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Tesla chiede di non caricare la auto dalle 15 alle 20


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Comunque, non possiamo fare sta canzone ogni settimana. 
È una transizione. Un viaggio quindi. In un viaggio si affrontano alti e bassi. La mancanza di corrente obbligherà a migliorare sia la produzione sia il risparmio. Detta casa non solo sarà al 70% autonoma ma consumerà il 20% di quanto consumava prima. Vuol dire che da 6000kwh totali passerà a 1200 e di questi meno di 400 proverranno dal GSE. Tutto questo surplus lo vado a mettere in auto elettrica media. 
Con 5000kwh che avanzano ci si fanno 30’000 km. Me ne bastano 15000 qua in giro. 

  • Melius 2

@Paperinik2021 e ti sto dicendo che il problema è nelle città e non nei piccoli centri infatti. Nelle città va ridotto il parco auto. Anche solo di un decimo. Il 96 del tempo le auto sono ferme in parcheggio. Basta fare due conti, ma già ve li ho fatti, per vedere che è vero. Non è una boutade “degli scienziati”

7 minuti fa, Jack ha scritto:

e ti sto dicendo che il problema è nelle città e non nei piccoli centri infatti.

Amico mio: a Milano ormai si muovono tutti coi mezzi pubblici, se non devono uscire dalla città. Non serve inventarsi niente.

Io stesso, lascio l'auto ad un parcheggio di corrispondenza e poi metropolitana, che è comodissima e funziona bene.

Ma è chiaro che l'utilizzo dell'auto in città è una follia (da mo' però, non da ora) e il vizietto che hanno molti di usarla per fare 2km va stroncato in qualche modo.

Gli ottimi esempio forniti da Jack però allo stato attuale (e prossimo) delle cose restano pura utopia riservata a pochi: l'80% del patrimonio immobiliare italiano (del quale forse un altro 30% andrebbe raso al suolo per manifesta irrecuperabilità o bruttezza) resta energivoro e lo resterà molto a lungo. Indipendentemente dalla collocazione urbana o meno. E non c'è 110 che tenga.

 

Il problema della rete elettrica texana, dal quale gli addetti ai lavori avevano messo in guardia da anni, non ha nulla  a che vedere con le auto elettriche ma e' figlio della deregulation selvaggia e dell'isolamento del sistema elettrico di quello stato dal resto del paese. (Non sono connessi al "Soutwest Power Pool"  o alla "Midcontinent Independent Trasmission System" che sono le reti di interconnessione tra power companies confinanti,  e non sono nemmeno certo che le due reti principali del Texas siano interconnesse tra loro)  

Quindi siamo di fronte a due effetti: Da un lato la liberalizzazione selvaggia che ha ridotto grandemente i margini di generazione inutilizzata, e dall' altro l'impossibilita' tecnica di attivare giunzioni di "supero" in caso di demand-peak inaspettati. Le reti europee sono quanto di piu' lontano possibile da questa situazione, essendo fortemente interconnesse (fin troppo, ricordate il blackout del 2003 ?) 

Per questi motivi le powerco texane si trovano anche nell'impossibilita' di piazzare eccedenze qualora le avessero (ad esempio grazie agli impianti eolici piuttosto diffusi) 

Sulla situazione texana e' piombata inoltre un ondata di calore che ha imposto il derating della potenza di targa  generata da 6 grossi impianti.

Il film era gia' andato in onda in California, sempre a causa della liberalizzazione selvaggia. In quel caso un' inchiesta rivelo' persino che le powerco facevano azione di cartello per creare carenza e lucrare delle maggiori quotazioni dell'energia sui mercati istantanei.  Sono corsi ai ripari ripristinando un authority statale in grado di imporre standard tecnici di dimensionamento di reti e produzione, oltre alle regole di mercato. 

 

Nota: Al momento in cui scrivo 11:42 in Italia stiamo consumando 52GW dei quali solo circa 5 importati come energia elettrica. La peak-hour e' prevista per le ore 16 con una domanda di 55,3GW.

18 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

non mi pare che in Italia siamo messi molto meglio, a surplus energetico. O sbaglio?

Come surplus energetico siamo a zero, nel senso che dipendiamo totalmente* dalle importazioni, 

Come surplus elettrico invece siamo messi molto meglio del Texas.  Anche perche' il pericolo paventato (auto elettriche) e' in realta' una sostituzione: Elettricita' al posto di carburante.  Se la carenza sara' quella di materia energetica primaria (e questo e' per noi il pericolo reale) il problema lo avremo indipendentemente dall'auto elettrica. 

I margini attuali, se non tali da consentire il cambio totale del parco circolante in tempi brevi, piu' che altro per un problema di contemporaneita' della domanda,  potrebbero comunque permettere una % di veicoli elettrici impensabile per i detrattori, magari partendo dalle flotte gestite.   Il problema dell' ultimo miglio deve comunque essere affrontato (la siora Maria che va alla coop con la panda elettrica e trova tutte le colonnine occupate)

* Totalmente nel senso che non potremo in alcun modo permetterci di fare a meno delle importazioni senza devastanti conseguenze economiche e sociali. 

 

1 ora fa, Martin ha scritto:

piu' che altro per un problema di contemporaneita' della domanda,

Eh, ma va? Problema che tra le altre cose sottintende un totale ripensamento della rete distributiva, difficilissimo da attuare nei centri storici ad esempio per questioni puramente fisiche.

Abbiamo poco da contare i GW di tutto lo stato se poi saltano in aria per surriscaldamento le sottostazioni o le cabine di quartiere. 

  • Melius 1
1 ora fa, Velvet ha scritto:

Eh, ma va? Problema che tra le altre cose sottintende un totale ripensamento della rete distributiva, difficilissimo da attuare nei centri storici ad esempio per questioni puramente fisiche.

Siamo ben lontani dal manifestarsi generalizzato di questo problema, ovvero il parco veicoli elettrici può aumentare considerevolmente anche con la rete elettrica attuale. 

 




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