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Melius Club

Perché a misure identiche dovrebbero corrispondere suoni diversi?


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3 minuti fa, Dufay ha scritto:

Basta mettere gli altoparlanti in serie 

Si te l'ho insegnato io :classic_biggrin: ma di noma si usa un solo altp per via e se si mettono in serie i woofer i tw ed i mid vanno comunque attenuati. Tanto che tutti fanno il parallelo per tirare su la sensibilità. Cosa inutile con la multiamp. Tanto che se ricordi ti dissi che preferivo il serie al parallelo ma ovviamente ci voleva un filtro attivo a gestire i livelli. E torniamo al solito discorso, anche in questo caso la multiamp è un vantaggio non da poco, carico facilissimo contro carico difficilissimo del parallelo con la stessa identica efficienza. Anche queste son misure. Anche in questo caso basta l'amplificatorino al posto della centrale nucleare.

  • Melius 1
ilmisuratore
37 minuti fa, Dufay ha scritto:

Un bel preamplificatore.

Mi devi dire quali misure infallibilmente possono dire che suona bene 

Si prende il preamplificatore, lo si porta a casa e lo si collega alle elettroniche che si possiede

Si inizia ad effettuare qualche misura con segnali di test, non per vedere se suonerà bene, ma per scongiurare problemi di interfacciamento per saturazione d'ingresso

La misura va presa all'uscita dell'amplificatore con i diffusori collegati, l'apparecchiatura un analizzatore di spettro con rumore interno abbondantemente inferiore a quello generato dalla catena audio

Mediamente bastano 3 toni con la massima ampiezza digitale a 100 hertz, 1000 hertz e 10000 hertz

L'assenza di saturazione è una buona base di partenza, come la silenziosità dell'oggetto che si vedrà pure

Si prende poi uno stimolo multitono piuttosto denso, la densità dello stimolo stabilisce anche maggiori informazioni relative alla distorsione per cui piuttosto che utilizzare i 32 toni corredati ad un audio precision conviene utilizzarne 120

Per incrementare tutto l'insieme delle distorsioni prodotte si adotta anche qui la massima ampiezza del segnale applicato

La risultante distorsione integrale fornirà un rapporto tra le righe spettrali pulite e quelle in cui vi è la comparsa di intermodulazione + distorsione armonica + distorsione subarmonica e rumore

 

Questo è un primo metodo abbastanza semplice e attendibile

Poi c'è il secondo, ma richiede risorse e tecniche piu impegnative

 

Si chiamano coherence test, e utilizzano funzioni matematiche del tipo A - B

Le elettroniche di cui parli hanno fortunatamente una funzione di trasferimento a fase minima, per cui l'analisi preventiva si effettuerà per vedere se si manifestano problemi di fase e ritardo di gruppi

In questo caso si può utilizzare un segnale musicale originale

Se non viene generato ritardo di gruppi e sfasamenti si traccia la prima analisi dalla quale escono queste informazioni

 

DERIVA DELLA RISPOSTA IN FREQUENZA IN REGIME DINAMICO

DERIVA DELLA FORMA D'ONDA IN REGIME DINAMICO

DERIVA DELLA FASE [detto prima]

DERIVA DEL RITARDO DI GRUPPI [detto prima]

RAPPRESENTAZIONE DEL CEPSTRUM

RAPPRESENTAZIONE DELLE FIGURE DI LISSAJOUS

RAPPRESENTAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE DEGLI ERRORI

RAPPRESENTAZIONE DEGLI ERRORI NON LINEARI DI AMPIEZZA

RUMORE E DISTORSIONE CASUALE

 

Finito questo si traccia l'analisi della parte lineare e della parte non lineare.

Avendo in mente alcuni studi di Moir e altri si capirà se i livelli di distorsione in regime dinamico [e segnali musicali] possono ledere la qualità della riproduzione

 

Mighty Quinn
56 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

A volte, ma è una mia sensazione, sembra come se non si volesse riconoscere l'esistenza di strumenti e metodologie atte a districare la matassa

È una mia convinzione 

E si spiega facilmente 

Perché si metterebbe a nudo il fatto che certi "esosissimi balocchi" altro non sono che oggetti che, nei casi migliori suonano tanto quanto migliaia di altri oggetti che costano però assai meno.

E se una roba costa poco, nel nostro sport, non può essere accettata.  Non nei quartieri alti, dove l'aria è rarefatta e i pauperisti sono disdegnati per legge.

