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Le sanzioni alla Russia di Putin


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7 minuti fa, audio2 ha scritto:

li mangio direttamente nella scatola

Ho provato ma me se ripropone l'etichetta, vanno bene solo quelli presi in scatola nuda all'outlet valfrutta di Pomposa quando mi tocca la suocerata al mare ai "lidi" (con rispetto parlando) ferraresi... 😁

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i piselli sono una delle rare mp che sono meglio in scatola che freschi.

A certe condizioni anche i pomodori (non quelli industriali di certo... io me li faccio "bottigliare" da una signora che li preleva nel suo orto di mezza collina abrruzzese, li lavora e li imbottiglia... next days vado a prenderne un centinaio di contenitori appena preparati)

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https://www.linkiesta.it/2022/08/sanzioni-russia-economia-dati/
 

I calcoli sbagliati di PutinI dati confermano che ormai né gas né petrolio salveranno l’economia russa

L’indebolimento dovuto alle sanzioni occidentali è ormai plateale, ammesso perfino dall’agenzia statistica di Mosca e dalla Banca centrale. Le entrate dovute all’energia sono in calo mentre crescerà la disoccupazione e la fuga dei cervelli

 

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AP Photo/Pavel Golovkin


Sono efficaci le sanzioni alla Russia? Otto giorni fa Linkiesta aveva riportato dati secondo cui il loro impatto sarebbe già pesante, e che derivavano sia da dichiarazioni del presidente di Eurasia Group Ian Bremmer, sia da un rapporto della Yale School of Management. Ma sul punto ieri è uscito un rapporto ancora più dettagliato della Kyiv School of Economics in collaborazione con lo Yermak-McFaul Expert Group on Russian Sanctions. Lo studio ha usato fonti come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l’Agenzia Internazionale per l’Energia e la Banca Centrale Russa. E le conclusioni sono che «le sanzioni occidentali colpiscono nel segno».

Nonostante gli elevati prezzi del petrolio e del gas, infatti, la stessa agenzia statistica russa Rosstat ammette che l’economia russa si è indebolita nel secondo trimestre del 2022, con un calo del 4,9% su base annua. Ciò mentre altri esportatori di petrolio e gas crescevano invece alla grande: l’Arabia Saudita addirittura dell’11,8% (nel secondo trimestre del 2022). Il direttore della Sberbank, una delle principali banche russe, ha dichiarato che potrebbero essere necessari anche dieci anni per riportare il Pil russo al livello del 2021. Ma bisogna contare che nel 2023, con l’attuazione dell’embargo petrolifero europeo, i ricavi da petrolio e gas si ridurranno del 40%: da circa 330 miliardi di dollari nel 2022 a 190 miliardi di dollari, per arrivare a fine anno al ritmo critico di 150 miliardi di dollari. Una risorsa che finora aveva sostenuto quel forte avanzo delle partite correnti indispensabile per stabilizzare il rublo, controllare l’inflazione e consentire alla Banca centrale russa di tagliare i tassi.

La Russia di Putin ha già avuto crisi di bilancio dei pagamenti nel 2008, nel biennio 2014-15 e nel 2020, quando i ricavi del petrolio e del gas diminuirono drasticamente. Con il rublo sotto pressione, la capacità di condurre una guerra contro l’Ucraina si indebolirà. E se l’Europa smetterà di acquistare il gas russo – cosa possibile immediatamente, secondo l’istituto Kse – le entrate l’anno prossimo scenderanno a un livello criticamente basso.

La Banca centrale russa ha riferito che il prezzo medio di vendita del petrolio russo nel secondo trimestre è stato leggermente inferiore agli 80 dollari al barile, quando prima il prezzo medio era di 113 dollari. Si conferma così uno sconto sul prodotto russo di circa 35 dollari al barile, come precedentemente stimato. Ma già ciò implica una perdita di circa 20 miliardi di dollari sui guadagni petroliferi del secondo trimestre.

È la Banca centrale russa stessa, poi, ad ammettere l’esistenza di una corsa agli sportelli bancari nella prima metà del 2022. Presi dal panico, pur di avere contanti sotto mano i cittadini hanno ritirato 21,6 miliardi di dollari di depositi, sottraendo liquidità alle banche.

Per finanziare un aumento di oltre 2,5 volte del budget della difesa, la sostituzione delle importazioni e altre misure per contrastare le sanzioni, il Cremlino ha dovuto inoltre bloccare programmi di bilancio previsti per il 2023-2025 per un valore di 26 miliardi di dollari. Questo va ad aggiungersi ai tagli al bilancio già in atto. Ad aprile, è stata ridotta di quasi un terzo la spesa per i servizi sanitari per la popolazione.

