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Le registrazioni ddd degli anni ‘80 e ‘90 di classica: possibili in hires?


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14 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Quindi il problema non e’ tanto la tecnologia ma il manico di chi opera nella filiera, parrebbe

 

Attesochè la tecnologia sia adeguata sì, conta ordini di grandezza di più che microfoni usi e soprattutto dove li piazzi. 

Ai tempi dell'analogico dovevano stare attenti anche al livello, per guadagnare più possibile sul rumore. 

Col primo digitale molto meno. 

Col digitale moderno non è più un problema. 

@mozarteum Roberto, a quale dei 3 album Wien Modern ti riferisci?

Al I volume, questa con i Wiener Philharmoniker immagino...

 

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Una bella registrazione, anche come qualità audio, non c’è dubbio...

Anche se, va detto, il vantaggio della musica “contemporanea” è quello di suonare già un po’ artificiale di suo... hehehe... quindi in formato digitale non ci si accorge della differenza con la musica dal vero! 😂😆😆

Molto belli anche il secondo album, quello dedicato a Tarkovsky...

con l’Ensemble Anton Webern...

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E poi il terzo della serie..con la penultima orchestra creata da Abbado ... la Mahler Jugendorchester....

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In uscita a luglio tutte le registrazioni DG di Herbert von Karajan dedicate a Jean Sibelius. Sarà interessante vedere, visto che si parla anche di Blu Ray Audio, se l’unico CD in DDD uscito nel 1984 (quello con Finlandia, Tapiola, Valse triste e Der Schwan von Tuonela) sarà disponibile in HiRes o, come per il cofanetto con le Sinfonie di Bruckner, questo disco rimarrà fuori.

 

 

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  • Thanks 1
Il 11/4/2021 at 20:33, aldofranci ha scritto:

le Goldberg suonate da Gavrilov, meravigliose sia come qualità di registrazione (forse un filo bassosa) che come esecuzione dal dominio tecnico vertiginoso. 

 

Riascoltate ieri a tarda ora in cuffia, dopo anni. 

Ve la dovete procurare a tutti i costi sta registrazione, un' accademia di come si registra Bach al pianoforte (in culo all'ortodossia tuonante). 

 

Ripresa giustamente ravvicinata con corretto misuratissimo alone di ambienza, struttura perfettamente delineata e intelligibile senza quella freddezza anecoica ad es. evidente nella registrazione di Gould primi anni 80.

 

Questa è HD dove conta realmente, nelle orecchie non nei numeretti. 

Il 12/4/2021 at 12:56, mozarteum ha scritto:

Quindi il problema non e’ tanto la tecnologia ma il manico di chi opera nella filiera, parrebbe

Questo, sempre e comunque. Prima il manico, poi la tecnologia.

Hamilton in Panda, su un circuito tortuoso, mi va via anche se io sono in Ferrari.

  • Haha 1

Veramente ottimo il

disco di Gavrilov anche se come banco di prova del pianoforte a mio avviso servono registrazioni dove lo strumento e’ piu’ “bestia”

Quindi non va bene ne’ Bach ne’ il piano Jazz sempre secondo me.

un test ideale sono i due libri dei preludi di Debussy. Si va dagli inferi sonori della Cathedrale engloutie alla spumeggiante e virtuosistica puerta del vino passando per le temibili prove di decadimento del suono (note sospese nello spazio e risonanti fino all’ultima oncia di pedale) di molti pezzi.

Direi Ciani sempre Dg grandissima etichetta anche audiofila

 

  • Melius 1
2 ore fa, mozarteum ha scritto:

Veramente ottimo il

disco di Gavrilov anche se come banco di prova del pianoforte a mio avviso servono registrazioni dove lo strumento e’ piu’ “bestia”

Quindi non va bene ne’ Bach ne’ il piano Jazz sempre secondo me.

 

Sì io trovo poco interessanti i banchi di prova, mi interessa la musica. 

Bach eseguito succedaneamente al piano è pura struttura e timbro essenziale, uso del pedale limitatissimo (sennò il rischio pacchianata è alto), non possono esserci le diavolerie timbriche di composizioni studiate sulle possibilità via via scoperte di questo attrezzo. Né servono. 

 

Ma è così che si ascolta dal vivo. 

Toh su Prime ne hanno tre esemplari in una riedizione di qualche anno fa al prezzo di una marinara, approfittatene:

 

https://www.amazon.it/dp/B005JS7UW4/ref=cm_sw_r_cp_apa_glc_i_QKAYABCW1BJHNR9WBRQR

 

Si trova anche usato nell'edizione classica. 

 

 

22 minuti fa, aldofranci ha scritto:

Sì io trovo poco interessanti i banchi di prova, mi interessa la musica. 

