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Elezioni in Francia: Macron non ha piu’ la maggioranza


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Gaetanoalberto

@Savgal Concordo. Le ideologie le hanno combattute, o si sono spontaneamente dissolute. Anche quello che dicevi sulla coscienza di classe si è perso. Si è persa anche purtroppo la consapevolezza della strada per mantenere certi livelli di tutela. 

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Sono queste persone che resistono, che impediscono il cambiamento, che vogliono conservare il proprio piccolo e miserabile orticello, e su cui si fa facile presa. 

Nessuno vuole fare sacrifici, nessuno vuole rischiare, il merito non esiste e non è desiderato

Vediamo le cose diversamente.

Per me lo status quo lo desiderano parte delle élite.

Giustizia, scuola, tassazione, e altro che farebbero di questo stato qualcosa di meglio, non sono bloccate dalla base.

In Francia non è troppo diverso e già stanno meglio.

Stiamo guardando in due direzioni diverse, e in parte mi pare che si confondano i frutti malati con chi semina.

Mi spiace non riuscire a spiegarmi meglio, perché è chiaro che tu rispondi a qualcuno che è molto diverso da me.

 

Gaetanoalberto
4 minuti fa, nullo ha scritto:

on sono bloccate dalla base.

Non saprei come definire il voto Grillo Verde, che ha gestito il governo come se fosse l'opposizione: poche cose fatte, ma peggio. 

È non saprei come definire il maperoismo, ancor meno propositivo, dei Bersaniani, d'alemiani e Rizzoti

1 ora fa, Savgal ha scritto:

Sono convinto che la strategia fosse pianificata da diversi anni. In Europa lo abbiamo considerato un partner, Putin ci ha considerato dei nemici, per alcuni aspetti in misura maggiore di quanto ci consideravano ai tempi dell'URSS. Altra convinzione è che dietro questa strategia ci sia la Cina, che non può esporsi quanto la Russia poiché la sua economia si regge sulle esportazioni verso l'Occidente. Anche le posizioni verso la Cina dovranno inevitabilmente essere riviste. Temo dovremmo tornare ad un mondo diviso in blocchi.

Perfettamente d’accordo si tutto.

Ed aggiungo che secondo me NON e’ un male tornare ad un mondo diviso a blocchi.

Amleno fino a quando siamo in vantaggio, economico e militare.

Se perdiamo, con gli anni, questo vantaggio (che con la Cina si sta assottigliando ogni giorno) siamo fregati tutti.

 

ma perché fermarsi ai blocchi… ma dividiamo come se non ci fosse un domani, peccato che non ho condomini da dividere sennò partecipavo anche io… però magari posso dividere la mansarda dalla taverna, in fondo sopra ci sono 24° ed in taverna 18º che hanno da spartire? anche la cucina con la sala da pranzo, ma che cavolo, dividere su…

metto anche l’obbligo di visto per andare dal giardino davanti a quello dietro, tiè

2 ore fa, nullo ha scritto:

le ragione del populismo sono molteplici

 


però più che parlare  della ragioni che fanno si che il populismo abbia consensi  parlavamo di quale sia il suo fine

il fine di putin nel foraggiare questi patrioti intendo

e puntualmente questi patrioti fanno quello che putin si aspetta da loro

e tutto si può ricondurre ad una sola parola: dividere



Alla fine quel che ha sempre in mente Giorgia Meloni è la fissazione per questo mondo scisso, spaccato in due, ferito, separato. Un mondo in cui le cose devono essere solo o completamente giuste o del tutto sbagliate, dove le persone sono o amiche o nemiche, dove le giornate o sono perfette o fanno schifo, dove tutto ciò che non è un successo è un fallimento, dove tutto ciò che non è virtuoso è vizioso. Dove ora o mai più. Dove la va o la spacca. E ancora: o si è belli o si è brutti, o si ama o si odia, o si ha del tutto ragione o si ha completamente torto, e così via, in una perenne guerra civile che, nel caso della retorica politica, da interiore e personale diventa pericolosamente esteriore e sociale.


 

https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/06/18/news/giorgia_meloni_un_orgogliosa_estremista_di_destra_e_lo_sa_bene-9633743/

 

 

certo che devono essere belle solide le convinzioni delle elíte se bastano un po’ di tweet e qualche milioncino qua e là per farle schifare così facilmente… 

ah l’autoreferenzialità che pessimo modo di misurar la propria pochezza…

  • Melius 1
59 minuti fa, lello64 ha scritto:

puntualmente questi patrioti fanno quello che putin si aspetta da loro

e tutto si può ricondurre ad una sola parola: dividere

Visione limitata, imho.

