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Energia rinnovabili non bastano, serve necessariamente il nucleare?


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E questa mi sà tanto di alitalia italiana spostata sull'energia elettrica

 

 

 

Mentre in Italia si favoleggia di un rinascimento nucleare, il gigante nucleare francese è indebolito finanziariamente e fortemente indebitato, ma deve comunque attuare un ambizioso programma di costruzione di nuovi reattori nucleari EPR in Francia (i cui costi lievitano mentre i ritardi dei lavori sono infiniti),  parallelamente allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Dato che la compagnia nucleare sembra ormai fuori controllo, il governo ha deciso a luglio di rinazionalizzare il 100% del gruppo EDF, del quale possiede già l’84%. Un’operazione che deve essere realizzata tramite un’offerta pubblica di acquisto (OPA) da 9,7 miliardi di euro, che il governo prevede di lanciare entro l’inizio di settembre. Di fronte alla clamorosa richiesta di risarcimenti miliardaria di un’impresa indebitata, in crisi nera e praticamente statalizzata, il ministero dell’economia e delle finanze ha detto laconicamente che «L’approccio di EDF non modifica in alcun modo il principio, le modalità e il calendario della prevista offerta pubblica di acquisto».
Il conto salato del “miracolo” nucleare francese lo pagheranno tutto i francesi.

 

Gaetanoalberto

 

Vabbè, la fonte non è affatto schierata. 

Intanto mi hai ricordato sta cinquantina di centrali.

Per fortuna sono distantissime. 

Poi sono abbastanza sfigati perché la crisi energetica arriva mentre avevano lavori di ristrutturazione in corso. 

È il costo odierno, bisogna vedere quanto incide la speculazione, e comunque immagino siano almeno un po' più indipendenti dall'estero. 

Ad ogni modo, discussione inutile è.

Continuiamo a preferire incendiare cumuli di rifiuti nella capitale, figurati se faremo la centrale nucleare. 

Sará nucleare in senso proprio: un atomo. 

Certo, la situazione che l'articolo rappresenta fa riflettere. 

Non penso di avere ricette o risposte e non ne ho la presunzione. 

Non mi pare il caso di proseguire senza una strategia precisa, che tenga conto della necessità di avere approvvigionamenti diversificati e di una programmazione di lungo periodo, non basata sui sondaggi elettorali. 

 

 

9 ore fa, cactus_atomo ha scritto:

un argomento sottovlutato e tanto, è il rischio terrorismo, un attacco ad un impianto nucleare può provocare molto più danno che qullo alle torri gemelle, anch se la centrale rimanesse intata, dovrebbe esser spnta e quindi non riavviabile per motivi tecnici prina di non meno di 6 mesi, inoltre la caduta delle line di trasmissione eletttrica provocherbbe un balckout generalizzato. ne è sucesso uno danoi per cause naturali

Con questi ragionamenti non se ne esce, mentre l’attacco militare dal paese nemico è una eventualità praticamente impossibile da verificarsi  se non in un quadro politico completamente deteriorato, vedi Russia Ucraina oggi con la centrale zaporizhzhia, il terrorismo sarebbe un problema in qualunque caso e le misure di sicurezza previste tenderebbero ad azzerare il rischio che, paradossalmente, sarebbe molto più elevato per un parco eolico off shore che non può essere difeso al meglio e se messo fuori uso lascerebbe il paese senza energia, sempre in un quadro ipotetico futuro di dipendenza dalla produzione di rinnovabili.

In realtà proprio nella logica degli attentati quello che sarebbe necessario è la diversificazione delle fonti, la stessa logica che avrebbe dovuto portare alla diversificazione dei fornitori di gas oggi, che permetterebbe di surrogare a problemi di qualsiasi natura che mettessero in crisi una delle fonti rinnovabili maggiormente utilizzate.  

8 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Proprio perché l'approvvigionamento energetico è questione di lunghissimo periodo, a mio avviso bisogna combinare le strategie. 

Da una parte aumentare al massimo l'uso delle alternative, ma dall'altra non scartare possibilità di produrre quantità importanti di energia sufficientemente pulita, contenendo rischi che esistono in relazione ad ogni fonte utilizzata. 

Appunto, mi sembra un discorso più che logico e sensato anche alla luce di ciò che stiamo vivendo con la

dipendenza dal gas russo, praticamente si passa da un integralismo ad un altro ed oggi è il momento dell’integralismo ecologista delle rinnovabili. 

  • Melius 1
6 ore fa, wow ha scritto:

Possiamo essere contrari al nucleare per mille motivi ma non possiamo considerarci tanto arretrati da replicare una Chernobil.

Io ho una centrale nucleare a pochissime centinaia di chilometri dal mio sacro divano, sono francesi manco crucchi ... 

ho finito le reazioni… 😄😉 

6 ore fa, appecundria ha scritto:

No ma loro non scartavano affatto il nucleare, solsmente secondo loro non bisogna affidarvisi mani e piedi perché presenta molte incognite, piuttosto battere tutte le piste.

Appunto, non si può scegliere solo la strada delle rinnovabili o solo quella de nucleare, le tecnologie di produzione devono essere diversificate ed integrate, poi quale saranno lo si deciderà in base all’affidabilità tecnologica della fonte specifica e della produzione di energia.

Gaetanoalberto
11 ore fa, aldofranci ha scritto:

chi sembrava sottostimare

Buongiorno. Arridanghetacci…
Io veramente non avevo intenzione di sottostimare le povere vittime di Chernobyl, anche se bisogna riconoscere che le rilevazioni epidemiologiche complete ed ufficiali hanno dato numeri relativamente piú contenuti di quel che ci si potrebbe aspettare:

https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/06/25/chernobyl-quante-persone-morte/

I numeri piú elevati derivano da una stima teorica.

