Vai al contenuto
Melius Club

Perché servono i leader.


Messaggi raccomandati

1 ora fa, melos62 ha scritto:

se il caporale Hitler fosse caduto in trincea, qualcun altro avrebbe attuato la vendetta della Germania umiliata

Forse sì, qualcun altro avrebbe potuto coltivare quello spirito di revanscismo motivato delle eccessive umiliazioni imposte alla Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale, anche se la cosa avrebbe potuto assumere modalità e proporzioni significativamente diverse, se si fosse limitato ad assumere ad ideologia solo il nazionalismo e non anche il razzismo (nelle forme estreme della soluzione finale decisa nella conferenza di Vansee del 1941).

 

Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556719
Condividi su altri siti

15 minuti fa, appecundria ha scritto:

Difficile però trovare l'uomo giusto al momento giusto come nel caso di Hitler o Churchill.

L'uomo giusto al momento giusto (Churchill) fu un "colpo di fortuna storico", specie nel momento in cui l'Inghilterra era rimasta da sola ad affrontare la strapotenza militare nazista dopo la ritirata di Dunkerque.

Ma poteva andare assai diversamente se Edoardo VIII, lo zio dell'attuale Regina Elisabetta, non avesse abdicato nel 1936 per andarsene in America con Wally Simpson.

Entrambi erano ferventi estimatori di Adolf Hitler, e non lo nascondevano.

Domanda: se Edoardo VIII fosse rimasto, l'Inghilterra avrebbe dichiarato guerra alla Germania dopo l'invasione della Polonia?

-

 

Edo.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556742
Condividi su altri siti

29 minuti fa, penteante ha scritto:

se Edoardo VIII fosse rimasto, l'Inghilterra avrebbe dichiarato guerra alla Germania dopo l'invasione della Polonia?


io penso di sì perché il Regno Unito non poteva accettare la rinascita a superpotenza della Germania, se non entro certi limiti in funzione antisovietica. Poi c'era la questione dell'alleanza militare anglo-polacca che se tradita avrebbe fatto precipitare a zero il prestigio di Sua Maestà. No la guerra alla Germania era obbligatoria, solo Hitler non ci credeva.

Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556771
Condividi su altri siti

44 minuti fa, penteante ha scritto:

assumere ad ideologia solo il nazionalismo e non anche il razzismo (nelle forme estreme della soluzione finale decisa nella conferenza di Vansee del 1941).


penso che l'antisemitismo era inevitabile, ma invece che la soluzione finale sia proprio un parto di Hitler.

Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556774
Condividi su altri siti

19 minuti fa, appecundria ha scritto:

No la guerra alla Germania era obbligatoria

 

Può senz'altro ritenersi fondata la tua opinione sulla inevitabilità della guerra dopo l'invasione della Polonia. Ormai le cose erano precipitate.

Diversi storici però sostengono che Hitler stimasse i Britannici, e ritenendoli etnicamente pari ai Germanici, avrebbe volentieri fatto accordi con loro per spartirsi il dominio sull'Europa dei popoli da lui ritenuti inferiori.

Se avesse potuto negoziare con una leadership britannica non animata da valori liberali, quale avrebbe potuto essere quella riferita a Edoardo VIII, chissà...

 

Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556785
Condividi su altri siti

Hegel sosteneva che “Una volontà divina domina poderosa nel mondo” e che questa determina l’intrinseca razionalità degli avvenimenti storici. Questa volontà divina è il Geist, lo spirito. I mezzi attraverso cui lo spirito del mondo si realizza sono le passioni e le ambizioni degli individui, ma passioni e ambizioni rimangono sempre mezzi, e le loro conseguenze sono diverse rispetto a quanto gli individui mirano. Inoltre l’azione individuale non può essere estraniata dallo spirito del popolo cui il singolo appartiene, anzi sarà tanto più efficace quanto più sarà aderente allo spirito del suo popolo. L’eroe, in questa concezione, è colui in grado di percepire quale sia la verità del loro mondo e del loro tempo, l’universale che sta sorgendo. “Gli altri debbono loro obbedire, perché lo sentono”. In apparenza questi individui sembrano seguire le proprie passioni e ambizioni, ma è invece “l’astuzia della Ragione” che, attraverso loro, attua i propri fini e li abbandona una volta realizzati.

La razionalità della storia si rivela nella vittoria del popolo in cui si incarna il più alto concetto dello spirito. La storia del mondo per Hegel è la realizzazione della libertà dello spirito e questo si incarna nello stato, la storia del mondo è la successione delle forme statali che costituiscono i momenti del divenire dell’assoluto. Peraltro per Hegel la realizzazione della libertà dello spirito avviene prima il mondo orientale, poi nel mondo greco-romano, ed infine nel mondo germanico.

Per alcuni aspetti non differisce molto dalla tesi di Adam Smith  della “mano invisibile”, secondo cui “ogni individuo [...] andando dietro al suo proprio interesse spesso dà impulso a quello della società più efficacemente di quanto realmente intenda favorire”.

A mio parere si deve essere credenti e molto ottimisti per crederci.

  • Thanks 1
Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556788
Condividi su altri siti

briandinazareth

@Savgal

 

come diceva qualcuno: hegel in fondo era un fesso 😂

senza arrivare a tanto, penso sia un finalismo sempre meno credibile.

difficile però riuscire a distinguere, nella storia, tra il materialismo storico che sicuramente ha delle frecce al suo arco e i singoli eventi che possono innescare meccanismi o fungere da enzimi, che possono portare ad esiti diversissimi. il famoso battito d'ali della farfalla. 

anche perché, osservando sempre tutto a posteriori, c'è la tendenza umana a trovare ragioni, corelazioni e motivi per tutto (ancor meglio se razionali e apparentemente frutto di volontà o astuzia).