Vedo anche molto altro.

@Gaetanoalberto

Il voto grilloverde viene dopo 20 anni di nulla rispetto a una rivoluzione annunciata a destra e a manca e mai vista.

Con un aumento esponenziale della astensione.

Gaetanoalberto
1 ora fa, nullo ha scritto:

rivoluzione annunciata a destra e a manca e mai vista

Mi permetto di osservare che per qualunque governo, realizzare i programmi richiede stabilità.

Il nostro è in sistema costituzionalmente instabile, con un’instabilità ratificata e voluta da una fetta importante di cittadini, anzi, sempre da quegli stessi cittadini abituati a girovagare in cerca dell’araba fenice, che poi sarebbe l’espansione del proprio egoismo onirico, con una visione spesso assolutamente priva di senso dello Stato e di spirito civico, in cui la posizione è quella della pretesa, a meno frequentemente della collaborazione.

L’instabilità è alimentata dalla necessità di formare governi di coalizione, in cui il piccolo partito gioca sempre la palla del finto oppositore per guadagnare qualche poltrona.

Il partito del ricatto è spesso sostenuto dal cittadino movimentista, che parla di elite di fronte a tutto ciò che non è in grado di interpretare.

Il funzionamento dello Stato è una macchina complessa.

Il miracolo è che lo Stato funzioni, nonostante i suoi cittadini, e non il contrario.

E lo dico con cognizione di causa, dovendo affrontare quotidianamente le piú disparate richieste frutto di egoismo, visione miope del funzionamento delle cose, sospetto generato dal proprio animo oscuro, mai associate ad una visione piú ampia che consenta di avere uno sguardo piú imparziale.

 Chiaramente non sono tutti, ma la fascia di queste persone in sostanza stufe di dover rispettare gli altri e delle regole, è in continua crescita.

 

  • Melius 1
Gaetanoalberto
3 ore fa, nullo ha scritto:

Per me lo status quo lo desiderano parte delle élite.

Certo, che oggi riescono piú di prima a raggirare masse consistenti ed ignave disposte a farne piú o meno consapevolmente gli interessi.

Sono sitemi di potere ben organizzati che reagiscono appena toccati, neutralizzando ogni innovatore, immediatamente sottoposto al bersaglio di attacchi personali

8 ore fa, Roberto M ha scritto:

Amleno fino a quando siamo in vantaggio, economico e militare.

Se perdiamo, con gli anni, questo vantaggio (che con la Cina si sta assottigliando ogni giorno) siamo fregati tutti.

Roberto un conto è un ritorno ai “blocchi” per necessità ed oggi si prefigura questo essendosi palesato un problema di sicurezza e di tutela della democrazia, un altro conto è un ritorno alla chiusura in blocchi motivata dalla volontà esclusiva di mantenere e perpetuare il livello di benessere dell’Occidente e con esso la garanzia di mantenere il più a lungo possibile l’attuale supremazia economica, tecnologica e militare, la seconda in assenza della prima è cosa sbagliata, la seconda come conseguenza della prima è una evidente necessità.

I confini dell’Occidente devono, o se preferisci dovranno, sempre allargarsi includendo sempre più paesi, idealmente il mondo intero, a patto che esso condivida i nostri principi fondanti, le libertà personali, la tutela dei diritti umani, la democrazia, la libertà economica, tutti principi oggi non sempre accettati e rispettati in alcuni paesi con cui interagiamo, ma che potrebbero essere rimessi in gioco se si ridisegnassero le linee guida geopolitiche del mondo, ricordiamoci sempre però che “chiudersi” per garantirsi delle rendite di posizione è sempre un’azione perdente nel medio lungo termine, la forza dell’Occidente è sempre stata la grande spinta alla ricerca ed all’innovazione e queste sono sempre venute sempre dal confronto aperto con le altre culture in tutti i campi, da quello scientifico a quello tecnologico, una chiusura totale non porta mai a nulla di  buono e l’Europa attuale ne è una palese dimostrazione, indipendentemente dalle motivazioni per cui lo si fa si finisce sempre per pensare che sia tutto dovuto, che non si debba più lottare per nulla, che non servano più sacrificio ed impegno, finendo per annullare il vantaggio accumulato dalle generazioni precedenti e finendo per trasformare i vantaggi in semplici rendite di posizione che, nel breve, ti porterebbe ad essere un attore perdente nelle sfida globale, che non si fermerebbe di certo neppure in un mondo diviso a blocchi.

 

  • Melius 1



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