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Per fortuna che Amazon c’è, abbasso la sciatteria di altri


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@ascoltoebasta

Il 31/1/2023 at 21:30, ascoltoebasta ha scritto:

non dico di essere contro gli evasori

E invece dovresti esserlo. Le tasse che non pagano loro le paghiamo io, te e tutte le persone oneste.

Tornando ai negozianti, online e non, purtroppo Amazon stravince su tutti i punti: io sono sempre per i negozi fisici, perchè significa - anche - sostenere la nostra economia e il lavoro degli italiani, ma sempre più spesso succede quel che ha raccontato @maverick . La decadenza di Mediaworld, poi, è significativa: da me, due negozi aperti in pompa magna, molto grandi e dopo qualche anno pesantemente ridimensionati. Ovvio, qualunque cosa cercavi non avevano quasi nulla, contrariamente ai negozi di altre catene concorrenti (a prezzi ben più alti). Dispiace molto, ripeto, per le considerazioni fatte sopra, ma poichè a me i soldi non li regala nessuno, a parità di servizio reso nei negozi fisici - nessuno - compro dove pago meno. Diverso è il discorso sui negozi di dischi, era bellissimo scambiare due chiacchiere con titolari appassionati competentissimi che avevano tanto da dirti e da insegnarti, ma purtroppo oggi i negozi fisici, pochissimi, sono in mano a lavoratori non appassionati e con ogni probabilità pagati il minimo sindacale...

  • Melius 1
ascoltoebasta
23 minuti fa, ediate ha scritto:

E invece dovresti esserlo. Le tasse che non pagano loro le paghiamo io, te e tutte le persone oneste.

Forse mi sono male espresso,intendevo dire che non ritengo corretto sostenere di essere contro gli evasori,ma poi andare nel ristorante che non emette scontrino,solo perchè  fa lo sconto.

@ascoltoebasta

1 minuto fa, ascoltoebasta ha scritto:

Forse mi sono male espresso,intendevo dire che non ritengo corretto sostenere di essere contro gli evasori,ma poi andare nel ristorante che non emette scontrino,solo perchè  fa lo sconto.

Ah, ok, chiaro. Purtroppo è un malcostume che incrementa e incoraggia sia le politiche commerciali scorrette che i commercianti disonesti (perchè evasori).

22 ore fa, Tronio ha scritto:

Se però mi rivolgo a un venditore "locale" (fisicamente raggiungibile o meno) è innanzitutto perché mi aspetto un'interazione diretta pre e post vendita

Ci sono alcune persone che preferiscono il contatto diretto, la chiacchiera, quel tanto di confidenza che si crea tra il commerciante ed il suo cliente.

Lo capisco.

Per me non è così fondamentale. E' senz'altro un aspetto positivo del commercio fisico, ma per quanto mi riguarda non è quello a farmi pendere verso il negozio su strada. Penso che la maggioranza dei consumatori vada nella mia direzione e questo fatto è ineluttabile. Non si torna più indietro.

Alberto.

 

a me dispiace per i negozi tradizionali che non riescono ad arrancare ma quando come l'altro giorno la stessa chiavetta usb in negozio costa 22 e da amazon 11 mi sorge il sospetto che qualcosa non va e che prima devo guardare i miei interessi e poi le altre cose.

Discopersempre2

Io stando su un' isola non ho tante possibilità di scelte....per giunta non è grande come può essere la Sardegna o la Sicilia, dove volendo al limite spostandosi da un capo all' altro dell' isola un mercatino/negozio lo puoi trovare 😎. Per cui o vai in continente o ti rivolgi, come nel mio caso, a Discogs con i rischi che possono succedere quando si ha che fare con gente che non conosci.

Amazon &co. da me non piglieranno mai una lira😡

Certo, come ha detto qualcuno, il negozio...il contatto fisico con la merce...due parole scambiate con altri clienti/appassionati o con il titolare stesso è tutta un'altra cosa 😍; però ormai va' tutto a sparire...vedi le "botteghe" d' una volta😥.

3 minuti fa, Discopersempre2 ha scritto:

vedi le "botteghe" d' una volta

Non è esattamente la stessa cosa: le botteghe artigiane spariscono perché non si apprezza più il lavoro manuale e si preferisce Ikea al falegname o buttare un paio di scarpe anziché portarle dal calzolaio.

Qui invece stiamo parlando di rivenditori e il prodotto che mi arriva è esattamente lo stesso sia che me lo venda il negoziante di quartiere sia che me lo spedisca Amazon: se il primo non mi dà una qualche forma di valore aggiunto (consulenza pre e supporto post, ad esempio) mentre il secondo oltre a costare meno mi fornisce anche maggiori garanzie, è ovvio che non ci sia partita...

Il consumo di massa è indubbiamente destinato (anzi, lo è già) al monopolio on-line di pochi grandi gruppi, Amzn sopra tutti.

Resterà e crescerà un mercato di élite, comunque economicamente importante, riservato a chi trova piacere nel fare due chiacchiere col libraio o col venditore di dischi, a chi preferisce provare gli abiti o magari farseli fare su misura in boutique anziché estrarli spiegazzati da un sacchetto di zalando, a chi insomma oltre alla cultura per il bello unisce il piacere della scoperta e del confronto con il negoziante e con gli altri clienti, dell'artigianato di eccellenza oltre che del rapporto umano.

