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Il fotovoltaico residenziale

“…Attualmente, sul mercato, i migliori pannelli fotovoltaici hanno una capacità di potenza compresa tra 250 e 400 W e i moduli solari più efficienti raggiungono livelli di efficienza intorno al 20%, il che vuol dire che il 20% dell’energia che colpisce il pannello viene convertita in elettricità.

Un sistema fotovoltaico è composto da circa 8-15 moduli solari, grandezza che varia in base ai consumi di una famiglia e alla superficie dell’abitazione.

Turbine eoliche domestiche

Tuttavia, a differenza di un impianto solare, l’eolico è problematico per le sue dimensioni. Infatti, se si vuole avere maggiore efficienza ed energia, si dovrà optare per turbine eoliche di grandi dimensioni. Per questo motivo, queste tecnologie vengono utilizzate soprattutto su scale commerciali o industriali, o all’interno di comunità energetiche.

Considerando la loro efficienza, le turbine eoliche possono trasformare circa il 50% dell’energia che le attraversa in elettricità. Inoltre, queste tecnologie possono produrre elettricità in qualunque momento della giornata, se implementate correttamente.

….

Vantaggi e svantaggi dell’energia solare

Come accennato, le installazioni fotovoltaiche offrono molte opportunità in ambito residenziale. Ecco le principali:

-Sono sviluppate per scopi residenziali

-Sono più economiche rispetto alle turbine eoliche

-Hanno una durata fino a 40 anni

Tuttavia, possiamo dire che il fotovoltaico presenta anche degli svantaggi, quali:

-L’energia viene generata durante le ore diurne

-Un impianto fotovoltaico non può essere installato su tutti i tetti

-I pannelli solari hanno un’efficienza minore rispetto alle turbine eoliche

Vantaggi e svantaggi dell’energia eolica

L’energia eolica viene utilizzata principalmente su scala industriale. Di seguito elenchiamo i principali vantaggi delle turbine eoliche:

-Sono sviluppate per scopi aziendali

-Sono capaci di generare energia in qualsiasi momento della giornata

-Hanno un’efficienza maggiore rispetto ai pannelli solari

Anche per le turbine eoliche ci sono degli svantaggi, tra cui:

-Richiedono molto spazio per essere installate

-Richiedono un livello di manutenzione maggiore rispetto agli impianti fotovoltaici

-Sono più costose dei moduli fotovoltaici

A questo punto ti starai chiedendo: meglio solare o eolico?

 

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A dicembre del 2022 accadeva questo:


 

https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2022/12/09/svolta-ambientalisti-si-a-pannelli-e-pale-eoliche-nel-paesaggio_42a17c46-1a52-4f4c-b30a-da33fcb43c9f.html
 

Svolta ambientalisti, sì a pannelli e pale eoliche nel paesaggio

Accordo storico tra Fai, Legambiente e Wwf

 

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Pannelli fotovoltaici e pale eoliche possono, anzi devono, convivere con il paesaggio italiano.

Lo sostengono tre delle principali associazioni nazionali, Fai, Legambiente e Wwf che - riferisce il quotidiano la Repubblica - hanno siglato un accordo per ribadire che la crescita delle fonti rinnovabili di energia è necessaria al Paese e che la si può perseguire nel pieno rispetto della bellezza. Questo mentre, al contrario, il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi paragona l'installazione di impianti eolici allo "stupro di bambini".


Quello fra le tre associazioni che si dedicano alla tutela dell'ambiente e dei beni culturali viene definito un "accordo storico", che spacca il fronte di chi, a cominciare da Italia Nostra, si oppone, senza se e senza ma, allo sfruttamento del sole e del vento in nome del paesaggio italiano. 

Fai, Legambiente e Wwf hanno prodotto un documento congiunto dal titolo "Paesaggi rinnovabili" puntando a "coniugare gli obiettivi della transizione energetica con la lungimiranza nella pianificazione paesaggistica e la qualità della progettazione". 

E individuano le dodici tappe necessarie a raggiungerlo: dalla diffusione delle comunità energetiche allo sviluppo dell'agrivoltaico all'efficientamento degli impianti eolici esistenti.

