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2023: una nuova rivoluzione francese: basta correre!


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1 ora fa, Jack ha scritto:

che rapporti potrei avere? non capisco

Con il denaro, intendevo! :classic_biggrin:

.

Il tuo obiettivo di partenza era fare soldi. Per me no, ho dovuto rinunciare a certi sogni lavorativi causa maternità precoce ma ne ho trovato altri gratificanti seppur non particolarmente remunerativi. Non ho grandi pretese, gestisco io l’andamento di casa e ho presto imparato ad accontentarmi e a essere soddisfatta di coltivare il mio giardino voltairiano. Poi, come lo è per molte donne, l’amore gode sempre di priorità. Tu invece mi sembri troppo duro e dogmatico. Chi parla sempre di soldi non mi sembra sereno. Sai cosa suggerisce il bon ton? È bene non parlare troppo delle tre S: soldi, salute, servitù. Buonanotte! 🤗

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“In Francia 3 milioni di persone in strada, città messe a ferro e fuoco, richieste di dimissioni di Macron, da settimane cariche scomposte della polizia, violenze e feriti . Ecco, ora pensate per un momento se questo stesse accadendo in: Russia o Bielorussia o Venezuela o Iran o Cina o Cuba, o uno qualunque dei paesi che non piacciono ai media europei (perché non piacciono agli USA).
Avremmo quartetti d'archi di pennivendoli che starebbero poetando sul grido di libertà represso del popolo, sull'incontenibile desiderio di affrancarsi da regimi antipopolari, sulla fatale spinta progressiva ad aderire alla civiltà liberaldemocratica.
Simultaneamente, per venire altruisticamente incontro alle sacrosante rivendicazioni emancipative di questi popoli, partirebbero mozioni su change.org, commoventi storie personali sulle vittime della repressione, e, fuori scena, finanziamenti segreti a sostegno dei rivoltosi, interpretati come naturale punta avanzata del processo di estensione dell'unica vera civiltà, la nostra.”

Andrea Zhok.

 

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07 settembre 1997 

BERTINOTTI INCALZA IL GOVERNO 'L' ORARIO RIDOTTO NEL WELFARE'

CERNOBBIO - "E' vero, in Europa abbiamo una disoccupazione alta e dobbiamo fare qualcosa, ma lo sapete quanti poveri ci sono negli Stati Uniti? Più di 40 milioni". Michel Rocard, ex premier socialista francese, difende la ricetta della riduzione dell' orario di lavoro che ha contribuito a portare la sinistra alla vittoria elettorale in Francia e Lionel Jospin al governo. Il fantasma della riduzione d' orario spaventa gli imprenditori italiani che ancora hanno in testa antichi slogan degli anni Settanta - lavorare meno, lavorare tutti - e temono che la questione del tempo del lavoro diventi centrale nella trattativa per la riforma del Welfare. Un timore che ha qualche fondamento visto che l' ultimo comunista, Fausto Bertinotti, loquace e felice tra i potenti dell' industria e della finanza ospiti del Seminario Ambrosetti sul lago di Como, abbraccia la proposta francese e chiede anche in Italia la riduzione dell' orario a 35 ore settimanali, a parità di salario. Finora la riduzione è stata solo raramente sperimentata nel nostro Paese, se non per qualche emergenza (i contratti di solidarietà) determinata da crisi o pesanti ristrutturazioni industriali. In Italia, tra resistenze imprenditoriali e rigidità del mercato o corporative, non ci sono mai stati tentativi seri come in Germania o in Francia. Bertinotti sposa il modello di Parigi, chiede che venga inserito nelle discussioni sullo stato sociale, avverte "che il possibile punto di rottura tra noi e il governo è l' indirizzo di politica economica". Ma parlare di taglio all' orario per creare posti di lavoro fa venire l' orticaria alla Confindustria che, avvistato il pericolo, spara a zero. "La prospettiva dell' euro impone flessibilità - ribatte Innocenzo Cipolletta, direttore generale dell' associazione degli industriali - se si cerca la flessibilità allora non bisogna porre limiti all' orario di lavoro. I posti si creano quando c' è ricchezza, non quando diminuisce l' orario. Nella sinistra europea c' è la tendenza a pensare che si possano combinare riduzioni d' orario e flessibilità, ma ciò è impossibile". Il presidente dell' Assolombarda, Benito Benedini, rincara la dose: "Una riduzione per legge delle ore lavorate potrebbe produrre effetti disastrosi, non solo nell' industria, ma anche nella tenuta occupazionale complessiva". Il sindacato ritiene comunque inevitabile che in qualche modo questo punto venga affrontato nella complessa trattativa sul Welfare.
Secondo Pietro Larizza della Uil "la settimana di 35 ore può essere un terreno di negoziato, ne hanno parlato anche Bertinotti e Prodi nell' ultimo incontro. Bisogna verificare se la questione è matura".
Il suo collega della Cisl, Sergio D' Antoni, è sicuro che "il problema dell' orario deve essere discusso" e appare molto pragmatico sull' eventualità che la riforma del Welfare possa essere votata anche dal Polo, senza l' appoggio dei neocomunisti. "Non mi importa chi voterà la riforma, se Berlusconi o Bertinotti - osserva il segretario della Cisl - la cosa importante è che la riforma vada bene al sindacato". Il passaggio è decisivo per il nostro Paese, per i conti e per raggiungere l' Europa. Il commissario europeo agli Affari monetari, Yves Thibault de Silguy, sottolinea che "il problema della riforma del Welfare riguarda tutti, ma in particolare in Italia a causa del peso del debito pubblico. L' ora della verità sarà il '98, per l' Italia come per tutti, quando si vedrà se saranno confermati i progressi attuali". Sulla riforma del Welfare, che il presidente della Confindustria, Giorgio Fossa, vuole che sia fatta entro settembre con l' appoggio anche del Polo, si gioca la stabilità della maggioranza di governo. Bertinotti minaccia la crisi. Ma non tutti credono alle sue minacce. Emma Marcegaglia propone di "andare più spesso a vedere i bluff di Bertinotti poiché credo che, prima di prendersi la responsabilità di mandare a casa il primo governo di sinistra, Bertinotti ci penserà mille volte".

