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Sulla teoria del diritto alla felicità e i suoi limiti


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14 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

In attesa si realizzino le tue aspirazioni

ma in realtà non sono granché  in attesa… fatto salvo quelle due tre, quattro negli anni più funesti ho pochissime interazioni con lo stato… un po’ di tasse per lo più locali, la fornitura in monopolio dei pochi servizi di base alcuni decenti alcuni meno ma accettabili (vabbeh la sanità… lasciam stare vah, speriam di star bene, al più pago), che altro? ah la motorizzazione… la tomba dell’intelligenza e della capacità umane 😂… basta. 

Non devo sottostare a regolamenti e leggi del lavoro, non devo sottostare a regolamenti e leggi sulle imprese, non devo andare all’ade o in comune, non necessito votare, non devo richiedere permessi per fare delle cose… direi che ho talmente poche e lontane interazioni con lo stato che non sono granché lontano dalle mie aspirazioni. 

Giusto in sto periodo un paio di ristrutturazioni che hanno alzato la rottura di palotas ma è un fatto contingente e limitato nel tempo, anche ben pagato, perciò sopporto con cristiana rassegnazione… diciamo che figli a parte sono più concentrato sul portare a casa la ghirba anno per anno… purtroppo a qualche carissimo amico non è stato dato di riuscire… perciò che i discorsi ideologici, al di là del pour parler, poco mi scaldano.

4 ore fa, Jack ha scritto:

Il dovere verso lo stato... ma affanculo lo stato che dopo che l'ho servito in armi mi ha costretto ad andarmene all'estero per illustrare me stesso dopo aver costretto mio padre che lo ha servito in armi (e molto più pesantemente) ad andarsene da dove è nato... affanculo lo stato e chi lo ha tenuto in queste condizioni di pochezza e corruttela perenni per decenni.

Non ho capito cosa tu intenda per "dovere" verso lo Stato .  Ho capito però che ti viene l'orticaria. 

 

 

 

briandinazareth

qualunque società umana abbastanza numerosa e complessa è per forza di cose uno stato, è una caratteristica emergente ineludibile.

il controllo della violenza è uno dei primi motori della sua generazione, senza lo stato è solo guerra fra bande e famiglie. 

si parla della motorizzazione che, in tutto il mondo, è vista come la burocrazia più ottusa e irritante. ma non avere questa forma di controllo, per quanto a volte ridicola e sovietica, non sarebbe molto peggio?

e così via per tutto quello che lo stato norma.

inoltre questa contrapposizione gggente/stato è logicamente assurda perché lo stato siamo noi, anche quando creiamo le condizioni, nel nostro piccolo, perché funzioni peggio.


 

  • Melius 1
Cita

 

Sono bellissime riflessione „alte“ sul senso sociale della vita… ma purtroppo viviamo in un‘epoca strabica dal pensiero vattinianamente debolissimo e monoclonale.. che confonde TikTok con il Vangelo, e … orrore  vacuo… con un portavoce come fedex (si scrive così?) che preso in castagna in una recente intervista, candidamente, pur milanese di Rozzangeles.. ammise di non aver mai sentito nominare Giorgio Strehler..

( il che equivale al concetto di non aver mai ripeto mai in tutta la vita solcato la soglia di un teatro qualsiasi)

I danni morali, etici, strutturali da imputare alla politica italiana degli ultimi decenni… sono incalcolabili.. e il conto, che ci presenterà la futura generazione sarà salatissimo… altro che citare Max Stirner..  sarà come raschiare Pindaro sull‘asfalto degli outlet.

 

Gaetanoalberto
15 minuti fa, mozarteum ha scritto:

punto non e’ lo stato ma l’intermediazione politica clientelare e demagogica della spesa.

Potremmo, come esseri senzienti, darci un compito che è parte del senso civico che cerchiamo: 1) non stancarci di far notare la Luna oltre il dito; 2) ricordare l'importanza di non buttar via il bambino con l'acqua sporca; 3) non dimenticare che dal mettere assieme tutta l'erba, non può che venir fuori il fascio. 

54 minuti fa, alexis ha scritto:

I danni morali, etici, strutturali da imputare alla politica italiana degli ultimi decenni… sono incalcolabili.. e il conto, che ci presenterà la futura generazione sarà salatissimo… altro che citare Max Stirner..  sarà come raschiare Pindaro sull‘asfalto degli outlet.

 

Max ha funzionato! (Io lo intendo come un sabotatore culturale) La discussione voleva portare a autocelebrare una generazione, ma in realtà il tuo intervento ha ribaltato lo scopo, dove era il "dovere" ieri?

Penso che per uno Stato serio, serissimo non sia importante un oggi quanto un domani, questi risultati tremendi sono frutto di politiche a lungo termine volute da una classe dirigente fallimentare che ha fatto solo i propri beceri interessi e ora si lamenta pure dei suoi risultati ottenuti (e che forse voleva avere.?)..non voglio comunque avviare uno scontro generazionale...sarebbe troppo basico..

Gaetanoalberto
14 minuti fa, Alessiodom ha scritto:

politiche a lungo termine volute da una classe dirigente fallimentare che ha fatto solo i propri beceri interessi

Mi permetto solo di sollevare qualche interrogativo: 1) dov'era l'onesto cittadino quando ha deciso di fruire delle baby pensioni? 2) come si è manifestata la protesta dei dipendenti delle categorie privilegiate, ad esempio nel settore dei trasporti, per una politica dei costi incompatibile con la sopravvivenza delle imprese, poi sostenute con denaro pubblico? 3) negli anni '80 i percettori di interessi a due cifre sul debito (tra cui molte grandi imprese e banche) con rendite da godimento passivo, quando hanno sollevato la gravità della questione? 4) quando si è manifestata la protesta verso i meccanismi fis ali elusivi ed i sostegni alle imprese inefficienti ? 5) la protesta generale verso le sanatoria fiscali, dovrebbe aver generato un totale rifiuto di avvalersene... 

 

La teoria dell'individuo libero e responsabile lascia il tempo che trova. Va bene come assunto filosofico. Il mondo reale è diverso. 

Diciamo meglio, si vuole essere più liberi e con meno vincoli rispetto alla collettivita' di cui facciamo parte. Ecco suona meglio. 

 

 

54 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

5) la protesta generale verso le sanatoria fiscali, dovrebbe aver generato un totale rifiuto di avvalersene...

Seeeee... 

L'uomo inteso come componente del sistema economico si muove per massimizzare i profitti. I suoi. 

 

 




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