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Perché non basta il cavo Usb da stampante (reprise)


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ascoltoebasta

@grisulea Mai proceduto a caso,sapevo quale fosse il mio suono,e ,ti ripeto,ho ascoltato impianti in ambienti e misure "perfette" e ho sempre preferito il mio impianto,perchè me lo sono "costruito" sui miei gusti.Ed anche con misure fatte nel mio ambiente che avevano portato a diverse angolazioni dei diffusori,son poi tornato alla precedente angolazione,perchè devo ascoltare io e non il microfono piazzato nel mio punto d'ascolto.

6 minuti fa, acusticamente ha scritto:

Magari posso pensare che, se differenze possono esserci tra cavi usb, sono inferiori ad altre tipologie o che chissà, un giorno scopriranno altre misure.

Il test non esclude che ci possano essere differenze, anzi le ha trovate, anche se non distinguibili da altri fattori che in quel preciso contesto non sono state eliminabili, dunque peggiorativo.

Esso ha messo in evidenza che differenze sono pari o inferiori a -94 dBFS e non sono udibili, probabilmente dovute a quei fattori che come detto non ho potuto escludere.

Per logica penso perfino che le differenze possano essere inferiori.

13 minuti fa, acusticamente ha scritto:

Insomma una collaborazione amichevole tra chi ne sa di più di certe questioni tecniche e chi ha magari più abitudine all'analisi uditiva

E' giusto che sia così, tu devi ascoltare come preferisci anche se le misure ti dicessero che "sbagli", quello che si "contesta" (per modo di dire) e che l'orecchio possa essere in grado di misurare o sentire differenze laddove si evince che questa "verità" è dovuta solo alla possibilità che i nostri sensi siano ingannati, come ho già sottolineato altre volte riferendomi ad uno studio sulla psicoacustica che per l'ultima volta reinserisco.

http://www.dei.unipd.it/~musica/IM/cap2.pdf

Vista e udito sono ingannevoli, questa è scienza!

Hai/abbiamo il diritto di scegliere quello che preferiamo, non di asserire che le cose siano come le vedo o come le sento, ma come io le percepisco e soprattutto come le preferisco, visto che lo scopo è il godimento personale, sempre.

 

  • Melius 1
37 minuti fa, Ggr ha scritto:

Guarda che nessuno vuol farti cambiare idea. Non mi può fregare di meno. Si fa per parlare e scambiare opinioni, se ti da fastidio, ignora, senza offenderti. Ad ogni nodo,   se non hai mai fatto una misura del tuo ambiente, e non hai mai provato a sistemarlo secondo certi criteri, con i tuoi componenti, come fai a dire di preferire il tuo metodo? Per preferire occorre confrontare. E nin mi pare tu lo abbia fatto, almeno a quanto affermi.

Io almeno ho provato tutte e due le strade, ma a casa mia, con il mio impianto,  non ascoltando quelli di altri. 

Mi ha rubato le parole dalla bocca, non farlo più, eh 😷

  • Haha 1
35 minuti fa, pfsoft ha scritto:

Il test non esclude che ci possano essere differenze, anzi le ha trovate, anche se non distinguibili da altri fattori che in quel preciso contesto non sono state eliminabili, dunque peggiorativo.

Ci puoi dare qualche dettaglio in più?

Quali fattori?
 

In aggiunta, provato a confrontare con il programma che ti avevo suggerito?

 

37 minuti fa, pfsoft ha scritto:

Esso ha messo in evidenza che differenze sono pari o inferiori a -94 dBFS e non sono udibili, probabilmente dovute a quei fattori che come detto non ho potuto escludere.

In che senso non sono udibili? Hai ascoltato la traccia di differenza o ti basi esclusivamente sul dato numerico?

Se la hai ascoltata, lo hai fatto aumentando il volume in modo da poter valutare se il residuo era suono o dovuto ai fattori che non hai potuto escludere e che conto ci riferirai?

 

24 minuti fa, pfsoft ha scritto:

http://www.dei.unipd.it/~musica/IM/cap2.pdf

Vista e udito sono ingannevoli, questa è scienza!

E' un bel testo, l'ho letto con interesse ed imparato un paio di cose nuove, grazie. 🙂

Però non vi ho letto da nessuna parte nulla che possa portare ad affermare: Vista e udito sono ingannevoli, questa è scienza!

 

3 minuti fa, ClaveFremen ha scritto:

Ci puoi dare qualche dettaglio in più?

Quali fattori?