Rinaldo Gianola

 

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La Germania, al tempo al Governo con la SPD e che come Cancelliere aveva Schröder, qualche anno dopo varó questa riforma, un po’ diversa dai deliri bertiniottiani:

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Hartz

 

Il piano Hartz (in tedesco Hartz-Konzept) è la definizione dell'insieme di proposte della Commissione "Servizi moderni al mercato del lavoro" (Kommission für moderne Dienstleistungen am Arbeitsmarkt, anche chiamata Hartz-Kommission), che in Germania ha lavorato sotto la guida di Peter Hartz ed ha presentato la propria relazione nell'agosto 2002.

La commissione è stata istituita dal secondo governo di Gerhard Schröder. Ha fatto proposte per impostare in modo più efficiente il mercato del lavoro in Germania e riformare il collocamento. All'avvio di questo lavoro diede luogo la scoperta del fatto che l'Agenzia Federale per il Lavoro (Bundesanstalt für Arbeit) abbelliva le statistiche e aveva una grossa quantità di impiegati amministrativi (ca. 85.000) rispetto ai mediatori (ca. 15.000). L'obiettivo del piano Hartz era dimezzare nel giro di quattro anni il numero di disoccupati, che all'epoca era di 4 milioni.

Per agevolare l'iter legislativo, i provvedimenti vennero suddivisi in singole leggi per la riforma del mercato del lavoro con le sigle Hartz I, Hartz II, Hartz III e Hartz IV; le singole leggi sono entrate in vigore gradualmente tra il 2003 e il 2005. A partire dal 2006 sono state introdotte alcune modifiche, come ad esempio l'Arbeitslosengeld II (indennità di disoccupazione II).

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@maurodg65  Ho capito. Corsi e ricorsi. Però preferisco restare in tema relativamente al presente e guardare avanti. Per esempio prendere atto che Macron ha telefonato a re Carlo per dirgli di rinviare il viaggio a Versailles perché non ci sono le condizioni di sicurezza e che la situazione è lungi dal calmarsi come invece il presidente dava per scontato. Ça brûle!

https://www.lemonde.fr/politique/article/2023/03/25/comment-emmanuel-macron-s-est-resigne-a-annuler-la-visite-du-roi-charles-iii_6166917_823448.html

( la foto dell’articolo scattata tre anni fa è già eloquente!  v. l’abito démodé e medagliato di Carlo e il ditino di Macron: due entità molto diverse!)

Buona giornata!

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@mom

 

« Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà morale e fisica viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore. » 

Karl Marx, “Miseria della filosofia”

 

Comprendo perfettamente il tuo punto di vista, a livello filosofico e pure umano.

Io tendenzialmente sono come te, non me ne frega nulla dei soldi e se potessi smetterei proprio di lavorare, o meglio, difenderei solo le cause che voglio io e che mi divertono e quando ne ho voglia, senza vincoli di scadenza, adoro l’ozio creativo e dedicarmi ad altro.

Poi comprendo e stimo molto anche chi invece ha proprio come obiettivo quello di accumulate soldi (ed e’ capace, perché ci vuole pure molto talento) e si diverte piu’ a contarli e a moltiplicarli che a spenderli.

