Vai al contenuto
Melius Club

Il programma della Meloni


briandinazareth

Messaggi raccomandati

briandinazareth

«siamo in clamoroso ritardo sull’esecuzione dei progetti del Pnrr, e l’Italia viene vista come una Nazione sostanzialmente ferma».

 

 

Ma a ricordo male io o la Meloni ha votato contro?

 

È solo la mia impressione oppure ha cambiato idea di tutto nel giro di 2 mesi?

Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-544861
Condividi su altri siti

4 ore fa, briandinazareth ha scritto:

Ma a ricordo male io o la Meloni ha votato contro?

https://www.repubblica.it/esteri/2022/08/03/news/quei_cinque_no_di_fratelli_ditalia_al_recovery_che_leuropa_non_dimentica-360315028/
 

 

Quei cinque no di Fratelli d'Italia al Recovery che l'Europa non dimentica

03 Agosto 2022

Giorgia Meloni 

Bruxelles — Tenete a mente queste cinque date: 13 ottobre 2020, 15 dicembre 2020, 10 febbraio 2021, 24 marzo 2021 e 27 aprile 2021. Cosa sono? I giorni in cui Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, nelle aule di Camera e Senato e in quella del Parlamento europeo, ha evitato con cura di votare a favore del Recovery Fund. E del Pnrr predisposto dal governo Draghi. Voti di astensione accompagnati da critiche asperrime nel merito del progetto, nei confronti dell’Ue e della moneta unica, l’euro. Una visione del mondo e del Vecchio Continente che non risale a qualche nostalgico decennio fa, ma agli ultimi 21 mesi. Spesso in compagnia della Lega.

Partiti, governo e politica verso le elezioni: le ultime notizie

Le perplessità, i dubbi e il pesante scetticismo della Commissione e della gran parte del Consiglio europeo si fondano su quei voti e non su pregiudizi. Perché ogni singolo atto ufficiale a Bruxelles e a Strasburgo pesa molto di più che nel catino di Montecitorio o Palazzo Madama. Nella politica italiana la memoria è sovente labile. Nei Palazzi europei si dimentica molto meno.

Tutto, quindi, inizia il 13 ottobre del 2020. In carica ancora il secondo governo Conte. A Montecitorio e Palazzo Madama si compie il primo atto per ufficializzare il Recovery Fund. Dibattito e poi una risoluzione sulle linee programmatiche del NextGenerationEu e quindi sugli oltre 200 miliardi messi a disposizione dell’Italia. Alla Camera 276 favorevoli, 3 contrari e 219 astenuti. Al Senato 148 favorevoli, 122 astenuti e 2 contrari. Tra gli astenuti tutto il centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) che dunque in quel momento era compatto contro gli aiuti europei. E Andrea De Bertoldi, incaricato di parlare al Senato a nome del gruppo “meloniano”, diceva: «Non arriverà un grande aiuto dall’Ue» e questo Recovery è «un manuale delle banalità». Dello stesso tenore le dichiarazioni di forzisti e leghisti che pochi mesi dopo, però, hanno ingranato la marcia indietro. Massimo Garavaglia, poi diventato ministro con Draghi, ironizzava: «È solo poesia». Mentre un altro leghista, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, preconizzava: «Un cavallo di Troia per andare a mettere becco nella nostra politica di sicurezza».

Due mesi dopo la scena si ripete. Ma il teatro non è più quello di Roma, bensì Strasburgo. Non si tratta esattamente del Recovery e del connesso Pnrr, ma del cosiddetto “React Eu”, il primo provvedimento europeo per provare a porre argine agli effetti della pandemia. È il 15 dicembre del 2020. E niente. Anche in quell’occasione, sotto l’albero di Natale, Fratelli d’Italia impacchetta un voto di astensione.

