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Bergoglio tra cristianesimo e comunismo


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Purtroppo il mondo è strano, c'è chi ancora oggi stravede per Margaret Thatcher che ospitò in pompa magna Pinochet. E mise in ginocchio mezza GB.

Ma i ricchi cattolici e protestanti benestanti plaudirono e plaudono tutt'ora.

C'è ancora chi rimpiange il generalissimo Franco. O i colonnelli greci.

Il cattolico predilige legge ed ordine.

Altro che Gesù!

 

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10 ore fa, landrupp ha scritto:

Don Andrea Gallo

Chapeau!

«I miei vangeli non sono quattro... Noi seguiamo da anni e anni il vangelo secondo Fabrizio De André, un cammino cioè in direzione ostinata e contraria. E possiamo confermarlo, constatarlo: dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fiori.»

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10 ore fa, Jack ha scritto:

un papa osannato dal mondo intero

OT - Jack, sarà stato anche un papa osannato dal mondo intero, ma porta pazienza, bisogna essere obiettivi, ha riportato la chiesa indietro di un'epoca. E non è che fosse una verginella, anzi. Le sue posizioni politiche hanno lasciato perplesso e a ragione, più di un cattolico.

FIne OT

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11 ore fa, Jack ha scritto:

Io mi chiedo di che erba ti conci in compagnia di quegli due o tre che stanno scrivendo le peggiori nefandezze in questo 3ad

Jack, e il rispetto per le opinioni altrui che hai/avete tanto professano nel thread di Zaki? 😉

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Il pensiero del Papa in merito ha trovato un ulteriore approfondimento nell’Enciclica “Fratelli tutti”. Francesco ha richiamato il pensiero di Giovanni Crisostomo e di Gregorio Magno che sostengono il fatto che il sovvenire ai bisogni primari verso gli ultimi è “un restituire ciò che ad essi appartiene”. Citando Paolo VI e Giovanni Paolo II, Bergoglio ha affermato che “il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società”.

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GianGastone II
1 ora fa, terlino ha scritto:

Purtroppo il mondo è strano, c'è chi ancora oggi stravede per Margaret Thatcher che ospitò in pompa magna Pinochet. E mise in ginocchio mezza GB.

Ma i ricchi cattolici e protestanti benestanti plaudirono e plaudono tutt'ora.

C'è ancora chi rimpiange il generalissimo Franco. O i colonnelli greci.

Il cattolico predilige legge ed ordine.

Altro che Gesù!

Infatti il cattolicesimo e' ad appannaggio dei ricchi e dei benestanti. Il trucco sta nel fingere misericordia e briciole di carita' per i poveri. Gregge mansueto e disperato.

Il loro campione non puo' che essere che lo sciamano bianco, il piu' grande portatore di odio di questo millennio.

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19 ore fa, Ste81 ha scritto:

un vecchio che è  meglio non guidi e scende da una Passat? Ad ogni modo al massimo questo è  socialismo.

Il cristianesimo va oltre le cose terrene.

 

È  più vicino alla povertà chi usa paramenti ricchi ed elaborati (in teoria per la maggior gloria di Dio) durante le celebrazioni  e mangia pane e acqua per cena o chi parla di povertà, sperpera soldi per acquistare paramenti che pur sembrando stracci per le polveri costano migliaia di euro e per cena si ingozza e si ubriaca?

Il marcio nella Chiesa non è la Passat o il ricco paramento. 

19 ore fa, Ste81 ha scritto:

Allora forse anche il nazional socialismo poteva avere qualcosa di buono, ma la dittatura di Hitler  ha perso il sentiero? Ma dai. Se certe ideologie hanno portato solo male...

Di grazia, cosa avrebbe avuto di buono il nazional socialismo che ha perso per la strada?

Il nazional socialismo ha esattamente teorizzato, iniziato e avrebbe portato a termine una ideologia perversa infarcita di superomismo, misticismo perverso e razzismo.

Ha trasformato una società, dalla culla alla tomba, in una macchina da guerra al servizio di un regime occhiuto e opprimente per quanto riguarda eventuali fraintendimenti per la parola "socialismo" che assieme a nazional identifica il nazismo.

Assieme ai compagni di merende fascisti, hanno teorizzato e portato avanti lo sterminio di ebrei, zingari, handicappati e poveri.

A differenza del comunismo che non stato attuato se non in realtà limitate.

