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Energia e produzione


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Il 7/7/2023 at 17:05, andpi65 ha scritto:

per esempio che di giorno in estate  tra climatizzatori e ventilatori c'è un picco di consumo e proprio quando la produzione da fotovoltaico ( che non tutti hanno)  è massima.

il problema e' che l'elettrificazione con pompa calore invernale introduce consumi nettamente superiori sulla rete elettrica.

e in inversno il sole c'e' per poche ore soprattutto nelle sovraffollate ed energivore aree del nord italia sempre belle coperte o nebbiose.

(esterno 30 gradi, interno 25 costa x, esterno zero gradi interno 20 gradi costa 4 volte X questo trascurando le diverse efficienze che vedono comunque le macchine piu in sofferenza a basse temperature)

 

Ma non credo che il problema sia semplicemente la produzione elettrica.

Credo che il problema da affrontare sia una rivisitazione completa della distribuzione e questo significa potenziarla.

 

Nel mio paesino una parte del comune e' alimentato con una linea elettrica del far west

Appena manca corrente per picco di assortimento tutti che bestemmiano salvo poi fare il sit in davanti al comune quando la societa di distribuzione propone un ammodernamento sostituendo i pali di legno (yes avete letto bene) con traliccetti in metallo. I motivi sono i piu disaparati sempre supportati da informazioni che " trovi  su google"

 

Siamo la paria dei Red Ronnie.

 

 

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41 minuti fa, stefanino ha scritto:
Il 7/7/2023 at 17:05, andpi65 ha scritto:

per esempio che di giorno in estate  tra climatizzatori e ventilatori c'è un picco di consumo e proprio quando la produzione da fotovoltaico ( che non tutti hanno)  è massima.

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il problema e' che l'elettrificazione con pompa calore invernale introduce consumi nettamente superiori sulla rete elettrica.

e in inversno il sole c'e' per poche ore soprattutto nelle sovraffollate ed energivore aree del nord italia sempre belle coperte o nebbiose.

(esterno 30 gradi, interno 25 costa x, esterno zero gradi interno 20 gradi costa 4 volte X questo trascurando le diverse efficienze che vedono comunque le macchine piu in sofferenza a basse temperature)

 

Ma non credo che il problema sia semplicemente la produzione elettrica.

Credo che il problema da affrontare sia una rivisitazione completa della distribuzione e questo significa potenziarla.

 

Nel mio paesino una parte del comune e' alimentato con una linea elettrica del far west

Appena manca corrente per picco di assortimento tutti che bestemmiano salvo poi fare il sit in davanti al comune

Io però parlavo di periodo estivo in cui la produzione da fotovoltaico è massima.

Non credo, ma non è il mio campo e posso dire quindi una minchiata, che sia economicamente conveniente riscaldare casa con pompe di calore in inverno a certe latitudini facendo affidamento su un impianto fotovoltaico.

Da quello che ho letto, visto che ho intenzione di installarlo un FV, vale la pena e ne ammortizzi i costi in tempi consoni all'investimento se consumi quello che produce quanto lo produce.

Ultimamente sembra che più che riscaldare il problema sia rinfrescare gli ambienti.

Io ho una casa coibentata e non ho mai voluto installare climatizzatori, perché  non ne avvertivo la necessità. Ora direi che sia arrivato il momento e penso, come dicevo di montare anche un FV.

I clima li utilizzerei, credo,  a costo zero come consumo elettrico in estate e per temperare l'aria in autunno, prima di accendere la caldaia.

Riguardo alla mancanza di corrente per picchi di consumo mai avuto il problema dove vivo e ho casa.

P.S.: avevo intenzione di montare un FV già nel 2013 quando coibentai casa, ma avevo già troppa roba in cantiere da seguire e soprattutto allora spendevo davvero poco in  elettricità, ora i costi sono aumentati e direi che sono destinati ad aumentare ulteriormente in futuro, per cui , complice anche l'innalzamento delle temperature, direi che è arrivato il momento, per me, di attivarsi 🤷

 

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Il 9/7/2023 at 08:39, ferdydurke ha scritto:

Una soluzione completamente ecologica e a bassissima produzione di CO2 ci sarebbe pure

Eh ma NESSUNO finora si è reso conto che questo sistema ha bisogno di una spinta di avvio e se sottoposto ad un carico meccanico elevato si ferma ? Eppure il funzionamento di un motore AC a campo rotante dovrebbe suggerire qualcosa...

