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L'ambiente conta meno dell'impianto


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Adesso, Gici HV ha scritto:

, ad un Milano hifidelity pre Covid uno dei migliori impianti, probabilmente il migliore in rapporto al costo, era composto da pre e finale Anthem e grosse Martin Logan con sub attivo e DSP.

E io ci fui..

 

Ricordo anche il pezzo che misi su.

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https://melius.club/topic/14835-lambiente-conta-meno-dellimpianto/page/161/#findComment-885339
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6 ore fa, Dufay ha scritto:
8 ore fa, Vmorrison ha scritto:

Una presunta maggior trasparenza

Molto presunta 

Dufay, puoi dire quel che vuoi, qui a quanto pare non ti prende sul serio nessuno. Stai sparando con una mitraglia per demolire concetti dell'audio, acquisiti, studiati e argomentati tecnicamente. Tu che fai? attacchi tutto quanto toglie aria al tuo business.

  • Melius 1
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@Dufay PS: un consiglio spassionato … se fossi in te non insisterei oltre, stai buttando alle ortiche quello che rimane della tua reputazione.
Fermati, pentiti e rifletti e vedrai che nel giro di 6 mesi, si saranno tutti dimenticati delle sciocchezze che hai scritto e potrai dire che l’ambiente è la cosa più importante per un’sistema di riproduzione audio. 😄

  • Haha 1
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https://melius.club/topic/14835-lambiente-conta-meno-dellimpianto/page/161/#findComment-885435
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1 ora fa, 51111 ha scritto:

Stai sparando con una mitraglia per demolire concetti dell'audio, acquisiti, studiati e argomentati tecnicamente

Dufay è  altrettanto convinto di applicare concetti dell'audio, anch'essi altrettanto acquisiti studiati e sedimentati.

Audio nel senso della prima sensazione, quindi il sentire, da lì l'attenzione ad aspetti quantitativi,  più di questo meno di quello etc... 

È però evidente che le sue convinzioni derivino dalle sue sue esperienze d'ascolto,cosi come le mie che per decenni sono state molto simili a quelle di Dufay, ma che in seguito si sono evolute  in una direzione molto più  estrema, arrivando a mettere in dubbio la, a favore di altro, la necessità di un'estrema cura dell'ambiente e delle stesse apparecchiature. 

È  dall'esperienza d'ascolto è che può  derivare e deriva il mettere in discussione la riduzione dell'intero processo di elaborazione  sonora al solo sentire.

 

Quattro i processi che permettono la piena acquisizione della produzione e della riproduzione musicale,  l'udire, l' ascoltare, l'intendere ed il comprendere.

La scienza, quella vera,  in materia acustica ed elettroacustica limita la sua osservazione  solo e soltanto al sentire,il primo stadio,quello della primigenia acquisizione, e proprio per avvalorare ogni eventuale evidenza scientifica, rivendica e ribadisce la necessita di restringere in tal senso l'osservazione e la ricerca.

Quella dei tre stadi seguenti è materia che non potendo essere in alcun modo codificata, è pertanto territorio di altre discipline ed altre forme d'indagine, e non rientra quindi, e non può  rientrare, nel campo di osservazione del puro concetto di di audio=sento.

 

 

  • Melius 1
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1 ora fa, iBan69 ha scritto:

l’ambiente è la cosa più importante per un’sistema di riproduzione audio

Dufay non si occupa di  riproduzione audio come quasi tutti qui, ma di riproduzione musicale che è  tutt'altra cosa.

Quella dell'audio e quindi della riproduzione audio, se la si vuole intendere come scienza, è  territorio esclusivo dei misuratori ai quali per definizione,  non interessando in alcun modo le elaborazioni acustiche degli eventuali ascoltatori, che per quanto a loro interessi, potrebbero anche non esistere.

 

 

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extermination

@leonida applicando i procedimenti cui fai riferimento, esiste in ogni caso un scala "psicologica" secondo cui la qualità percepita dall'ascoltatore  correla in qualche modo  con i valori ( che tu definisci prettamente quantitativi)  dei  parametri oggettivi  acustici-elettroacustici oppure il procedimwnto  in qualche modo "annulla" le differenze oggettive che esistono tra i diversi sistemi di riproduzione ( sistema acustico compreso)? Tks

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Ma le elettrostatiche sono davvero superiori a un buono/eccellente sistema a tromba multivia?

ni, se da una parte le elettrostatiche hanno un fantastico ma non inarrivabile snap e velocità negli attacchi e rilasci, per esempio corde di una chitarra e polpastrelli, o un clavicembalo, o strumenti acustici in generale.. pagano pegno in molte altre aree, specie in campo macrodinamico , estensione, energia complessiva, e già riprodurre un trio di Keith jarret, sono appunto tre soli strumenti acustici, diventa deludente, mancando completamente la corretta scalatura dinamica, a tratti violenta, espressa dal Trio. Ne viene compromesso infine la narrazione musicale complessiva, a meno di ascoltarle a livelli notturni, a mo di cuffie con le orecchie 👂 appicicate ai pannelli con il attak.

un po‘drastica la sintesi.. ma più o meno è così..

