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Il mito del watt "correntoso"


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12 ore fa, Ggr ha scritto:

Non c'è modo di fare il processo inverso.

Ma quando mai. Più su avevo parlato di amplificatori a transconduttanza, anche detti in corrente. Tu  gli dai una tensione, lui ti restituisce una corrente proporzionale al guadagno. La tensione varia col carico. Funzionano molto bene e non hanno manco il problema dei cavi,  visto che hanno un impedenza di uscita molto alta (teoricamente infinita).

Solo che ci vogliono delle casse adatte, che in commercio non esistono.

Se  come ho fatto io, ti costruisci sia gli amplificatori che le casse (è un triamp attivo), allora diventano usabili.

  • Melius 1
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Cinquanta anni fa Aloia, su Suono, fece una serie di articoli sulla potenza degli ampli nella quale spiegava benissimo i problemi relativi ai carichi reattivi ed alle protezioni. Negli anni successivi Audio Review definì una coppia di misure (carico limite e tritim) che definiscono molto bene come un amplificatore finale si comporta anche in situazioni limite.
Nessun mito, dunque, ma solide misure. Quelle alle quali mi pare particolarmente refrattario l'audiofilo medio.

  • Melius 2
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  • Moderatori

@Ggr proverò a dirlo in altro modo. Abbiamo un ampli che tira fuori un segnale a 1000 hertz 1w su 8 ohm, quindi se ti metti con l'oscilloscopio a misurare le sinusoidi di tensione e corrente vedrai una sinusoide in tensione con valore di 2,83v e una sinusoide in corrente di 0,35 A, se ho fatto bene i calcoli.

Le due sinusoidi saranno perfettamente in fase e quindi al massimo valore in tensione corrisponderà il massimo valore in corrente, come giustamente tu dici.

 

Ora mettiamo in serie alla R anche un'induttanza, quindi il carico sarà un R più una induttanza. 

 

In questo caso la corrente verrà ritardata rispetto alla tensione e quindi le due sinusoidi non saranno più una sopra l'altra. Questo significherà che al massimo valore di tensione non corrisponderà più il massimo della corrente e quindi il discorso di A =V diviso R cambierà...

 

Spero di essere stato più chiaro.

 

G

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3 minuti fa, subsub ha scritto:

i watts sono sempre watts.. pero dipende da come vengono Prodotti...100watts sono il prodotto per esempio di 2 x 50.. cioe 2volts x 50amper......   oppure 50volts x 2amper  il risultato non e lo stesso.

Peccato che nella realtà non si possa fare..

Se applico 2 V, ad un carico di 2 ohm, avrò un 1A... no 50....a volte è cosi che gira il mondo, anche se il marketing ci ha convinto del contrario.

Amplificatore reale. 10v/2 ohm, = 5 A. = 50w

Amplificatore correntoso del mago merlino 10v/2 ohm, = 10 A.= 100 w.....

Purtroppo a volte siamo convinti di aver comprato l'amplificatore del mago merlino, e quando qualcuno ci instilla il dubbio che invece ne abbiamo uno reale, lo prendiamo per i fondelli sui forum..eh va beh...

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@Ggr i watts sono sempre watts.. pero dipende da come vengono Prodotti...100watts sono il prodotto per esempio di 2 x 50.. cioe 2volts x 50amper......   oppure 50volts x 2amper  il risultato non e lo stesso.  Il mio era un esempio sulla differenza qualitativa della potenza..ma che esempi fai.....2v diviso 2ohm e chiaro che faccia 1 amper ma 50 v diviso 2 ohm sono 25 ampere..ok,, tutto dipende dal tipo di alimentazione della macchina..con un alimentatore limitato/economico non si va da nessuna parte.

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E chiaro che non sempre una macchina da guerra ..intesa con caratteristiche mostruose di corrente possa suonare meglio di un altra ..si tratta di costruire una catena di oggetti adatti a sopportare i valori dettati in questo caso dai diffusori.se ci metti 2 persone su un monopattino elettrico che eroga 200 watts sicuramente dovrai spingerlo..se ci sale un ragazzino da 25 kilogrammi diventa una motogp....

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1 ora fa, joe845 ha scritto:

Ora mettiamo in serie alla R anche un'induttanza, quindi il carico sarà un R più una induttanza. 

In questo caso la corrente verrà ritardata rispetto alla tensione e quindi le due sinusoidi non saranno più una sopra l'altra. Questo significherà che al massimo valore di tensione non corrisponderà più il massimo della corrente e quindi il discorso di A =V diviso R cambierà...

Mi sembra evidente che questo discorso dello “sfasamento” su carichi reattivi viene compreso da pochi … e si continua a dire che i “watt sono watt” … come se i diffusori fossero resistenze pure e non impedenze “contorte” … non c’è verso di uscirne … tutti conoscono la legge di ohm “su resistenza” … la sua estensione alle impedenze è sconosciuta ai più … che ci vogliamo fare?

  • Melius 1
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Per quanto riguarda la potenza degli amplificatori:
Un ampli dovrebbe comportarsi come un generatore ideale di tensione.
Un generatore ideale di tensione presenta alla propria uscita una tensione indipendente dalla corrente che lo attraversa.

Quindi dobbiamo trovate la tensione che un amplificatore può mantenere indipendentemente dal carico.
Supponiamo che un ampli eroghi 4X Watt su 2 Ohm, a parità di tensione in uscita su 4 Ohm la potenza vale 2X e su 8 Ohm vale X
Quindi la potenza erogata da un ampli va considerata pari alla potenza su 2 Ohm divisa per 4.
Questo tiene conto del fatto che l'impedenza dei diffusori è variabile e reattiva.

Per gli amplificatori a valvole questo criterio è molto penalizzante per cui è meglio scegliere diffusori con minimi di impedenza alti e andamento molto regolare (in sostanza dei pannelli isodinamici, nastri o le vecchie KEF 104) in alternativa meglio non alzare troppo il volume.

Tenendo conto di questo ragionamento i "Watt veri" sono quelli continui che raddoppiano per ogni dimezzamento del carico.

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