Il Fmi prevede che la disoccupazione nella Federazione Russa raggiungerà il 9,3% nel 2022, il che equivarrebbe a circa 3,8 milioni di disoccupati in più. Secondo le stime del Centro russo per la ricerca strategica, entro la fine del 2022 ci sarà un aumento significativo della disoccupazione nel 63% delle regioni russe; in 16 regioni la disoccupazione aumenterà rispetto al livello medio del periodo gennaio-marzo 2022 di 2 o più volte, in 53 regioni di 1,5 o più. I 5 settori più colpiti sono: trasporti e logistica, automotive, commercio all’ingrosso e e-commerce, industria del legno e prodotti in legno.

Secondo Rosstat, i salari effettivi in Russia a maggio sono scesi del 6,1% su base annua, mentre ad aprile il calo era stato registrato al livello di -7,2%, per la prima volta dall’anno precedente. Il massimo degli ultimi sette anni, anche più del 2015 quando il prezzo del petrolio e le prime sanzioni occidentali, dovute all’annessione della Crimea, avevano innescato una grave crisi, con il crollo del rublo e un aumento dell’inflazione.

Dulcis in fundo, tra gli effetti della decisione di Putin di invadere l’Ucraina c’è anche una “fuga di cervelli” senza precedenti. Il Ministero degli Affari Interni ha dichiarato che, a causa dell’emigrazione, solo l’industria informatica manca di circa 170.000 lavoratori a causa dell’elevato numero di russi competenti che fuggono in Occidente verso posti di lavoro maggiormente retribuiti.

I dati che emergono sono così deprimenti che Putin ha iniziato a censurarli. Ad aprile è stato ordinato alle banche russe di non divulgare i bilanci intermedi e annuali. E il mese scorso, il presidente russo ha anche firmato una legge che consente al Cremlino di nascondere le informazioni relative al valore e alla struttura delle sue riserve internazionali in diminuzione. Ora sono classificati come segreto di Stato.

 

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https://www.milanofinanza.it/news/russia-e-corsa-agli-sportelli-bancari-ritirati-22-miliardi-di-dollari-che-cosa-accadra-ora-202208101208267330

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Russia, è corsa agli sportelli bancari, ritirati 22 miliardi di dollari. Che cosa accadrà ora

Le sanzioni occidentali sulla Russia sono efficaci, hanno fatto perdere a Mosca 20 miliardi di dollari in tre mesi sul petrolio e spinto i russi a prelevare contante agli sportelli bancari. E' quanto emerge da uno studio dell'istituto Kyiv School of Economics (Kse) collegato al gruppo Yermak-McFaul (Andriy Yermak è a capo dell'ufficio di presidenza dell'Ucraina) usando come fonte i dati del Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Agenzia Internazionale per l'Energia e Banca Centrale Russa. In base allo studio, l'economia russa si deteriorerà nei prossimi mesi entrando in recessione nel 2023. 

Nonostante gli elevati prezzi del petrolio e del gas, che hanno sostenuto il forte avanzo delle partite correnti che ha contribuito a stabilizzare il rublo, a controllare l'inflazione e a consentire alla Banca centrale russa di tagliare i tassi, l'economia russa si è indebolita nel secondo trimestre del 2022, con un calo del 4,9% su base annua, secondo l'agenzia statistica Rosstat.

La debole performance si confronta con la forte crescita di altri esportatori di petrolio e gas, come l'espansione dell'11,8% annuo registrata dall'Arabia Saudita nel secondo trimestre del 2022. Sberbank ha dichiarato che potrebbero essere necessari dieci anni per riportare il Pil russo al livello del 2021.

La Russia di Putin ha avuto una crisi di bilancio dei pagamenti nel 2008, nel 2014-15 e nel 2020, quando i ricavi del petrolio e del gas sono diminuiti drasticamente. Nel 2023, con l'attuazione dell'embargo petrolifero europeo, le ricerche prevedono una riduzione del 40% dei ricavi russi da petrolio e gas.

La Banca centrale russa ha riferito che il prezzo medio di vendita del petrolio russo nel secondo trimestre è stato leggermente inferiore agli 80 dollari al barile, quando il prezzo medio era di 113 dollari, confermando lo sconto sul prodotto russo a circa 35 dollari al barile, come precedentemente stimato. Ciò implica una perdita di circa 20 miliardi di dollari sui guadagni petroliferi del secondo trimestre a causa delle sanzioni.  

Russia, è corsa agli sportelli bancari

Lo studio, condotto dal gruppo dell'Istituto Kse sulle sanzioni, utilizza i dati della Banca centrale russa per dimostrare l'esistenza di una corsa agli sportelli bancari in Russia nella prima metà del 2022. "I cittadini, presi dal panico, hanno ritirato 21,6 miliardi di dollari di depositi" (-10% circa) da tenere in contanti, sottraendo liquidità alle banche, emerge dall'analisi.