Qualità dei convertitori, interferenze di vario tipo.

5 minuti fa, ClaveFremen ha scritto:

In aggiunta, provato a confrontare con il programma che ti avevo suggerito?

Ho visto, ma per abitudine mi sono trovato bene con Audacity, Cool Edit.

 

6 minuti fa, ClaveFremen ha scritto:

In che senso non sono udibili? Hai ascoltato la traccia di differenza o ti basi esclusivamente sul dato numerico?

Se la hai ascoltata, lo hai fatto aumentando il volume in modo da poter valutare se il residuo era suono o dovuto ai fattori che non hai potuto escludere e che conto ci riferirai?

Ho ascoltato ma non ritengo rilevante il mio non sono udibili, quanto che una tale differenza in una riproduzione musicale che arriva 0 dBFS possa rendere udibile rumori a -94 dBFS, a meno che non si arrivi a pressione acustiche da sordità.

Gli altri fattori sono quelli che sfuggono alla mia conoscenza ma che avendo fatto un doppio passaggio (D/A - A/D) non credo che valgano 0.

 

9 minuti fa, ClaveFremen ha scritto:

Però non vi ho letto da nessuna parte nulla che possa portare ad affermare: Vista e udito sono ingannevoli, questa è scienza!

In altri testi sull'AES questo argomento viene trattato in maniera ancora più approfondita.

L'affermazione è mia, vero, anche nell'esempio delle rette parallele è evidente che lo sono, basta misurare e quando misuro essa è una verità scientificamente appurata, non era scritto dove ho preso l'immagine ma ci sono arrivato da solo, sono un genio! 😇

 

P.S. ricordati che non ho preteso la precisione scientifica assoluta ma valutare se queste differenze entrano nel campo dell'udibilità durante l'uso dei nostri sistemi audio.

Tu stesso ricordo che mi hai giustamente indirizzato, per fortuna, verso questa strada , a fronte delle tue considerazioni dove io tralasciavo il passaggio in analogico.

Se non mi sono spiegato bene, sono qui.

acusticamente
52 minuti fa, pfsoft ha scritto:

e che l'orecchio possa essere in grado di misurare o sentire differenze laddove si evince che questa "verità" è dovuta solo alla possibilità che i nostri sensi siano ingannati,

Questo si contesta spesso dall’altra parte, che a fronte di ripetute e molto lunghe prove (non il singolo ascolto dipendente da altri fattori) si debba per forza e sempre dimenticare le nostre sensazioni perché non ci sono misure cha possano avvalorare e perché semplicemente ci illudiamo di sentire.

2 minuti fa, pfsoft ha scritto:

Ho ascoltato ma non ritengo rilevante il mio non sono udibili, quanto che una tale differenza in una riproduzione musicale che arriva 0 dBFS possa rendere udibile rumori a -94 dBFS, a meno che non si arrivi a pressione acustiche da sordità.

 

Insomma hai considerato predominante il fattore numerico.

 

Però nei miei test, fatti con Audio DiffMaker, ho ottenuto risultati decisamente diversi, ho condiviso con questo link che scade il 25/11/2022 il file di differenze e le numeriche del software per due cavi (Supra USB e Audioquest Carbon) confrontati con il cavo USB più economico e generico che ho trovato:
 

https://1drv.ms/u/s!AmMYuvjLbGnOhMJWsRvs9zl6os8MFQ?e=T1sc9w
 

Per comodità e per quando il link non sarà più valido riporto le numeriche:

Audioquest Carbon:

parameters: 22,88usec, 0,001dB (L),  0,001dB (R)..Corr Depth: 60,9 dB (L), 61,6 dB (R)


Supra USB:

parameters: -231usec, 0,001dB (L),  0,001dB (R)..Corr Depth: 55,5 dB (L), 56,1 dB (R)

Il primo parametro è il ritardo applicato per sincronizzare le tracce, il secondo la correzione di volume applicata e l'ultimo fino a quanti DB le due tracce sono risultate identiche, o se vogliamo quando hanno cominciato a divergere.

 

In entrambi i casi le differenze dovrebbero essere udibili  a volumi gratificanti.

 

Se ascoltate le tracce di differenza noterete che pur essendo chiaramente riconoscibile il suono originale questo ha uno spettro assai più limitato ed è diverso tra i due cavi confrontati.

 

14 minuti fa, pfsoft ha scritto:

In altri testi sull'AES questo argomento viene trattato in maniera ancora più approfondita.