Se il gatto e la fetta di pane cadono perfettamente orizzontali, la coppia motrice generata da gatto+fetta è nulla (braccio nullo) e il gatto resta fermo a mezz'aria in un punto morto. Per la stessa ragione un carico meccanico elevato in prossimità del punto morto potrebbe assorbire tutta l'energia cinetica del rotore, necessaria per superare il punto morto stesso, e fermare il sistema.

C'è però una soluzione: è sufficiente prendere DUE gatti imburrati e collegarli insieme ruotati di 90 gradi uno rispetto all'altro con le colonne vertebrali allineate, ad esempio legando insieme le code. In questo modo non esisterà mai un punto morto e il motore felino-caseario, oltre ad avviarsi da solo sempre, potrà fornire una coppia molto superiore.

 

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1 ora fa, andpi65 ha scritto:

che sia economicamente conveniente riscaldare casa con pompe di calore in inverno a certe latitudini facendo affidamento su un impianto fotovoltaico.

occio che tra poco la pompa di calore non sara piu una opzione

e quella vuole elettricita 

d'inverno

con cosa produciamo questo surplus di energia e , soprattuttio, la rete e' in grado di gestirla?

Bella domanda....

 

 

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se non riusciamo a realizzare un gasificatore oggshore, pensqte che potremmo realizzare un imoianto nucleare? se pure decidessimo oggi per farlo ci vorrbbero 25 anni, tra scelta del ito, costruzione, collaudo. e nel frattempo dovremo consumare enegia per costruire e centrali (non ne bsta una ce ne vogliono almeno 15) e una fraccata di solfi. nessuno oggi, tranne i apesi ad econmia pianficata, investe cifre importanti per cominciare a recuperarle tra 25 anni, siamo nellepoca della trimestrale di cassa. in eurpa impianti nucleari si fanno solo in francia perchè lì edf è statale, tutti i paesi dove la produzione di energia elettrica è privata hanno abbandonatoil settore a partire dagli usa. e non è solo un problema di soldi e di tempi. per fare 15 centrali serve una industria nuclere che non esiste da nessuna parte, si certo una centrale la si fa ma per 15 si andrebbe a saturare un mercato produttivo che praticamente non esiste. quanto all'uranio, quello da usare in centrale va arricchito e gli imoianti di arrichimentodov sono? eurodif, quello europeo, è in grado a malapena di soddisfare la domanda esistete (eper fare eurodif si sono consorziate francia uk germania e altri paesi).. certo potremmo farlo arricchire dall'iran, ma forse non è il caso

di energia abbiamo bsogno rlativamentr a breve, tra 25 anni sarebbe troppo tardi

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5 ore fa, Jack ha scritto:

Bisogna continuare ad installare FV ed Eolico fino ad avere il 70-80% del fabbisogno annuale prodotto tutto in estate.

Impossibile, soprattutto se al fabbisogno annuale aggiungi la conversione dei consumi del gas domestico in elettricità e se ci aggiungi anche le necessità future dell’automotive, sia per quantità generale di energia necessaria sia per continuità e stabilità di produzione erogazione, la produzione delle rinnovabili è inconstante nel tempo e sarà sempre quantitativamente non sufficiente.

Considera anche che oggi oggi il 50% della energia elettrica che usiamo è prodotta da centrali a turbogas, già solo sostituire questa con le rinnovabili è un’impresa.

Resta sempre come ulteriore problema la distribuzione dell’energia prodotta con le rinnovabili, complessa e molto più costosa di quanto non costi produrla che rappresenta un’impresa aggiuntivo di cui tenere conto.

Senza nucleare non se ne esce se l’obiettivo resta quelle di azzerare o quasi l’emissione di gas serra.

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Il 8/7/2023 at 09:24, Savgal ha scritto:

Provocatoriamente, vi sono regioni i cui elettori votano per la grande maggioranza per i partiti di governo, potrebbero dare il buon esempio individuando subito la sede di una centrale nucleare.

Questa "perla" mi era sfuggita.

A Caorso (PC) e Trino Vercellese vi erano 2 centrali nucleari, sul totale di 4 realizzate sul territorio nazionale, fermate dai famigerati referendum.

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