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Perché a misure identiche dovrebbero corrispondere suoni diversi?


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6 minuti fa, Oscar ha scritto:

a parita di pressione sonora.

Se uno clippa ed uno no la pressione non potrà essere la stessa. Non sto dicendo che in mono si debba necessariamente clippare, basta ascoltare a volume moderato. sto dicendo che in multi è molto molto meno probabile e quasi mai su tutti gli ampli. La differnza è enorme.

5 minuti fa, Oscar ha scritto:

Se servono 100w per 100db(numeri a caso), se mono o multiamp, non cambia assolutamente nulla!!

Tra l'altro anche questo non è vero. Se il carico è balordo in monoamp possono servire 100 watt, in multi con carico certamente più facile possono bastarne meno.

3 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Un segnale musicale offre le medesime caratteristiche di misurabilità di un segnale sinusoidale puro

Con il segnale di prova vedi una parte di ciò che accade, mentre con il segnale musicale vedi tutte le variazioni che accadono dentro un contesto di elettroniche

Se si cambia brano potrebbero cambiare nuovamente le caratteristiche del segnale in esame

Come dicevo, il confronto A con B è misurabile facilmente, di contro non si potrà dire se A o B piaccia soggettivamente all'ascoltatore

Misure molto cattive suoneranno peggio delle misure molto buone

Tra misure molto buone ci saranno alcune cose che potrebbero essere non apprezzate unanimamente, ma si tratterà di poca roba

.

Il segnale musicale è diverso non è standardizzato per le misure. In altre parole un pezzo musicale X non è prevedibile, ha continue variazioni di tempo, frequenze e intensità, una volta inserito nel sistema lo sollecita in modo diverso rispetto ai segnali test (che al massimo possono rappresentare una condizione media).

Laddove misuri coi test e strumenti cose simili coi segnali, quando ci metti la musica X cambiano tutte le relazioni tra gli elementi del sistema che hai misurato. Se decidi di ascoltare a un volume, piuttosto che a un altro, cambia tutto di nuovo.

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Ecco perchè le singole misure dei singoli elementi che compongono la catena audio sono destinate a fallire, nel prevedere il risultato finale, anche se hanno un valore indicativo di una rilevante importanza in fase progettuale (per capire se sto costruendo un amplificatore, una cassa o un tostapane).

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Le uniche misure imparentate con l'esperienza di ascolto (che tentano di uscire dai meri numeri elettronici/matematrici per entrare in quelli statistici/descrittivi) sono quelle che tengono conto del sistema nell'insieme, cioè quelle fatte nell'ambiente di ascolto. Tuttavia queste misure/registrazioni sono anch'esse riduttive/descrittive. Perchè anche se riuscissimo a usare un microfono molto avanzato o una testa binaurale che processa le informazioni ne verebbe fuori una descrizione quantitativa non equivalente a ciò che il nostro sistema orecchio-cervello biologico, unico al mondo, ascolta. Questo perchè come descrive la psicoacustica ciò che si sente non dipende solo dalle caratteristiche fisiologiche (forma orecchio e stato di efficienza della corteccia uditiva) comporta anche una dimensione "psicologica" legata a emozioni e memorie.

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Perciò proprio perchè esiste la psicoacustica non è detto che l'obbiettivo desiderabile sia raggiungibile mediante misure ideali (da "monitor studio"), bisogna studiare qualcosa che inganni o assecondi le caratteristiche del sistema uditivo umano nel suo insieme. Ecco perchè esistono casse HI-end o HI-fi (direi la quasi totalità poichè non esiste la cassa perfetta) costruite con "trucchetti" per rendere il sound in un certo modo, amplificatori valvolari che "distorcono" il suono in un modo a noi piacevole. Altro Esempio la curva che si usa come standard nei sistemi di calibrazione ambientali del cinema non è la curva flat 20Hz-20khz, per rendercela più coinvolgente.

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Dato che non sono realizzabili dei prodotti "ideali/perfetti" di amplificatore, diffusore, stanza di ascolto ecc. siamo costretti in una certa misura a scendere a compromessi fin dal momento in cui appoggiamo la matita sul pezzo di carta che diventerà poi il progetto. Sebbene creiamo oggetti che presi singolarmente possiamo definire "HI-FI" ci resta un margine ampio per farlo diventare "MY-FI", in particolare una volta che gli oggetti sono inseriti in una catena complessa, in un ambiente e che riproduce musica (non segnali).

La stessa cosa si può dire delle misure, siamo costretti a scendere a compomessi nel momento stesso in cui decidiamo quale metodologia e mezzi adoperare. Però sarebbe un errore grave dimenticarci che grazie alle misure noi progettiamo un modello di amplificatore X o di cassa Y che se comprate in Italia o in Giappone suoneranno in modo analogo o perlomeno grandemente simile e che al netto delle piccole tolleranze assolveranno alla stessa funzione.

Anche se due persone di nazionalità diversa ascoltandolo lo descriverebbero spontaneamente in termini diversi. E come minimo ci vorrebbe qualcuno che sappia il giapponese!

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In conclusione credo che si debbano fare le misure, che alcune siano molto utili, ma sarebbe meglio che il giudice finale dell'esperienza di ascolto resti l'uomo.

@captainsensible Mi riferivo specificamente all'utilizzo dell'interferometria laser per lo studio delle risonanze delle membrane degli altoparlanti, soprattutto dei woofer. Già 40 anni fa venivano pubblicizzate le membrane in grafite polimerica, polipropilene ecc. con tanto di grafici dell'interferometria. Poi si rompevano:classic_biggrin:

1 minuto fa, Oscar ha scritto:

Le prestazioni tecniche sono le medesime(se non sono elettroniche asfittiche).

Anche no, in mono il carico visto dall'ampli è sicuramente più difficile al che può richiedere a parità di spl più potenza.

Ma anche ipotizzando carichi facilissimi un ampli da 300 watt in monoamp è infinitamente meno potente di 3 ampli da 100 watt in multi.

ilmisuratore
13 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

Il segnale musicale è diverso non è standardizzato per le misure. In altre parole un pezzo musicale X non è prevedibile, ha continue variazioni di tempo, frequenze e intensità, una volta inserito nel sistema lo sollecita in modo diverso rispetto ai segnali test (che al massimo possono rappresentare una condizione media).

Laddove misuri coi test e strumenti cose simili coi segnali, quando ci metti la musica X

Il segnale musicale è senza dubbio diverso da un segnale sinusoidale che tratta un solo tono

Il primo ha uno spettro complesso, mentre il secondo occupa soltanto una riga spettrale

Dal segnale musicale possono scaturire distorsioni di qualunque genere, in particolar modo da intermodulazione

Non precludono però l'osservazione delle caratteristiche e ancora di più se si tratta di un confronto tra diverse elettroniche che fanno uso dello stesso segnale musicale

ilmisuratore
2 ore fa, grisulea ha scritto:

Se uno clippa ed uno no la pressione non potrà essere la stessa.

Di quale configurazione parli ?

Di un diffusore amplificato mono con crossover passivo contro un sistema di altoparlanti multiamlplificato con crossover attivo ?

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