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Il programma della Meloni


briandinazareth

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ascoltoebasta

La mancanza da anni di una seria contrapposizione alla destra,in aggiunta al galoppante e inesorabile rincoglionimento dei più,sapientemente pilotato ad incanalare le attenzioni quaotidiane verso le facezie più disparate,a ciò aggiungiamo un sempre maggior senso di insicurezza economico/sociale che spesso si risolve con la "cura" proposta gratuitamente dai vari "social",dove ci si rifugia e pare ci siano le ricette per la felicità.......da tali condizioni si sperava davvero che il fascimo oggi venisse considerato per ciò che è stato, come qualcosa di poco più che un errore?  Io non sono per nulla sorpreso e nel mio piccolo lo ripeto da anni a persone/conoscenti che hanno rilevanza a livello comunale nelle mie zone.

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1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

Bruno, forse sarebbe il caso che rileggessi ciò che ho scritto. 😉 


Mauro, non è riferito puntualmente a te.

Sta di fatto che da parte della maggioranza si sostiene un certo regime e se ne auspica la restaurazione in chiave aggiornata. Ciò che ha fatto quel regime in generale, ed agli ebrei in particolare, è noto. Anche se ormai impera il negazionismo ed essere anti quel regime è diventato roba da sfigati.

Ciò premesso, puntare alla pagliuzza ipotetica nell'occhio altrui per non badare alla trave certa nel proprio, questa pignoleria con secondo fine, è detta nello slang attuale "puntacazzismo" e puntacazzisti i praticanti di questa arte oratoria.

Ergo, la Meloni e i meloniani che accusano di antisemitismo un tizio che esprime una opinione riguardo il diritto internazionale, sono a pieno titolo puntacazzisti.

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53 minuti fa, appecundria ha scritto:

 

Israele è uno Stato legittimo?

La Conferenza presidenziale non ha fatto nulla per legittimare Israele, così come documentare le illecite dell'occupazione o sottolineare il razzismo non sono da biasimare per la delegittimazione del regime.

Gideon Levy

 

 

La domanda provocatoria (e impegnativa) in questo titolo è irrilevante. Con l'eccezione di Israele, una tale accusa non è stata lanciata in nessun stato, e ad essere onesti, anche Israele non è seriamente considerato illegittimo - almeno non nel senso che il diritto nazionalista nel paese ci farebbe credere per spaventare il pubblico. Quando si discute l'argomento, la domanda non è se alcuni stati sono legittimi o meno, ma se certi regimi lo siano. I regimi di Iran, Corea del Nord, Birmania e altri sono considerati illegittimi a causa della loro condotta, ma nessuno mette in discussione la legittimità dell'Iran come stato. Naturalmente ci sono stati che sono nati nel peccato - gli Stati Uniti guidano il branco - ma nessuno mette in discussione la legittimità degli Stati Uniti. Questo è vero anche per Israele. È uno stato esistente, la cui esistenza non è in dubbio.

Quando la destra urla "delegittimazione", esagera volutamente. Anche la critica più accesa di Israele è diretta al regime: la maggior parte riguarda il fatto che Israele sia un regime di occupazione - una realtà apertamente illegittima - e parte di essa è diretta alla sua definizione di stato etnico-nazionale, lo stato ebraico.

 

Non c'è nessun altro stato che svolge una tale occupazione, né un altro stato che si definisca in base alla sua purezza etnica, religiosa o nazionale. La Francia non è lo stato dei francesi, né la Germania è lo stato dei tedeschi. Sono entrambi gli stati dei loro cittadini. I tedeschi e i francesi non sono definiti solo dal sangue nelle vene - sia che il nonno avesse sangue francese o una nonna ariana - ma piuttosto dai processi di naturalizzazione in questi paesi.

Un tedesco di origine turca, così come un francese di origine algerina, sono cittadini con diritti uguali. Nella nuova era dell'immigrazione internazionale la questione della purezza etnica è diventata irrilevante e illegittima. Questo dovrebbe essere vero anche per Israele. Non ha il diritto di rivendicare criteri diversi dal resto del mondo.

Il timore della delegittimizzazione mira ad oscurare la realtà e a permettere a Israele di ignorare la responsabilità delle sue azioni, che è la fonte della mancanza di legittimità del regime israeliano. Pochi preziosi discutono seriamente della distruzione di Israele e, in ogni caso, nessuno ha il potere di farlo. I critici e gli odiatori di Israele - e purtroppo ci sono molti di questi - mettono in discussione il regime e le politiche di Israele, non l'esistenza di Israele. Credono che i valori della giustizia naturale dettano un Israele diverso: non un occupante e non (solo) ebreo.

 

Pertanto la responsabilità della sua percezione come illegittima appartiene a coloro che sostengono lo status quo. Non sono i feroci critici di Israele in patria e all'estero che sono da biasimare per la campagna anti-israeliana e le sue conseguenze - boicottaggi, isolamento e ostilità - ma piuttosto coloro che decidono sulle politiche di Israele. Nel XXI secolo gli stati che insistono nel continuare un'occupazione o si definiscono puramente etnici sono ostracizzati. Questi sono i punti sollevati dai critici di Israele. Includono questo autore, che, in realtà, è motivato dalla paura per il futuro di Israele, e ce ne sono altri che sono motivati dall'odio patologico e dall'antisemitismo illegittimo. Israele non dovrebbe fornire scuse per questo odio.