 

questo noi uomini lo facciamo anche quando palesemente non ci sono fatti a corroborarlo.

Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556789
Condividi su altri siti

 

In Marx la storia non è il “teatro dello Spirito” di Hegel, bensì è definita attraverso le modalità con cui le società hanno risolto il problema della loro riproduzione materiale. La storia è pertanto la storia del lavoro, delle tecniche produttive e dei conseguenti rapporti sociali che hanno reso possibile la riproduzione delle società storicamente esistite.

I due elementi fondamentali di questa, che è la “concezione materialistica della storia” sono le “forze produttive” (uomini, mezzi, conoscenze) e i “rapporti sociali di produzione” (elementi che regolano il possesso e l’impiego dei mezzi di lavoro). La riproduzione materiale della società difatti avviene mediante specifiche forme di divisione del lavoro, cui corrispondono specifici rapporti sociali. Tali rapporti sociali si configurano come rapporti di dominio, che suddividono la società in classi sociali.

Le combinazioni fra forze produttive e rapporti di produzione costituiscono la base economica delle società storicamente esistite, il loro “modo di produzione”. E’ questa la “struttura” della società, la base economico-produttiva e la relativa organizzazione della società su cui si eleva la “sovrastruttura”, il complesso delle idee, degli istituti giuridici, religiosi, politici e culturali della stessa società. Con questa contrapposizione Marx vuole sostenere che i rapporti giuridici, le dottrine etiche, artistiche, religiose e filosofiche non possiedono valore autonomo, ma sono espressione, più o meno mediata, della struttura delle società storiche.

Attraverso il rapporto struttura/sovrastruttura va intesa la tesi secondo cui ciascun momento storico produce una concezione di se stesso determinato e/o condizionato dalla propria struttura economico-materiale. Con il rapporto struttura/sovrastruttura Marx vuole sottolineare la priorità della base economica sui fenomeni politici e culturali. Ma gli elementi sovrastrutturali non sono intesi esclusivamente come un puro riflesso della struttura economico-produttiva, poiché anche essi possono condizionarla e contribuire alla sua modificazione; ciò che Marx esclude è esclusa la loro indipendenza degli elementi strutturali. La dimensione dell’universalità è accordata da Marx solo all’arte. Ne consegue la sostanziale “astoricità” degli elementi sovrastrutturali di una società; non vi è una loro continuità, progressività o accumulazione ed essi cadono nel momento in cui cessa la loro base economico-materiale. Forze produttive e rapporti di produzione sono gli strumenti con cui Marx interpreta la storia. Ad ogni forma di sviluppo delle forze produttive devono corrispondere determinati rapporti di produzione; quando la corrispondenza viene a mancare ed i rapporti di produzione ostacolano lo sviluppo delle forze produttive si genera conflittualità tra una classe in ascesa, interessata a modificare i rapporti di produzione ed una classe al tramonto interessata a conservarli. Hegelianamente, sarà la classe in ascesa a trionfare, imponendo la propria visione del mondo. Ne consegue che la conflittualità fra le classi sociali è il carattere ricorrente di ogni momento storico ed è il “motore” del mutamento storico. Attraverso le tesi della corrispondenza e della contraddizione tra forze produttive e rapporti di produzione Marx delinea una concezione generale della storia, scandita da succedersi di grandi formazioni economico-sociali. Egli ne distingue quattro (in ordine storico: asiatica, antica, feudale, borghese), cui aggiunge la futura società socialista.

Anche Marx è, come Hegel, convinto della “progressività” della storia e che ciascuna formazione sia inferiore alla successiva. Pur consapevole della non linearità del succedersi delle formazioni economico-sociali, egli ritiene la futura società socialista la conclusione inevitabile della dialettica storica. La differenza con Hegel è nell’avere posto quale soggetto del divenire storico la struttura economica e la conflittualità fra le classi in luogo dello spirito.

Sulla progressività della storia ho seri dubbi, al pari della “scientificità” dell’idealtipo marxiano (per dirla con la terminologia di Weber). E’ sicuramente un modello che consente una lettura degli eventi storici e sociali, ma ritengo che gli elementi sovrastrutturali non siano affatto marginali nel determinare gli eventi storici e sociali.

A mio parere un elemento che determina il progresso di una società o di uno stato è la ragione. Definire cosa si debba intendere per ragione richiederebbe un thread apposito, in linea di massima è la facoltà del pensare, che si esprime mettendo in rapporto i concetti e le loro enunciazioni (la logica), nel discernere il vero e il falso (la scienza), nel discernere il giusto e l’ingiusto, il bene e il male (etica), nel controllare l’istinto, le passioni, gli impulsi (saggezza). E’ la rappresentazione borghese del mondo, che trova la sua espressione in Cartesio e nei pensatori che seguirono

Le società in cui prevale l’irrazionalità è, a mio parere, destinata a all’arretratezza rispetto a quelle in cui prevale la razionalità. Di certo il continuo far leva sulle pulsioni irrazionali, alimentandole, da parte dei leader politici preoccupa.

 

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/9797-perch%C3%A9-servono-i-leader/page/3/#findComment-556815
Condividi su altri siti




  • Badge Recenti

    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 36 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...