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Perché a misure identiche dovrebbero corrispondere suoni diversi?


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ilmisuratore

Qualcuno ancora stenta a capire un concetto semplice

A misure identiche non corrisponde un suono diverso, ma potrebbe essere percepito in modo diverso sia dal singolo ascoltatore [ad esempio in momenti o stati d'umore diversi] che tra vari individui in quel determinato momento, visto che non possiamo calcolare lo stato d'umore e la predisposizione all'ascolto delle altre persone

Poi ci sarebbero i gusti personali e le caratteristiche fisiologiche dell'apparato uditivo che di ogni contesto sonoro ne fanno un caso a se stante

Ci sarebbe anche da fare dei distinguo per quanto concerne la misura

Una cosa è misurare per confronto, e un altra per stabilire una riproduzione sonora apprezzabile

Nel primo caso si deve stabilire soltanto se A differisce da B, nel secondo caso A dovrà essere apprezzato da un ascoltatore, e si deve essere bravi a seguire le sensazioni di quest'ultimo in modo che si possa adeguare il suono alle richieste

 

  • Melius 2
5 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

ualcuno ancora stenta a capire un concetto semplice

A misure identiche non corrisponde un suono diverso, ma potrebbe essere percepito in modo diverso sia dal singolo

Un colpo al cerchio e uno alla botte come al solito.

Sempre le stesse fregnacce della autoconvinzione 

49 minuti fa, Dufay ha scritto:

Quindi concludendo a misure ugiali o molto simili possono corrispondere suoni diversi.

50 pagine per arrivare a questa banalità.

 

I suoni diversi sono frutto della elaborazione dei nostri cervelli. E chi lo ha mai messo in discussione?

Un tecnico però, non può fare un prodotto per ogni cervello che esiste sulla terra. Quindi fa, o dovrebbe fare, apparecchi che rispecchino più possibili uno standard ritenuto ideale tecnicamente, oppure potrà fare un prodotto caratterizzato che secondo lui piace e vende bene, ma non avrà misure uguali agli altri. 

extermination

Il concetto è semplice:

Esiste la realtà fisica ( quella oggettiva)  e la Realtà percepita ( quella soggettiva)  ognuna delle quali poggia su regole , meccanismi e principi noti ( probabilmente non esaustivi ma perlopiù noti)

 

ilmisuratore
14 minuti fa, Ggr ha scritto:

I suoni diversi sono frutto della elaborazione dei nostri cervelli

Qualcuno magari è convinto che il nostro sistema di percezione si possa accomunare per stabilità ad una calcolatrice funzionante

Se cosi fosse a misure identiche dovrà corrispondere anche una percezione identica

In questo forum oltre che persone umane ci saranno anche dei robot

ascoltoebasta
41 minuti fa, Gici HV ha scritto:

che una stanza con ottime misure non possa suonare male, al limite non piacere per gusti personali.

Il concetto da accettare è tutto qua,totalmente inconfutabile come qualunque cosa concerna i gusti personali,e per quanto ci si voglia girare intorno,l'udito è uno dei personalissimi sensi che interpretiamo in modo soggettivo.

  • Melius 1
5 minuti fa, extermination ha scritto:

Il concetto è semplice:

Esiste la realtà fisica ( quella oggettiva)  e la Realtà percepita ( quella soggettiva)  ognuna delle quali poggia su regole e principi noti ( probabilmente non esaustivi ma perlopiù noti)

 qua si aprono scenari di discussione infiniti che vanno anche nel filosofico .... poi non ne usciamo più a parer mio 

extermination
Adesso, Dufay ha scritto:

concerto è una fesseria se mancano misure adeguate 

Ovviamente.  Misure adeguate è la naturale conseguenza del rispetto dei richiamati  principi, regole e meccanismi noti ( o chiamali come meglio vuoi)

ilmisuratore
1 minuto fa, extermination ha scritto:

Misure adeguate è la naturale conseguenza del rispetto dei richiamati  principi

Misure adeguate per cosa, quando ci si autoconvince di sentire differenze tra due connettori ?

Questo avviene, per confronti semplicissimi e misurazioni altrettanto facilissime dalle quali si può stabilire con certezza assoluta che il segnale non viene modificato ?

extermination
3 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Misure adeguate per cosa, quando ci si autoconvince di sentire differenze tra due connettori ?

Misure adeguate per rappresentare oggettivamente la realtà fisica non la realtà percepita

Vorrei fare un esempio spero pertinente in quanto mi pongo delle domande:

 

dato un ambiente A  rettangolare costante come volumetrie, mobilio e quant'altro:

 

vi inserisco dentro un impianto B in una determinata posizione - ad esempio lungo la parete corta - i diffusori sono dei 2 vie da stand: ora interviene il tecnico e esegue tarature ed interventi sia elettronici che meccanici (pannelli) etc.. per mettere in accordo l'impianto e la stanza: quindi rif piatta o con andamento ragionevole etc...... più altri interventi e così via- morale: si sente bene nel punto di ascolto.

 

Poi però arrivo io che sono Gianburrasca e introduco alternativamente 2 possibili modifiche:

 

opzione 1:  mantengo l'impianto nella stessa posizione ma sostituisco i diffusori: da 2 vie da stand a due torri magari anche robuste -  cosa succede? Devo rifare tutto? io credo di sì - la taratura fatta prima non sarà più idonea per la nuova situazione - ritaro tutto e ri-ottengo la rif piatta ed altre misurazioni messe a posto:  ma ora il suono sarà lo stesso che con i 2 vie ?- Io personalmente non credo

 

opzione 2:  non cambio nulla dell'impianto B ma ne cambio radicalmente la posizione: lo metto lungo la parete lunga e cambia anche il punto di ascolto ovviamente- che succede? La taratura originale è valida? Boh - forse si forse no  ? Nel caso del no ( che io ritengo più probabile ad istinto) bisogna rifare la taratura etc.... - Fatto ciò - il suono sarà lo stesso di prima (ovvero stesso identico impianto ma altra posizione)?  

 

Facciamo un esempio concreto…c’è chi vuole ascoltare dall’impianto una chitarra registrata nello stesso modo di quando la suona…le misure di questo ipotetico impianto sembrano siano perfette…

Questo impianto suonerà alta fedeltà o interpreterà? 

Ospite
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