La conferenza presidenziale "Facing Tomorrow" non ha fatto nulla per legittimare Israele, come i medici di spin vorrebbero farci credere, così come documentare le illeciti dell'occupazione o sottolineare il razzismo non sono da biasimare per la delegittimazione del regime. In effetti, le vestigia di legittimità di cui gode il regime israeliano sono dovute alla sua relativa democrazia, almeno per quanto riguarda gli ebrei. Coloro che ora stanno cercando di limitare i diritti civili esistenti aggiungono solo all'isolamento di Israele.

Faremmo meglio affrontare la realtà onestamente, con una prospettiva sobria piuttosto che una vista lavata al cervello: uno stato che è stato stabilito in gran parte sulle ceneri dell'Olocausto, la cui creazione è stata sostenuta con entusiasmo dalla maggior parte delle nazioni e la cui esistenza è sostenuta da una maggioranza ancora più ampia oggi, si è deviato dalla strada e ha perso la strada; questa è Israele sta governando crudelmente e violentemente un'altra nazione, lasciando così tanti dei suoi figli, che sono nati qui, spogliati di autodeterminazione e diritti civili, e definisce i diritti dei suoi cittadini esclusivamente in base alla loro affiliazione nazionale-religiosa. Sosterresti uno stato del genere? La sua natura è legittima ai tuoi occhi?

 

 

 

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@appecundria in realtà nell’articolo si discute della politica del Governo israeliano, di legittimità morale ed etica nelle politiche dello stesso, soprattutto alla luce di come ha avuto origine quel paese, nato sulle ceneri dell’Olocausto per volontà di una miriade di paesi, nessuno quindi mette in dubbio la legittimità dello stato di Israele, neppure l’autore dell’articolo, ad eccezione probabilmente di chi è realmente antisemita e lo Stato di Israele lo cancellerebbe dalla faccia delle terra con tutta la sua popolazione.

Indipendentemente da come la si pensi al riguardo con il contenuto dell’articolo si può essere d’accordo o meno, ma sono riflessione legittime e probabilmente nelle stesse c’è anche un fondo di verità, poi come in tutte le situazioni in cui ci sono conflitti in essere le responsabilità dei problemi sono condivise, ma qui andiamo OT.

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1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

nell’articolo si discute della politica del Governo israeliano

E noi di questo si parla. 

Di razze, sangue, eccetera eccetera parlano quelli lì che sai.

Comunque era per dire che non è un tabù, se ne discute, poi ognuno la vede in un modo.

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6 ore fa, maurodg65 ha scritto:

candidare un politico condannato per peculato non ha molte giustificazioni, senza paragoni che è meglio. 

E’ una condanna di primo grado, quindi, tecnicamente e sostanzialmente, il candidato e’ innocente.

Non lo dico io, lo dice la legge, lo dice la Costituzione Italiana (Articolo 27 “La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.)

Chi, a sinistra, protesta contro questa candidatura perfettamente legittima o e’ ignorante come una capra, non conoscendo neanche i fondamenti dello stato di diritto, oppure e’ un eversore, ovverosia conosce la legge ma se ne frega.

 

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1 ora fa, appecundria ha scritto:

Ma li leggi gli articoli prima di utilizzarli pro-domo ?
L’articolo in questione dice l’esatto contrario di quello che stai sostenendo tu, ovverosia che “nessuno” (a parte gli antisemiti) mette in discussione la legittimita’ dell’esistenza dello stato di israele.

Chi lo fa e’ tecnicamente antisemita, La Regina non ha criticato “la politica” dello stato di israele, ha detto che lo stato di israele e’ illegittimo e quindi non dovrebbe esistere.

E questo e’ antisemitismo puro che si, e’ una libera opinione, esattamente come il negazionismo, il fascismo, il suprematismo bianco e il razzismo.

Dall’articolo che hai linkato:

Israel's critics and haters - and unfortunately there many of these - question Israel's regime and policies, not Israel's existence

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36 minuti fa, appecundria ha scritto:

per dire che non è un tabù, se ne discute

No, no, e’ un tabu’ proprio.

O meglio, una “libera opinione” disgustosa, come quella che ritiene inferiori le persone di colore o che sostiene la legittimita” della “pulizia etnica”.

Perche’ mettere in discussione l’esistenza del diritto di esistere di israele significa proprio questo, auspicare un genocidio.

Ed infatti nell’articolo che hai linkato non se ne discute proprio, si da per scontato che gli “odiatori” di israele (usa proprio questo termine, haters) criticano la “politica” di israele ma nessuno “ne mette in discussione l’esistenza.

Si vede che non conoscono bene la sinistra italiana, si vede che non hanno letto il post del candidato del PD.

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1 ora fa, appecundria ha scritto:

puntare alla pagliuzza ipotetica nell'occhio altrui

L’antisemitismo non e’ una “pagliuzza”, ma una grave forma di razzismo condannata e schifata da tutti gli stati occidentali democratici, trova spazio solo nell’islam radicale, nei gruppi neofascisti e neonazisti -tipo i nazisti dell’illinois- e, purtroppo, nella sinistra radicale pro-pal, che ha ampiamente contaminato il PD.

Per problemi di antisemitismo pure minori tra i suoi candidati Corbyn in UK e’ stato cacciato a calci in cūlus dal suo partito per aver minimizzato il problema.

Questo articolo descrive fedelmente come ha reagito un partito di sinistra serio e moderno nei confronti dell’antisemitismo di alcuni dei suoi esponenti:

https://www.bbc.com/news/uk-politics-54730425

Spero succeda anche con Letta, che la scelta di certe candidature e la pelosa giustificazione e’ incompatibile con una sinistra democratica e moderna.

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