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Le registrazioni ddd degli anni ‘80 e ‘90 di classica: possibili in hires?


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Il 10/4/2021 at 09:45, aldofranci ha scritto:

La transizione dai 16 ai 24 bit è avvenuta nel corso degli anni 90 con l'avvento dei convertitori monobit con modulazione delta-sigma

 

Cosa ho scritto qua? 

Soprattutto ti sei convinto che negli anni 80 e fino a metà degli anni 90 di 24bit manco a parlarne? 

Il 10/4/2021 at 15:32, aldofranci ha scritto:

Ora potrei spiegarti per filo e segno perché il 4d DG non va oltre i 20 bit e 48khz, dirti persino qual'è la coppia di console usate per quel prodotto DG

 

Se è a questo che ti riferisci, il concetto è che la DG usava per il 4d (sistema utilizzato a partire dal 91-92) le console digitali Yamaha DM1000 o 2000 prima serie, tra le prime a consentire linee di ritardo sui vari canali in modo da compensare le differenze temporali tra microfoni spot e la coppia main. 

Queste console avevano Adc on board a 20/48, ma ovviamente come computazione interna i 24 bit o 32 bit in virgola mobile (non ricordo esattamente) sempre con un massimo di 48khz.

 

Avevano anche ingressi adat (compatibili con 8 canali 24/48 per ciascun ingresso) per pre/adc esterni. Presumo, vista la quantità enorme di microfoni spot in uso per la sinfonia dei mille, che abbiano appunto usato agli ingressi i primi Adc esterni a 24/48 disponibili in quegli anni. 

Il 10/4/2021 at 15:32, aldofranci ha scritto:

Ora potrei spiegarti per filo e segno perché il 4d DG non va oltre i 20 bit e 48khz, dirti persino qual'è la coppia di console usate per quel prodotto DG

Veramente, scusa, noi ci si aspettava la tua spiegazione del perché i CD realizzati dalla DG in 4D non potevano essere a più di 20 bit...

Ed invece qui si scopre che già nel 1992/93 la DG registrava in 24 (diconsi VENTIQUATTRO) bit. Ventiquattro, non venti!

A rileggere i posts scritti sopra, almeno i miei, mi pareva di aver detto: sono certo che le registrazioni 4D della Deutsche Grammophon sono in 24 bit... 

E infatti...,in 24 bit sono! E già quindi dal 1992 si iniziano ad avere registrazioni in 24 bit... per noi appassionati di Classica non è poco, perché in pratica vuol dire che già tutto il catalogo di Abbado con i Berliner...😃

Comunque si, a questo mi riferivo...

Ma lo hai già ben spiegato sopra nel tuo post... di cui ti ringrazio..

Grazie davvero per le tue informazioni, @aldofranci, perché si capisce che tu sei “del settore”.

Come semplice fruitore, senza che ne capisca niente di tecnica, sono d’accordo con te sul fatto che, “ripassate sui nuovi macchinari digitali” magari a 32 bit, anche registrazioni fatte in 16 bit, possono avere uno “splendore nuovo”.

Di quanti bit, o quanti Khz, sinceramente mi interesso il giusto, purché “suonino bene”... le registrazioni che amo dico..

E in formato CD suonano bene, ma non benissimo...

Ecco che io speravo (spero, anzi) che fosse possibile un qualche “recupero”, partendo da un buon originale...

 

4 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

E già quindi dal 1992 si iniziano ad avere registrazioni in 24 bit...

 

Ma se te l'hanno scritto loro che i 24 bit li hanno usati per la prima volta per quella registrazione di fine 94 😂

2 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Di quanti bit, o quanti Khz, sinceramente mi interesso il giusto, purché “suonino bene”... le registrazioni che amo dico..

 

Ohhhh ora parliamo la stessa lingua

Cmq da qualche parte nell'Inferno dei miei CD devo avere quella versione dell'ottava. 

Ricordo che la trovai in edicola con Amadeus a ventottomila lire o lì per lì stropicciadomi gli occhi di non doverne dare almeno una cinquantina al negozio... 🙂

 

Non ricordo che fossero specificati i 24 bit in produzione, a saperlo avrei sentito il triangolo più setoso... 

 

In quegli anni soffrivo di una specie di bulimia da acquisto di CD di classica. 

Ricordo pure i primissimi DG 4d che acquistai, tutti di pianoforte.

Il primo in assoluto che soffiai al mio compagnetto di merende che ci aveva buttato l'occhio in negozio: le Goldberg suonate da Gavrilov, meravigliose sia come qualità di registrazione (forse un filo bassosa) che come esecuzione dal dominio tecnico vertiginoso. 