Si certo ma si parlava di registrazioni dal punto di vista tecnico in questo thread e ho detto la mia opinione

20 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Si certo ma si parlava di registrazioni dal punto di vista tecnico in questo thread e ho detto la mia opinione

 

Sì per carità mi sono espresso male, condivido che altro repertorio serve per evidenziare la gamma timbrica, dinamica ed espressiva del pianoforte (e di come possa essere ripresa e riprodotta). 

 

Dico che questa registrazione rende benissimo (nei limiti dell'artificio della riproduzione) quel che il "pianoforte bachiano" è live in posizione di ascolto relativamente vicina, questo intendevo per musica. 

9 ore fa, Paperinik2021 ha scritto:

Questo, sempre e comunque. Prima il manico, poi la tecnologia.

Hamilton in Panda, su un circuito tortuoso, mi va via anche se io sono in Ferrari.

Sì e no.... ci vuole certamente la capacità di saper fare una buona registrazione, ma senza la tecnologia non si va da nessuna parte.. 

Il tuo paragone vale solo se la Ferrari la guida mia suocera, che appunto la guiderebbe come la sua Panda e Hamilton la doppierebbe al primo giro... ma basterebbe mio nipote, che fa le gare di go kart, alla guida della Ferrari per doppiare Hamilton sulla Panda...😉

E rispondo a@aldofranci finendo il fuoritema sulle Goldberg, ma per rientrare appunto in tema nella mia conclusione..

Sto ascoltando in cuffia, proprio adesso, con una vecchia Sony CD3000, l’aria delle Goldberg dell’album di Gavrilov...

E beh... sì il pianoforte è registrato bene...ma ecco... proprio le note acute della penultima ottava, suonano in formato 16/44 come possono: male cioè, perché perdendo le armoniche, sembrano solo le corde a suonare e non l’intera cassa del pianoforte (ad orecchio mi pare uno Steinway ma non ho le note di retrocopertina per controllare...semmai che ce l’ha mi corregga..). E l’effetto finale fa “troppo Carillon”...

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Basta confrontare la stessa aria eseguita di recente dall’ottimo Levit per la Sony, in formato 24/96, e si capisce al volo cosa io voglia dire.

Con Levit anche le note più acute acquistano “corpo”, perché si sentono anche le armoniche della cassa di metallo e legno del pianoforte, e si perde completamente l’effetto Carillon...

Chi è abituato all’ascolto dal vivo del pianoforte non può avere alcun dubbio su quale dei due suoni “più naturale” e più vicino alla realtà..

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E qui, lasciando perdere la Ferrari e la Panda, Gavrilov o Levit, vi invito ad ascoltare la mitica seconda registrazione di Gould del 1981...

Rimasterizzata dalla Sony anni fa in formato HiRes “solo” 24/44... ma intanto 24 sì...

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Ma, allora, la Sony è partita solo da una registrazione 16 bit? Perché del 1981 si parla...quindi proprio una delle primissime fatte...

 

 

E rilancio: ma di quelle registrazioni 4D, fatte quindi a 24 bit, io ancora non ne ho vista una, neppure una, rimasterizzata dalla DG in formato 24/96... Voi sì? E se no, perché ancora nessuna (salvo eccezioni) registrazione di quel periodo (dal 1993 in poi) è commercializzata o “streamerata” (😆😆😉😉) in formato 24/96? 

1 ora fa, aldofranci ha scritto:

Ah beh se hanno perso le armoniche devono fare denuncia in questura

Beh... per fare denuncia bisogna accorgersene... per accorgersene si deve avere orecchio e conoscere come suona dal vivo lo strumento... come dice la famosa vecchia canzone di Endrigo ...”per fare un albero ci vuole un fiore”..per fare un fiore ci vuole un frutto... ecc ecc...😉

1 ora fa, one4seven ha scritto:

Perché se i files sono in 16/44 il dac ti segna 24/44? (Dallo screenshot....)

No, il DAC, in questo caso lo Schiit Yggrdrasyll, segna (con le lucine...) correttamente che sta ricevendo il file a 16 bit, ma è Audirvana che non ha ha il corretto “feedback” dal DAC, perché il segnale dal Mac va prima al Berkeley USB Converter e non direttamente al DAC Yggdrasyll ...tutto qui... 

In realtà non è neppure Audirvana. Sul Mac, ma la App sull’iPad ad avere questo “problema”... ma ecco... non è poi una cosa che mi impedisce di usare la comodissima App per comandare a distanza il Mac e per leggere i libretti illustrativi degli album...

 

... Torno a chiedere “lumi” sull’album Sony in 24/44 di Glenn Gould.... e ancora di più: se è tutto così “semplice”, come mai ancora non abbiamo files HiRes in 24/96 degli album registrati nei venti, 20!, anni che vanno dal 1990 al 2010?

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