A quel punto il gioco si fa duro. Nel nostro Paese si apre la crisi di governo. L’esecutivo giallorosso di Conte se ne va ed entra in scena l’unità nazionale guidata da Mario Draghi. Primo obiettivo: redigere un Piano di Ripresa e Resilienza credibile e metterlo in pratica. Nel frattempo il Recovery approda all’Europarlamento. Il 10 febbraio 2021 all’ordine del giorno il Regolamento che rende effettivo il Fondo. Viene approvato con 582 sì. La destra si spacca. La Lega, presente adesso nel Gabinetto Draghi, deve cambiare rotta e vota sì. Il partito di Giorgia Meloni insiste: non vota a favore. Ancora astensione. È Carlo Fidanza, allora capodelegazione di FdI poi indagato per corruzione, ad annunciare la decisione. Accompagnata da una serie di giudizi pesantissimi sul Recovery. Più che un’astensione sembrava un voto contrario: questo provvedimento, avvertiva con veemenza, porterà «un diluvio di tasse» e imporrà di nuovo «le regole dell’austerità».

Passa un mese e mezzo. È il 24 marzo 2021. A Palazzo Europa, sede del Parlamento europeo a Bruxelles, il ritornello non cambia. Stavolta si vota sulle cosiddette “risorse proprie”, ossia il meccanismo che finanzia anche il NextGenerationEu. Pure in quell’occasione il gruppo di Meloni si astiene. Ma, con una piccola giravolta, anche la Lega segue. La scusa di Salvini: il timore di nuove tasse. Che non ci sono mai state.

Ma la prova del 9 risale a poco più di un anno fa. Nel Parlamento italiano si discute del Pnrr rivisto e messo a punto dal governo Draghi. Entro la fine del mese, infatti, scadeva il termine per consegnarlo alla Commissione europea. Data fondamentale per accedere ai soldi. Il premier interviene nelle assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama. Vengono presentate le risoluzioni. Tra questa una di maggioranza e una di FdI, firmata dal capogruppo Francesco Lollobrigida. È il giorno dei “big”.

E così alla Camera prende la parola la leader del partito. «Se votassimo questo documento si potrebbe dire che siamo seri? — chiede rivolgendosi al presidente del Consiglio lamentando il fatto che non c’è stato il tempo sufficiente per esaminare il Piano — Io francamente penso di no». E poi ancora con tono costantemente antieuropeista: «La bassa crescita in Italia non è stata colpa delle aziende italiane, ma della gestione di una moneta unica pessima». La risoluzione di Lollobrigida, poi, smaschera le intenzioni: «Il voto che il Parlamento si appresta a esprimere sarà riferito alle comunicazioni rese dal presidente del Consiglio e non al contenuto del Piano». Risultato: ancora astensione. Ma soprattutto un giudizio negativo sul Pnrr. Proprio quel programma di riforme che invece l’Ue si aspetta dall’Italia.

In caso di vittoria del centrodestra, dopo il 25 settembre che fine farà allora il Pnrr? E gli altri 150 miliardi che Bruxelles dovrebbe erogare fino al 2026?

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-544905
Condividi su altri siti

@briandinazareth il motivo per cui tutti stanno cominciando a muoversi nella direzione di riconoscere alla destra una maggiore credibilità politica in ambito internazionale, il

motivo per i quali i toni dei media verso il CDX sono un po’ cambiati e, come scriveva @31canzoni nel suo thread, per i quali si comincia a pensare ai tecnici da inserire nel prossimo governo secondo me è proprio legato alla necessità di FdI, ma anche delle attuali Lega e FI, di vedersi riconosciuta una credibilità politica in ambito europeo da parte della coalizione di CDX che oggi il partito della Meloni, ma anche tutto il CDX, non ha.

Ovviamente anche i flirt con Putin e la Russia del recente passato non hanno certamente aiutato il CDX ad essere credibile e rinsavire sulla “via di Damasco” solo perché ingolositi dalla quantità di miliardi da gestiste per il PNRR e per gli altri aiuti europei, alla fine Draghi è stato fatto cadere per questo, non può certo bastare alle istituzioni europee che vorranno in qualche modo tutelarsi, giustamente direi.

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-544906
Condividi su altri siti

briandinazareth

intanto si cercano i voti dei novax... sperando che gli italiani siano abbastanza rincoglioniti da essersi già dimenticati i peggiori momenti della pandemia...

Meloni: "c'è stato un caso solo in Italia in cui il governo ha schedato la gente per consentigli di lavorare e si chiama Green pass, io non l'ho votato"

Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-546902
Condividi su altri siti

38 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

intanto si cercano i voti dei novax...

