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Elezioni in Francia: Macron non ha piu’ la maggioranza


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1 ora fa, nullo ha scritto:

Tu dici che il 50% di astensione sia frutto di onirici desideri?

che il condominio crolla per colpa degli inquilini, non degli amministratori e dei regolamenti sbagliati e comunque malamente applicati?

Tu dici che i frutti malati del populismo abbiano generato questo e altro o che questo abbia generato i populismi?

questa cosa che è sempre colpa degli elettori che non capiscono suona strana, il francia il voto è sostanzialmente fotocopia di quello della prima tornata delle presidenziali e i problemi quelli degli scorsi anni.

Non c’è troppo da capire.

Non esiste un’astensione del 50%, l’afflusso alle urne nei paesi occidentali ed economia avanzata si aggira sempre intorno a quelle percentuali di partecipazione al voto, la Francia non si dovrebbe discostare di molto ad esempio.

Riguardo alle responsabilità sembra di assistere all’affermazione: “…è nato prima l’uovo o la gallina?”, la classe politica è sempre lo specchio del

paese e la politica è sempre qualcosa di complesso anche quando a governare hai degli statisti, figurati se al contrario al Governo ci mandi degli “scappati di casa”.

Il problema della rappresentanza oggi è diverso dagli anni ‘50 e ‘60, lo ha scritto più volte Sabino il perché ma è intuitivo, una volta il filtro per selezionare la classe dirigente erano i partiti, quegli stessi partiti erano la scuola politica e non esisteva deputato che non avesse fatto prima la gavetta e maturato esperienza nelle amministrazioni locali, chi arrivava in Parlamento al tempo aveva quantomeno un’idea di dove era finito e di certo non si sarebbe mai sognato di esultare dai balconi di Montecitorio come un ossesso gridando “abbiamo sconfitto la povertà”, questo solo per aver approvato il RdC.

Una volta si chiedeva il consenso sulla base di un programma che illustrava la propria idea di paese, che indicava la rotta che si sarebbe voluta prendere e che rendeva quindi chiara la meta da raggiungere, oggi le campagne elettorali e le promesse politiche riguarda quasi esclusivamente privilegi da garantire, stanziamenti da fare, soldi da distribuire, più che una campagna elettorale in cui si stabiliscono le linee guida economiche per il paese sembra una questua in cui ogni categoria chiede qualcosa per se e nulla per gli altri, si fanno le campagne elettorali per garantire pensioni più precoci, percorsi di assistenza sociale più incisivi, vedi RdC, maggiori investimenti dello stato a fondo perso, vincoli maggiori per le aziende sulle assunzioni con maggiori garanzie di stabilizzazione per i lavoratori, aumenti di contratto per la PA, aumenti degli investimenti per la Sanità, più fondi per la scuola, più fondi per la sicurezza ed ovviamente meno tasse sulla casa, il tutto viene condito da una generica volontà di abbassare la pressione fiscale che quando va bene avviene solo per qualche decimale di punto malcontato, ma spesso poi si verifica l’esatto opposto.

Ovviamente non manca il mantra della lotta all’evasione, che è la causa di tutti i mali e senza la quale questo sarebbe il paese dei bengodi, ci mancherebbe.

 

  • Melius 1
cactus_atomo

l'anima francese è dai tempi di luigi XIV sovranista, neppure de gaulle credeva veramente ad una europa integrata, il suo mototto, l'europa dall'atlantico agli urali, era più un modo per smarcasi che un obiettivo. Non per per niente la francia non si è mai integrata nella nato, mantenendo una sua autonomia, non per nulla la politica estera francese è ansata sempr per conto suo, dgli inutili esperimenti nucleari nel pacifico agli intervnti in ciad, in libia, nel canale di suez

i francesi sono nazionalisti e non vedono di buon occhio gli stranieri, hanno sempre avuto uno stao centralista 8de gaulle ha nazionalizzato la IMB Franci, roba che se lo avesse fatto mitterand i sarebbe gridato al comunismo di stato9, è normale ch ein un priodo di crisi  ci si grande richiesta di soluzioni che fanno a cazzotti con il libero mercato (calmieri, blocco dei prezzi, sussidi, riduzione di fondi per gli stranieri, prima i frnancesi, ecc ecc, un film già visto), ovviamente poi tutti vogliono prendere dallo stato ma non vogliono dare, ossia pagare il prezzo che certe politiche richiedono. 

destra e sinistra estrema sollecitano la stessa pancia dell'elettore, si rivolgono allo stesso elettorato che ha le t-tesse esigenze. il punto è come tradurre in atti concreti le politiche promesse senza far collassare il sistema e senza imporre sacrifici ai propri elettori.

lo abbiamo vissuot i italia con i 5stelle, un programma confuso di no a tutto, di promesse per tutti, ma rompere un servizio di piatti ci vogliono 5 minuti, prendrerne uno nuovo è un po più complicato

  • Melius 1
Gaetanoalberto
10 minuti fa, Jack ha scritto:
1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ci vorrebbe migliore socialdemocrazia

maronn ro carm’n

Ma mi vuoi spiegare, almeno in breve, what ci vorrebbe?

Sempre sti commentini, grrrrrr! 😡😡😡

Non sta bene socialdemocrazia. Ok. Spiega cosa serve, fammi un regalo una volta, e senza troppi sfanculamenti che già mi ci manda mia moglie a raffica! 

 

4 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Scusami, lo dico anche a me stesso che non sono diverso, ma non sarebbe possibile partecipare anziché affidarsi alle élite? Certo richiede grande impegno e sacrificio personale.

È un muro che non sfondi.

I risultati sono davanti agli occhi.

Ti impastano nel pantano e poi se va bene ti sputano, altrimenti, ed è peggio, diventi come loro.




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