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Melius Club

Perché a misure identiche dovrebbero corrispondere suoni diversi?


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ilmisuratore
5 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

Diciamo che a vista si e no descrive il 30%

Per come viene svolta la prova d'ascolto tra utenti utilizzatori anche meno

A volte, ma è una mia sensazione, sembra come se non si volesse riconoscere l'esistenza di strumenti e metodologie atte a districare la matassa

Come se si avesse paura che si possa svelare qualche segreto che realmente tra segnali di tipo deterministico non può esserci 

  • Melius 1
23 minuti fa, Dufay ha scritto:

Il suono è rimasto comunque piuttosto simile. Altri tweeter di altro marchio che alla fine possono assomigliare anche di più hanno un suono che può essere molto diverso .

Dipenderà più dall'utilizzo che dall'oggetto se sono rimasti circa simili. Ma se non dici quali come possiamo vedere le differenze alle misure?

10 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

utilizzatori anche meno

A volte, ma è una mia sensazione, sembra come se non si volesse riconoscere l'esistenza di strumenti e metodologie atte a districare la matassa

Quali? Fai un esempio.

Se esistessero misure che si potessero  correlare perfettamente con l'ascolto a meno che il produttore non voglia fare cose che suonano "diverse" per distinguersi la maggior parte se non tutti gli oggetti audio sarebbero perfetti.

Ma sappiamo che per te l perfezione è già stata raggiunta nel 2007 e non c'è più nulla da scoprire 

2 ore fa, pro61 ha scritto:

di solito l'impedenza aumenta, perchè i crossover sono quasi sempre aperti,

Si esatto, esempio infelice il mio, di norma è così. Il senso voleva essere che di solito il carico di un diffusore è generalmente più difficile di quello dei singoli altoparlanti.

Le misure possono dire molto, moltissimo, ma devono essere fatte in un certo modo, con della attrezzatura tecnica di un certo livello e poi devono essere lette ed interpretate nel modo giusto.

Personalmente ho diversi sistemi di misura audio, piu o meno costosi, ma nessuno raggiunge la qualita e la precisione di quelli che ha un laboratorio tecnico di riferimento.

Ho schede Clio, Neutrik, schede audio iperfighe, ma sono nulla rispetto ad un analizzatore B&K che costa come mezzo appartamento.

3 minuti fa, grisulea ha scritto:

esatto, esempio infelice il mio, di norma è così. Il senso voleva essere che di solito il carico di un diffusore è generalmente più difficile di quello dei singoli altoparlanti

Basta mettere gli altoparlanti in serie 

Adesso, ilmisuratore ha scritto:

gentilmente mi dici cosa vuoi misurare posso farlo

Se si tratta di un confronto tra apparecchi o apparecchio preso singolarmente senza competitor

Un bel preamplificatore.

Mi devi dire quali misure infallibilmente possono dire che suona bene 

52 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

a mio parere le misure  cui oggi possiamo avere accesso non solo tali da rappresentare il risultato finale

Ma se lo rappresentassero al 90% ti preoccuperesti di quel 10% che manca o di quel 50% che stai perdendo perché le misure sono sballate?

3 minuti fa, Dufay ha scritto:

Basta mettere gli altoparlanti in serie 

Si te l'ho insegnato io :classic_biggrin: ma di noma si usa un solo altp per via e se si mettono in serie i woofer i tw ed i mid vanno comunque attenuati. Tanto che tutti fanno il parallelo per tirare su la sensibilità. Cosa inutile con la multiamp. Tanto che se ricordi ti dissi che preferivo il serie al parallelo ma ovviamente ci voleva un filtro attivo a gestire i livelli. E torniamo al solito discorso, anche in questo caso la multiamp è un vantaggio non da poco, carico facilissimo contro carico difficilissimo del parallelo con la stessa identica efficienza. Anche queste son misure. Anche in questo caso basta l'amplificatorino al posto della centrale nucleare.

  • Melius 1
ilmisuratore
37 minuti fa, Dufay ha scritto:

Un bel preamplificatore.

Mi devi dire quali misure infallibilmente possono dire che suona bene 

Si prende il preamplificatore, lo si porta a casa e lo si collega alle elettroniche che si possiede

Si inizia ad effettuare qualche misura con segnali di test, non per vedere se suonerà bene, ma per scongiurare problemi di interfacciamento per saturazione d'ingresso

La misura va presa all'uscita dell'amplificatore con i diffusori collegati, l'apparecchiatura un analizzatore di spettro con rumore interno abbondantemente inferiore a quello generato dalla catena audio

Mediamente bastano 3 toni con la massima ampiezza digitale a 100 hertz, 1000 hertz e 10000 hertz

L'assenza di saturazione è una buona base di partenza, come la silenziosità dell'oggetto che si vedrà pure