Certo purtroppo non sarà per tutti, ma questa è la direzione.

Meno quantità, più esclusività, prezzi più elevati.

Ovviamente taglierà fuori i prodotti di massa e non sarà dedicato a chi ha l'urgenza fisiologica di avere sullo zerbino la trentaduesima ristampa a 600g di TDSOTM il mattino dopo.

Per i negozianti di dischi, i pochi rimasti, sarà una sfida ricercare edizioni pregiate anche del passato (certificate e garantite) e costruirsi una clientela di livello, un po' come fanno i librai più avveduti con i tomi di grande pregio.

Non potranno certo permettersi di vendere solo le ristampe-spazzatura maggiorate di 3 euro.

Perchè infine per molti clienti c'è ancora differenza fra mero acquisto/possesso e il percorso che li porta ad un determinato acquisto.

Ad esempio la scorsa settimana probabilmente non avrei speso 180 euro per un libro meraviglioso se prima dell'acquisto non avessi intrattenuto una piacevolissima conversazione con la libraia (persona straordinariamente colta e preparata) che mi ha portato a quel volume che mi spiace non aver comprato prima.

L'algoritmo di Amzn (se hai comprato questo ti piace quello...seee, buonanotte) può lucidarmi le scarpe.

  • Melius 1
5 ore fa, Velvet ha scritto:

L'algoritmo di Amzn (se hai comprato questo ti piace quello...seee, buonanotte) può lucidarmi le scarpe.


e ti dirò di più: come ha detto il mio amico Ned Ludd, distruggeremo tutti i telai meccanici nelle fabbriche! Scherzi a parte: che ne siamo coscienti oppure no, gli algoritmi, e i modelli commerciali conseguenti, sono ormai tra di noi. Pensare di vivere senza è una pia illusione. La grande colpa di Bezos è averlo capito prima (e meglio) di tutti gli altri. Tra l’altro, un po’ di concorrenza gli farà piacere: uno dei pochi poteri capaci di limitare il grande capitale americano è l’antitrust.

@campaz Mica ho detto che gli algoritmi non esistano o non siano pervasivi.

Ma nella mia esperienza l'algoritmo di Amzn (così come quello di YouTube, del resto) non mi (a me) serve ad una mazza.

Sarà perchè ascolto molti generi musicali anche diversi e distanti, sarà perchè sono curioso delle cose nuove, sarà quel che sarà ma non ho mai fatto un acquisto uno né scoperto nulla di nuovo sulla base dei consigli dell'algoritmo.

Anzi, trovo i suggerimenti di una banalità sconcertante, veramente elementari e scontati.

Mi metto nei panni di un ragazzo che si affida esclusivamente a ciò per scoprire qualcosa di "diverso": povero lui: finirà incanalato in un tunnel monotematico senza fine.

 

 

2 ore fa, Velvet ha scritto:

Anzi, trovo i suggerimenti di una banalità sconcertante, veramente elementari e scontati.

Sono d'accordo, troppo generalisti. Decisamente validi quelli di quobuz e Tidal, ma loro vendono solo musica. Probabilmente l'algoritmo di amzn ha poche informazioni per elaborare consigli validi, se ci passassimo delle ore come facciamo con i siti di streaming credo che sia diverso. Anni fa ho provato a 'navigare' tra i suggerimenti amzn partendo dai Tangerine Dream, e sono arrivato a scoprire cose interessantissime che non avrei mai immaginato 

Il 31/1/2023 at 21:31, maverick ha scritto:

Molte volte si è quasi costretti

...a fare un intervento che devi fare urgentemente in cliniche private perché la sanità italiana ( anche e soprattutto quella d'eccellenza coma la nostra veneta) ti fissa appuntamenti da qua ad un anno. Stiamo andando "naturalmente" costretti,

Scusate  l'OT

  • Melius 1
9 ore fa, Velvet ha scritto:

Per i negozianti di dischi, i pochi rimasti, sarà una sfida ricercare edizioni pregiate anche del passato (certificate e garantite) e costruirsi una clientela di livello, un po' come fanno i librai più avveduti con i tomi di grande pregio.

Non potranno certo permettersi di vendere solo le ristampe-spazzatura maggiorate di 3 euro.

Sono d'accordo, è infatti sconfortante il solo negozio di dischi rimasto nella mia città (in realtà un pub), a parte la Feltrinelli, che ha però prezzi molto più alti di amazon, inondato di ristampe jazz non autorizzate, quando per praticamente la stessa cifra puoi riuscire a prendere online un Blue Note Classic.

Magari ce l'avessi un negozio serio... ci andrei di sicuro...

Il 31/1/2023 at 20:57, ascoltoebasta ha scritto:

perchè a me davvero non piace questo sistema ammazza concorrenza

Non è un sistema ammazza concorrenza, Amazon ha solo imposto determinati standard che favoriscono l'acquirente, a cui altri devono sapersi adeguare.

E lo stanno facendo.

Con questo approccio, avremmo chiesto la chiusura della Ford negli anni venti e andremmo ancora a cavallo con solo qualche Bugatti per i megaricchi.

 

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