  • Melius 1
cactus_atomo

@grisulea parto dalla domanda del 3ad ossia a misure identiche corrispondono risultati identici? La domanda non è quanto le misure ci dicono. Se le misure bon ci dicono il 100% i risultati saranno poco o tanto non importa differenti. Nella domanda non è specificato a quali misure lopener si riferisse, presumo quelle classiche. Che al cerb si possano fare misure più accurate non lo so ma sul piano pratico non conta

12 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

si capirà se i livelli di distorsione in regime dinamico [e segnali musicali] possono ledere la qualità della riproduzione

Dovrebbe essere verificato, in cieco, quale livello di alterazione/distorsione del segnale risulti udibile al punto da poter ledere la qualità sonora.

Mancando il rapporto fra entità dell'alterazione e reazione alla stessa del soggetto, a cosa servirebbe misurare?

Chi decide cosa sia udibile e cosa non lo sia?

extermination

C'è chi sente quello che c'è

C'è chi sente quello che non c'è.

C'è chi non sente quello che c'è

C'è chi non sente quello che non c'è.

Sostituendo "sente" con "percepisce" la cosa si complica!

 

ilmisuratore
5 minuti fa, Wildwood ha scritto:

Dovrebbe essere verificato, in cieco, quale livello di alterazione/distorsione del segnale risulti udibile al punto da poter ledere la qualità sonora.

Giusto, però gli studi dei grandi del passato hanno fissato dei valori attendibili

Tra vari individui è possibile trovare soggetti con udito molto sviluppato, anche oltre la norma e andrebbe provato

Mentre su un panel di individui normodotati di udito attorno ai -70 dB per righe spettrali armoniche si perde la sensibilità di rilevare in cieco un segnale distorto

Se due accessori audio producono differenze di -90 db la prova in cieco risulterebbe inutile

Faccio presente che la distorsione casuale sottoforma di rumore su FFT non viene rappresentata a quel livello

Se la FFT fosse a 65536 punti i -70 db vengono distrubuiti come rumore e livello a -115 db come i -90 diventerebbero -135 db

ilmisuratore
20 minuti fa, extermination ha scritto:

Che vale tanto quanto " percepiti soggettivamente uguali".

Accettare l'esistenza della percezione e i fenomeni legati alla psicoacustica vale tanto quanto accettare le misure correttamente effettuate per la realtà fisica

Cesserebbe qualsiasi diatriba

ilmisuratore
4 minuti fa, Ggr ha scritto:

La percezione della distorsione varia anche rispetto alla frequenza. Sino a 100 hz Anche il 5% non lo sentiamo. Tra 2000 e 4000, anche lo 0,5 lo percepiamo. 

Senza dubbio, l'ho gettata sul generale ma è un argomento abbastanza rognoso

Per dirne altre, la distorsione di ordine pari può toccare livelli quasi doppi per rendersi udibile quanto quella di ordine dispari, oppure tra righe spettrali di distorsione possono incrementare o affievolire l'udibilità in base al pattern di distribuzione nel tempo

Esistono ricerche scientifiche cha abbiano rilevato cosa e quanto sia acusticamente percepibile e cosa e quanto non lo sia?

Se non ne esistono, su che base e secondo quale presupposto questa o quella variazione strumentale può essere ritenuta udibile o non udibile?

E chi, senza alcun supporto scientifico oggettivante,  può affermare con certezza che lo sia o non lo sia?

 

.

 

 

 

ilmisuratore
20 minuti fa, Wildwood ha scritto:

Esistono ricerche scientifiche cha abbiano rilevato cosa e quanto sia acusticamente percepibile e cosa e quanto non lo sia?

Se non ne esistono, su che base e secondo quale presupposto questa o quella variazione strumentale può essere ritenuta udibile o non udibile?

E chi, senza alcun supporto scientifico oggettivante,  può affermare con certezza che lo sia o non lo sia?

Differenze macroscopiche passerebbero al vaglio dell'udito

Differenze troppo piccole non passerebbero al vaglio dell'udito

Poi c'è la via di mezzo di incertezza che per alcuni soggetti sarà possibile sentire e per altri no

Alle misure è possibile stabilire circa quando una differenza è classificabile in una delle tre finestre

L'ascolto in cieco ci dirà quanto siamo sensibili a rilevare una differenza oggettiva nella finestra che alle misure genera il valore cosiddetto di incertezza

In assenza di misure vale sempre l'ascolto in cieco, del resto se il confronto a vista fa percepire differenze molto accentuate, la successiva prova in cieco dovrebbe confermarlo

Se questo legame si interrompe con il mancato riconoscimento in cieco vuol dire che la differenza alle misure non è stata sufficiente per poterle apprezzare

Tra udito e analisi strumentale può esserci una sufficiente correlazione, mentre tra sistema di percezione e analisi strumentale diventa molto meno correlabile e aleatorio

Un test scientifico di ascolto per confronti fa effettuato in cieco per evitare che la vista possa fornire elementi che portano ad una elaborazione che si estende oltre il mero senso dell'udito 

Ospite
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