Si prende poi uno stimolo multitono piuttosto denso, la densità dello stimolo stabilisce anche maggiori informazioni relative alla distorsione per cui piuttosto che utilizzare i 32 toni corredati ad un audio precision conviene utilizzarne 120

Per incrementare tutto l'insieme delle distorsioni prodotte si adotta anche qui la massima ampiezza del segnale applicato

La risultante distorsione integrale fornirà un rapporto tra le righe spettrali pulite e quelle in cui vi è la comparsa di intermodulazione + distorsione armonica + distorsione subarmonica e rumore

 

Questo è un primo metodo abbastanza semplice e attendibile

Poi c'è il secondo, ma richiede risorse e tecniche piu impegnative

 

Si chiamano coherence test, e utilizzano funzioni matematiche del tipo A - B

Le elettroniche di cui parli hanno fortunatamente una funzione di trasferimento a fase minima, per cui l'analisi preventiva si effettuerà per vedere se si manifestano problemi di fase e ritardo di gruppi

In questo caso si può utilizzare un segnale musicale originale

Se non viene generato ritardo di gruppi e sfasamenti si traccia la prima analisi dalla quale escono queste informazioni

 

DERIVA DELLA RISPOSTA IN FREQUENZA IN REGIME DINAMICO

DERIVA DELLA FORMA D'ONDA IN REGIME DINAMICO

DERIVA DELLA FASE [detto prima]

DERIVA DEL RITARDO DI GRUPPI [detto prima]

RAPPRESENTAZIONE DEL CEPSTRUM

RAPPRESENTAZIONE DELLE FIGURE DI LISSAJOUS

RAPPRESENTAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE DEGLI ERRORI

RAPPRESENTAZIONE DEGLI ERRORI NON LINEARI DI AMPIEZZA

RUMORE E DISTORSIONE CASUALE

 

Finito questo si traccia l'analisi della parte lineare e della parte non lineare.

Avendo in mente alcuni studi di Moir e altri si capirà se i livelli di distorsione in regime dinamico [e segnali musicali] possono ledere la qualità della riproduzione

 

Mighty Quinn
56 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

A volte, ma è una mia sensazione, sembra come se non si volesse riconoscere l'esistenza di strumenti e metodologie atte a districare la matassa

È una mia convinzione 

E si spiega facilmente 

Perché si metterebbe a nudo il fatto che certi "esosissimi balocchi" altro non sono che oggetti che, nei casi migliori suonano tanto quanto migliaia di altri oggetti che costano però assai meno.

E se una roba costa poco, nel nostro sport, non può essere accettata.  Non nei quartieri alti, dove l'aria è rarefatta e i pauperisti sono disdegnati per legge.

  • Melius 1
cactus_atomo

@grisulea parto dalla domanda del 3ad ossia a misure identiche corrispondono risultati identici? La domanda non è quanto le misure ci dicono. Se le misure bon ci dicono il 100% i risultati saranno poco o tanto non importa differenti. Nella domanda non è specificato a quali misure lopener si riferisse, presumo quelle classiche. Che al cerb si possano fare misure più accurate non lo so ma sul piano pratico non conta

12 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

si capirà se i livelli di distorsione in regime dinamico [e segnali musicali] possono ledere la qualità della riproduzione

Dovrebbe essere verificato, in cieco, quale livello di alterazione/distorsione del segnale risulti udibile al punto da poter ledere la qualità sonora.

Mancando il rapporto fra entità dell'alterazione e reazione alla stessa del soggetto, a cosa servirebbe misurare?

Chi decide cosa sia udibile e cosa non lo sia?

extermination

C'è chi sente quello che c'è

C'è chi sente quello che non c'è.

C'è chi non sente quello che c'è

C'è chi non sente quello che non c'è.

Sostituendo "sente" con "percepisce" la cosa si complica!

 

ilmisuratore
5 minuti fa, Wildwood ha scritto:

Dovrebbe essere verificato, in cieco, quale livello di alterazione/distorsione del segnale risulti udibile al punto da poter ledere la qualità sonora.

Giusto, però gli studi dei grandi del passato hanno fissato dei valori attendibili

Tra vari individui è possibile trovare soggetti con udito molto sviluppato, anche oltre la norma e andrebbe provato

Mentre su un panel di individui normodotati di udito attorno ai -70 dB per righe spettrali armoniche si perde la sensibilità di rilevare in cieco un segnale distorto

Se due accessori audio producono differenze di -90 db la prova in cieco risulterebbe inutile

Faccio presente che la distorsione casuale sottoforma di rumore su FFT non viene rappresentata a quel livello

Se la FFT fosse a 65536 punti i -70 db vengono distrubuiti come rumore e livello a -115 db come i -90 diventerebbero -135 db

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