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Bollette alle stelle per il caro energia, i gestori dei locali baresi: "Le esporremo in vetrina"


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Gestisco insieme ad un altro socio un supermercato di 750 mq, compreso magazzino, nella bassa padana sotto l'insegna di una nota cooperativa della gdo. Già a Gennaio,quindi prima della guerra ,la bolletta della luce era quasi raddoppiata rispetto all'anno precedente, dai soliti 6/7000 mensili ci siamo trovati 14000,00. L'ultima di Luglio reca 23000,00 a fronte di 7500,00 dello scorso anno. Dal punto di vista personale dovrei essere abbastanza tranquillo visto che la direzione sembra in qualche maniera ci verrà incontro, ma questa situazione non può continuare a lungo. Soprattutto per chi non ha le "spalle coperte". E' vero che introducendo alcune misure "peggiortive" per certe aziende che ora ci stanno "marciando" alla grande si rischiano contromisure,tipo delocalizzazioni con altre conseguenze su tutto un settore produttivo...però, porta vacca,possibile che si debba subire sempre in silenzio?

Possibile che si sia sempre in balia di uno o dell'altro senza poter prendere contromisure efficaci?

Qualcuno che ora sta guadagnando alla stragrande a spese di molti, non gli si può nemmeno chiedere un contributo perché altrimenti se ne va?

Ma,scusate il "pippone", se chiudiamo noi,se chiudono tutte le aziende del circondario,diverse ceramiche e fonderie che consumano ben più di noi, senza le nostre tasse,senza i nostri contributi versati,come mandiamo avanti la baracca Italia? Per inciso,ma non troppo, ho un negozio piuttosto vecchiotto, con frigoriferi di una certa età e sicuramente non all'avanguardia per quanto riguarda il risparmio energetico. Quello che fa pensare è che,  però,anche chi,tra i miei colleghi, in queste ultime settimane ci stiamo scambiando le foto con le cifre sulle bollette,ha installato pannelli solari o frigoriferi a risparmio energetico, beh,la situazione non varia di molto.

E ancora non abbiamo messo in funzione la caldaia per riscaldamento invernale.

Situazione veramente al limite 

  • Melius 1
  • Thanks 1
6 minuti fa, Garp ha scritto:

la situazione non varia di molto

è anche questo il punto

io a casa quest' estate ho fatto un pò di prove

spento le telecamere

spento tutti gli stand by

messo il frigo più basso

meno tv che prima lasciavo accesa anche se non la guardavo

meno climatizzatore

costo della bolletta in pratica uguale

e allora che si fa

meno frighi e che consumano meno, magari quelli col vetro a risparmio

piccolo particolare che bisogna anche acquistarli però

4 minuti fa, audio2 ha scritto:

ecco, la carta, 

https://www.ilsole24ore.com/art/caro-gas-e-contratti-rischio-cartiere-chiusure-vista-AEqluXuB
 

 

Caro gas e contratti a rischio: cartiere, chiusure in vista

Le aziende denunciano che i fornitori, a partire dall’Eni, non sono in grado di garantire nuovi accordi commerciali mentre i broker del libero mercato propongono condizioni insostenibili

 

Non è più solo un problema di costi energetici. Ora le imprese, soprattutto quelle che usano molto gas, devono fronteggiare un altro ostacolo: non si trovano più nemmeno i fornitori. L’Eni sta prendendo tempo, dichiarando a molti imprenditori di non essere in grado di formulare in questo momento nuovi contratti per via dell’incertezza del contesto internazionale (ovviamente facendo riferimento alla guerra tra Russia e Ucraina), mentre sul libero mercato i concorrenti o non si trovano o chiedono condizioni insostenibili per le Pmi. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, l’Eni stessa sta prendendo tempo in quanto è in attesa di previsioni sui prezzi più chiare.

Mancano i fornitori

Questa è la testimonianza delle energivore imprese cartarie. Per loro in queste ore il problema sta diventando drammatico, perché i vertici del 90% delle aziende di settore si chiedono come riaprire a settembre. Ma questo scenario sta estendendosi anche ad altri comparti energivori e grandi utilizzatori di gas dalla ceramica alla siderurgia.

Per qualche azienda è, in questo momento, letteralmente impossibile firmare un nuovo accordo di fornitura di gas per l’anno termico 2022-2023, che parte formalmente il primo di ottobre e durerà fino al 30 settembre del prossimo anno. Questo è il periodo durante il quale le imprese solitamente concordano nuovi contratti.

Interrogativi sulla ripartenza

Vista l’incertezza, quest’anno alcune imprese della carta, per ridurre i tempi morti, hanno anticipato la manutenzione annuale e ad agosto hanno scelto di chiudere senza avere impatti occupazionali. Ma al momento in molti si interrogano su come ripartire, visto che dopo settembre si profila il rischio di non avere nessuna fornitura. La Cartiera del Polesine, di Rovigo, con 115 milioni di fatturato medio e oltre 150 dipendenti, al momento non riesce a trovare un contratto. Eni ha comunicato ai vertici aziendali di non poter offrire disponibilità per ora. Le altre società hanno chiesto un mese di pagamento anticipato e una fideiussione dello stesso valore.

 

 

1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

Caro gas e contratti a rischio: cartiere, chiusure in vista

carta igienica, rotolo casa, e fogli a4 ho fatto la scorta per due anni

poi sarà quel che sarà

@maurodg65 chiudere e aprire in croazia  india  ..vendere attivita  ora ... dopo sara impossibile per eccesso di offerta .....a investitori del settore  gli imprenditori devono agire come  ha agito l Europa  ....libero mercato ...




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