Ho provato a postare precedentemente le statistiche ufficiali delle cause di morte di un solo anno in Italia, perchè per stimare, sovrastimare, o sottostimare, bisogna avere parametri di riferimento. 
Ad esempio, se in Italia muoiono 650.000 persone l’anno, di cui 165.000 per tumori di vario genere, la stima totale pluriennale di 9000 morti complessivi nel mondo causa Chernobyl (non basata su rilevazioni specifiche nè certe) puó dare le dimensioni effettive.

Dunque non mi disinteresso affatto di chi muore, anzi, ma se prendiamo un incidente come esempio, anche grave, e poi ne misuriamo gli effetti, per evitare l’effetto panico dobbiamo considerarne l’esito in confronto con i numeri piú grandi.

Cosí devono fare la medicina, la statistica, la politica, l’economia politica.

Poi possiamo parlare dei morti di Hiroshima, di cosa potrebbe succedere se Putin scagliasse un atomica, e di quel che si vuole, ma a quel punto non parliamo piú di centrali nucleari: non so se qualcuno immagina o calcola gli effetti di una nube tossica a seguito di una bomba convenzionale su un impianto chimico.

Io preferisco rimanere nel mondo razionale, e chiedo si guardi a tutti i rischi prevenendoli, e non solo a quelli che nell’immaginazione, e solo nell’immaginario, producono catastrofi di dimensioni finora mai accadute.

Per questo, mi rendo conto sia difficile seguire la complessità del ragionamento, ho fatto quelle che sembravano “sparate” sul Vesuvio.

Dunque torna la questione della corretta gestione del rapporto tra economia, politica ed opinioni.

Sui timori ancestrali, religiosi, etnici etc, si sono costruite scelte disastrose, piú disastrose delle effettive conseguenze delle paure che le hanno generate, e si sono fatti anche dei plebisciti.

Un plebiscito in cui il popolo acclama, per natura mi fa molta paura.

Tornando nel razionale, si prende la matita, la gomma per cancellare, si fanno i calcoloni che a noi vengono complicati, perchè siamo troppo impegnati a disegnare cosa per noi è giusto e sbagliato per imporlo agli altri, e si fanno le scelte nell’interesse delle generazioni future, ben sapendo che i calcoli, tra l’altro, si possono sbagliare, e che ci sono parametri che sfuggono al nostro dominio.

Tornando…a bomba…sull’argomento principale, desidero come tutti energia pulita e meno rischiosa possibile.

Spererei che conti e scelte si facessero bene, e non sotto la pressione quotidiana di chi sa già tutto prima di saperlo.

Ieri ho letto un po’ quel che si trova in giro.
Bisogna fare attenzione alla fonte: ad esempio, Treccani ha un bell’articolo piuttosto contrario al nucleare con un bel ragionamento, ma privo di numeri o calcoli a riscontro.Per curiosità ho studiato chi è l’autore, e scavando un pó, si tratta di un professore che ha legami stretti con una fondazione di D’Alema.

Perció non lo citerei come esempio di studi imparziali.

Detto questo, ho anche letto di studi che evidenziano costi notevoli dell’energia prodotta da nucleare, ed altri piú favorevoli (ma meno numerosi).

Fa sempre un po’ specie che i convegni sull’ambiente siano finanziati da tutte le società che producono energia.

Ad ogni modo, decideranno, ma non è tema da arringa alle folle (anche se viene utilizzato cosí).

Semmai la vigilanza attenta del cittadino ed una richiesta di piani ben fatti sarebbe utile a tutti, ma non ci saranno nè studi nè piani: Mattei morto è.

POST FINEDIMONDO CONCLUSO.  ARCHIVIO LA PRATICA.

Baci.

 

 

 

 

Gaetanoalberto
5 ore fa, maurodg65 ha scritto:

passa da un integralismo ad un altro ed oggi è il momento dell’integralismo ecologista delle rinnovabili. 

Ecco, anche stavolta la sintesi non mi era riuscita.

La risposta alla domanda " serve necessariamente il nucleare" andrebbe data da un comitato multidisciplinare di grandi esperti ( che tra le altre cose consideri anche rischi ed impatti di ogni genere)

@extermination in linea di principio concordo. però per logica, al di la delle competenze specifiche, porta arriva ad una ovvia riflessione.

Tanti anni per realizzarle, nessun luogo (sicuro) ove stoccare rifiuti nocivi per secoli, nessuna produzione interna di combustibile (uranio plutonio...), combustibile che gia scarseggia.

Sulle competenze tecniche sulla sicurezza non mi esprimo, lo ha gia fatto un "tecnico" come @cactus_atomo

Io non firmerei una cambiale del genere a carico dei famosi "prosperi".

ps: in una foto prima da qualche parte ho visto dei lampioni con il micro eolico.

ne ha fatto uno un tipo che conosco, tutto in proprio progetto e realizzazione.

collegato ad una bella batteria grossa da auto, basta a malapena per 3 lampadine

in garage. quando c'è vento per la ricarica.

  • Thanks 1
Gaetanoalberto
6 minuti fa, Schelefetris ha scritto:

però per logica, al di la delle competenze specifiche, porta arriva ad una ovvia riflessione.

Pensa che ho passato gli anni dal 1993 al 2014 ad insegnare a poveri e sfortunati studenti, con metodo laboratoriale, anche in corsi di formazione per laureati, che bisogna rifuggire con terrore la “logica dell’ovvio”. 🙂




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