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Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


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5 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

il modo in cu ha dato l'informazione la BBC è quello corretto

Vabbé dài, ma così nemmeno l'ANSA. Non è nemmeno una notizia, mancava solo dicessero che non sanno con certezza se la diga e crollata non avendola vista con i loro occhi.

 

2 ore fa, 31canzoni ha scritto:

Zelensky manipolatore della pubblica opinione occidentale è perfettamente funzionale alla nostra propaganda

non ho capito, intendi che Zelensky sarebbe eterodiretto dagli USA in funzione propagandistica verso l'ipinione pubblica occidentale? Non so, mi sembra alquanto contorta (eufemismo) come visione. In realtà il presidente ucraino fa esattamente quello che dovrebbe fare il presidente di un paese invaso verso i paesi che possono aiutarlo militarmente, propaganda inclusa (legittima e comprensibile). Poi la sua figura e i suoi modi possono piacere o meno, ma quello fa.

2 minuti fa, Superfuzz ha scritto:

non ho capito, intendi che Zelensky sarebbe eterodiretto dagli USA in funzione propagandistica verso l'ipinione pubblica occidentale? Non so, mi sembra alquanto contorta (eufemismo) come visione. In realtà il presidente ucraino fa esattamente quello che dovrebbe fare il presidente di un paese invaso verso i paesi che possono aiutarlo militarmente, propaganda inclusa (legittima e comprensibile). Poi la sua figura e i suoi modi possono piacere o meno, ma quello fa.

Intendo dire che comunica con le pubbliche opinioni populisticamente senza l'intermediazione, che sarebbe propria, della classe politica di riferimento e regolarmente eletta dai cittadini dei singoli paesi, e dall'altro pone richieste alla classe politica avendo per essa già fatto il lavoro di creazione del consenso popolare.

Non funzionano così le democrazie, e a meno che tutti insieme i paesi occidentali abbiano deciso di cedere sovranità e accettare ingerenze esterne (e non credo e non lo trovo realistico), significa che viene usato per manipolare la pubblica opinione e deresponsabilizzare le medesime classi politiche/dirigenti nazionali.

13 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

Intendo dire che comunica con le pubbliche opinioni populisticamente senza l'intermediazione

cioè dovrebbero mettergli il bavaglio?

 

6 minuti fa, Panurge ha scritto:

Devono censurare?

ecco

1 minuto fa, Panurge ha scritto:

Mah, perchè? Devono censurare?

No, non cedono con questa facilità sovranità. Nessun parlamento al mondo in condizioni normali fa parlare il leader di un altro paese proponendosi visivamente e nel racconto che poi ne viene fatto come passiva platea che ascolta un racconto...una voce fuori campo che arringa parlamentari e governi regolarmente eletti, l'idea che si dà è quella di un leader e di un pubblico di follower. Se poi invece non hanno scientificamente calcolato questo effetto, è meglio darsi all'ippica, ma ripeto non credo che i governi europei siano d'un tratto divenuti la bocciofila di paese.

@31canzoni ti sfugge un piccolo particolare: potrà non piacerti ma i governi occidentali, di fronte all'aggressione russa dell'ucraina, hanno scelto di  schierarsi con l'aggredito. Non sono quindi equidistanti/neutrali (che poi, in questo caso, neutralità=mano libera alla russia), come presumibilmente vorreste tu, Santoro, Dibba e compagnia cantante. Mi sembra di capire che il nocciolo stia tutto qui.

1 minuto fa, Superfuzz ha scritto:

ti sfugge un piccolo particolare: potrà non piacerti ma i governi occidentali, di fronte all'aggressione russa dell'ucraina, hanno scelto di  schierarsi con l'aggredito. Non sono quindi equidistanti/neutrali, come presumibilmente vorreste tu, Santoro, Dibba e compagnia cantante. Mi sembra di capire che il nocciolo stia tutto qui.

Mi dispiace di non riuscire a spiegarmi. Il nocciolo sta proprio da un'altra parte ed in ogni caso io, Santoro, Dibba oltre che canterina compagnia, non sediamo in parlamento e c'entriamo zero con il discorso che ho fatto, ma proprio niente. Non te la spiego più, evidentemente non sono in grado di farmi capire.

2 ore fa, 31canzoni ha scritto:

No, non cedono con questa facilità sovranità. Nessun parlamento al mondo in condizioni normali fa parlare il leader di un altro paese proponendosi visivamente e nel racconto che poi ne viene fatto come passiva platea che ascolta un racconto...una voce fuori campo che arringa parlamentari e governi regolarmente eletti, l'idea che si dà è quella di un leader e di un pubblico di follower.

senti , capisco la tua orticaria per Zelensky ... pero' in uno stato di emergenza credo sia nella normalita'. Come e' nella normalita' che un capo di Stato reciti la parte del duro.

Accadrebbe paro paro da noi , il giorno che il duce sanguinario dovesse decidere di venirsi a prendere il Trentino.

In merito all'attacco effettuato sulla diga la versione della propadanda russa parla di bombardamento.

Esisterebbe un filmato in cui si vede la diga che salta per aria con l'uso di esplosivi.

Se esce fuori questo video sarebbe una prova certa della colpevolezza del regime di putin.

Usiamo il condizionale , ma al 90% e' stato il duce a decidere di far saltare la diga. In questo modo ha fermato una parte ampia del fronte su cui doveva partire la controffensiva. Non solo , ma ha creato grandissimi problemi nella riorganizzazione dell'esercito Ucraino che sara' impegnato anche a salvare vite nelle zone allagate e limitrofe.

E' chiaro quindi che l'unico attore ad avere grandi vantaggi e' il regime di puttin.