Poi un CD Ravel/Debussy della Zilberstain o come si scrive. 

Un anno dopo circa, mi pare, gli strombazzatissimi Quadri di Pogorelich. 

 

Bei tempi. 

15 minuti fa, aldofranci ha scritto:

Cmq da qualche parte nell'Inferno dei miei CD devo avere quella versione dell'ottava. 

Ricordo che la trovai in edicola con Amadeus a ventottomila lire o lì per lì stropicciadomi gli occhi di non doverne dare almeno una cinquantina al negozio... 🙂

 

Non ricordo che fossero specificati i 24 bit in produzione, a saperlo avrei sentito il triangolo più setoso... 

 

TROVATA al primo colpo!!! (non ci credevo) 

 

Edizione Amadeus 1998

Dei 24 bit non c'è scritto una mazza. 

Eccerto figurati se ai poveri sfigati che sganciavano quattro soldi all'edicolante facevano sapere delle mirabolanti nuove tecnologie fine di mondo nella registrazione. 

 

Maledetti, quanta seta m'hanno fatto perdere in tutti questi anni! ☹️

 

 

 

1 ora fa, aldofranci ha scritto:

Ricordo che la trovai in edicola con Amadeus a ventottomila lire o lì per lì stropicciadomi gli occhi

Anch’io!!! 😆😆 La acquistai in edicola pensando bene di risparmiare più della metà! 

E pensa che stordito che sono: pensando che i due CD fossero stampati “così così”, ricomprai anni dopo quell’ottava in versione originale!

Ti dirò: non mi è mai riuscito a sentire, in quella registrazione, l’organo a parte i primi due ingressi trionfali...!

Ma vedi un po’ che abbiamo fatto gli stessi acquisti in edicola!

 

E ovviamente anche io i Quadri di Pogorelich! Non invece Gavrilov in Bach... anche se ricordo la copertina come se ce lo avessi davanti agli occhi... perché al tempo ero un “purista” e Bach lo volevo ascoltare solo al clavicembalo e ...filologico!

E poi perché... avevo ascoltato dal vivo Gavrilov agli Amici della Musica e... mi aveva deluso!

Comunque... per tornare in tema (se no Oscillo ci tira le orecchie...) dopo qualche anno la DG smise di mettere il logo 4D...

E devo dire che ad ascoltarli in CD, unico formato al tempo, non si sentiva tutta questa differenza in positivo...😉

Ecco perché sarei curioso di ascoltare adesso una di quelle registrazioni in formato HiRes...

Comunque ti ringrazio, @aldofranciper aver scambiato le informazioni sulle registrazioni 4D e... per avermi fatto tornare in mente un’epoca bellissima, non solo perché avevo ancora vent’anni... 😉

1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

Comunque... per tornare in tema (se no Oscillo ci tira le orecchie...) dopo qualche anno la DG smise di mettere il logo 4D...

 

Esatto un paio d'anni dopo abbandonarono il logo, che poi è marketing  (l'evoluzione tecnica, più o meno sostanziale, se ne frega dei logo). 

Per qualche tempo tornarono al banale DDD e poi spuntarono le prime diciture 24bit/96khz recording. E si era già dunque a fine anni '90 primi 2000, quando tutte le ditte dell'hardware di audio recording (Prism, Apogee, Tascam, Fostex, DCS, Rme stessa alle prime mosse ecc.) si andavano aggiornando al 96khz (e pochissimo dopo ai 192).

 

E partì in contemporanea la cordata per vendere direttamente il formato nativo in dischetto tramite quella trionfale start-up 🤣 che fu il DVD-Audio. 

Mentre Sony-Philips (e poche ditte hw da boutique concessionarie del sistema) lanciavano con miglior fortuna commerciale il DSD: essenzialmente il flusso bitstream sputato dagli Adc anziché convertito in PCM veniva lasciato monobit/megasample e reso potabile all'hw a valle con vari accorgimenti. Però poco o nulla editabile/processabile, quindi la lavorazione intermedia era sempre (o quasi) in PCM e/o analogico.

La conversione finale in DSD era impacchettata nel dischetto SACD. 

Marketing al solito. 

 

Nel frattempo nascevano, o meglio erano nati da un pezzo ma si sviluppavano e affermavano fino a dominare la scena fino ad oggi, i sistemi di registrazione/produzione/editing su PC come Protools, Steinberg e altri. 

 

Secondo voi Abbado Wien Modern (credo sia una registrazione primi anni 90) come e’ stata registrata (e’ un live)?

Lo chiedo perche’ a mio avviso e’ uno dei dischi piu’ riusciti del catalogo Dg

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