Non lo metto in dubbio ma reputo difficile che qualcuno di questi si sbilanci in una affermazione così tranchant come la tua (e di molti tra i cavo-scettici).

 

Se, a nostro personale parere, consideriamo risoluzione ed affidabilità del ns. sistema scarse questo non interessa a nessuno e non è rilevante nel contesto dell'udibilità dei suoni o della correlazione di questa con le misure.

 

Quello che interessa, od almeno dovrebbe, è quanta precisione è necessaria per non far udire differenze e se le misure a disposizione sono in grado di dare una numerica a tutti gli aspetti che il ns. sistema uditivo è in grado di percepire/decodificare.

  • Melius 1

Proviamo ad andare oltre.

Diamo per scontato, che il suono diverso dei cavi, sia dato dalla diversità di certi paramentri, che non conosciamo, ma che percepiamo.

A sto punto la domanda è? 

I costruttori di cavi, come fanno a dire che il loro cavo suona meglio, a parità di paramentri conosciuti e a parità di misure con altri cavi?

Hanno scoperto la quarta dimensione, hanno scovato un parametro nascosto, che variando quello,  il cavo è migliore? Oppure, vanno per tentativi? No, perché spero sappiano cose che la scienza non sa, per dire che il loro cavo suona meglio.

ascoltoebasta
3 ore fa, Ggr ha scritto:

come fai a dire di preferire il tuo metodo?

Perchè l'ho fatto il confronto,e preferisco il risultato ottenuto con i miei ascolti,il concetto è semplicissimo,non esiste  il suono "perfezionato" dalle misure,che possa da tutti essere preferito ad altri risultati,e non c'è niente di strano,è così in qualunque ambito entrino in gioco i gusti personali e le emozioni che vengono suscitate in ognuno di noi.

1 ora fa, ClaveFremen ha scritto:

Non lo metto in dubbio ma reputo difficile che qualcuno di questi si sbilanci in una affermazione così tranchant come la tua (e di molti tra i cavo-scettici).

Infatti ho detto che è una mia conclusione, condivisa da molti e non da altrettanti.

 

1 ora fa, ClaveFremen ha scritto:

Il primo parametro è il ritardo applicato per sincronizzare le tracce...

Ho preferito l'inversione verificando la praticamente totale cancellazione nella somma dello spike inserito per riferimento, sono scelte logiche per il mio contesto.

 

1 ora fa, ClaveFremen ha scritto:

In entrambi i casi le differenze dovrebbero essere udibili  a volumi gratificanti.

Si per me -94 dBSF non lo sono, ma se come ho già affermato se uno vuole sentire i picchi della traccia audio a 140 dB (non FS perchè non c'entrano nulla) per dire che sente la differenza, sono d'accordo che la sentirà, poi però farà i conti con la salute del suo apparato uditivo.

 

1 ora fa, ClaveFremen ha scritto:

Quello che interessa, od almeno dovrebbe, è quanta precisione è necessaria per non far udire differenze e se le misure a disposizione sono in grado di dare una numerica a tutti gli aspetti che il ns. sistema uditivo è in grado di percepire/decodificare.

Sono d'accordo, il punto è che alzando il livello (vedi sopra) a dismisura tutto è udibile, ma nel caso pratico?

 

24 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Certo,ma siccome in tutti i 3AD si divaga,è accaduto anche in questo....ed il mondo continua indifferente.

Contento tu, non mi offendo, per carità.

 

1 ora fa, Ggr ha scritto:

Proviamo ad andare oltre.

Diamo per scontato, che il suono diverso dei cavi, sia dato dalla diversità di certi paramentri, che non conosciamo, ma che percepiamo.

A sto punto la domanda è? 

I costruttori di cavi, come fanno a dire che il loro cavo suona meglio, a parità di paramentri conosciuti e a parità di misure con altri cavi?

Hanno scoperto la quarta dimensione, hanno scovato un parametro nascosto, che variando quello,  il cavo è migliore? Oppure, vanno per tentativi? No, perché spero sappiano cose che la scienza non sa, per dire che il loro cavo suona meglio.

Questo è il punto!

 

Vista, udito, tatto, olfatto sono ingannevoli.

Difficile trovarlo scritto in una pubblicazione scientifica.

Non ce n'è bisogno.

E' un dato di fatto.

In neuroscienze, metterlo in dubbio equivale a mettere in dubbio che una unità + una unità = due unità.

Caso mai si può (ri)cercare, valutare, testare, discutere quanto e come sono ingannevoli.

E infatti, si fa.

 

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