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Onorevole Letta: smetta il fioretto e brandisca la clava


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@Roberto M c'e' da dire che molti personaggi , tra cui Travaglio , hanno migliorato la loro carriera con Berlusconi.

Berlusconi e' il vero cavaliere del lavoro , ha dato lavoro a migliaia di persone , mantenuto decine di escort a cui ha regalato immobili , messo escort in politica e fatto diventare giornalisti e scrittori famosi.

Di questo bisogna prenderne atto !

Questa puntata la ricordo bene e io all'epoca ero contro un certo monopolio dell'informazione di Berlusconi.

Secondo me se avesse mollato un po' la presa sarebbe stato piu' accettato da una certa parte dell'elettorato.

Comunque puntata con un berlusconi in gran forma e nervi saldi.

  • Haha 1
26 minuti fa, appecundria ha scritto:

Primo: basta Green pass, mascherine, ecc. Vaccini solo su base volontaria e a pagamento per chi li vuole. (Ecco spiegato perché Roberto si è fatto novax).

Che è più o meno anche ciò che predica l’estrema sinistra alla fine.

26 minuti fa, appecundria ha scritto:

- pace separata immediata con Putin con gas e carburanti a prezzo anteguerra.

Questo pure per la sinistra, anche per parte del PD, è un mantra.

26 minuti fa, appecundria ha scritto:

pace fiscale con rottamazione cartelle di tutti i generi.

Ecco questo non è di sinistra, anche perché a sinistra, direbbe @Jack , chi lavora in proprio? 😄 

27 minuti fa, appecundria ha scritto:

- sovvenzioni e aiuti a pioggia per tutti ma senza troppe formalità.

Come sopra, a sinistra le richieste analoghe sono all’ordine del giorno.

30 minuti fa, appecundria ha scritto:

Per ultimo, minoritario:

- un poco di fascismo per contrastare i ricchioni, i negri e i comunisti che stanno alzando un po' troppo la testa.

Ecco questo è proprio di destra estrema, ma come giustamente sottolinei è minoritario.

Ma alla fina, se mettiamo da parte il giochetto destra sinistra parliamoci chiaro, hai descritto l’Italia degli anni ‘80 e ‘90, quella dei boomers, dell’arco costituzionale e della DC con il PCI all’opposizione che faceva da contraltare ai democristiani, ma in compagnia dei sindacati ci andava a braccetto nell’utilizzo della spesa pubblica come leva per garantirsi il consenso. 

P.S. Anche allora come si vorrebbe rifare oggi, l’antifascismo serviva come collante, garantiva di compattare la propria base elettorale ed escludere una parte politica dal legittimo “gioco” democratico.

 

  • Melius 1
17 minuti fa, criMan ha scritto:

Comunque puntata con un berlusconi in gran forma e nervi saldi.

Quando era giovane, mettendo da parte legittime simpatie od antipatie per il personaggio, era indubbiamente un mago della comunicazione ed estremamente abile nel suo lavoro e nel muoversi nei meandri della politica italiana, il suo grosso problema erano l’ego ipertrofico e la volontà di essere sempre il primo attore, avesse avuto un po’ più di umiltà e lungimiranza avrebbe persino fatto meglio politicamente, non che ci volesse un granché, ma avrebbe lasciato un ricordo migliore di se e chissà, forse avrebbe anche ricoperto una di quelle cariche istituzionali che ancora agogna.

  • Melius 1

@31canzoni sull’elettorato astenuto e sull’effetto Damiano Tommasi questa è un’analisi di ottobre 2021 quindi pre guerra in Ucraina e post elezioni amministrative con il flop del cdx, credo sia interessante:

 

https://formiche.net/2021/10/astensione-voto-politica-governo/
 

 

Astensionismo o disaffezione politica? L’analisi del prof. Ceri

| 24/10/2021

Il dato principale emerso dai ballottaggi delle elezioni amministrative è che, totalizzando il 54%, il “Partito dell’Astensione”, per dirla con Ilvo Diamanti, è stato “scelto” da più di un elettore e elettrice su due. È segno di un grave deficit di rappresentanza e, dunque, di malfunzionamento del sistema democratico. Urge pertanto comprenderne le cause; tanto più che la disaffezione per la politica e per i partiti è una storia di lunga data: in Italia dalle elezioni politiche del 1979 e, di nuovo, dal 2008 in avanti. Cosa non facile, se non altro perché il partito degli astenuti è internamente composito e assai mobile. Provare a darne ragione in una breve nota sarebbe ovviamente velleitario. Qui si può provare soltanto a indicare alcune tra le cause che concorrono a spiegare l’elevata astensione.

Due fattori, a mio modo di vedere, hanno assunto un peso crescente: la polarizzazione belligerante assunta dal confronto politico e la formazione difensiva dei governi. L’una e l’altra hanno contribuito a suscitare nell’elettore ambivalenze, cioè a generare in lui un mix di opinioni, atteggiamenti e sentimenti contrastanti.

Per un verso l’estremizzazione ostile, iperbolica e aggressiva che ha assunto la comunicazione – infiammata spesso e volentieri da false notizie, specie da parte delle forze sovraniste – mentre induce una parte degli elettori a schierarsi, rende un’altra parte refrattaria a fare altrettanto. Per l’altro verso, votare liste o partiti nella prospettiva di un’auspicabile quanto incerta formazione di un governo (specie a livello nazionale) frutto di alleanze percepite innaturali, pur di scongiurare un governo di segno opposto, se motiva una parte dell’elettorato a votare – composta dai più politicamente interessati dei due fronti -, ne demotiva un’altra, in ragione delle ambivalenze che genera.