 

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L’articolo è del 05 settembre 2012, ci sono voluti 11 anni per realizzarla, alla fine quasi più che una centrale nucleare:


https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2012/09/05/news/prima_centrale_eolica_slovena_a_breve_in_funzione_sul_carso-3385041/amp/

 

Prima centrale eolica slovena a breve in funzione sul Carso - Il Piccolo

TRIESTE. Sarà inaugurata a ottobre sul Carso sloveno, a Griško polje vicino a Senosecchia, la prima centrale eolica della Slovenia. Un’opera attesa oramai da quasi undici anni, ritardata dai molteplici nodi burocratici che l’hanno caratterizzata. Sarà, come dicevamo, la prima di un “parco” di 19 centrali. Quella di Senosecchia produrrà 4,5 milioni di kilowat all’anno in grado di soddisfare il fabbisogno annuale di circa 1100 utenze. L’investimento è costato complessivamente 3,6 milioni di euro.

Secondo le dichiarazioni di Anton Korošec, direttore della società mista austriaco-slovena Alpe Adria energija (Aae) che ha costruito l’impianto su una superficie di 400 ettari sopra Dolenja vas nel comune di Sesana, la centrale inizierà a produrre energia elettrica il prossimo mese di ottobre iniziando con una produttività pari a 2300 kilowat e sarà agganciata alla rete a 20 kilowolt.

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https://www.geopop.it/quante-centrali-nucleari-servirebbero-per-essere-indipendenti-dal-gas-russo/

Quanti reattori servirebbero per essere indipendenti dal gas russo?

Per rispondere a questa domanda, occorre prima di tutto considerare che, dei 75 miliardi di metri cubi di gas naturale che l’Italia importa ogni anno, solo la metà viene utilizzata per produrre energia elettrica: la rimanenza viene utilizzata per i riscaldamenti domestici e per alcune applicazioni industriali. Per rendere quindi indipendente l’Italia dal gas naturale sarebbe indispensabile un’elettrificazione massiccia delle industrie e dei riscaldamenti.

Volendoci limitare all’elettricità, il conto da fare è abbastanza semplice: visto che oggi utilizziamo circa 35 miliardi di metri cubi di gas per produrre 140 TWh di energia elettrica e visto che cinque reattori comporterebbero un risparmio di otto miliardi di metri cubi di gas, servirebbero 20-25 reattori per rendere la produzione di energia elettrica completamente slegata dall’import di gas naturale. E infatti una ventina di reattori da 850-900 MW in grado di lavorare per 8000 ore l'anno (abbastanza standard per un impianto nucleare) produrrebbero circa 140-150 TWh di elettricità.

Questo però è vero considerando impianti di media potenza, come quelli che l’Italia aveva in programma alla fine degli anni ‘80: se invece consideriamo i più moderni esemplari di PWR, come gli APR coreani (1400 MW di potenza elettrica) o gli EPR francesi (1600-1750 MW), il numero scende a circa 15 reattori, e si dimezza ulteriormente se ipotizziamo di voler fare a meno solo del gas russo (circa il 40% di quello che importiamo) e non del gas naturale tout-court. Se poi integriamo nel conto la possibilità di sostituire almeno parte del gas utilizzato per generare elettricità con fonti rinnovabili (che sono intermittenti, ma possono comunque contribuire in maniera importante), il numero scende a 4-5 reattori per eliminare il gas russo, una decina per eliminare del tutto il gas e 15 se si vuole fare a meno anche del carbone. Ad esempio si potrebbe iniziare coprendo 50 TWh con 4-5 reattori nucleari di grossa taglia e 20 TWh con energie rinnovabili, per eliminare l'import di gas russo: in questo caso basterebbe installare 13 GW di nuova potenza rinnovabile, pari a circa il 50% di quella attualmente installata (escluso l'idroelettrico), supponendo un fattore di capacità del 18%, che è più o meno lo standard per gli impianti fotovoltaici oggi (in Italia il vento è disponibile in grandi quantità solo in pochissimi posti).

Volendo fare del tutto a meno del gas, questi numeri andrebbero raddoppiati (40-50 reattori da 850-900MW o 30 reattori da 1400-1750MW), e per eliminare anche il carbone bisognerebbe triplicarlo. Occorre specificare che questi numeri per le rinnovabili valgono solo in presenza di una fonte stabile (in questo caso abbiamo supposto il nucleare) a fare da complemento: senza di essa si pone il problema di compensare l'intermittenza installando potenza in eccesso e sistemi di accumulo, e questo esula dallo scopo di questo articolo. Ovviamente il tutto si intende in una prospettiva di medio termine, dal momento che i tempi di costruzione di un reattore nucleare solitamente sono tra i cinque e i sette anni (e qualche volta si allungano oltre i dieci) e anche decine di GW di rinnovabili non si mettono su da un giorno all'altro.

