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Una vagonata di fascisti e pregiudicati di destra contro un borghese partito di destra


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@Savgal molto suggestivo e stranoto anche fuori dalla cerchia degli studiosi. Il limite di weber è che lui stesso (non ne fa segreto)  ha una visione etica e qundi idoelogica di tipo protestante, nella critica che fa all'etica cattolica, laddove individua i motivi della decadenza dell'Italia in pratica nei classici motivi di riprovazione di Lutero nei confronti del Papa, mischiando fede , potere e politica. . A mio avviso, piuttosto,  l'affermazione della economia dei paesi  anglosassoni a prevalenza protestante come  primi paesi capitalisti ha senz'altro una radice culturale, ben individuata da Weber anche perchè evidente, ma soprattutto perchè l'etica protestante era la più esposta alla secolarizzazione, conseguenza dell'umanesimo che dal '400 in avanti prova a fare a meno di Dio sostituendolo con la Ragione, qundi col la Scienza e con il Progresso, e culminando con il nihilismo, che legittima la legge del più forte sul più debole, e la lettura conflittuale della storia umana di Marx ed altri. Il capitalismo ha bisogno, come il Socialismo reale, altro gemello figlio del nihilismo,  di spersonalizzare l'individuo, la persona umana, in un elemento fungibile del grande meccanismo economico o sociale.

  • Melius 1
Gaetanoalberto

@Savgal  Ti ringrazio. Leggo sempre con interesse e, salva un po' di bonaria ironia, non ho nulla contro gli intellettuali, radical o chic che siano. Però il pensiero espresso dal brano citato proprio non mi appassiona.

Il riferimento al peccato ed allo Spirito Santo lo avvicinano ad una concezione "teologica" della politica, dello Stato, dell'impegno individuale, che mi sembrano trascinare verso il passato. 

Io per i miei figli vorrei finalmente uno stato laico e moderno, ed una politica in cui si guarda alle proposte, alle idee, e non alle persone.

Di Weber conosco solo quello che hai postato, quindi al brano mi riferisco. 

Emerge una visione della politica che la lega alla persona ed alle sue caratteristiche, e non alla proposta.

Questo porta al giudizio, più spesso al pregiudizio, che è viziato dal punto di vista dell'osservatore, che classifica gli altri secondo il suo "gusto" personale.

Io proprio combatto la politica delle persone, e preferisco quella dei programmi per cui, che il politico sia vanitoso, appariscente, schivo, empatico, trovo appartenga al mondo delle libertà e del rispetto della persona nella sua intrinseca natura. 

Tutt'altra cosa la rettitudine intesa come rispetto delle leggi, il cui giudizio rimetto alla magistratura, che è invece un requisito indispensabile. 

Quel che volevo dire, volendo scendere per gioco nel terreno dei peccati, è che la vanità è veniale, rispetto al l'invidia ed alla superbia. 

In questo azzardo addirittura una valutazione "cristiana", ma lascio al Creatore il giudizio finale, che non spetta a noi. 

D'Alema, Bersani, Emiliano, Vendola, faccio dei nomi a caso, sacrificando Renzi, da una parte dubito siano stati intimamente meno vanitosi o innamorati di sè, ma se anche fosse, hanno agito, come in tutte le frammentazioni della sinistra, per precisi interessi  personali e di piccola politica, essendo di fatto soprattutto delusi dall'aver perso le fila del potere interno al partito, a cui i politici, ed è proprio stato evidente, sono affezionati. 

Tanto affezionati dall'aver preferito il sottile gusto della vendetta, sparando a zero contro l'occasione che il PD diventasse davvero il partito di riferimento del rinnovamento. 

Questo lo hanno fatto "ad personam", sacrificando la loro storia di appartenenza, e determinando le condizioni  dell'instabilità che vediamo.

Non è una novità, soprattutto a sinistra. 

Io trovo che aver accarezzato il populismo, danzato coi pentas, regalato il paese alle destre, perché cosí sarà, sia un altro sbaglio storico, di cui non ci si vuole, come sempre, assumere la responsabilità, preferendo buttare la cosa sulla giusta espiazione che spetta alla vanità. 

A dettarlo non so bene se sia stata la superbia, l'invidia od il rancore, ma trovo i tre sentimenti, o peccati se preferisci, ugualmente gravi, e la demagogia delle affermazioni interessate a suo tempo espresse, non minore di quella che nasce dalla vanità. 

Certo, io non sono Weber, e questo è solo il mio pensiero. 

Comunque il passato presenta i suoi conti: adesso toccherà alla destra fare un giro. 

Speriamo di poterne riparlarne all'esito. 




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