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Lezione sarda


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Gaetanoalberto

Non so perchè mi intrometto visto che state sciabolando alla grande...Una riflessione che metterei dentro però e che le privatizzazioni dei servizi e dei mercati, hanno prodotto un vero vantaggio per il consumatore specificamente nel settore telefonico, spesso grazie a decisioni europee.

Tuttavia il problema è sempre quello dei grandi costi di investimento iniziale per le reti e per la manutenzione. Che mi risulti quelli li hanno pagati i cittadini, attraverso i vari strumenti di intervento dello Stato anche attraverso le sue un tempo controllate.

Dopo è piú facile fare profitti.

La chiamano pubblicizzazione dei costi e privatizzazione dei profitti, perchè il privato italiano molto spesso lo è a metà.

Vedo che siete dei tecnici, ne saprete sicuramente piú di me.

Ad ogni modo, mi sa che stia avvenendo anche per la pandemia.

A complicare la gestione forse un sistema regionale, influenzato dalle recenti sirene federali, che ha moltiplicato costi ed inefficienze attraverso la frammentazione, amministrativa e politica, alla base di ogni lentezza e ritardo.

Siccome si è parlato di scuola, sul fronte sono rimasti dirigenti, insegnanti e famiglie, che stanno combattendo come possono, ma non sarà senza conseguenze

Speriamo che i ragazzi compensino con le energie che vengono fuori dalle crisi: mio padre fece la guerra in Russia, ed il “liceo di guerra”, cioè fruí di un percorso facilitato per diplomarsi dopo aver combattuto.

Se l’è cavata egregiamente nonostante gli insegnanti, cioè la loro mancanza

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41 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

grandi costi di investimento iniziale per le reti e per la manutenzione.

I grandi costi derivano anche dall'assenza di concorrenza che ha prodotto sacche di aziende poco abituate all'innovazione e al confronto coi mercati internazionali, se non quelli del secondo o terzo mondo dove le metodiche di aggiudicazione erano diciamo così piuttosto "larghe"...  Queste piazzavano al gestore unico tecnologia trita e ritrita a prezzi sostanzialmenti concordati tra acquirente e concorrenti nel corso di rilassatissime riunioni tipo club inglese in quel di Roma, e con una visibilità tipicamente di 5 anni (in gergo era detta "la cornice").   L'unica azienda italiana che era in grado di battersi sul mercato mondiale e che era di fatto una piccola multinazionale in grado di produrre veri e propri riferimenti tecnologici (Telettra) è stata punita severamente dal parassitume IRI con la sospensione degli ordini non appena ha cambiato di mano aggregandosi ad un grosso gruppo internazionale che allora già aveva in portafoglio le tecnologie che precorrevano non solo adsl ma anche le reti ottiche pon.

Detto questo, i gestori successivi all' incumbent non hanno ricevuto una lira di incentivi infrastrutturali dallo stato, anzi: Il  primo per esempio ha offerto e versato  Lire settecentocinquantamiliardi cash all'atto dell'ottenimento della concessione, oltre alla % sul fatturato che continua ancora oggi a versare. (mentre l'incumbent si trovava una rete bell'e fatta in gran parte col denaro pubblico e poteva concorrere senza limiti nello stesso mercato)

Per dare un idea della struttura dei costi e della gestione del gestore unico, basti dire che dopo la liberalizzazione si è trovato in condizioni tali che, se tutto il fatturato fosse andato a coprire il debito, avrebbe impiegato 13 anni a ripianare...

Sui costi della sanità a tuo dire moltiplicati dalle "recenti sirene federali", non torna.  Il rapporto tra servizi offerti, costo sostenuto per la produzione degli stessi e qualità erogata è di gran lunga migliorato in buona parte delle regioni.  Anzi:  La volontà centralista del potere, forte dell'influenza cancerogena dei troppi convinti che per aiutare gli ultimi non vi sia altro mezzo che rallentare i primi,  non è stata abbastanza coraggiosa nel concedere una totale autonomia e responsabilizzazione. 

  • Melius 1
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@MartinQualcuno dice che si rimpiange certi ladrocini,ma come si fà a paragonare i costi di una nascente tecnologia(mobile)alla portata di pochi e per pochi,con l attuale che anche il gatto ha lo smatphone e fatti i debiti conti non sò quale sia il costo più alto.L incumbent(ho dovuto googlare)come dici tu ha costruito(anche sicuramente con i soldi pubblici)una rete capillare nazionale e non è come ora che basta innalzare un traliccio,pensa solo hai box (distributori)portati quasi casa per casa,pensa ad uno scavo per un 2400,ora mettere un tritubo e quasi uno scherzo.I gestori successivi che incentivi dovevano avere,sfruttavano(e sfruttano ancora l esistente),pochi si sono costruiti (sempre nel luogo dell Incumbent)una sala ULL ma sfruttando sempre la rete esistente.Grazie alla liberalizzazione(ed è giusto)questi si sono trovati a comprare le mele(ad un certo costo) dal produttore e poi rivenderle ad un altro costo,senza nemmeno avere il banchino.Ora non sò ma quando ero dipendente sentivo dire che il famoso Incumbent faticava anche non poco a riscuotere le mele.