 

 

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1 ora fa, extermination ha scritto:

pplicando i procedimenti cui fai riferimento, esiste in ogni caso un scala "psicologica" secondo cui la qualità percepita dall'ascoltatore  correla in qualche modo  con i valori ( che tu definisci prettamente quantitativi)  dei  parametri oggettivi  acustici-elettroacustici oppure il procedimwnto  in qualche modo "annulla" le differenze oggettive che esistono tra i diversi sistemi di riproduzione ( sistema acustico compreso)? Tks

È  la madre di tutte le questioni,  l'argomento fondamentale che per poter essere affrontato necessiterebbe assolutamente di verifiche empiriche senza le quali, con assoluta certezza, ogni eventuale risposta/interpretazione, per quanto mi riguardi non solo sensata, ma da anni empiricamente verificata in modalità assolutamente ripetibile,  verrebbe considerata in quanto interpretata da altra angolazione,  quantomeno delirante.

Vedrò quindi come inquadrare la risposta al tuo quesito, la cui importanza, ribadisco, è fondamentale.

Se non lo fosse non esisterebbero infatti due modalità di procedimento nell'ottimizzazione di un sistema, 

quella della cura e quella dell'eliminazione delle anomalie acustiche dell'ambiente,  e quella apparentemente assurda ed illogica, che tende all'ottenimento dello stesso risultato, oltretutto comunemente condiviso con quello dei misuratori, sfruttando le caratterizzazioni introdotte indistintamente da tutte le apparecchiature di riproduzione e quindi attraverso la continua sostituzione delle stesse, e di ogni tipo di accessorio,stravagante o apparentemente sensato.

Nessuno di questi interventi produce variazioni quantitative strumentalmente verificabili, tali da poter determinare la sterminata casistica delle sensazioni d'ascolto abitualmente riportate.

Il clou è  rappresentato dall'attenzione maniacale ad aspetti riguardanti la corrente elettrica, da cui un mondo di interventi, senza che cambi una virgola alle misure tradizionali e non

Di fatto, ciò che da un secolo regge, mantiene e forse manterrà  nel tempo senza mai arrivare ad una conclusione condivisa,  l'esistenza stessa della riproduzione musicale.

A breve ti rispondero, necessita il come inquadrare una versione dialetticamente  comprensibile senza sconfinare su territori che prevedano la necessità di evidenze empiriche che renderebbero lampante ed immediata la comprensione di fenomeni acustici altrimenti ritenuti dai più, nel migliore dei casi, frutto di suggestione. 

 

  • Melius 1
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@QUELEDSASOL esattamente la mia tesi. Non sono superiori.

e aggiungo.. lontane dalle performance dei migliori driver elettroattuati, tipo il WE 555, (ma anche altri) anche nel loro campo elettivo, trasparenza e risoluzione.

(e posso dirlo con grande sicurezza, per averlo riscontrato di persona.)

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4 ore fa, 51111 ha scritto:

, puoi dire quel che vuoi, qui a quanto pare non ti prende sul serio nessuno. Stai sparando con una mitraglia per demolire concetti dell'audio, acquisiti, studiati e

Infatti io conosco i vari fissati con i pannelli elettrostatici o isodinamici.

Non c'è nulla da fare di fronte al Vero Amore 

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1 ora fa, leonida ha scritto:

Quella dei tre stadi seguenti è materia che non potendo essere in alcun modo codificata, è pertanto territorio di altre discipline ed altre forme d'indagine, e non rientra quindi, e non può  rientrare, nel campo di osservazione del puro concetto di di audio=sento.

Però a me hai detto che le sansui son vecchiume irrecuperabile dalla tua tecnica. Non è una contraddizione? Inoltre pare dimentichi il più volte citato video di Toole con i riscontri, suoi e di Olive, ampiamente condivisi da quasi tutti gli ascoltatori. Non ti pare anche in questo caso che quel che sostieni sia invece stato verificato ed ormai certificato? O metti in dubbio tutta la ricerca, centinaia di test e testati decine di diffusori e anni di tempo/lavoro?

Facciamo un esempio: monti su un braccio una grado gold o una audiotecnica at33. Suonano molto differenti. Tu credi di far sentire la grado come la audiotec? O per farlo va fatta la sostituzione? A me pare che tu pretenda un sistema ben suonante e gradito al proprietario per poi convincerlo che sia meglio di quello che è. Operazione meritovole ma inutile se il punto di partenza è che il sistema sia ben suonanate. Una soluzione va cercata ai sistemi malsuonanati. Anche al costo di dover sostituire oggetti, cosa che tu escludi a priori se non con le mie povere sansui. Come mai?

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