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Melius Club

Scegli il bio Nineni........ci trattano proprio come i polli che allevano


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1 ora fa, UpTo11 ha scritto:

Bio o non bio, nella grande distribuzione sempre di allevamento intensivo si parla.

La produzione veramente bio funzionava quando la popolazione era un decimo di quella attuale e di questa i 2/3 erano impegnati nelle campagne.

Siamo 60 milioni di persone solo in Italia. Non voglio neanche immaginare cosa significherebbe in termini di risorse impegnate produrre alimenti "come una volta" in fattoria per dare da mangiare a tutti... 

30 minuti fa, Idefix ha scritto:

Sono sempre e solo carte, però. Se nessuno verifica che dicano il vero siamo punto e a capo.

E' chiaro e ovvio che nessun consumatore può seguire il bove dalla stalla fin dentro la macelleria.

Ma mi pare fin troppo ovvio che un produttore locale sotto gli occhi di tutti e un negozio altrettanto locale di lunga e provata esperienza qualche piccola garanzia rispetto agli spacciatori di tonnellate di carne la dia.

E il palato conferma, altre al fatto che mai mi è capitato di vedere una bistecca o un hamburger della macelleria di fiducia ridursi del 50% di volume durante la cottura come ho visto fare a carne di supermercato.

Poi quel colorino iridescente che mostrano le carni rosse del super mostra lontano chilometri quanto antiossidante e conservante ci sia lì sopra.

Poi per carità, essendoci libertà di scelta ognuno sceglie ciò che preferisce. Io preferisco meno, ma possibilmente buono.

Che poi oggi la gente sia abituata ad ingurgitarsi le peggiori schifezze di scatola e trovi buonissime cose che manco ar cane non ci piove.

1 ora fa, camaro71 ha scritto:

io ho i cervi che ogni notte mi entrano in giardino

Dalla sera di Natale io ho il congelatore pieno di ciccia di renna.

Quel tizio vestito di rosso che aveva parcheggiato la slitta nel mio giardino avrebbe fatto meglio a rispettare il cartello "proprietà privata". La prossima volta ci pens... ah già, non ci sarà una prossima volta.

extermination

Mia moglie che lavora anch'essa e che di conseguenza non ha troppo tempo da dedicare alle " varie" botteghe, fa spesa all'esselunga ed acquista normalmente molti prodotti denominati Bio con l'auspicio che contengano meno " schifezze" degli altri. Il test del palato a volte lo superano a volte no. 

L'industria pollivendola non è nuova al marketing "emozionale".  Parecchi anni fa ci fu il caso dei famosi "galletti amburghesi".  Immessi sul mercato con una martellante campagna pubblicitaria conquistarono notevoli % di vendita in poco tempo. 

Si trattava in realtà di pulcini macellati ben prima della classica "finestra" pollicola dei 2kg di peso vivo, ma il mercato poteva accogliere male la proposta di teneri pulcini appositamente sgozzati per finire nella vaschetta commerciale di polistirolo, e nella memoria colettiva degli italiani solo i morti di fame e, appunto, i ladri di polli macellavano pollame sottopeso: Ci voleva qualcos'altro, ed ecco che il pulcino diventa un  "Galletto", un adulto che essendo galletto aveva già gallato godendo le gioe del talamo: Poteva quindi morire in gloria assolvendo il consumatore dal sospetto di infanticidio avicolo.  Aggiungiamo sopra un "amburghese" che fa tradizione e suggerisce affidabilità tedesca, si sa: I polli italiani arrugginiscono nel giro di due anni, quelli tedeschi dopo vent'anni sono ancora come nuovi. Amburghese = affidabile. Se non sono crepati gli americani con gli hamburger, cosa potrà succedere a noi coi galletti amburghesi

Ad un certo punto qualche pretore si accorse che quei galletti non avevano visto Amburgo manco in cartolina, pure la loro gallina trisavola non c'era mai stata, e l'addetto alla pulizia del pollaio manco sapeva dov'era la Germania, figuriamoci Amburgo... 

Furono condannati a disamburghizzare i prodotti, mentre per la questione "Galletto" vs. "Pulcino" non ci fu nulla da fare: Ogni allevatore conosce i suoi polli e decide quando diventano maggiorenni.

:classic_biggrin:

  • Melius 1
8 minuti fa, extermination ha scritto:

Mia moglie che lavora anch'essa e che di conseguenza non ha troppo tempo da dedicare alle " varie" botteghe

Siamo più o meno tutti in questa condizione.

Ma in famiglia carne e frutta/verdura (e possibilmente pane fresco e formaggi) del super non entrano più da anni per una scelta precisa. Non talebana, ma semplicemente dettata dal rapporto Q/P.  

Quello che si spende in più è ampiamente compensato dalle qualità organolettiche e nel caso dei vegetali anche dalla freschezza.

Certo si perde un'oretta in più la settimana. Ma non mi pare inaffrontabile.

9 minuti fa, lufranz ha scritto:

La produzione veramente bio funzionava quando la popolazione era un decimo di quella attuale

Ci sta Luca, ma siccome c'è sempre un ma: ma qui si contesta il fatto che ci si trovi davanti ad una pubblicità ingannevole che ti racconta di avere a che fare con un trattamento verso l'animale un poco più ragguardevole e tu sicuramente penserai : come d'altronde succede per quasi tutte le pubblicità che ci propinano e se così fosse io sono con te, tuttavia da qualche parte bisognerebbe pure cominciare e ben vengano a volte di queste inchieste che portano alla luce comportamenti ingannevoli. Io e te ad esempio trattando di apparecchiature elettriche siamo tenuti ad osservarne le norme che regolano tali apparecchiature e nel caso non abbiamo bisogno di un report televisivo che ci venga a sbugiardare, in quanto  appiccichiamo una targhetta che riporta tutte le caratteristiche elettriche e quindi volendo perfettamente verificabili da qualsiasi luogo atto a rilevarne le caratteristiche, il pollo a cui è stato tirato il collo hai voglia a far passare il messaggio che è stato trattato e allevato in una certa maniera e di questo puoi verificarne l'autenticità solo se vai sul luogo.  

Per i prodotti da supermercato - che non siano carni e alcool, mi pare - esiste una comoda app da cellulare con cui basta scannerizzare il codice a barre per scoprire la qualità del prodotto stesso su una scala di 100, si parte da "eccellente" e finisce a "scarso". 

Si chiama YUKA e per ogni prodotto fornisce la composizione indicando eventuali additivi, coloranti, conservanti presenti al loro interno e spiegando perché può essere pericoloso per la salute, indicando al contempo anche eventuali prodotti alternativi più salutari in vendita nello stesso supermercato o altrove...sovente, c'è da restare delusi dallo scoprire quanti prodotti iper pubblicizzati (e magari acquistai per anni), risultano essere delle immonde schifezze per la salute 

I polli da allevamento intensivo sono quasi tutti Broiler. Per sapere che cosa siano i polli broiler, si trovano facilmente informazioni sul web. Il mercato richiede petti e cosce, ed il broiler è stato selezionato nel tempo per questa richiesta. Una povera bestia che cresce supervelocemente, con petto e cosce ipertorifiche, per essere macellata dopo una cinquantina di giorni. Aggiungo: povere bestie anche noi che li mangiamo.




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