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Le sanzioni alla Russia di Putin


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4 minuti fa, Roberto M ha scritto:

La Cina puo solo depredare l’Africa delle sue materie prime con una politica neo-colonialista (gli costruiscono strade e ponti e si prendono le materie prime), ma pensare di guadagnare da una nazione dove il 90% della popolazione ha problemi di sopravvivenza e’ impensabile.

appunto. L’Africa occupa quel posto lì. Le materie prime cinesi ritornano trasformate in prodotti (finora low cost) in EU… un domani? se decidessero di usarle per i mezzo miliardo di cinesi ancora sottosvilupppati?

Eppoi non è vero quello che credi sull’africa. Il PiL africano ha tassi di crescita paurosi perché c’è un mondo da costruire. A noi sembra che vadano molto piano per etnocentrismo ma è solo perché partono da molto molto indietro… ma bisogna ragionare a 30 anni.

Certo qua di quel che succede tra 30 interessa meno … 

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2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Paolo non hai torto, ma nella vita tocca sempre fare di necessità virtù e se toccherà ci si adeguerà.

per l’ukraina entità sovietica sopravvissuta al suo crollo che deve ancora fare i conti con passato e vicinato tanto quanto la russia? ma fattela te la necessità virtù eh

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Ma cosa vuoi chiudere Jack !

Noi siamo l’Occidente, non c’è solo l’Euoropa, c’è la Corea del Sud, Taiwan, il Giappone, L’Australia, il Canada, il Regno Unito con la Regina e tutto il Commonwealth, e, soprattutto, gli USA.

Con una tecnologia militare 20 anni avanti a tutti e risorse economiche 100 volte superiori.

Con chi credi che andrà il Kenia, il Sudafrica, l’Arabia , il Cile, il Brasile e tutta l’America , tanto per dire, con i pezzenti Russi rubalavatrici e con i fabbricanti di cianfrusaglie a basso costo alibaba cinesi ?

Non credo.

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3 minuti fa, tomminno ha scritto:

Ma il petrolio russo non sarà sotto embargo da Ottobre? 

https://amp.today.it/europa/fake-fact/come-russia-aggira-embargo-petrolio.html

 

 

Come la Russia può aggirare l'embargo sul petrolio (anche grazie alle navi Ue)

I "taxi" del mare, i mix di greggio, ma anche le scappatoie legali: così Mosca prova a salvare il business dell'oro nero

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Dopo quasi un mese di negoziati, i leader dei 27 Paesi Ue hanno finalmente trovato l'accordo per vietare le importazioni di petrolio dalla Russia a partire dal 2023. Per risolvere il problema del veto dell'Ungheria, l'intesa prevede che l'embargo non riguardi l'oleodotto di Druzhba, che rifornisce Budapest (ma anche altre regioni europee), ma solo il trasporto via mare, che rappresenta circa il 70% dell'attuale export di greggio russo verso il blocco. Eppure, proprio in mare rischiano di vanicarsi gli sforzi di Bruxelles per colpire il business petrolifero di Mosca.

Il ruolo della Grecia

Come segnalato da diversi esperti del settore, infatti, quello delle petroliere è un mercato pieno di opacità. E in questo mercato, ci sono Paesi Ue che giocano un ruolo centrale, come la Grecia. Gli armatori ellenici, infatti, detengono una fetta importante delle rotte commerciali dell'oro nero. E da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, le loro navi hanno aumentato i giri di affari con i giganti del petrolio russi. La società di intelligence marittima Lloyd's List ha segnalato che una rete di navi per lo più di proprietà greca sta imbarcando in queste settimane volumi crescenti di greggio da altre navi russe, i cui traffici sono bloccati dalle sanzioni già comminate da Paesi come Usa e Regno Unito.

