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Che bello il basso che si sente col corpo...


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4 ore fa, alexis ha scritto:

importante è che la gamma bassa sia legata intimamente alla mediobassa, sia croccante e reattiva, articolata e veloce..

Per me non deveono essere troppo reattive ma è sempre il solito discorso di quanto ciascuna nota anche quelle più basse hanno un andamento ADSR che determina la sensazione di naturalezza (musica elettronica esclusa). Quando un sistema ha una gamma bassa decente la cosa che mi dà più fastidio è la mancanza di riprodurre la posizione degli strumenti che suonano le note più basse nel palcoscenico, per esempio timpani, grandcasse ma anche contrafagotti. In molti casi si tratta di frequenze che possono salire ai 100 Hz ma a me dà una grande sensazione di innaturalezza.   

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2 ore fa, Titian ha scritto:

Quando un sistema ha una gamma bassa decente la cosa che mi dà più fastidio è la mancanza di riprodurre la posizione degli strumenti che suonano le note più basse nel palcoscenico, per esempio timpani, grandcasse ma anche contrafagotti. In molti casi si tratta di frequenze che possono salire ai 100 Hz ma a me dà una grande sensazione di innaturalezza.   

 

Credo di aver capito che alludi all'assenza di una  realistica collocazione spaziale degli strumenti in questione, nonostante la capacità del sistema di riprodurre informazioni a bassa  e bassissima  frequenza. 

A cosa attribuisci il fenomeno che hai descritto?

Hai mai ascoltato sistemi di riproduzione più o meno esenti dal problema  che hai descritto?

Hai mai avuto l'impressione che talvolta  questo succeda anche ascoltando dal vivo?

 

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@leonida  incomincio a rispondere alla domanda che secondo me è la più importante: la terza.

È una questione di allenamento se una persona sente e percepisce la posizione anche di questi strumenti nello spazio. È una questione di esserne coscienti e poi di volerli sentire così. Chi pensa che sia superflua queste caratteristiche sonore per sentire la musica può già ignorare tutta la discussione. Potrei però osservare che se in certi sistemi si sentono il collocamento nello spazio e in altri no, potrei assumere che qualcosa tecnicamente è sbagliato in quest'ultimi anche se la risposta in frequenza è perfetto e si abbia la sensazione che i bassi siano croccanti e reattivi per fare  l'esempio di quel che alexis ha scritto. Sono una persona che si dedica alla musica sinfonica andando anche alle prove d'orchestra e essere lì ai concerti già quando i musicisti si riscaldano anche se possibile prima che aprino ufficialmente le porte per il pubblico. Lì posso sedermi in diversi posti, chiudere gli occhi e ascoltare concentrandomi su uno o l'altro strumento, sentire il timbro ma anche il suo collecamento spaziale (lo chiamo aurora). In ciascuna sala questa aurora è leggermente diversa. Il fatto di fare questa attività col tempo diventa sempre più evidente la loro posizione. Per chi pensi che sia ininfluente sulla musica, dovrebbero chiedersi perché i direttori d'orchestra vogliono che uno strumento si esattamente in una posizione o l'altra (naturalmente se lo spazio è ridotto la posizione può variare dal ottimale che vuole il direttore). A dipendenza dall'acustica della sala questa aurora può diventare più grande o piccola invadendo quella di altri strumenti quindi sì in sale rimbombanti avrai difficoltà superiori per percepire la loro posizione, stando più lontano i rapporto fra suono diffuso e diretto cambia anche l'intensità di quella diretta influenzando anche qui la grandezza dell'aurora degli strumenti. Io vado al 99.9% dei casi a concerti in sale da concerto rinomati mondialmente per la loro acustica quindi mi aspetto di sentire bene la disposizione dell'orchestra anche questi strumenti che suonano i bassi intensi così mi aspetto che il mio sistema lo faccia a casa mia. Ma come detto è una cosa personale e non aspetto che per altre persone sia una cosa importante e lo noto quando sento molti impianti: l'aurora dei timpani che invade più della metà, per non dire tre quarti e più, del palcoscenico sonoro quando suonano un fortissimo. Vorrei fare anche un esempio d'ascolto che ho fatto da un distributore di un sistema Avangarde Trio con i due Basshorn che erano posizionati in mezzo. Ho potuto sentire questo sistema, fra l'altro versione speciale con elementi elettronici selezionati, in un'ottimo ambiente per oltre 4-5 ore sentendo i miei files e mi sono reso conto che non solo avevo problemi con i timpani ma anche con i contrabbassi e in certi momenti anche i celli e questo senza neanche volermi concentrarmi su quegli strumenti. Per me non era l'immagine naturale che normalmente sento per quella musica. Non stiamo parlando di frequenze attorno e sotto i 30-40 Hz che una persona normale non riesce (dovrebbe essere capace di) a localizzare.