Accade così che, di là dall’antipolitica e dalla disaffezione politica comuni a molti Paesi, in Italia tanto la polarizzazione politica quanto le alleanze difensive contribuiscano ad accrescere l’astensione elettorale e, più in generale, a ridurre la partecipazione politica. Posto dinanzi alla scelta di voto, l’elettore soggetto ad ambivalenza si trova infatti a non essere sufficientemente contrario al partito o alla lista X, senza essere abbastanza favorevole al partito o alla lista Y. Il dubbio, l’esitazione e la rinuncia che in sequenza ne derivano non sono “semplicemente” espressione della difficoltà di scegliere tra alternative programmatiche, in più spesso mal formulate e poco differenziate, bensì il segno, piccolo o grande a seconda dei casi individuali, di un dilemma morale e psicologico ancor prima e ancor più che politico. Ne segue che, sofferta o protestataria, quella di non votare s’imponga a molti come la soluzione, liberatoria.

Se le cose stanno così, se i fattori suddetti operano nel modo indicato, si può in buona parte spiegare perché nelle recenti amministrative l’effetto comune – l’elevata astensione – abbia gravato di più sulla destra, fino a determinarne la pesante sconfitta. Detto in estrema sintesi, l’operare congiunto della polarizzazione belligerante e delle alleanze “innaturali” ha avuto, infatti, la sua traduzione nel convergere di due dinamiche principali: l’effetto Draghi e l’antipolitica governativa. La locuzione di comodo “effetto Draghi” è qui intesa a indicare due ordini d’influenza esercitati sulla percezione e sui sentimenti dei cittadini: l’uno riassumibile nell’immagine che i partiti contino poco, a fronte dell’efficacia e dell’efficienza decisionale della leadership Draghi; l’altro ravvisabile nel depotenziamento del complottismo antiscientifico, a fronte dell’alto livello di sicurezza sanitaria conseguita dall’azione di governo.

Per parte sua, l’antipolitica governativa consiste nel continuare a esprimere istanze antipolitiche e anticasta pur facendo parte della compagine di governo – con persistente contraddittorietà nel caso della Lega, con riduzionismo istituzionale nel caso dei Cinque Stelle –, riuscendo in tal modo a ridurre la propria credibilità dinanzi ai rispettivi elettorati. Le connesse ambiguità decisionali e comunicative dei loro leader e le ambivalenze percettive di molti elettori hanno impedito il verificarsi di un consistente travaso dal bacino di voti variamente anti-establishment dal M5S alla Lega. Oltre alla dubbia qualità di certi candidati, è soprattutto grazie a queste dinamiche, che il livello dell’astensione è ulteriormente aumentato, specie nelle aree socialmente periferiche ed economicamente più sfavorite, con la conseguenza di assicurare la sconfitta della destra e, in parte, il successo del centrosinistra.

Pur ammesso che quanto detto contribuisca a far luce sul rapporto tra la disaffezione politica e l’astensionismo, resta il problema di accertare e capire quanto, come, quando la scelta di non votare configuri, per dirla con Albert Hirschman, una vera e propria exit del cittadino dalla partecipazione politica.p

 

 

1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

Come sopra, a sinistra le richieste analoghe sono all’ordine del giorno.

Questo non è vero. Potremmo passare alla fase che scriviamo verità? Lasciamo licenza poetica solo al grande @Roberto M, dai.

1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

l’antifascismo serviva ... escludere una parte politica dal legittimo “gioco” democratico

Mauro, io sono disincantato, la maggioranza degli italiani è o fascista o simpatizzante tale.

Per me, se chiami fascisti i fascisti fai loro un piacere perché agli elettori piace il fascismo.

Però il fascismo si pone da sé fuori dal legittimo gioco democratico, non è che ce lo mette o ce lo toglie qualcuno. Esso lo è per sua natura e orgogliosamente.

Non siamo ipocriti, metà degli italiani se ne frega altamente della democrazia, essere ai margini del gioco democratico non è affatto un disvalore, anzi è ragione di preferenza e voto.

7 minuti fa, appecundria ha scritto:

Mauro, io sono disincantato, la maggioranza degli italiani è o fascista o simpatizzante tale.

Con questa premessa che ti devo dire? Se ovviamente libero di pensarla come credi, ma la realtà è che in Italia piace forse il termine ma non hanno la

minima idea di ciò che il fascismo è stato, quelli sono solo persona che identificano il fascismo come il contrario del comunismo e quindi fa loro piacere sentirsi definire tale, ma non aspirano ad una dittatura o ad annichilire le opposizioni, vogliono la pancia piena e vorrebbero pagare meno tasse, magari contestualmente vorrebbero aiuti dallo stato ed aborrono l’economia di mercato, di liberismo non vogliono sentir parlare ma vorrebbero la libertà dello

Stato di spendere senza freni, ritorniamo al post di stamattina, sono la versione attuale dei boomers di cui anch’io faccio parte, ma hanno le idee confuse, molto confuse, sperano nel ritorno degli meravigliosi anni ‘80 e della Milano da bere…

 

17 minuti fa, maurodg65 ha scritto:
33 minuti fa, appecundria ha scritto:

Questa osservazione non è più accettabile. A tutti, che ne dite di cessarne l'uso?

https://m.facebook.com/ilpartitocomunista/photos/a.319974624703755/5592979244069907/?type=3

https://m.facebook.com/rifondazione.comunista/photos/a.10151995536767019/10158104036557019/?type=3

Va bene, come non detto. Continuiamo a prenderci in giro, in fondo siamo al bar.

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