I taxi del greggio

Il metodo è quello usato già in passato per aggirare le sanzioni a Venezuela e Iran, altri due big del petrolio internazionale: una nave sanzionata (in questo caso russa) trasporta il greggio fino a un punto di contatto in mare con un'altra petroliera non sanzionata: fatto il trasbordo, quest'ultima si occuperà di rifornire il cliente finale. Secondo Lloyd's List, armatori greci (ma anche maltesi) stanno facendo una fortuna con questo stratagemma, che formalmente non è illegale. E stanno aiutando la Russia a mantenere la produzione a livelli elevati.

Secondo quanto emerge dal registro navale di Lloyd's List, dall'inizio del conflitto, "si stima che 4,5 milioni di barili di greggio per un valore di circa 509 milioni di dollari americani abbiano lasciato il Paese ogni giorno". Sempre secondo i dati dei Lloyd's, nel corso del mese di aprile 190 petroliere hanno lasciato le linee nei porti petroliferi russi di Primorsk, Novorossijsk, Ust-Luga e San Pietroburgo, 76 delle quali battevano bandiera greca. Gli elleni hanno così triplicato la loro quota nel trasporto petrolifero russo rispetto all'anno precedente, scrive Die Welt. Mentre i barili che la Russia non è riuscita a consegnare all'Europa sono andati in India e ad altri acquirenti asiatici.

Questo schema, che finora ha tenuto a galla il settore petrolifero russo, potrebbe però saltare con l'embargo Ue: sostituire l'attuale quota di clienti europei (circa il 43% indica Lloyd's List) con i nuovi acquirenti non sarà facile nell'immediato. Le società russe potrebbero essere costrette a ridurre l'estrazione, o addirittura a fermare il pompaggio in alcuni pozzi, con conseguenze pesanti sulle infrastrutture. Già a maggio, scrive Politico, il taglio della produzione ha superato gli 800mila barili al giorno. 

Aggirare le sanzioni

Per ridurre l'impatto dell'embargo, e far arrivare greggio russo in Ue nonostante le sanzioni, gli armatori conoscono altre tecniche che potrebbero venire utilizzate: una di queste consiste sempre nel passaggio del petrolio da una nave russa a una non russa, dove viene diluito con altri greggi. E così, per esempio, una nave battente bandiera greca può raggiungere un porto Ue con un carico etichettato come petrolio kazako o del Turkmenistan. Politico segnala che le petroliere che trasportano greggio russo stanno disattivando i transponder di identificazione, rendendo difficile rintracciare la loro destinazione. "Coloro che sono nel business in termini di [evasione] delle sanzioni, conoscono queste tecniche". dice Maria Shagina, esperta dell'Istituto finlandese per gli affari internazionali. "I nordcoreani lo fanno. Lo fanno gli iraniani. Sarei scioccato se i russi non lo facessero", ha aggiunto un ex alto funzionario delle sanzioni del Tesoro degli Stati Uniti.

I furbetti del greggio sono abituati a questi trucchetti. Dopo l'accordo politico raggiunto al vertice di questa settimana, gli ambasciatori Ue sono adesso al lavoro per definire i dettagli tecnici dell'embargo, e prevenire il più possibile le scappatoie. A rendere l'azione di contrasto più difficile c'è anche il fatto che attualmente l'aggiramento delle sanzioni è considerato un reato amministrativo e non un reato penale in 15 Paesi dell'Ue. La Commissione europea ha proposto di renderlo un crimine europeo, ma ciò richiede l'approvazione unanime dei 27 membri del blocco. Il caso del veto dell'Ungheria è un precedente fresco che non invita all'ottimismo. 

 

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1 minuto fa, Jack ha scritto:

per l’ukraina entità sovietica sopravvissuta

Non e’ solo l’Ucraina, l’Ucraina e’ completamente marginale.

Sono queste dittature comuniste post sovietiche e maoiste ad essere un pericolo per tutto l’Occidente e vanno stroncate ora, prima che, con il tempo, possano raggiungere un livello di tecnologia militare pari alla nostra, nonché colonizzare l’Africa e il Sudamerica con i soldi nostri.