Dall’altra parte c’e’ Bob Speranza, tornato in pompa magna nel PD, quello con il record di morti in europa e pure di chiusure, che voleva “rieducare” gli italiani e far ripartire la sinistra con i lockdown, scatenando droni e poliziotti contro i runner e i cercatori di funghi. Uno che se non fosse stato per Salvini e Draghi ancora ci avrebbe tenuto chiusi, con tanto di DaD e Smartworking per i suoi elettori di riferimento, quelli che meno si lavora e meglio e’.

 

  • Melius 1
  • Haha 1
Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-546904
Condividi su altri siti

Gioca tutto a favore della Meloni in effetti, Draghi su ITA andrà avanti a prescindere e renderà “superata” la posizione di FdI sulla gestione dell’ex Alitalia, lasciandole il vantaggio di pozione “demagogico” su un argomento da campagna elettorale su cui però qualcuno le avrà tolto le castagne dal fuoco se arriverà al Governo, poi non chiediamoci perché in Italia i migliori esecutivi sono quelli tecnici.

 

https://www.ilfoglio.it/economia/2022/08/06/news/draghi-non-indietreggia-su-ita-4305156/

 

Draghi non indietreggia su Ita

06 ago 2022

 

image.thumb.jpeg.1b0761d6af3a8052389115dbaeacf51f.jpeg

 

 

L’intenzione di concludere la vendita dell’ex Alitalia è un’ottima notizia. Alcuni partiti in campagna elettorale ne chiedono il rinvio ma non saranno accontentati

Il punto di vista di Mario Draghi sul dossier Ita Airways dopo il Consiglio dei ministri è stato molto chiaro: la vendita si chiude prima delle elezioni, nonostante i veti politici. Le dichiarazioni del premier arrivano il giorno dopo quelle della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, data come favorita dai sondaggi, che ha chiesto di bloccare la privatizzazione. Fabio Rampelli, colonnello di FdI, propone di mantenere la “compagnia di bandiera” in mano allo stato e di fermare la “svendita ai tedeschi” di Lufthansa. Tuttavia, Mario Draghi ha assicurato che la vendita si farà sotto il suo governo come già deciso da mesi e che Ita Airways troverà un partner per sopravvivere. Il punto è chiaro: senza un partner finanziario e industriale la compagnia non può sopravvivere in un mercato complesso come quello aereo post pandemico. In teoria, vista la fine anticipata del suo governo, a Draghi converrebbe rinviare tutto e lasciare questa patata bollente a chi verrà dopo.

 

 

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-546909
Condividi su altri siti

@appecundria però Bruno basta con sto “fascismo”, quello che accade nell’intervista di Crosetto altro non è che la norma per la RAI essendo di fatto sotto il controllo pubblico ed è accaduto con modi diversi con tutti i Governi del dopoguerra in modo più o

meno sfacciato, ma è avvenuto.

La nomina politica dei direttori di rete sulla base di un’assegnazione riservata alle coalizioni, cdx, csx e via discorrendo, è tutto fuorché che un modo democratico di gestione dell’informazione pubblica che, per sua stessa natura, dovrebbe essere “neutra”.

 

Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-546945
Condividi su altri siti

appecundria
13 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

quello che accade nell’intervista di Crosetto altro non è che la norma per la RAI

Un tizio che non ha incarichi di partito, quindi va tutti i giorni in tv a rappresentare chi? Forse i produttori di armi dei quali è il presidente.

Questo tizio afferma che il suo asino ha sempre volato, il giornalista deve tacere. E piantiamola di parlare di fascismo.

Va benissimo.

Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-546948
Condividi su altri siti

2 minuti fa, appecundria ha scritto:

Un tizio che non ha incarichi di partito, quindi va tutti i giorni in tv a rappresentare chi? Forse i produttori di armi dei quali è il presidente.

Questo tizio afferma che il suo asino ha sempre volato, il giornalista deve tacere. E piantiamola di parlare di fascismo.

Va benissimo.

Non hai letto il mio post o non hai capito cosa ho scritto?

Su Crosetto ho postato il video è l’ho commentato prima del tuo post, ma non cambia una virgola relativamente alla politicizzazione dell’emittente di stato che è una cosa da regime più che da democrazia.

Link al commento
https://melius.club/topic/9421-il-programma-della-meloni/page/27/#findComment-546952
Condividi su altri siti

Ospite
Questa discussione è chiusa.



  • Badge Recenti

    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 37 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...