Il comunismo è una teoria socio economica (giusta o sbagliata ne possiamo discutere), possiamo dire che c'è una vasta gamma di comunismi e varie strategie per attuarlo, ma comunque, teoricamente, il fine è positivo perché si prefissa la liberazione dell'uomo dalle oppressioni e dallo sfruttamento e la messa in comune dei mezzi produttivi.

Nel momento in cui nella rivoluzione comunista russa i primi a rimetterci le penne sono stati proprio i veri comunisti e nel momento in cui i regimi sedicenti comunisti non hanno liberato l'uomo ma creato ulteriori oppressioni e sfruttamenti, è evidente che non possano essere considerati tali ...

 

  • Melius 2
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Possiamo non condividere il valori sui quali quest'uomo ha impostato il suo magistero, ma addirittura accusarlo di eresia mi pare eccessivo.

..................  

«Prima che arrivasse Francesco d’Assisi c’erano i “pauperisti”, nel Medio Evo ci sono state molte correnti pauperistiche. Il pauperismo è una caricatura del Vangelo e della stessa povertà. Invece san Francesco ci ha aiutato a scoprire il legame profondo tra la povertà e il cammino evangelico. Gesù afferma che non si possono servire due padroni, Dio e la ricchezza. È pauperismo? Gesù ci dice qual è il “protocollo” sulla base del quale noi saremo giudicati, è quello che leggiamo nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo: ho avuto fame, ho avuto sete, sono stato in carcere, ero malato, ero nudo e mi avete aiutato, vestito, visitato, vi siete presi cura di me. Ogni volta che facciamo questo a un nostro fratello, lo facciamo a Gesù. Avere cura del nostro prossimo: di chi è povero, di chi soffre nel corpo nello spirito, di chi è nel bisogno. Questa è la pietra di paragone. È pauperismo? No, è Vangelo. La povertà allontana dall’idolatria, dal sentirci autosufficienti. Zaccheo, dopo aver incrociato lo sguardo misericordioso di Gesù, ha donato la metà dei suoi averi ai poveri. Quello del Vangelo è un messaggio rivolto a tutti, il Vangelo non condanna i ricchi ma l’idolatria della ricchezza, quell’idolatria che rende insensibili al grido del povero. Gesù ha detto che prima di offrire il nostro dono davanti all’altare dobbiamo riconciliarci con il nostro fratello per essere in pace con lui. Credo che possiamo, per analogia, estendere questa richiesta anche all’essere in pace con questi fratelli poveri».

 

Lei ha sottolineato la continuità con la tradizione della Chiesa in questa attenzione ai poveri. Può fare qualche esempio in questo senso?

 

«Un mese prima di aprire il Concilio Ecumenico Vaticano II, Papa Giovanni XXIII disse: “La Chiesa si presenta quale è e vuole essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri”. Negli anni successivi la scelta preferenziale per i poveri è entrata nei documenti del magistero. Qualcuno potrebbe pensare a una novità, mentre invece si tratta di un’attenzione che ha la sua origine nel Vangelo ed è documentata già nei primi secoli di cristianesimo. Se ripetessi alcuni brani delle omelie dei primi Padri della Chiesa, del II o del III secolo, su come si debbano trattare i poveri, ci sarebbe qualcuno ad accusarmi che la mia è un’omelia marxista. “Non è del tuo avere che tu fai dono al povero; tu non fai che rendergli ciò che gli appartiene. Poiché è quel che è dato in comune per l’uso di tutti, ciò che tu ti annetti. La terra è data a tutti, e non solamente ai ricchi”. Sono parole di sant’Ambrogio, servite a Papa Paolo VI per affermare, nella “Populorum progressio”, che la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto, e che nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario. San Giovanni Crisostomo affermava: “Non condividere i propri beni con i poveri significa derubarli e privarli della vita. I beni che possediamo non sono nostri, ma loro”. (...) Come si può vedere, questa attenzione per i poveri è nel Vangelo, ed è nella tradizione della Chiesa, non è un’invenzione del comunismo e non bisogna ideologizzarla, come alcune volte è accaduto nel corso della storia. La Chiesa quando invita a vincere quella che ho chiamato la “globalizzazione dell’indifferenza” è lontana da qualunque interesse politico e da qualunque ideologia: mossa unicamente dalle parole di Gesù vuole offrire il suo contributo alla costruzione di un mondo dove ci si custodisca l’un l’altro e ci si prenda cura l’uno dell’altro».

https://www.lastampa.it/cronaca/2015/01/11/news/intervista-a-papa-francesco-avere-cura-di-chi-e-povero-non-e-comunismo-e-vangelo-1.35302429

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