Seconda domanda: sistemi essenti certo, a parte il mio, quelli per l'ascolto in diversi studi di registrazioni che sono stato. Potrei magari fare l'osservazione che potrebbe essere ancora leggermente più localizzabili magari aggiungendo atre caratteristiche sonore che potrebbe essere leggermente ancora migliori ma questi strumenti, specialmente timpani, sono localizzabili.

 

Alla prima domanda non potrei risponderti, ammetto non sono un tecnico, quello che faccio è sentire e paragonare a quello che sento dal vivo, conoscendo anche il punto di vista esecuzione musicale cioè collegare il suono percepito, compreso palcoscenico sonoro, con un senso nella tecnica e arte dell'interpretazione musicale in questo caso orchestrale.
Potrebbe aver a che fare con quel legame intimo con i mediobassi di cui l'alexis ha scritto.

 

Spero che ho risposto secondo le tue aspettative, scusa se era una lunga risposta.

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@alexis Io col basso mi regolo sempre come suona la grancassa della batteria in sala prova o il basso del mio bassista e sono circa 45 anni che provo e riprovo....ti posso dire che diversi ampli e casse moderne generalmente tendono a velocizzarlo troppo (come se il batterista fosse collegato alla 230 V...) ed asciugarlo tanto che la grancassa della batteria di Billy Cobham a volte sembra quella della Tamburo di Roberto Gatto.....a quel punto, tra i due mali, meglio avere un basso un po' piu' lungo piuttosto che asciutto poiche' col primo il problema si porrebbe soltanto ad alto volume mentre col secondo ne godrebbe soltanto il volume molto sostenuto.....certo l'ideale e' ascoltare una bella grancassa con le pelli ben tirate e la coperta dentro quindi: corposa, potente e controllata al punto giusto senza essere "piatta"....

SALVO.

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Ho imparato poche cose, nella mia carriera di audiofilo, e non so nemmeno se sia una buona cosa…. Un grande sistema si liquefa, si annulla, insomma non diventa mai somma di aggettivi aggreganti ma cancellazione del raziocinio e del dominio delle parole e delle strutture linguistiche.. a favore della pura percezione artistica…  

Analisi troppo verbose o analitiche denotano un’ assenza di stupore e meraviglia che è il cuore intimo e non spiegabile della musica e dell’arte in sé. Anche nella riproduzione audio.

Ecco perché diffido profondamente dalle analisi tecnicistiche di piccolo cabotaggio che purtroppo fanno capolino anche in queste pagine, e sempre di più, con toni prevaricanti..

faccio un esempio.. chi conosce lo scalone della laurenziana del michelangelo mi capirà.. un classico geometra del catasto ( sempre se esista questa figura mitologica… ma potrei citare l’autodidatta di sartre o in termini hifi un più volte citato audiolelettricista) ci vedrá .. semplicemente “una scala”, altri, invece.. ci vedranno un fiume pietrificato in rivolta contro la rigidità della materia.. 

E su chi ci veda più in fondo.. lascio la questione aperta.. :-)

 

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E chiudo con una nota personale.. come dicevo, il mio caro amico che ha progettato sale da concerto contemporanee tra le più belle e ben suonanti del mondo (per esempio il già citato auditorium arvedi e la sala appena completata della regina di Svezia a Stoccolma ) ha lavorato fianco a fianco con il più famoso studio di acustica al mondo, il Toyota, e anche loro, pur misurando il misurabile con strumentazione tecnica da far impallidire la nasa.. ammettono.. che il mondo dell’ acustica ambientale si fa imbrigliare in modelli matematici e deduttivi fino ad un certo punto… e non oltre.. e superato quel punto ci vuole ispirazione, sensibilità, creatività in una parola.. manico.. che nessuna misura potrà mai spiegare fino in fondo.