 

Pero’ non “mi vengono i brividi” ad ascoltare un populista comunista pericoloso come Melanchon che a modo suo aizza la violenza, a sentirlo mi provoca ribrezzo.

Ne’ ho alcuna stima per i “ragazzi” che “protestano” spaccando, incendiando e menando, e neanche per quelli che protestano tout cour.

Perche’, sinceramente, non capisco cosa vogliono.

Ognuno è libero di inseguire il “modello di vita che vuole” ma non può farlo alle spalle degli altri, il welfare (pensione, sanità, sicurezza, scuola) non e’ gratis, qualcuno lo paga, lo paga chi lavora e più lavora più paga.

E quelli che lavorano contro-voglia, come me, sono anche più incazzati quando populisti per lo più milionari predicano l’ozio creativo “a gratis” con i soldi degli altri.

 

 

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7 ore fa, mom ha scritto:

Il tuo obiettivo di partenza era fare soldi

macché era fare soldi… il mio obiettivo era avere due paia di calzoni così la mia povera mamma non doveva lavarmi il solo paio che avevo la sera per rimettermelo alla mattina… 

lasciam stare va, che manco me lo voglio ricordare che obiettivi avevo. Una volta avevo pure vergogna a dire certe cose, mai avrei confessato una cosa così.

È molto fastidioso essere additati per quello che non si è. Ventilando chissà quali nefandezze che non si conoscono.

Io ho fatto il mio per uscire dalla palta in cui la vita mi aveva cacciato. E non ho rinunciato a nessuna delle cose che fanno ricca la vita interiore delle persone, ho avuto e dato amore ai miei genitori che hanno patito cento volte più di me per affrancarsi dalle privazioni, ho avuto e dato amore ad UNA moglie adorata e a quattro bravi ragazzi che si fanno onore nella vita. E non mi sono mai dimenticato di cosa ero e di quanti lo sono ancora

—-

Va bene così, grazie comunque per la conversazione seppur finita malissimo.

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15 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Pero’ non “mi vengono i brividi” ad ascoltare un populista comunista pericoloso come Melanchon che a modo suo aizza la violenza, a sentirlo mi provoca ribrezzo.

Ne’ ho alcuna stima per i “ragazzi” che “protestano” spaccando, incendiando e menando, e neanche per quelli che protestano tout cour.

Perche’, sinceramente, non capisco cosa vogliono.

Ognuno è libero di inseguire il “modello di vita che vuole” ma non può farlo alle spalle degli altri, il welfare (pensione, sanità, sicurezza, scuola) non e’ gratis, qualcuno lo paga, lo paga chi lavora e più lavora più paga.

E quelli che lavorano contro-voglia, come me, sono anche più incazzati quando populisti per lo più milionari predicano l’ozio creativo “a gratis” con i soldi degli altri.

 

Un applauso di condivisione totale. Pure gli spazi tra le righe.

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@Roberto M Vedi, se c’è una cosa che non sopporto è la violenza. Sembra che io mi contraddica ma non è così. È che, per certi malesseri, non ci sono vaccini, purtroppo!  E perciò bisogna lasciar maturare e poi lasciar scoppiare il bubbone in modo che possa guarire. Non vedo altra cura risolutiva e, con una certa ansia, constato che l’epidemia si sta diffondendo mettendo in crisi buona parte dell’Occidente in un momento già di per sé molto difficile a livello mondiale. Spero tanto di sbagliarmi.

p.s.: Mélenchon non è certo il mio idolo ma ha espresso bene la rabbia di molti francesi.

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@Jack Ti chiedo scusa se ho scritto qualcosa di inesatto e spiacevole, non era mia intenzione: qui tu sei sempre molto poco tranquillo e sereno, appari molto spesso compiaciuto dei risultati che hai ottenuto e critico verso gli altri e questo, probabilmente, falsa la realtà : capita su un forum… 😊

p.s.: vedo solo ora che hai aggiunto un bel pezzo al tuo post. Rinnovo le scuse e sono davvero partecipe del tuo vissuto e felice per la tua situazione familiare. 

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Sembra un quadro che racconta la battaglia di Solferino! Ma questo esercito di mercenari black bloc non li vogliono neppure i dimostranti. Gli incidenti che contestano la creazione di questo mega bacino che non piace agli agricoltori non sono una novità ma non sono mai stati esagerati come adesso. Spero che questi energumeni violenti si sfoghino oggi in aperta campagna e non più martedì a Parigi o a Berlino. È l’unica consolazione… 😢

https://www.lastampa.it/esteri/2023/03/25/news/francia_scontri_fra_black-bloc_e_polizia_al_bacino_idrico-12720079/?ref=LSHLN
.

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