Riassumiamo quindi quanti reattori servirebbero con e senza contributo delle rinnovabili per fare a meno del gas russo e dei combustibili fossili tout-court.

 

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Una soluzione completamente ecologica e a bassissima produzione di CO2 ci sarebbe pure ed una tecnologia applicabile in tutto il mondo a costi trascurabili….pochi euro al giorno…tra l'altro impianta ile pure sulle auto elettriche evitando il pacco delle batterie…

 

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1 minuto fa, Martin ha scritto:

I consumi automotive (è il peggior spauracchio del melius, a quanto pare) non modificheranno il bilancio energetico del paese, in quanto anche ora il petrolio per la benzina si deve comprare fuori. 

Lo spauracchio non è la bilancia commerciale ma la possibilità di coprire i consumi anche dell’automotive con la produzione di energia rinnovabile.

2 minuti fa, Martin ha scritto:

Poiché non sarà possibile soddisfare tutta la domanda di elettricità da rinnovabili, quantomeno a medio termine,

Questo è già un punto di partenza oggettivo…

3 minuti fa, Martin ha scritto:

a mio avviso il nucleare avrebbe senso solo se consistente (una quindicina di centrali) e con gestione propria della filiera del combustibile, più una difesa in grado di proteggere effettivamente le installazioni.

Quante e dove e chi ne avrebbe la gestione è un “salto in avanti” fin eccessivo visto che fino ad ieri sembrava naturale affermare che le rinnovabili basterebbero, facciamo un passo alla volta.

4 minuti fa, Martin ha scritto:

Forse converrebbe usare qui soldi per gestire in altro modo la transizione.

I soldi necessari a costruire un numero di reattori che avrebbero garantito di surrogare le necessità elettriche odierne li abbiamo spesi in un anno con il superbonus senza risolvere assolutamente niente dal punto di vista della transizione ecologica, anzi complicandoci la vita perché quel surplus di denaro ha alimentato un’impennata dell’inflazione nel settore e non solo.

 

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59 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

li abbiamo spesi in un anno con il superbonus senza risolvere assolutamente niente dal punto di vista della transizione ecologica, anzi complicandoci la vita perché quel surplus di denaro ha alimentato un’impennata dell’inflazione nel settore e non solo.

Infatti. Su questo punto sai che con me hai lo spritz offerto a vita :classic_biggrin:

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@maurodg65 però bisogna uscire dalle teorie fantascientifiche, pena incorrere nella stessa fallacia dell'avvocato dell'atomo: in Italia, oggi, non ci sono né capacità né intenzioni di costruire alcunché.

Non si riesce a far passare un emendamento al codice della strada e tu parli di fare una dozzina di centrali nucleari? 

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  • 1 mese dopo...

Va aggiunto che al momento la tecnologia per produrre energia dalla fusione nucleare non è ancora disponibile, ma non sono ancora disponibili anche le centrali nucleari a fissione di quarta generazione. L'ex ministro Cingolani (che ritengo molto più credibile di Salvini) in un'intervista due anni fa disse che al momento la "quarta generazione" "non è una tecnologia matura" e che "probabilmente tra una decina d'anni si vedrà se potrà essere impiegata".

Infine, quella delle centrali nucleari è una scelta politca, più che economica, quindi diviene una priorità che pone in subordine altre. Per intenderci centrali nucleari o ponte sullo stretto di Messina? Inoltre, quali sarebbero i siti dove collocarle?

Sui costi suggerisco questo report https://www.lazard.com/research-insights/levelized-cost-of-energyplus/

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1 ora fa, Savgal ha scritto:

quali sarebbero i siti dove collocarle?


questa è l'unica cosa certa, dato che le centrali disperdono trizio nell'ambiente attraverso quegli allegri fumaioli, è necessaria un'atmosfera che sia già inquinata di per sé, dato che le soglie d'allarme sono impostate in percentuale di aumento rispetto all'inquinamento standard: quindi in pianura padana, direi a Brescia prima di tutto.

Sul parere di Cingolani, avrà le sue ragioni ma non credo che Salvini si sia fatto ritrarre a caso davanti ad un reattore sovietico inventato nel 1950 e mai uscito dallo stadio di proof of concept. Avrà un asso nella manica ma lo scopriremo presto, per erogare energia entro dieci anni i lavori dovranno cominciare a brevissimo.

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