Nel primo semestre del 2022, lo stock di depositi di privati nel sistema bancario russo è diminuito di 1.300 miliardi di rubli (21,6 miliardi di dollari), pari al 3,8% e a giugno era pari a 32.900 miliardi di rubli. 

Per finanziare un aumento di oltre 2,5 volte del budget della Difesa, la sostituzione delle importazioni e altre misure per contrastare le sanzioni, il Cremlino ha dovuto bloccare programmi di bilancio previsti per il 2023-2025 per un valore di 26 miliardi di dollari. Questo va ad aggiungersi ai tagli al bilancio già in atto. Ad aprile, è stata ridotta di quasi un terzo la spesa per i servizi sanitari per la popolazione russa.

Gli effetti avvertiti dai cittadini russi a seguito della decisione di Vladimir Putin di invadere l'Ucraina includono anche un crollo dei salari e una fuga di cervelli senza precedenti. Il Ministero degli Affari Interni ha dichiarato che, a causa dell'emigrazione, solo l'industria informatica manca di circa 170.000 lavoratori a causa dell'elevato numero di russi competenti che fuggono in Occidente verso posti di lavoro maggiormente retribuiti.

La Russia, dal canto suo, ha tutto l'interesse a nascondere la portata della crisi tra i diffusi timori di disordini civili. Ad aprile è stato ordinato alle banche russe di non divulgare i bilanci intermedi e annuali. Il mese scorso, il presidente russo ha firmato una legge che consente al Cremlino di nascondere le informazioni relative al valore e alla struttura delle sue riserve internazionali in diminuzione.  

Russia, nel 2023 una recessione ai livelli del 2009

Secondo quanto emerge dal report, "una volta che le entrate da petrolio e gas scenderanno al di sotto di un livello critico, che sembra essere di 150 miliardi di dollari all'anno, l'equilibrio esterno richiederà un ampio uso delle riserve internazionali o un forte aggiustamento del tasso di cambiodel rublo.  Gli analisti ritengono che le autorità russe si troverebbero di fronte alla scelta tra lasciare che il rublo si indebolisca e accettare una riaccelerazione dell'inflazione, che comprimerà i redditi reali, o attuare un forte inasprimento delle politiche, come si è visto questa primavera, per indebolire i flussi in uscita e sostenere la valuta che rallenterà l'economia. 

In entrambi gli scenari, l'economia russa sarà seriamente compromessa con un impatto simile ai livelli delle crisi del 2009, 2014 e 2019 indebolendo la capacità di Putin di continuare a condurre la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina. "I dettagli delle nostre previsioni sulle entrate russe di petrolio e gas, allineate con le stime delle agenzie internazionali come l'Aie, suggeriscono che il prossimo anno la Russia sperimenterà questo tipo di calo di ricavi di petrolio e gas, all’interno di un contesto estremamente sensibile: l'entrata in vigore dell'embargo petrolifero europeo, che abbassa le entrate di oltre il 40%, da circa 330 miliardi di dollari nel 2022 a 190 miliardi di dollari nel 2023 e si aggirerà intorno al ritmo critico di 150 miliardi di dollari all'anno entro la fine del 2023", scrivono gli analisti.

Fmi, quasi 4 milioni di disoccupati a causa delle sanzioni 

Il Fondo monetario internazionale prevede che la disoccupazione nella Federazione Russa raggiungerà il 9,3% nel 2022, il che equivarrebbe a circa 3,8 milioni di disoccupati in più.

Secondo le stime del Centro russo per la ricerca strategica, entro la fine del 2022 ci sarà un aumento significativo della disoccupazione nel 63% delle regioni russe, in 16 regioni la disoccupazione aumenterà rispetto al livello medio del periodo gennaio-marzo 2022 di 2 o più volte, in 53 regioni di 1,5 o più. I 5 settori più colpiti sono: trasporti e logistica, automotive, commercio all'ingrosso e e-commerce, industria del legno e prodotti in legno.

Gli stipendi in Russia a maggio sono scesi del 6,1% su base annua (Rosstat), mentre ad aprile il calo registrato era del 7,2%, per la prima volta da aprile 2020. Inoltre, il calo registrato è stato il massimo degli ultimi sette anni. I russi si sono impoveriti solo nel 2015, dopo l'annessione della Crimea e le prime sanzioni occidentali e il crollo del prezzo del petrolio, che hanno innescato un crollo del rublo e un aumento dell'inflazione.

 

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