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Energia e produzione


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appecundria

Tra i mille fattori da valutare c'è anche il nazionalismo, o sovranismo come lo chiamano ora per evitare tragici ricordi.

In ottica europeista, di nucleare ne abbiamo a josa, quello che manca sono l'idrogeno e i sistemi di stoccaggio. 

In ottica nazionalista, sì qualche centrale nucleare ci farebbe comodo.

Ma potrebbe benissimo darsi che prima di completare l'iter autorizzativo della prima centrale italiana, l'Europa abbia messo in comune l'energia.

La fisica non è tutto.

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https://melius.club/topic/15288-energia-e-produzione/page/4/#findComment-891246
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appecundria
6 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Qui il discorso si fa diverso però e si potrebbe discutere anche di questo.

E quella è la differenza tra un gruppo di giovani laureati in fisica e la commissione europea, la necessità di considerare tanti scassamenti di pēnis extra scientifici 😀

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5 minuti fa, appecundria ha scritto:

Tra i mille fattori da valutare c'è anche il nazionalismo, o sovranismo come lo chiamano ora per evitare tragici ricordi.

Sull’energia credo sia il caso oggi di ragionare per singoli paesi, io sono europeista e tu lo sai benissimo, ma oggi l’Europa non è una stato unitario ma un insieme di paesi armato da buone intenzioni che vorrebbe arrivare ad un’unità politica che è ancora lontana da raggiungere, pensare di affrontare i problemi energetici italiani facendo affidamento sulle scelte strategiche dei paesi partner mi sembra ancora rischioso, oltre che economicamente non conveniente perché l’energia francese frutto della produzione nucleare la pagavano salata e nel momento di crisi successivo allo scoppio della guerra in Ucraina abbiamo potuto toccarlo con mano.

1 minuto fa, appecundria ha scritto:

Il problema resta la scarsa continuità. 

Di tutte le rinnovabili in sostanza.

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@maurodg65

Di costoro me ne aveva parlato mio figlio, ma l'obiezione di fondo rimane. Se la francese Areva, che fattura oltre 4 mialirdi di euro e che opera quasi esclusivamente nel nucleare, e della tedesca Siemens AG, quest'ultima fattura quasi 90 miliardi di euro, hanno impiegato 18 anni con costi lievitati del 265%, per quale ragione dovremmo in Italia riuscire a costruire una centrale a fissione con costi pari al preventivo e nel giro di pochi anni? Altrimenti dobbiamo indirettamente supporre che coloro che lavorano nelle due multinazionali di cui sopra siano degli incompetenti.

Inoltre, in un piano dei costi che consideri anche quelli di smantellamento della centrale e di smaltimento dei residui nucleari (a meno che non si pensi che i nostri nipoti debbano accollarsi i costi per i benefici di cui hanno goduto i nonni), il costo per kWh con il nucleare a fissione è vantaggioso rispetto a quello di altre forme di produzione di energia?

 

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@Savgal sui costi, i tempi di costruzione e sugli anni di ammortamento necessario per rientrare dei costi di produzione ci sono numeri contrastanti, esattamente come sulla durata delle centrali che dovrebbe superare il mezzo secolo, io ho letto di tempi di costruzione e costi inferiori a quelli che indichi nel tuo post, ma il punto è anche politico perché negli ultimi trenta quaranta anni si è combattuto il nucleare ed è normale che di fronte ad un’opinione pubblica sfavorevole a seguito di incidenti come quello di Chernobyl anche la politica si sia messa di traverso come le ovvie conseguente sui tempi di realizzazione delle stesse.

Oggi si parla di dieci anni per la costruzione ed oltre i cinquanta per lo sfruttamento a costi doversi se con i 100 miliardi del SB si sarebbero potuti realmente realizzare otto rettori. 

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6 minuti fa, Savgal ha scritto:

Sole e vento

Certo, ma non garantiscono l’autosufficienza energetica del paese, non garantiscono neppure una produzione costante, quantità e costanza sono requisiti necessari per poter garantire i consumi che altrimenti finirebbero per dover subire dei periodi di stop forzato. 

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