nel rifdsegnare i più autentici contorni interpretativi delle musiche del passato liberate dagli zavorramenti post-romantico tradizionali, s'incarica anche di riparare i numerosi danni purtroppo già fatti dagli interpreti del "questo o quello per me pari sono"... 😉

 

  • Melius 1
Gaetanoalberto

Secondo voi si accorgono se faccio 3 mutui ipotecando la stessa casa? 

Pensavo di costruire un locale apposito per sperimentare l'octafonia quadrowuferiana. 




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