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Napoli, distrutta la statua “Venere di stracci”


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Ammirando il cumulo di stracci pensavo che lo stesso fosse “pieno” e costituito a cupola per sapienza costruttiva.

invece dopo l’incendio e’ uscita fuori la gabbia che usavano le dame del settecento per ingombrare con le gonne gli spazi liberi del marito

briandinazareth

sempre difficile qualificare l'arte moderna (e non solo). 

però andrei piano con affermazioni apodittiche sulla poca importanza artistica dell'opera o addirittura dell'artista (pure ateo, questo scostumato)

magari è tutto un bluff, come molti pensano di tutta l'arte moderna, ma parliamo di un artista famosissimo nel mondo ed esposto in tutte le gallerie più importanti. 

poi magari il vostro falegname con 30 euro lo faceva meglio :classic_biggrin:

11 minuti fa, MarioVanWood ha scritto:

Sagrestà, invece co sta pucchiaccata (non solo in senso metaforico) , "an"atea e gnostica che ce demo da fa?

Campana', non  c'è più religione! È l'equivalente delle chiese modello capannone industriale. Colpa di voi catto comunisti 

  • Haha 1
14 ore fa, briandinazareth ha scritto:

andrei piano con affermazioni apodittiche sulla poca importanza artistica dell'opera

Riproposta nel "fuori scala" napoletano, l'opera di Pistoletto imho perde molta della sua forza: nelle (mi pare 4) versioni "classiche" dove la statua è alta circa 150cm, il contrasto della Venere (copia di un originale neoclassico di Thorvaldsen) con il cumulo di stracci contro cui è rivolta ha una potenza "visiva" che poche opere contemporanee (e non) possono vantare: l'arte contemporanea può non piacere, ma il valore artistico dell'opera di Pistoletto è fuori discussione.

 

  • Melius 1

Era solo un clochard a quanto pare.

Mica tutti riescono a sconfiggere la poverta’ con gli stracci e gli specchi con dentro i visitatori (visti recentemente alla Gnam).

Fra l’altro il cumulo di stracci al centro della sala lo vidi tanti anni fa in un museo di Berlino non credo fosse Pistoletto ma non posso giurarci.

L’arte concettuale e’ una paraculata quando la manifestazione del concetto non si accompagni a una forma d’arte infungibile nella ideazione e realizzazione. Se lo stesso straccio e’ posto indifferentemente a destra o sinistra, senza dunque “necessita” di collocamento, cio’ non avviene.

In ogni caso, l’Autore, che sia deiezione di artista, o cesso, o stracci deve aver dimostrato sopraffina capacita’ tecnico/artistica in altri ambiti ad evitar il sospetto della furberia modaiola.

L’immenso Picasso prima di scandalizzare con la svolta cubista peraltro forse manco originale, e prima ancora dei periodi blu e rosa aveva di mostrato a 17 anni una capacita’ di tratto pittorico degna dei Maestri del Rinascimento.

Ne parlammo a lungo col compianto Macca nel vecchio forum.

 

  • Thanks 1

Al di là delle battute, penso che non si possa rifiutare senza appello un'opera d'arte perché non si capisce o peggio ancora perché quella dell'autore non coincide con la nostra Weltanschauung. 

Anche questa è una forma di woke o cancel culture. 

Ci sarebbe poi da scrivere un poema sull'ignoranza (compresa la mia) in materia di arte e il rifiuto di cercare di capirne di più che va di pari passo con l'impellenza di esprimere giudizi da tale pulpito ... 

Si ma il rischio e’ di abdicare a qualsiasi giudizio e arrendersi a quello degli “specialisti” (non sempre immune da interesse). 
Altrove si critica il principio di autorita’. Questo potrebbe essere un caso anche perche’ non siamo in ambito scientifico.

L’importante e’ motivare bene avendo un po’ di conoscenza di storia dell’arte e non cedere alla capacita’ affabulatrice della parola. Una grande opera d’ arte non ha bisogno dello spiegone. La cosa si ripropone spesso, per altri aspetti, in talune regie teatrali contemporanee dove il regista o gli addetti “spiegano” non gia’ il contesto, la tecnica, la forma, ma i loro stravaganti simbolismi non percebili altrimenti anche da persone avvedute.

 

  • Melius 2

Mah...se stiamo ancora a discettare sula validità di un opera basandoci su criteri ottocenteschi (il buon disegno, le capacità tecniche dell'artista, il realismo pittorico (Sic!), ecc.) non si hanno proprio le basi per capire il contemporaneo in arte, le cui eventuali "boiate" - peraltro - vanno anch'esse giudicate e individuate con altri parametri che non quelli classici e accademici dei secoli passati.

Quanto alla validità della Venere degli stracci come "racconto" o metafora della società contemporanea, chi ad esempio ha avuto modo di vedere come sia ridotta Roma oggi, con le vestigia classiche e barocche assediate da immondizia, cinghiali e, appunto, stracci, non può non cogliere una delle tante chiavi di lettura che legano la nostra quotidianità con questa opera...ed è solo uno dei tanti significati, forse il più immediato e puerile, che l'autore ha saputo dare a un profetico suo lavoro di ormai quasi 60 anni fa, tuttora attualissimo.

  • Melius 2
54 minuti fa, Panurge ha scritto:

La storia è piena di persone avvedute che non hanno capito quello che stava succedendo in campo artistico.

si ma non è che tutti qui si sia degli sprovveduti, l'arte contemporanea mi piace anche molto. Ma va distinto il grano dal logliofuffa




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