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1 ora fa, nixie ha scritto:

questi si sono trovati a comprare le mele(ad un certo costo) dal produttore e poi rivenderle ad un altro costo,senza nemmeno avere il banchino.

per oltre un secolo hanno impedito loro non solo di avere il banchino, ma pure di esistere. (anche prima di SIP le "concessionarie" operavano in territorio protetto, non era cioè possibile per loro proporsi al di fuori della "zona" assegnata) E tralasciamo gli "aiutini" normativi successivi alla liberalizzazione, ad esempio i ritardi nelle autorizzazioni delle tecnologie di accesso in fibra. Sai che se si cablano le città in fibra è solo grazie ad una normativa europea relativamente recente che autorizza la posa dei cavi nelle cosiddette mini e micro trincee ? Prima la norma italiana imponeva assurde profondità di interramento e di volume degli scavi, il che disincetivava qualsiasi concorrente. I pochi che hanno provato nelle grandi città sono stati inevitabilmente presi di mira dall'ufficio legale di sip, che contestava la mancanza del "servizio universale". Insomma era un feudo inespugnabile anacronistico che non sarebbe mai venuto giù da solo. 

Poi, come spesso accade, lo stato è andato oltre. Ad esempio disfandosi di ASST e quindi della proprietà e del controllo strategico e tattico della rete di trasporto a lunga distanza.

Per ironia della sorte era proprio l'azienda statale-statale che più statale non si può (passavano le babbucce in cuoio ai tecnici di centrale) ad avere soluzioni innovative. Negli anni 90 ad esempio già disponevano di tratte in fibra "in quarta finestra" (SM-DS-IV) con passi di rigenerazione di oltre 100km e booster ottici. 

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9 ore fa, Martin ha scritto:

La volontà centralista del potere, forte dell'influenza cancerogena dei troppi convinti che per aiutare gli ultimi non vi sia altro mezzo che rallentare i primi,  non è stata abbastanza coraggiosa nel concedere una totale autonomia e responsabilizzazione. 

ma ti bacerei guarda

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@Martin Ma come fai a paroganare ciò che era 60 e più anni fà con quello di adesso.Non puoi interrare un 2400 come una fibra che se lo tranciavi mettevi KO per settimane migliaia di utenze.Se tranci la fibra fai si dei danni ma è più immediatamente riparabile e la stesura generalmente è fatta ad anello in modo se viene interrotta da una parte,viene alimentata dall altra parte.Per le famose 5 zone..TETI ...TIMO..TELVE....STIPEL...SET erano private cosicchè ognuna faceva per sè.Secondo me non si può paragonare cose(tutte) nate nel 1800 con quello del 2000,per inciso la "scossa"ai miei tempi di gioventù era fornita dalla "Valdarno"società privata.Io da semplice tecnico non sono mai stato partecipe degli eventi( e meno male) .Riporto solo le mie esperienze da(semplice) dipendente e le mie personali opinioni al riguardo.

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13 minuti fa, nixie ha scritto:

Non puoi interrare un 2400 come una fibra che se lo tranciavi mettevi KO per settimane migliaia di utenze.

Il fatto è che le norme tecniche di posa per le fibre erano le stesse del 2400, anche in ambito urbano, nonostante la fibra sia giuntabile in tempi brevi in caso di guasto. Solo le tecniche di scavo assistito con catenaria o rotativa e ridotto volume delle risulte hanno determinato la differenza. 

(per la verità era possibile già dagli anni '80 bruciare in condizioni controllate i cavi di distribuzione in rame/carta e infilare fibra nel guscio in piombo rimanente, ma le applicazioni di questa tecnologia sono state sporadiche) 

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1 ora fa, mauriziox60 ha scritto:

Ma scusa, ti aveva chiesto di tradurla in italiano... 

Non è questa che avevo detto di tradurre in Italiano"Giunzioni analogiche con commutazione a inversione di polarità e selettori a passi di sollevamento-e-rotazione. Frequenza di passo 10Hz."Come "vecchio"tecnico non doveva insegnarmela lui,ma  "strowger su doppino" di cui ho capito solo doppino.

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Sicilia, Puglia e Campania sono tra le aree più cablate del mondo, grazie anche al piano Infratel cofinanziato da UE.

Ricordo, qualche anno fa, quando la UE mise la rete ad alta velocità tra le priorità assolute, anche per decongestionare le città.

Qui si ironizzava: i ragazzi potranno vedere i porno in hd.

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14 minuti fa, appecundria ha scritto:

i ragazzi potranno vedere i porno in hd.

Non sottovaluterei questa esigenza. Il porno è stato negli ultimi 40 anni un traino fondamentale per l'evoluzione tecnologica. Ha decretato il successo del formato VHS, poi dei DVD ed infine ha "inventato" la fruizione on-demand dei contenuti mediatici sul web.

 

A Rocco quel che è di Rocco.

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