Vanno fermato ora, con tutta la forza e la determinazione possibile, vanno sconfitti come a suo tempo fu sconfitto Gorbaciov, altrimenti i nostri figli avranno grossi problemi.

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6 minuti fa, Jack ha scritto:

per l’ukraina entità sovietica sopravvissuta al suo crollo che deve ancora fare i conti con passato e vicinato tanto quanto la russia? ma fattela te la necessità virtù eh

Io mi riferivo alla necessità di rimboccarsi le maniche e fare ciò che ritieni difficile, se la Cina sceglierà il “pianeta parallelo” si farà di necessità virtù, l’Ucraina cosa c’entra nel ragionamento? 

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2 minuti fa, Jack ha scritto:

e già non puoi votare Lega… 😆

Gli altri sono tutti peggio e di sicuro la Lega e’ più atlantista della Cosa Rossa PD con Fratoianni dentro, destinata ad allearsi coi Putiniani Filocinesi 5 stelle un minuto dopo le elezioni.

Io voglio restare dentro il parametro dell’alleanza atlantica.

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11 minuti fa, tomminno ha scritto:

Ma il petrolio russo non sarà sotto embargo da Ottobre? 

Purtroppo no, da quello che ho letto non e’ un embargo ma un price cup e scatterà il 4 dicembre.

Ma e’ meglio perché il price cap vale per tutto il mondo, nessuno potrà comprare il petrolio dalla Russia a prezzi superiori.

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7 minuti fa, Roberto M ha scritto:

nonché colonizzare l’Africa e il Sudamerica con i soldi nostri

Ad Addis Ababa pensavo di aver sbagliato aereo, tutte scritte in cinese.

In Sudamerica i pescherecci cinesi strascicano per le Galapagos a flotte di migliaia.

Ormai già fatto.

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19 minuti fa, Jack ha scritto:

appunto. L’Africa occupa quel posto lì. Le materie prime cinesi ritornano trasformate in prodotti (finora low cost) in EU… un domani? se decidessero di usarle per i mezzo miliardo di cinesi ancora sottosvilupppati?

Eppoi non è vero quello che credi sull’africa. Il PiL africano ha tassi di crescita paurosi perché c’è un mondo da costruire. A noi sembra che vadano molto piano per etnocentrismo ma è solo perché partono da molto molto indietro… ma bisogna ragionare a 30 anni.

 

 

Un futuro radioso per l'africa, 

tra 30 anni. 

Boh,,, , certe volte pur di dare ragione alle tue tesi dici cose che veramente ci vuole tanta fantasia. 

E tanto convincimento. 

Per avere quel futuro radioso non bastano i soldi cinesi, servirà l'occupazione cinese. 

Poi non si capisce perché l'Europa nei prossimi anni avvenire si debba guardare i piedi e fare commerci nelle mura di casa quando è sempre storicamente  il contrario.

 

 

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@tomminno ma un conto è sfruttare un conto è guidare lo sviluppo, per fare sviluppare economicamente e socialmente l’Africa servirebbero investimenti colossali senza avere in cambio alcuna garanzia di riuscita e con il rischio di perdere poi capra e cavoli una volta incamminati verso l’obiettivo, sono sempre paesi con la loro sovranità che non potrai mai annettere ai tuoi territori e guidare politicamente.

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Adesso, criMan ha scritto:

Per avere quel futuro radioso non bastano i soldi cinesi, servirà l'occupazione cinese. 

Appunto, dovranno investire per creare benessere e ricchezza se volessero creare un continente di consumatori all’occidentale, te li immagino i cinesi che fanno questo è che magari sul più bello, dopo qualche decennio, portato realmente benessere e ricchezze vengono sfanculati per aprirsi ai mercati occidentali? A parole è tutto facile ma con i fatti è molto più difficile e complesso.

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1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

non può sostituire l’Occidente come mercato di sbocco delle sue produzioni e di certo non può sperare di farlo nel breve con l’Africa e la Russia

Ma che dici, certo che lo sostituirà. 

 

Tra 30 anni. 

(battuta ironica) 

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