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10 ore fa, alexis ha scritto:

Ho imparato poche cose, nella mia carriera di audiofilo, e non so nemmeno se sia una buona cosa…. Un grande sistema si liquefa, si annulla, insomma non diventa mai somma di aggettivi aggreganti ma cancellazione del raziocinio e del dominio delle parole e delle strutture linguistiche.. a favore della pura percezione artistica…  

Analisi troppo verbose o analitiche denotano un’ assenza di stupore e meraviglia che è il cuore intimo e non spiegabile della musica e dell’arte in sé. Anche nella riproduzione audio

 Considerazione molto interessante, anzi... moltissimo!

In particolare quanto da me evidenziato, che necessiterebbe di un 3d a parte che finirebbe sicuramente a schiaffi tra guelfi e ghibellini :classic_wink:

  • Thanks 1
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12 ore fa, alexis ha scritto:

il mondo dell’ acustica ambientale si fa imbrigliare in modelli matematici e deduttivi fino ad un certo punto… e non oltre.. e superato quel punto ci vuole ispirazione, sensibilità, creatività in una parola.. manico.. che nessuna misura potrà mai spiegare

La parte non misurabile in acustica è nota

Non è che lo sanno soltanto quelli della Toyota, evidentemente tu non lo sapevi

Non sono entrati nel dettaglio, ma fatti spiegare anche il particolare, poiché di un particolare si tratta

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17 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

La parte non misurabile in acustica è nota

e fra l'altro nell'acustica non c'è un valore unico ottimale, si parla sempre di minimi e massimi. 
Conosco la storia di diverse sale da concerto nel mondo dal punto di vista dell'acustica e quelle negli ultimi 50 anni sono tutte state fatte in base a misurazioni ma il risultato finale non si ha avuto all'inaugurazione ma oltre dieci anni dopo dopo l'esperienza pratica nella sala. Ma anche qui la base sono state sempre le misurazioni dopo il parere dei musicisti e specialisti d'ascolto. C'è anche da dire che tutte le sale moderne che ho potuto visitare dietro le quinte con gente che conoscono il fattore dell'acustica di quel posto mi hanno fatto vedere tutte le strutture mobili per modificare in certi termini l'acustica a dipendenza del evento (gruppo musicale). Tutte queste sale hanno un'acustica variabile, anche questa misurata, ma con il tempo l'uomo decide come sarà il settaggio esatto anche al giorno dell'evento.

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Le sale da concerto col nostro salotto non c'entrano nulla, hanno problemi completamente diversi. Primo fra tutti la frequenza di Schroeder che nelle sale è una decade sotto ed oltre, in pratica un non problema, mentre nelle small rooms, le nostre, e' il problema.

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3 ore fa, grisulea ha scritto:

Le sale da concerto col nostro salotto non c'entrano nulla, hanno problemi completamente diversi. Primo fra tutti la frequenza di Schroeder che nelle sale è una decade sotto ed oltre, in pratica un non problema, mentre nelle small rooms, le nostre, e' il problema.

Nel salotto di casa è previsto un solo ascoltatore, le condizioni fisiche interne si mantengono abbastanza stabili e tutto sommato il concetto di invarianza viene rispettato abbastanza bene

Nelle sale da concerto c'è un numero imprevedibile di ascoltatori, i quali hanno una forte incidenza sul coefficiente di assorbimento e la diffusione

Quando il numero di ascoltatori è elevato diventa parte incidente perfino il tipo di abbigliamento indossato, ad esempio al cambio di stagione in inverno ci si veste in modo piu pesante e qui cambia anche il coefficiente di assorbimento, ma questo lo si nota già a partire dalle sale delle manifestazioni audio, se ascoltate con poche persone o con le sale piene

Le sale da concerto, come diceva Titian, maturano con il tempo in quanto si deve coniugare la parte abituale con quella di rifinitura

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Il 28/12/2023 at 13:28, Titian ha scritto:

Quando un sistema ha una gamma bassa decente la cosa che mi dà più fastidio è la mancanza di riprodurre la posizione degli strumenti che suonano le note più basse nel palcoscenico, per esempio timpani, grandcasse ma anche contrafagotti. In molti casi si tratta di frequenze che possono salire ai 100 Hz ma a me dà una grande sensazione di innaturalezza.   

Questo è un passaggio fondamentale.

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