Dall'altra far saltare la diga sara' un grandissimo prezzo da pagare per la popolazione della Crimea che si appresta a diventare un territorio in parte invivibile. Ma come sappiamo il duce e' razzista e divide tra popolazione di serie A , di serie B e di serie C . Poi c'e' anche la serie D , come quella della Crimea che sono popolazioni "acquisite" e sacrificabili.

 

Il 21 ottobre 2022, il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, ha inviato una lettera al Segretario generale delle Nazioni Unite in merito ai piani del regime di Kiev per distruggere la diga idroelettrica di Kakhovskaya .

 

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https://www.piccolenote.it/mondo/ucraina-il-collasso-della-diga-e-parte-della-controffensiva

 

Ucraina. Il collasso della diga è parte della controffensiva

La falla nella diga di Kakhovskaya e l’inondazione conseguente apre nuovi scenari nel conflitto ucraino. Al solito, gli ucraini hanno accusato i russi, ma la loro credibilità è ormai pari a zero, anche considerando tutte le volte che i media americani hanno dovuto smentire le loro dichiarazioni (attacco al ponte di Kerch, assassinio di Darja Dugina etc). Certo, questa volta potrebbero aver detto il vero, mentre false potrebbero essere le accuse russe a Kiev, ma la logica dice tutt’altro.

Allagare la riva sinistra del Dniepr

Il punto è che i russi non avevano alcun interesse a colpire la diga. Basta leggere l’Associated Press: “Un crollo totale della diga spazzerebbe via gran parte della sponda sinistra [controllata dai russi ndr.] e un grave calo del bacino potrebbe privare la centrale nucleare [di Zaporozhye, controllata dai russi ndr] del cruciale sistema di raffreddamento, oltre a prosciugare l’approvvigionamento idrico nella Crimea settentrionale, secondo l’Ukraine war Environmental Consequences Working Group“.

Non per nulla, quando nel settembre dello scorso anno si paventò per la prima volta la possibilità della distruzione della diga, presa di mira anche allora (e anche allora con accuse incrociate), l’analista militare Michael Kofman dichiarò al Moscow Times (media filo-ucraino) che distruggere la diga “per la Russia sarebbe come spararsi sui piedi”.

Di interesse notare un particolare riferito da Daniele Ranieri su Repubblica (che pur accredita la versione di Kiev): “Prima di far saltare la diga le truppe russe hanno fatto salire il livello del bacino, […] fino al livello record di diciassette metri e mezzo per massimizzare l’effetto inondazione che sapevano avrebbe investito i territori a valle”.

Drammaticamente vera la seconda parte, sulla prima va ricordato che per far alzare il livello del bacino, chiuso dalla diga di Kakhovskaya, occorre aprire le dighe precedenti, che sono controllate dagli ucraini (particolare sfuggito al cronista).

Importanti le conseguenze a livello militare dell’allagamento: i russi hanno massicciamente fortificato la linea difensiva sul Dniepr e l’inondazione potrebbe causare l’abbandono di tali presidi, facilitando il compito delle forze antagoniste.

Fin qui il nuovo scenario, che quindi sembra parte integrante della strategia messa a punto per lanciare il grande attacco. Ma è da vedere se riuscirà a ottenere l’effetto desiderato, in particolare se l’allagamento di una vasta area del fronte aprirà possibilità reali agli attaccanti, sia che attacchino subito, usando i ponti mobili inviati loro dagli States (Kiyv Post), sia che attendano il ritiro delle acque.

Va considerato, infatti, che i russi hanno creato diversi sbarramenti difensivi distanti chilometri l’uno dall’altro, da cui la possibilità di attestarsi al riparo dei presidi arretrati. Certo, la linea difensiva sarà meno efficace, ma non per questo sarebbe necessariamente travolta.

Inoltre, e ampliando il discorso, dal momento che, come abbiamo ricordato, la diga era stata già bersagliata in precedenza, è possibile che i russi abbiano previsto un simile scenario e studiato contromisure.


Confondere per attaccare

Resta che la deliberata distruzione di un’infrastruttura civile, che sta provocando l’esodo di migliaia di persone da villaggi e cittadine (80 i centri abitati a rischio), con numeri che aumenteranno con l’innalzamento del livello delle acque, è un crimine di guerra, come ha dichiarato il Segretario della Nato Jens Stoltenberg e altri con lui.

Il punto è che la controffensiva è stata studiata a fondo dagli strateghi Nato, ed è impossibile che non fossero a conoscenza di questa azione preliminare, sulla base della quale si modulerà l’attacco. Come ha detto Victoria Nuland lo scorso maggio, gli Stati Uniti stanno lavorando alla controffensiva “da circa quattro o cinque mesi“. Nulla che non si sapesse, però l’esplicitazione aiuta.

Ma siamo ancora alla fase preliminare, quella caratterizzata da attacchi portati per cercare di testare le difese nemiche e cercare di confonderlo inviando una serie di input impazziti.

Tale compito è assolto anzitutto dagli assalti kamikaze (parola non scelta a caso) in territorio russo, ai quali, come rileva Military Watch, hanno partecipato anche volontari polacchi, che hanno pubblicato video delle loro imprese.

Più che probabile che anche i carri armati inviati a Kiev siano guidati da esperti NATO, essendo impossibile addestrare allo scopo personale ucraino in così pochi mesi (non certo in maniera tale da poter affrontare uno scenario di guerra).

Questo per dare un’idea della follia che si sta consumando in Ucraina, con alcuni generali e politici che hanno deciso a nome dei popoli d’Occidente, non consultati, di ingaggiare una guerra segreta contro la Russia, con tutti i rischi del caso.

Ma al di là del drammatico particolare, resta che è ancora presto per capire quale sarà la direttrice scelta da Kiev per sferrare il suo colpo di maglio. C’è da attendere, ma non molto.


 

 

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