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Ucraina. Sedazione e preparazione al salto di qualità


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5 minuti fa, releone71 ha scritto:

Non dimenticare che erano arrivati a Kiev e hanno dovuto ripiegare. 

Per me lo hanno fatto quando hanno realizzato che non sarebbero stati accolti tra ali di folla festante. E sempre secondo me non hanno ancora rinunciato all'idea di prendersi il paese facendo "pochi" danni. 

Gaetanoalberto
2 minuti fa, Martin ha scritto:

non hanno ancora rinunciato all'idea di prendersi il paese facendo "pochi" danni. 

Pochi non lo so, ma vista la leva di 2 milioni di persone che pare abbiano deciso, potrebbero non accettare l'idea di farsi fermare dagli ucraini. 

4 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

potrebbero non accettare l'idea di farsi fermare dagli ucraini. 

In generale nessuno slavo "accetta l'idea" di farsi fermare se prima non lo fermi fisicamente, e devi anche fermarlo per bene accertandoti che non riesca a rimettersi in piedi per un tempo sufficientemente lungo...

17 minuti fa, Martin ha scritto:

me non hanno ancora rinunciato all'idea di prendersi il paese facendo "pochi" danni. 

Non è cosa per loro. Né con pochi danni né con tanti, amenocché non stabiliscano di passare alle maniere forti, utilizzando armi nucleari come gli usa in Giappone e rischiando chiaramente l'estensione del conflitto, ma di fatto, sei mesi fa i russi hanno dimostrato di non avere né logistica né la catena di rifornimenti necessaria per per occupare vaste estensioni di territorio.

Molti reparti di artiglieria sono rimasti senza munizioni per i loro pezzi. Ricordiamo la famosa colonna lunga 80 km decimata dai droni?

Immaginiamo adesso, con un esercito, che sarebbe più corretto chiamare impresa di demolizioni, senza dubbio logorato, ridotto ai minimi termini e con il morale non credo altissimo...

4 minuti fa, wow ha scritto:

ma di fatto, sei mesi fa i russi hanno dimostrato di non avere né logistica né la catena di rifornimenti necessaria per per occupare vaste estensioni di territorio.

Anche i report dell'intelligence  britannica precedenti l'invasione parlavano di truppe ammassate al confine senza un proporzionato supporto logistico. Poichè i russi sono fessi, ma non così fessi, credo che anche questa impreparazione iniziale sia dovuta alla loro convinzione di un facile ingresso e successivo accoglimento in Ucraina. Di fatto dopo 6 mesi di guerra e di supporto occidentale senza precedenti,  quelli che devono scappare in cantina sotto allarme aereo sono ancora gli ucraini, non i russi. 

8 ore fa, Martin ha scritto:

In generale nessuno slavo "accetta l'idea" di farsi fermare se prima non lo fermi fisicamente,

La cosa strana è che ci si riferisce sempre ai russi quando si vuole sottolineare la determinazione nel non cedere al “nemico” dimenticandosi che la definizione di “slavi” vale anche per gli Ucraini, ma anche per tutti gli altri popoli dell’ex cortina di ferro, che tra l’altro hanno hanno la maggiore motivazione di difendere il proprio paese e quindi la propria casa, unita alla pervicace volontà di non ritornare sotto il dominio della madre patria russa, hanno già dato e non intendono ripetere l’esperienza.

Ieri in riunione ho parlato con un collega che si è fatto le ferie girando tra Lituania, Lettonia ed Estonia, mi ha raccontato un po’ di cose interessanti tra le quali il feroce odio per i russi di quei popoli, continuavano a ripetergli “voi i russi non li conoscete, chiedete a noi” e non a caso sono ferocemente contro Putin ed i russi e supportano l’Ucraina, gli hanno anche spiegato perché vogliono impedire ai russi di poter anche solo visitare il loro paese, di negare qualsiasi tipo di visto turistico, alla fine i russi “ricchi” vivono in Europa, fanno studiare i propri figli in occidente frequentando le migliori scuole sin da piccoli che poi si laureano nelle migliori università europee e spesso prendono anche la cittadinanza dei paesi in cui risiedono, i genitori alla fine li raggiungono in vecchiaia, godendosi le loro ricchezze fuori dal loro paese natio, nell’immediato queste iniziative fanno più “danni” a questi russi perché vengono toccati subito sul vivo, le sanzioni invece agiscono sull’economia nel medio lungo periodo e li toccano marginalmente non essendo operatori economici sul modello occidentale, ma in genere oligarchi o funzionari di istituzioni finanziare colluse con il potere che si arricchiscono sfruttando “illecitamente” le risorse naturali del loro paese o gestendo i miliardi di euro o di dollari di proventi economici derivanti dalla loro vendita.




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